mercoledì 28 agosto 2013

Il tuffatore di Paestum (480-470 a.C.). Esempio di spiritualità tardo-antica sul tema della morte nella raffigurazione tombale del tuffatore che, saltando dalle pulai, le mitiche colonne d'Ercole, simbolico limite della conoscenza umana, si getta nel mare della morte per un transito verso un mondo di conoscenza diverso da quello terreno [...] Non è un tuffatore raffigurato nell'atto di entrare in acqua, ma la rappresentazione simbolica del passaggio nell'aldilà. Il momento è sospeso nell'intenzione del pittore eppure è inequivocabile il fatto che il tuffatore entrerà in un mare ignoto per poi riaffiorare. Concettualmente è una rappresentazione simbolica di resurrezione che tutti i popoli antichi conoscevano perché formulata dalla dottrina teologica antico egizia.

Tomba del Tuffatore di Paestum


Tomba del Tuffatore, a Paestum, del 6° secolo a.C., prima espressione della pittura greca in Italia ,trovata nel 1968.
Illustra un grande momento della pittura greca, verso il 480 a.C., caratterizzata dallo stesso spirito dei pittori vascolari dello stile severo ; la scena principale sul coperchio evoca un paesaggio marino dove le ondulazioni fanno sentire un fremito della superficie dell'acqua, mentre il tuffatore è colto in pieno volo, in un movimento di grande eleganza.




Stupendo, rappresenta il passaggio della vita alla morte. Scena del Tuffatore: raffigura un uomo nudo che si lancia da un trampolino piuttosto alto verso un corso d’acqua sottostante. 
Secondo Mario Napoli, archeologo scopritore della tomba, il tuffo rappresenterebbe l’inizio del viaggio verso l’aldilà, compiuto dall’uomo al momento della morte, che è allo stesso tempo tuffo verso il mare della vera conoscenza, contrapposta a quella solo “sensibile”, dei convivi e del vino, raffigurata dalle lastre laterali della tomba.



Per gli antichi, infatti, per raggiungere l'Aldilà era necessario attraversare un fiume od una palude.




Il trampolino ha una linea modernissima, e contrapposto all'atleta che si tuffa facendo arco, col suo corpo, al contrario, fanno della scena un esempio notevole di un'armonica composizione







Il tuffatore" (480 - 470 A.C.)
Museo Archeologico Nazionale di Paestum
(dettaglio della lastra di copertura della tomba del tuffatore)

Mi piace proporre questa immagine di un tuffatore di circa 2500 anni fa. Passano gli anni, i secoli, addirittura i millenni e certe abitudini, come una bella nuotata, non cambiano.
Avevo in mente di proporre oggi una riflessione sul calo del turismo in Italia ed in particolare della caduta dal primo al quinto posto nella classifica dei Paesi più visitati che si è verificata dagli anni '70 ad oggi.



Esposta nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Paestum, la scena offre, ad un attento visitatore, innumerevoli suggestioni. Il nostro Tuffatore cade dall’alto, dov’è la vita, nell’Oceano della Morte

È l’interpretazione di Mario Napoli e di Ranuccio Bianchi Bandinelli che riprendono un passo isolato della tradizione omerica nel quale vengono ricordati come un unico contesto: 
le correnti di Oceano, la Rupe Bianca, le porte del Sole ed il popolo dei Sogni 
Odissea XXIV, 11-12

Nel breve racconto di Kafka, La Partenza, al servo che gli sella il cavallo e gli chiede dove vada, il padrone risponde: “Non lo so. Pur che sia via di qua, via di qua, sempre via di qua, soltanto così posso raggiungere la mia meta.” 
Anche questa risposta ben si adatta all’enigmatico salto del tuffatore più vecchio del mondo.
foto di Elena Tissi.
PAESTUM POSEIDONEIA (campania italy) 
Diver-Tuffatore-detail-roof-slab 6th century b. C.


Il tuffatore di Paestum (480-470 a.C.). Esempio di spiritualità tardo-antica sul tema della morte nella raffigurazione tombale del tuffatore che, saltando dalle pulai, le mitiche colonne d'Ercole, simbolico limite della conoscenza umana, si getta nel mare della morte per un transito verso un mondo di conoscenza diverso da quello terreno




Questa raffigurazione, non è fine a se stessa. Non è un tuffatore raffigurato nell'atto di entrare in acqua, ma la rappresentazione simbolica del passaggio nell'aldilàIl momento è sospeso nell'intenzione del pittore eppure è inequivocabile il fatto che il tuffatore entrerà in un mare ignoto per poi riaffiorare. Concettualmente è una rappresentazione simbolica di resurrezione che tutti i popoli antichi conoscevano perché formulata dalla dottrina teologica antico egizia.




Segnico al limite del calligrafico, di una poesia unica. Quasi un preludio all'arte giapponese. Il gesto del tuffarsi è modernissimo, plastico nella sua naturalità, come è naturale morire per poi rinascere in un ciclo infinito. Semplicemente bellissimo.




Ma il bello è che questo stupendo manufatto che si lascia ammirare intatto da secoli remoti era stato concepito per custodire nelle viscere della terra i resti mortali di un defunto. Una bellezza fatta dunque per celare, invisibile, opera probabilmente di un umile anonimo artigiano che mai avrebbe immaginato di eternarsi.





Il tuffo nell'aldilà è il mistero di sempre...guardarlo, poi, dall'interno del coperchio sepolcrale, è stata una capacità proiettiva sensazionale per l'epoca!





bellissima opera se si pensa che e stata eseguita nel 480 ac quando la vedi dal vivo ti emoziona!
Andate a vedere il sito archeologico di Paestum




io l´ho visto quando sono stato a Paestum, rappresenta davvero il passaggio della finita vita terrestre alla vita dell'aldilà ...


Il passaggio dalla vita alla morte nella metafora del tuffatore.
Gli Etruschi non scherzavano in quanto a cultura.

https://fbcdn-sphotos-g-a.akamaihd.net/hphotos-ak-ash3/q79/s720x720/1175108_634647466554237_61103020_n.jpg

All I wanted to be was a beautiful diver 
All I wanted to be was a beautiful diver
Bound to believe there's nothing like being seen
In reveiling swimming tronks
Volevo essere un tuffatore
Con l'altezza sotto il naso ed il gonfio del costume
Volevo essere un tuffatore
Che si aggiusta e si prepara di bellezza non comune
E ora voglio essere un tuffatore
Per rinascere ogni volta dall'acqua all'aria
Voglio essere un tuffatore
Per rinascere ogni volta dall'acqua all'aria
Voglio essere un tuffatore
Per rinascere ogni volta dall'acqua all'aria
Voglio essere un tuffatore 
Per rinascere ogni volta dall'acqua all'aria all'aria.

http://youtu.be/OShP5m12rvM




Museo Egizio di Torino Calcare dipinto. Nuovo Regno, XIX dinastia (1292-1186 a.C.). 
Questo magnifico bozzetto di una fanciulla che esegue una flessione all’indietro sfida molte delle convenzioni dell’arte egizia. La donna è seminuda, con indosso un pareo nero e poco altro, tranne gli orecchini a cerchio in oro (un ornamento costoso per chiunque nell’antichità). È raffigurata, mentre si piega, perfettamente di profilo, non nella consueta postura eretta e rigida con le spalle di fronte e solo le gambe di profilo. Sono raffigurati in modo realistico anche i contorni della gamba e del braccio sullo sfondo. I capelli ondulati della danzatrice sono sciolti e fluenti, ma gli orecchini sfidano la gravità poiché non ricadono. La vivezza e la qualità artistica nel disegno di questo schizzo sensuale testimoniano un alto livello di perizia e suggeriscono che fosse opera di un artigiano regale che lavorava nella Valle dei Re. Anche questo come molti altri ostraka, può provenire da Deir el-Medina.







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