martedì 6 maggio 2014

Robert Pirsig. Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta. Noi prendiamo una manciata di sabbia dal panorama infinito delle percezioni e la chiamiamo mondo. Certe volte penso che l'idea che la mente di una persona sia accessibile a quella di un'altra è soltanto una finzione verbale, un modo di dire, un'ipotesi che fa sembrare plausibile una specie di scambio tra creature fondamentalmente estranee, quando invece il rapporto tra due persone è, in ultima analisi, insondabile.

[...] Ne Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta Pirsig spiega la disposizione d'animo che lo spinse a intraprendere la strada della scienza servendosi di un discorso pronunciato dal giovane Albert Einstein nel 1918:
"Nel tempio della scienza vi sono molte dimore... e diversi davvero sono coloro che le abitano e i motivi che ve li hanno condotti. Molti cercano nella scienza l'esaltante sensazione di superiore capacità intellettuale: la scienza è lo sport da cui trarre un'esperienza vivida e il soddisfacimento delle ambizioni; nel tempio ci saranno anche i molti che hanno immolato i prodotti del loro cervello a fini puramente utilitaristici. Se venisse un angelo del Signore a cacciare tutta la gente che appartiene a queste due categorie, il tempio si svuoterebbe di molti fedeli, ma qualcuno rimarrebbe: uomini sia dell'epoca presente sia di quella passata... Se le categorie che abbiamo appena espulso fossero le sole a popolare quel luogo, il tempio non sarebbe mai esistito, così come non può esistere un bosco fatto di soli rampicanti. Coloro che troveranno favore presso l'angelo [...] sono tipi insoliti, poco comunicativi, solitari, in realtà molto meno simili tra loro degli appartenenti alla schiera dei cacciati. Quel che li ha portati al tempio [...] non c'è un'unica risposta per spiegarlo, [...] l'evasione dalla vita quotidiana, dalla sua penosa crudezza, da una disperata monotonia, la fuga dalla schiavitù dei propri desideri. Una natura nobile desidera con tutte le sue forze di sfuggire al suo ambiente affollato e rumoroso per rifugiarsi nel silenzio , dove l'occhio spazia liberamente nell'aria ancora pura e segue con sguardo amorevole i placidi contorni che paiono costruiti per l'eternità."
Robert M. Pirsig, Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, p. 115. 


Si accorse che le differenze dottrinali tra induismo, buddhismo e taoismo non hanno neanche lontanamente l’importanza attribuita a quelle che separano cristianesimo, islam e ebraismo. Per le prime non si combattono mai guerre sante, perché non si suppone mai che affermazioni verbali sulla realtà siano la realtà.
Robert M. Pirsig, Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta



E' improbabile che un romantico trovi interessante un disegno tecnico o meccanico o uno schema elettronico; per lui queste cose non hanno nessun fascino, perchè non ne coglie che la realtà superficiale. Complessi e noiosi elenchi di nomi, linee e numeri. Niente di interessante. Ma lo stesso progetto, lo stesso schema, la stessa descrizione, affascineranno uno spirito classico, perchè egli vedrà nelle linee, nelle forme e nei simboli un'incredibile ricchezza di forme soggiacenti.

La modalità romantica si affida soprattutto all'ispirazione, all'immaginazione, alla creatività e all'intuizione. I sentimenti predominano sui fatti. Sono i romantici che amano opporre l'"Arte" alla "Scienza". Non procedono secondo ragione o in base a leggi precise. Si lasciano giodare dal sentimento, dall'intuizione, dalla sensibilità estetica.
Robert Pirsig, Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta


Noi prendiamo una manciata di sabbia dal panorama infinito delle percezioni e la chiamiamo mondo. Certe volte penso che l'idea che la mente di una persona sia accessibile a quella di un'altra è soltanto una finzione verbale, un modo di dire, un'ipotesi che fa sembrare plausibile una specie di scambio tra creature fondamentalmente estranee, quando invece il rapporto tra due persone è, in ultima analisi, insondabile.
Robert Pirsig, Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta



«La mia opinione è che l'intelletto dell'uomo moderno non è poi così superiore.
I quozienti d'intelligenza non sono tanto diversi. Quegli indiani e gli uomini del medioevo erano intelligenti quanto noi, ma il contesto in cui prendeva forma il loro pensiero era completamente diverso dal nostro. In "quel" contesto fantasmi e spiriti erano reali quasi quanto lo sono per l'uomo moderno atomi, particelle, fotoni e quanti. In "questo" senso posso credere ai fantasmi. Anche l'uomo moderno ha i suoi».
«Quali?».
«Be', le leggi della fisica e della logica... i numeri... il principio di sostituzione in algebra.
Questi sono fantasmi, ma ci crediamo con tanta convinzione che ci sembrano reali».
Robert Pirsig, Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta


La motocicletta non è altro che questo: un sistema di concetti realizzato in acciaio.
In essa non c'è pezzo, non c'è forma che non sia uscita dalla mente di qualcuno.
Robert Maynard Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, 1974


Se fai le vacanze in motocicletta le cose assumono un aspetto completamente diverso. 
In macchina sei sempre in un abitacolo; ci sei abituato e non ti rendi conto che tutto quello che vedi da quel finestrino non è che una dose supplementare di TV. Sei un osservatore passivo e il paesaggio ti scorre accanto noiosissimo dentro una cornice. In moto la cornice non c'è più. Hai un contatto completo con ogni cosa. Non sei uno spettatore, sei nella scena, e la sensazione di presenza è travolgente. È incredibile quel cemento che sibila a dieci centimetri dal tuo piede, lo stesso su cui cammini, ed è proprio lì, così sfuocato eppure così vicino che col piede puoi toccarlo quando vuoi – un'esperienza che non si allontana mai dalla coscienza immediata.                                                    
Robert Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 14-15


Nella storia dell'umanità ci sono state epoche in cui i canali di pensiero avevano un corso talmente determinato che nessun cambiamento era possibile; non succedeva mai niente di nuovo, e il 'meglio' era una questione di dogma, ma non è il nostro caso. Adesso sembra che il torrente della nostra coscienza comune stia straripando, perdendo la sua direzione e il suo scopo centrale, senza altro scopo se non quello del rovinoso compimento del suo impulso interiore.               Robert Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 18


Quello che è irritante nelle istruzioni di questo tipo è che partono dal presupposto che ci sia un solo modo di montare un barbecue: il loro. E questo presupposto esclude qualsiasi intervento creativo. In realtà di modi ce ne sono cento, e quando ti costringono a seguirne uno solo, senza mostrarti il problema nel suo complesso, diventa difficile seguirlo senza fare errori. F un lavoro che si fa senza slancio. Oltre tutto, è molto improbabile che il loro modo sia il migliore.
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta'



Il Buddha, il Divino, dimora nel circuito di un calcolatore o negli ingranaggi del cambio di una moto con lo stesso agio che in cima a una montagna o nei petali di un fiore
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, Pagina 28.



Alcune cose ci sfuggono perché sono così impercettibili che le trascuriamo. 
Ma altre non le vediamo proprio perché sono enormi
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 62


C'è un'estetica classica così sottile che spesso ai romantici sfugge. 
Lo stile classico è diretto, disadorno, non-emotivo, economico e accuratamente proporzionato. 
Il suo scopo non è quello di ispirare emozioni, ma di creare l'ordine dal caos e svelare l'ignoto. Esteticamente non è né libero né naturale, ma contenuto. Tutto è sotto controllo
Il suo valore si misura in base alla continuità di questo controllo.                                                            Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p.  76


Tutti percepiamo a ogni istante milioni di cose intorno a noi, le registriamo automaticamente, ma non ne prendiamo veramente coscienza, a meno che non ci sia un particolare insolito o il riflesso di qualcosa che siamo preparati a vedere. Non potremmo mai prendere coscienza di tutto e ricordare tutto perché la nostra mente si riempirebbe di tanti di quei dettagli inutili che non riusciremmo più a pensare. Dobbiamo scegliere, e il risultato di tale scelta, che chiamiamo "coscienza", non è mai identico alle percezioni, perché il processo di selezione le cambia. Noi prendiamo una manciata di sabbia dal panorama infinito delle percezioni e la chiamiamo mondo. 
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, pagine 84/85


Noi prendiamo una manciata di sabbia dal panorama infinito delle percezioni e la chiamiamo mondo
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 85


All'intelligenza classica interessano i principi che determinano la separazione e l'interrelazione dei mucchi. L'intelligenza romantica si rivolge alla manciata di sabbia ancora intatta. Sono entrambi modi validi di considerare il mondo, ma sono inconciliabili. 
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 85


Il vero scopo del metodo scientifico è quello di accertare che la natura non ti abbia indotto a credere di sapere quello che non sai
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p.  111


La vera Università non ha un'ubicazione specifica
Non ha possedimenti, non paga stipendi e non riceve contributi materiali. 
La vera Università è una condizione mentale. È quella grande eredità del pensiero tradizionale che ci è tramandata attraverso i secoli e che non esiste in nessun luogo specifico; viene rinnovata attraverso i secoli da un corpo di adepti tradizionalmente insigniti del titolo di professori, ma nemmeno questo titolo fa parte della vera Università. Essa è il corpo della ragione stessa che si perpetua.
Oltre a questa condizione mentale, la "ragione", c'è un'entita legale che disgraziatamente porta lo stesso nome ma è tutt'altra cosa. Si tratta di una società che non ha scopi di lucro, di un ente statale con un indirizzo specifico che ha dei possedimenti, paga stipendi, riceve contributi materiali e di conseguenza può subire pressioni dall'esterno. Ma questa Università, l'ente legale, non può insegnare, non produce sapere e non vaglia idee. È solo un edificio, la sede della chiesa, il luogo in cui sono state create le condizioni favorevoli a che la chiesa potesse esistere
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 149-150


Cerchi di capire dove stai andando e dove sei, e ti sembra che la tua vita non abbia senso. 
Ma quando dai uno sguardo indietro si delineano delle costanti, e se ti proietti in avanti partendo da quelle, a volte capita di scoprire qualcosa. 
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, pagine 166/167


L'allegoria della montagna fisica per quella spirituale che si erge tra ogni anima e la sua meta è una delle più facili e naturali. (...) La maggior parte degli uomini sta a guardare le montagne spirituali per tutta la vita e non si avventura mai, accontentandosi di ascoltare quelli che ci sono stati, e risparmiandosi così ogni avversità. Alcuni vanno sulle montagne accompagnati da guide esperte, altri si sforzano di trovare da soli la loro via. Pochi di questi ultimi hanno successo, ma talvolta qualcuno, aiutato dall'ostinazione, dalla fortuna e dalla grazia, ce la fa. Una volta arrivato, si rende conto più di chiunque altro che di vie non ce n'è una sola, né ce n'è un numero stabilito. Sono tante quante le anime individuali
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, pagine 187/188


"Una cosa esiste" egli disse "se il mondo non può funzionare normalmente senza di essa"
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, pagina 214



Una geometria non può essere più vera di un'altra; è solo più conveniente
La geometria non è vera, è un mero vantaggio. 
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 258                            


Continuiamo ad attraversare, inosservati, momenti della vita di altra gente.                                   Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 280


Credo che se vogliamo cambiare il mondo per viverci meglio non ci convenga discutere di rapporti di natura politica, inevitabilmente dualistici e pieni di soggetti e oggetti, né dei loro rapporti reciproci; e nemmeno adottare programmi pieni di cose che gli altri devono fare. Questo tipo di approccio, secondo me, parte dalla fine scambiandola per l'inizio. I programmi di natura politica sono importanti prodotti finali della Qualità sociale, ma sono efficaci solo se è valida la struttura soggiacente dei valori sociali. I valori sociali sono giusti soltanto se sono giusti quelli individuali. Il posto per migliorare il mondo è innanzitutto nel proprio cuore, nella propria testa e nelle proprie mani; è da qui che si può partire verso l'esterno. Altri possono parlare di come ampliare il destino dell'umanità. Io voglio soltanto parlare di come si aggiusta una motocicletta. Credo che quel che ho da dire io abbia un valore più duraturo. 
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 287


Certe volte penso che l'idea che la mente di una persona sia accessibile a quella di un'altra è soltanto una finzione verbale, un modo di dire, un'ipotesi che fa sembrare plausibile una specie di scambio tra creature fondamentalmente estranee, quando invece il rapporto tra due persone è, in ultima analisi, insondabile. 
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 289


L'esempio più efficace contro la rigidità dei valori è quello della vecchia trappola indiana per le scimmie. La trappola consiste in una noce di cocco svuotata e legata a uno steccato con una catena. La noce di cocco contiene del riso che si può prendere attraverso un buco. L'apertura è grande quanto basta perché entri la mano della scimmia, ma è troppo piccola perché ne esca il suo pugno pieno di riso. La scimmia infila la mano e si ritrova intrappolata - esclusivamente a causa della rigidità dei suoi valori. Non riesce a cambiare il valore del riso. Non riesce a vedere che la libertà senza riso vale di più della cattura con. Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, pagina 301


So dai miei ricordi infantili che mettersi a saltare sui letti è utilissimo per far passare la depressione. Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, pagina 337


Qualsiasi lavoro tu faccia, se trasformi in arte ciò che stai facendo, con ogni probabilità scoprirai di essere divenuto per gli altri una persona interessante e non un oggetto. Questo perché le tue decisioni, fatte tenendo conto della Qualità, cambiano anche te. Meglio: non solo cambiano anche te e il lavoro, ma cambiano anche gli altri, perché la Qualità è come un'onda. Quel lavoro di Qualità che pensavi nessuno avrebbe notato viene notato eccome, e chi lo vede si sente un pochino meglio: probabilmente trasferirà negli altri questa sua sensazione e in questo modo la Qualità continuerà a diffondersi. 
Robert M. Pirsig,  Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta, p. 341

Se consideriamo l’insieme del sapere umano come un’enorme struttura gerarchica, le vette della mente si troveranno nel punto più alto di questa struttura, tra le considerazioni più generali e più astratte. Sono pochi quelli che si spingono fin quassù. Dall’escursione in queste regioni non si trae alcun particolare profitto, e tuttavia, come le montagne del mondo materiale che ci circondano, esse hanno una loro austera bellezza che giustifica per molti la fatica dell’ascesa. Quassù bisogna assuefarsi all’aria più rarefatta dell’incertezza, all’immensità delle domande e delle risposte.”
Robert M. Pirsig, Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta



Tesi di Laurea
Robert M. Pirsig: Lo Zen e l'arte della manutenzione dell'individuo
Relatore Prof. Luigi Vero Tarca
Laureando
Francesco Lanzetta Matricola 839451
Anno Accademico 2012/2013

Tecnologia
Il primo argomento che l'autore tratta nel suo Chautauqua è quello della tecnologia, e in particolare del rapporto che John e Sylvia hanno con essa. Per fare ciò Pirsig si serve della motocicletta confrontando l'approccio che ha lui nei confronti del suo mezzo con quello di John. Quest'ultimo infatti dimostra uno spiccato disinteresse nei confronti della cura e della manutenzione della sua moto, delegandoli praticamente sempre a un meccanico. Al contrario Pirsig si dedica ai lavori di manutenzione con grande attenzione e dedizione. La moto è per lui quasi una amica a cui spesso dedica tempo e affetto. Per John invece essa rimane un mero mezzo meccanico di cui si serve per raggiungere i suoi obiettivi, che sono per lui ben altra cosa dall'aggiustare le componenti del motore o riparare la carrozzeria. 

Ora si può obiettare che semplicemente la differenza sta nell'interesse che entrambi ripongono nella motocicletta, oppure nelle rispettive abilità e capacità, che in qualche modo devono essere di diverso valore. Ma la diversità tra i due si basa su un terzo elemento di ben altra importanza. Quando John si infuria nel non capire cosa non va alla sua moto e come sistemarla, egli non se la sta prendendo solamente con il suo mezzo ma con la tecnologia intera. In essa vede il male che affligge la società e il mondo. Tutto ciò che è tecnologico, nonostante gli renda la vita migliore e lo faccia vivere nel benessere, ai suoi occhi è brutto esteticamente, senza vita, senza senso, intriso di negatività. Essendo così qualitativamente negativa la tecnologia per John non merita attenzione, né dedizione, poiché è colpa sua se la gente al giorno d'oggi è depressa, sola, aggressiva, ed è sempre per colpa sua che le persone oggi si sono ridotte a prototipi di macchine senza emozioni e sentimenti, che rispondono a ordini che vengono dall'esterno, da una sorta di "sistema" del quale nessuno ha un effettivo controllo, ma che tuttavia dirige le azioni di tutti gli esseri umani. Infatti è spesso verso tale "sistema" che John e Sylvia indirizzano i loro malumori e le loro preoccupazioni. Le persone come loro sono solite preferire un ipotetico tempo storico in cui la tecnologia non fosse così presente nel mondo in modo tale da rendere l'umanità dipendente da essa, un tempo in cui fosse più importante qualitativamente ciò che possedeva un valore estetico e spirituale piuttosto che un valore basato sull'utilità pratica e tecnica. Ed è così che si giunge alla distinzione fondamentale che oppone l'autore al suo amico: la qualità che essi rivolgono alla propria moto. Questa si traduce poi nell'affetto che sentono quando hanno a che fare con le rispettive motociclette, e nella cura che adottano nel mantenerle. Tutto ciò è di fondamentale importanza per due motivi: il primo è il fatto che si ha subito una piccola e molto sommaria introduzione al concetto di Qualità (che è semplice e immediato ma allo stesso tempo complesso e ineffabile), e il secondo è che capiamo una distinzione fondamentale nel considerare gli individui e la loro intelligenza sia personale che collettiva: la distinzione tra intelligenza romantica e intelligenza classica. La prima è quella di John e Sylvia ed è solitamente la mentalità degli artisti e dei musicisti, che afferisce maggiormente alla sfera dell'immediato e del superficiale (inteso non in senso negativo); la seconda è quella di Fedro (quindi non dell'autore nel periodo del viaggio in moto), e afferisce alla sfera di ciò che è soggiacente, ossia di ciò che sta al di là della mera apparenza superficiale e che ha a che fare con il tecnologico, con il logico, e con lo scientifico.
http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/zen/lanzetta.pdf



Molto interessante e profondo. .la maggior parte delle persone credo che faccia la fine delle scimmie intrappolate. .sono troppo legate al pregiudizio; vuoi per pigrizia mentale, vuoi per ignoranza. ..








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