giovedì 29 maggio 2014

29 maggio 1176: la Lega Lombarda sconfigge l'imperatore Federico I Barbarossa nella Battaglia di Legnano. L'antefatto: tra i Comuni medievali, quelli lombardi avevano ottenuto dai feudatari molte libertà ma erano rimasti sudditi dell'Impero germanico, che considerava la Lombardia parte del Regno d'Italia. Da molto tempo, tuttavia, gli imperatori germanici non si occupavano del Regno, impegnati com'erano a lottare contro i feudatari tedeschi e contro il papa. I Comuni erano molto solerti nel manifestare a parole la loro devozione verso l'imperatore, però battevano moneta per conto proprio, imponevano tasse e si facevano la guerra come e quando volevano. Tutto questò durò finché nel 1152 salì sul trono il duca di Svevia Federico di Hohenstaufen (1152-1190), che in Italia sarà detto "Barbarossa". Egli era un uomo energico che si era prefisso la missione di far rispettare nei suoi territori l'autorità imperiale.


‎accaddeoggi‬ 29 maggio 1176: la Lega Lombarda sconfigge l'imperatore Federico I Barbarossa nella Battaglia di Legnano.
L'antefatto:
tra i Comuni medievali, quelli lombardi avevano ottenuto dai feudatari molte libertà ma erano rimasti sudditi dell'Impero germanico, che considerava la Lombardia parte del Regno d'Italia. Da molto tempo, tuttavia, gli imperatori germanici non si occupavano del Regno, impegnati com'erano a lottare contro i feudatari tedeschi e contro il papa. I Comuni erano molto solerti nel manifestare a parole la loro devozione verso l'imperatore, però battevano moneta per conto proprio, imponevano tasse e si facevano la guerra come e quando volevano.
Tutto questò durò finché nel 1152 salì sul trono il duca di Svevia Federico di Hohenstaufen (1152-1190), che in Italia sarà detto "Barbarossa".
Egli era un uomo energico che si era prefisso la missione di far rispettare nei suoi territori l'autorità imperiale.
Così, quando nel corso di una Dieta i rappresentanti di Lodi gli espressero le loro lagnanze per la prepotenza della città di Milano (la accusavano di soffocare con la violenza i commerci di tutti i Comuni vicini), Federico ne approfittò e inviò a Milano un suo ambasciatore, ingiungendo il Comune di prestargli obbedienza. I Milanesi risposero stracciando le lettere imperiali e costrinsero l'inviato a una fuga precipitosa. La posta in gioco era molto alta, perché le libertà comunali avevano reso Milano una città ricchissima, lanciata alla conquista di mercati in Germania e nelle altre città padane.
Nel 1158 l'imperatore scese in Italia e convocò la Dieta di Roncaglia. In essa l'imperatore Barbarossa riaffermò la propria esclusiva competenza sulle regalìe (i diritti di imporre tasse, battere moneta, stipulare contratti ecc.) e dispose che in ogni città si insediasse un governatore di nomina imperiale, proibendo qualsiasi altra forma di organizzazione politica.
Papa Alessandro III (1159-1181), ostile al Barbarossa, si schierò con i Comuni. L'imperatore reagì nominando un antipapa e, dopo un lungo assedio, rase al suolo Crema (1159) e distrusse Milano (1162).
Dopo questi episodi alcuni comuni veneti e lombardi si riunirono in due leghe difensive che si fusero, poi, nel 1167 nella Lega Lombarda, cui aderì anche il pontefice.
Lo scontro decisivo con Barbarossa avvenne nel 1176 a Legnano, dove le truppe imperiali vennero duramente sconfitte.
Un'ultima nota: alla storica Battaglia di Legnano fa riferimento l' "Inno d'Italia", che recita «Dall'Alpi a Sicilia dovunque è Legnano».
Amos Cassioli (1832-1891), "La battaglia di Legnano", presso la Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti, Firenze.


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