venerdì 5 giugno 2015

Gaslighting: una forma di violenza nella coppia. Nel 1944 il regista americano Georg Cukor produsse il film “Gaslight” (uscito in Italia con il titolo “Angoscia”) dove si racconta di un dramma psicologico incentrato sul rapporto tra due coniugi, nel quale il marito, uomo particolarmente carismatico, attraverso una sottile e diabolica strategia psicologica, conduce la giovane moglie sull'orlo della pazzia.

Gaslighting: una forma di violenza nella coppia.

Nel 1944 il regista americano Georg Cukor produsse il film “Gaslight” (uscito in Italia con il titolo “Angoscia”) dove si racconta di un dramma psicologico incentrato sul rapporto tra due coniugi, nel quale il marito, uomo particolarmente carismatico, attraverso una sottile e diabolica strategia psicologica, conduce la giovane moglie sull'orlo della pazzia. Il fenomeno del Gaslighting, che prende appunto il nome dal film, indica una crudele e spietata manipolazione mentale che la persona abusante mette in atto per far crollare la fiducia che la vittima ha in sé stessa e nel proprio giudizio di realtà. È una violenza subdola, insidiosa, sottile, che ha la capacità di annullare la persona che ne è bersaglio. La sensazione di smarrimento che prova la vittima rischia di degenerare, nel giro di poco tempo, in problemi psichici e psicosomatici.

Il coniuge abusante spesso utilizza questa manipolazione psicologica per chiudere rapporti coniugali che non soddisfano più o che vivono nell'ombra di rapporti extraconiugali.
Il gaslighter (coniuge abusante) usa frasi offensive che minano la fiducia e l'autostima della vittima (“Non me lo hai mai detto! Te lo sei immaginato! Sei una persona insignificante! Non ne fai mai una giusta! Ecc.) per poterne avere il controllo totale.

Le fasi che accompagnano la vittima nello sprofondamento psichico sono tre:
- all'interno della coppia si inizia ad avere una comunicazione distorta che porterà il perseguitato a non comprendere più ciò che dice il persecutore;
- in un secondo momento la vittima cercherà di difendersi tentando di spiegare al suo persecutore che ciò che afferma non corrisponde alla realtà delle cose;
- in ultimo comincia la discesa verso la depressione, aderendo completamente alla realtà distorta proposta dall'abusante.

L'elemento più inquietante di questa violenza psicologica è che spesso le vittime non si rendono conto in quale incastro perverso si trovano. Infatti spesso la vittima giustifica l'abusante sentendosi lei stessa in difetto.

È un reato difficile da definire e da punire e che può portare la vittima al suicidio. L'unico modo di contrastare questo fenomeno è quello di sensibilizzare le donne a chiedere aiuto a diverse figure professionali come le forze dell'ordine, gli avvocati, gli psicoterapeuti. I mezzi di comunicazione sono, come al solito, gli strumenti di lavoro più importanti per porre l'attenzione su questo grave tipo di abuso.

Giuridicamente questo reato non è conosciuto, ma le azioni del gaslighter si possono rilevare nei reati previsti nell'articolo 570 del codice penale “violenza degli obblighi di assistenza familiare” e nell'art. 572 c.p. “maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli”.

Il sostegno psicologico in questi casi di violenza psicologica è molto difficile perché la donna è stata isolata, depredata della fiducia in sé stessa e della propria capacità di giudizio. Infatti, spesso, la vittima tende a giustificare il proprio carnefice e il rischio, se non si instaura una buona alleanza terapeutica, è quello di rigettare la donna tra le braccia del proprio aguzzino.


Ecco il trailer originale del film "Gaslight" con Ingrid Bergman:


https://youtu.be/0ToLfQU2xmg



Il "Gaslighting" (forma di violenza psicologica nella quale false informazioni sono presentate alla vittima con l'intento di farla dubitare della sua stessa memoria e percezione) è in aumento nella nostra società. [...]



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