domenica 20 dicembre 2015

Edith Piaf. Figlia di un contorsionista e una cantante di strada Cento anni fa, il 19 dicembre 1915, nasceva Edith Giovanna Gassion, che tutti conoscono come Piaf: uno dei miti più inossidabili della Francia. E' anche una delle più potenti incarnazioni di star tragica: è morta prima dei 50 anni, dopo una vita scandita da tragedie, una lista lunghissima di amori infelici, minata da una salute fragile e dagli eccessi. Alle spalle una famiglia di umili origini: il padre Louis Alphonse, normanno, era contorsionista e la madre. Annetta Giovanna Maillard (italiana nota come Line Marsa), una cantante di strada.



Edith Piaf nacque il 19 dicembre 1915.
Sky Arte HD ricorda la cantautrice francese, grande interprete del filone realista e conosciuta con il soprannome di “Passerotto” a causa della sua statura minuta e della voce caratterizzata da moltissime sfumature. Spesso autobiografici, i suoi brani vertono sui classici temi della ballata. Tra i più noti, La vie en rose del 1946.



Edith Piaf.
https://www.facebook.com/lastampa.it/videos/10153414216840958/


Figlia di un contorsionista e una cantante di strada
Cento anni fa, il 19 dicembre 1915, nasceva Edith Giovanna Gassion, che tutti conoscono come Piaf: uno dei miti più inossidabili della Francia. E' anche una delle più potenti incarnazioni di star tragica: è morta prima dei 50 anni, dopo una vita scandita da tragedie, una lista lunghissima di amori infelici, minata da una salute fragile e dagli eccessi. Alle spalle una famiglia di umili origini: il padre Louis Alphonse, normanno, era contorsionista e la madre. Annetta Giovanna Maillard (italiana nota come Line Marsa), una cantante di strada. Secondo la leggenda, la madre partorì Edith, aiutata da un poliziotto, sul marciapiede davanti agli scalini dell'abitazione al 72 di rue Belleville


Le nonne: una ammaestratrice di pulci e una maitresse
Il lavoro dei genitori di Edith non permetteva loro di allevare un figlio, perciò la piccola passò inizialmente la sua infanzia dalla nonna materna Aì'cha, una ammaestratrice di pulci che riempiva i suoi biberon di vino rosso "per uccidere i microbi". Quando il padre Louis, tornato dalla guerra, scopri le condizioni in cui la bambina viveva, affidò la piccola alla nonna paterna, Louise Léontine Descamps, tenutaria di una casa di tolleranza a Bernay, nell'Alta Normandia, prima di cominciare a portarla con lui a esibirsi per strada.

Devota di santa Teresa di Lisieux
Da bambina fu colpita da una malattia agli occhi, la cheratite. 
La nonna la portò a Lisieux, dove giaceva Santa Teresa del Bambin Gesù, in modo che la bimba potesse pregarla in cambio della guarigione. Da quel momento in poi Edith fu devotissima a S.Thérèse e durante le sue numerosissime tournées, non perse mai l'occasione di accenderle un cero.

Il giallo del passerotto
La sua carriera ha avuto un inizio da romanzo noir: 
Louis Leplées, l'impresario che la scopri fu assassinato in circostanze mai chiarite. 
Attorno alla cantante aleggiò il sospetto di esserne stata in qualche modo responsabile, fu anche interrogata dalla polizia, ma non ebbe alcuna conseguenza legale. Il nuovo impresario, Raymond Asso la ribattezzò Edith Piaf, la parola che in argot, lo slang parigino, significa "passerotto", che diventerà il suo soprannome e le aprì le porte del successo.

Un pugile l'amore più grande
Edith Piaf è stata legata a molti artisti che, grazie a lei, sono stati scoperti e hanno fatto carriera, Yves Montand, George Moustaki, Serge Reggiani, Gilbert Becaud, Charles Aznavour, Leo Ferrè. Ma il vero amore della sua vita è stato il campione di pugilato Marcel Cerdan che, solo un anno dopo il loro incontro morì in un incidente aereo. Quella sera Edith cantò lo stesso, pur con la morte nel cuore, dedicandogli "Hymne à l'amour", rifiutando gli applausi perché, come dirà lei stessa, "questa sera canto per Marcel Cerdan, e solo per lui".

Una salute cagionevole
Solo poco tempo dopo la morte di Marcel Cerdan, a Edith Piaf venne diagnosticata l'artrite reumatoide. Inoltre, a causa di un grave incidente stradale, soffriva per gli esiti di diverse fratture costali che le impedivano di respirare senza provare dolore. Cominciò così a fare uso di morfina di cui divenne dipendente.

"Les choses" e "la vie"
"Hymn à l'amour", "Sous le ciel de Paris", "Les amants d'un jour", "Milord","Non, je regrette de rien", tutti grandi successi, ma " La vie en rose" è la canzone icona di Edith Piaf. Lei è l'autrice, come per molte altre, del testo, inizialmente con il titolo " Les choses en rose". Il pianista Louiguy le musicò e diede il titolo poi divenuto celebre al brano che invita a "vedere la vita rosa", essere ottimisti e privi di preoccupazioni per il futuro. Nonostante tutto.

L'amica Marlene
Suoi grandi amici Orson Welles e l'attrice Marlene Dietric. 
Sua testimone di nozze, scelse per lei anche l'abito da sposa.

La voce della "rive gauche"
Con la sua voce capace di mille sfumature, la Piaf anticipa di oltre un decennio quel senso di ribellione e di inquietudine che incarneranno poi gli artisti intellettuali della "rive gauche", di cui faranno parte Juliette Greco, Camus, Queneau, Boris Vian, Vadim.


Il mistero sulla morte
Mistero e leggenda circondano la sua morte, avvenuta a Grasse il 10 ottobre 1963, ma che è stata registrata il giorno dopo a Parigi, dove si dice l'avesse trasportata in ambulanza il suo ultimo marito, Theo Sarapo. di notte, per rispettare il suo desiderio di morire nella capitale. La salma riposa a Pére Lachaise, cimitero parigino delle celebrità.

http://bit.ly/1Zhkphy

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