domenica 13 dicembre 2015

Marco Guastavigna: Non solo concettuali. Quaderni della Ricerca. n° 23. Loescher. Sia in L'apprendimento significativo sia in Costruire mappe concettuali. Strategie e metodi per utilizzarle nella didattica, Erickson, Trento 2012, Novak sottolinea che l'organizzazione gerarchica dei concetti dipende dal contesto; una tra le più importanti capacità della mente umana è il suo essere in grado di utilizzare i medesimi concetti in diverse situazioni e secondo prospettive differenti, che variano la valutazione di ciò che è più generale e di ciò che è più specifico. [pag. 22]

Marco Guastavigna: Non solo concettuali. Quaderni della Ricerca. n° 23. Loescher.

L'obiettivo principale di questo fascicolo, pertanto, è quello di contribuire a fare chiarezza in merito ai modelli logico-visivi di rappresentazione della conoscenza che possono essere più utili nella didattica e nell'apprendimento, ovvero:
• mappe mentali (mina maps);
• mappe concettuali (concepì maps);
• mappe per argomentare;
• mappe tematiche;
• mappe a sintassi di contesto;
• mappe prèt-à-porter;
• mappe dinamiche.
[pag. 6] 

Rappresentare graficamente la conoscenza vuol dire insomma avere l'intenzione di organizzare informazioni secondo una logica visiva.
In linea generale vuol dire utilizzare parole, forme geometriche, linee di connessione, assegnando a ciascuno di questi elementi un significato preciso e capace di costruire, nelle relazioni con gli altri, un'efficace rappresentazione di ciò a cui fa riferimento.
[pag. 7] 

Il nostro scopo, nello schematizzare, è rendere fruibile tale discorso in una forma semplificata, più facilmente accessibile e memorizzabile, attraverso un'organizzazione visiva dei suoi contenuti e delle relazioni tra essi che sia il più possibile autoevidente e autoconsistente, e quindi riutilizzabile anche in momenti successivi.
Le operazioni di base di ogni processo di schematizzazione, messe in atto dalla nostra mente, in modo non sequenziale, ma ricorsivo, via via che procediamo nella fruizione, nell'analisi e nella rappresentazione del discorso, sono dunque, in linea di massima, le seguenti:

• estrazione dei nuclei informativi giudicati più importanti e loro formulazione come "parole-chiave", ovvero frazioni di testo compatte e autosufficienti;

• collocazione delle "parole-chiave" dentro forme geometriche di vario tipo, allo scopo di rendere evidente e consolidare la loro autonomia logica e la loro autosufficienza informativa e cognitiva, mediante confini e cornici visivamente netti, che generano nuclei chiaramente distinti l'uno dall'altro dal punto di vista logico-visivo;

• collegamento di questi nuclei mediante segmenti, frecce e così via, che disegnano una struttura con un proprio specifico significato globale; il segno di collegamento deve essere visivamente molto diverso da quello destinato a racchiudere il nucleo;

• collocazione dei nuclei nella struttura di insieme, operazione che avviene in parallelo al collegamento tra i nuclei medesimi; particolarmente delicata e significativa è la collocazione di quelli che danno inizio alla nostra rappresentazione, determinandone in larga misura lo sviluppo successivo, ovvero di quelli che solitamente vengono posizionati in alto, al centro o a sinistra del foglio di carta o della videata del dispositivo elettronico su cui lavoriamo;

• eventuale completamento del significato delle linee di connessione con etichette testuali, quando si rende necessario chiarire lo specifico significato del collegamento tra i diversi nuclei;

• eventuale ulteriore connotazione semantica sia dei nuclei sia delle linee di connessione con vari accorgimenti visivi (colorazioni particolari, interventi su dimensioni e forme, accostamenti iconici e così via).

Abbiamo già detto che vi sono diverse tipologie di rappresentazione grafica della conoscenza e che esse dipendono da differenti teorie e modelli di composizione logico-visiva.

[pag. 8] 

Sia in L'apprendimento significativo sia in Costruire mappe concettuali. Strategie e metodi per utilizzarle nella didattica, Erickson, Trento 2012, Novak sottolinea che l'organizzazione gerarchica dei concetti dipende dal contesto; una tra le più importanti capacità della mente umana è il suo essere in grado di utilizzare i medesimi concetti in diverse situazioni e secondo prospettive differenti, che variano la valutazione di ciò che è più generale e di ciò che è più specifico.
[pag. 22] 





http://www.laricerca.loescher.it/quaderno_23/index.html#8/z




https://youtu.be/aYl2-3GAo5U
 



https://youtu.be/n3jwWY4NvMs



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