giovedì 25 giugno 2015

Arthur Miller, in "Morte di un commesso viaggiatore" (1949), ha saputo dare voce e significato alle sofferenze di individui schiacciati da un sistema che li sottoponeva a severe pressioni estreme, fino al punto da rendere difficilmente sopportabili i normali legami all'interno di un nucleo familiare.



Arthur Miller, in "Morte di un commesso viaggiatore" (1949), ha saputo dare voce e significato alle sofferenze di individui schiacciati da un sistema che li sottoponeva a severe pressioni estreme, fino al punto da rendere difficilmente sopportabili i normali legami all'interno di un nucleo familiare.

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