giovedì 4 ottobre 2012

Alejandro Jodorowsky. Il tempo dissolve il superfluo e conserva l’essenziale

Dobbiamo manifestare la conoscenza soltanto quando ce lo chiedono altrimenti dobbiamo tacere. Una cosa è dare, un’altra obbligare gli altri a ricevere. (...)
Il vero maestro è invisibile: non possiede fiori, ne collane, ne anelli, ne foto, non ha scuola ne discepoli. Per il vero maestro, tutta l’umanità è sua discepola. Offre di nascosto beni e conoscenze che possano elevare il livello di coscienza dell’altro. Non ha bisogno di scuole, ne ambisce a essere un maestro. È un maestro perché ubbidisce a una volontà universale che gli è superiore.
Alejandro Jodorowsky


Colui che ha perso le parole anche d'amore deve parlare:
con l'indifferente occhio sommerso in un universo di carne
di pelle e di marmo, di ardenti chiome e onde fluviali,
di luminose labbra che nascondono spirali d'ombra,
nel centro del piacere che assassina gli dei
scavare come una bestia ferita fino a trovare l'anima.
Capire che l'Essere è qualcosa che si consuma,
un falò senza legna che fiamme lancia dal sogno.
Alejandro Jodorowsky


Per parlare con un prigioniero non fare resistenza:
entra nella sua cella,trasformati in specchio.
Lascia che si veda in te,perché lui non si vede mai ..
Alejandro Jodorowsky, All'ombra dell'I Ching


Non possiamo divenire ciò che siamo se non abbandoniamo i nostri fantasmi.
Discerniamo cosa è reale e ciò che invece è il prodotto delle nostre paure.
Alejandro Jodorowsky


Il mondo era crudele. Davanti a me si aprivano soltanto due alternative: o diventavo un assassino di sogni come gli altri, oppure mi rinchiudevo nella mia mente trasformandola in una fortezza. Optai per la seconda.
Alejandro Jodorowsky



Non dire tutto ciò che sai; non credere a tutto ciò che ascolti; non fare tutto ciò che puoi.
Mantieni dentro di te un giardino segreto.
Alejandro Jodorowsky



La parola “psiche”, anima in greco, significa anche “farfalla”.
Nasciamo con un bruco di anima, il nostro lavoro è dargli ali e volo.
Alejandro Jodorowsky


L'alunno mostra al maestro una poesia che recita così:
"Una farfalla: le strappo le ali e guarda, un peperoncino"!
La risposta del maestro non si fece attendere:
"No, no; non è così, permettimi che corregga la tua poesia:
"Un peperoncino: gli metto le ali e guarda, una farfalla"!
La lezione è chiara: l'atto poetico deve sempre essere positivo,
cercare la costruzione, non la distruzione.
Alejandro Jodorowsky





Dietro ogni malattia c’è il divieto di fare qualcosa
che desideriamo oppure l’ordine di fare qualcosa
che non desideriamo.
Ogni cura esige la disobbedienza a questo divieto
o a quest’ordine.
E per disobbedire è necessario abbandonare la
paura infantile di non essere amati; vale a dire di
essere abbandonati.
Questa paura provoca una mancanza di coscienza:
non ci si rende conto di quello che si è davvero,
cercando di essere quello che gli altri si aspettano che noi siamo.
Se si persiste in questa attitudine, si trasforma la
propria bellezza interiore in malattia.
La salute si trova solo nell’autentico, non c’è bellezza senza
autenticità, ma per arrivare a quello che siamo
davvero dobbiamo eliminare quello che non siamo.
Essere quello che si è:
questa è la felicità più grande.
Alejandro Jodorowsky


Sintomo è la manifestazione fisica di qualcosa al quale ci opponiamo al nostro interno.
Se rifiutiamo di assumere consapevolmente un principio, questo principio si introduce nel nostro corpo e si manifesta sotto forma di sintomo. Quasi sempre ci si richiede di modificare un comportamento per correggere uno squilibrio e questo è buono per la nostra evoluzione perché ci obbliga ad agire. Noi siamo come i pazienti che chiedono al dottore di curare i sintomi, per non essere costretti a confrontarsi con la causa del male. Sarebbe molto meglio che lavorassimo su noi stessi.
Alejandro Jodorosky


Dobbiamo pensare che non siamo una generazione, ma varie generazioni, non siamo individui, siamo umanità... Dobbiamo capire che l'altro esiste e che quello che dai lo dai e basta.
Jodorowsky


Compresi allora i soprusi che la mia famiglia mi aveva fatto subire. Vidi con esattezza la struttura dell'inganno. Mi attribuivano la colpa di ogni ferita che mi avevano inferto. Il boia non smette mai di proclamarsi vittima. Grazie a un abile sistema di negazioni, privandomi di ogni genere di informazione – e non sto parlando di informazione orale ma di esperienze per la maggior parre extraverbali – ero stato spogliato di ogni diritto, trattato come un mendicante senza terra al quale veniva offerto con bontà sdegnosa un frammento di vita. I miei genitori sapevano che cosa stavano commettendo? Assolutamente no. Senza volerlo, facevano a me quello che era stato fatto a loro. E così, reiterando di generazione in generazione i misfatti emozionali, l'albero di famiglia continuava ad accumulare una sofferenza che durava da parecchi secoli.
Alejandro Jodorowsky, La danza della realtà


Le sofferenze familiari, come gli anelli di una catena, si ripetono di generazione in generazione finché un discendente acquista consapevolezza e trasforma la sua maledizione in una benedizione.
Alejandro Jodorowsky





Anch'io ho sempre sentito dire così; ma chi ha emanato la maledizione alla prima generazione? 
Nessun uomo ha il potere di farlo. Vuol dire che un discendente abbandona questa mentalità del passato con coraggio e dà origine a generazioni future più felici.



Costellazioni familiari. Fino a quando non ci accorgiamo di questo e, spezziamo la catena. 
La migliore medicina e quello di rivolgersi "agli antenati" come fossero presenti e esprimere loro il perdono per le cose fatte sia positive che negative e mandarli via in pace perché tutto ormai è andato. Mi hanno detto che sarebbe opportuno cercare gli antenati fino alla 7 generazione, ricordarli e....lasciarli andare.




torniamo al "doppio legame" di Bateson



“I problemi che abbiamo sono solo quelli che desideriamo avere.
Siamo legati alle nostre difficoltà.”
Psicomagia, di Alejandro Jodorowksy, p.124


Due persone pregano
Il primo domanda:
Com' é possibile che io viva nell'angoscia e tu nella gioia, se entrambi preghiamo per lo stesso numero di ore?
L'altro risponde:
Perchè tu preghi sempre per chiedere e io prego solo per Ringraziare.
Alejandro Jodorowsky


Quando, a New York, stavo montando il mio film “La Montagna Sacra”,
ho avuto problemi di tutti i tipi e ogni notte inzuppavo di sudore sei o sette magliette.
Sono andato a trovare un saggio cinese che mi avevano consigliato.
Era poeta, gran maestro di tai-chi e medico.
Non appena mi ha visto, mi ha domandato:
Qual'è il suo scopo nella vita?”.Sono rimasto frastornato, privo di risposta.
Lui ha continuato: “Se lei non mi dice qual'è il suo scopo nella vita, non posso curarla”.
Allora ho capito che se un' imbarcazione attraversa la vita senza un fine non arriva in nessun porto.
Ciò che fa sì che la vita non ci divori è avere uno scopo.
Quanto più elevato sarà, tanto più lontano ci porterà.
Come mistico ho un unico scopo: conoscere Dio.
Non il Dio di cui si parla dappertutto, ma quella cosa incredibile che muove l'universo.
Non solo: il mio scopo è dissolvermi tranquillamente in lui.
Questo è il mio fine...
Alejandro Jodorowsky, da “Lezioni per Mutanti” interviste con J. Esteban


Coloro che non riescono a staccarsi da un continuo monologo interiore, agiscono mentre contemporaneamente si guardano agire, parlano soltanto per ascoltarsi e si limitano ad una particella ristretta della propria mente.
Sono sordi e ciechi di fronte alla infinita estensione dell'Io essenziale e sono convinti di essere quello che credono di essere: ebbene, queste persone vivono nella miseria spirituale.
Alejandro Jodorowsky, Cabaret mistico


Ci viene inculcata l'idea che siamo colpevoli di essere quello che siamo per cui sprofondiamo in una dolorosa nevrosi da fallimento.
Alejandro Jodorowsky, Cabaret mistico


La strada per la felicità non è dritta.
Esistono curve chiamate Equivoci
Esistono semafori chiamati Amici,
Luci di precauzione chiamate Famiglia
E tutto si compie se hai:
Un cerchione di risposta chiamato Decisione
Un potente motore chiamato Amore
Una buona assicurazione chiamata Fede
E abbondante combustibile chiamato Pazienza.
Alejandro Jodorowsky


Il tempo dissolve il superfluo e conserva l’essenziale
Alejandro Jodorowsky


Se si chiude la porta a tutti gli "Errori", anche la Verità resterà fuori.
"Tu stesso Sei la Porta ed anche il Guardiano che proibisce l'entrata."
Alejandro Jodorowsky


Smetti di definirti. Concediti tutte le possibilità di essere, cambia strada ogni volta che lo senti necessario.
Alejandro Jodorowsky


Ogni mente crede che i propri limiti siano reali.
Il rospo nel pozzo nega l'esistenza del mare.
Alejandro Jodorowsky


Gli uccelli nati in gabbia pensano che volare sia una malattia.
Alejandro Jodorowsky


Tutto triste, il camaleonte si rese conto che, per conoscere il suo vero colore, doveva posarsi sul vuoto.
Alejandro Jodorowsky, Il passo dell'oca


Questa è la vera libertà: essere capaci di uscire da se stessi, attraverso i limiti del piccolo mondo individuale per aprirsi all'universo.
Alejandro Jodorowsky da Psicomagia. Una terapia panica. Conversazioni con Gilles Farcet


Quello che fai al mondo, lo fai a te stesso, e quello che non dai al mondo, lo togli a te stesso. Se tengo per me la conoscenza, la sottraggo a me stesso... La conoscenza si riceve e si dà. Se non dai amore, lo stai togliendo a te stesso. Se comincio ad aiutare le persone, se mi do da fare per curare la gente, comincio a curare me stesso, capisci? Per essere terapista bisogna essere malato. La prima cosa da fare per curare se stessi è curare la gente. Il mondo sei tu e sono io. Il mondo non è nostro, è quello che siamo.
Alejandro Jodorowsky, nato il 17 febbraio 1929, con Sole in Acquario e Luna in Gemelli


Oggi stesso smetti di criticare il tuo corpo.
Accettalo com’è senza preoccuparti degli sguardi altrui.
Non ti amano perché sei bella.
Sei bella perché ti amano.
Alejandro Jodorwsky


La gente con un basso livello di coscienza è sempre alla ricerca di qualcuno che le dia conferma di quanto vale; le persone con un elevato livello di coscienza, invece, cercano qualcuno che sottolinei i loro difetti per superarli.
Alejandro Jodorowsky



La ricerca di conferme è sintomo di insicurezza personale se trovi qualcuno che te la aggrava....il problema del "basso" è suo non tuo...spetta a noi stessi riacquistare sicurezza e nn permettere mai a nessuno di sminuirci!


Che caratteristiche deve avere una persona per guarire qualcuno? (Javier Esteban - intervistatore)
Non si guarisce qualcuno, si aiuta qualcuno a guarirsi. Chi vuole guarire un altro è un vanitoso. Neppure l'altro guarisce se stesso. E' Dio che lo guarisce. Credo che il motore di tutto ciò sia la bontà. Quando una persona sviluppa in sé il sentimento della bontà, percepisce i sentimenti dell'altro e fa quello che può per toglierlo dal male. Bisogna mettersi nei panni dell'altro e fare il possibile perchè l'altro scopra come curarsi. Per questo è necessario che l'altro aumenti il proprio livello di coscienza e cambi la propria visione delle cose. Tutti noi percepiamo la vita da un certo punto di vista, più o meno variabile.
Quando cambiamo punto di vista, anche la nostra vita cambia.
Il terapista, per guarire, deve lasciar da parte la morale? (Javier Esteban - intervistatore)
Deve essere amorale, ma non immorale. L'immoralità rivela una malattia. Essere amorale per il terapista significa non giudicare. Come un medico: se un assassino è ferito, il chirurgo lo aiuta e gli sutura la ferita. Il terapista deve agire nello stesso modo. Deve lasciare da parte i pregiudizi, e a maggior ragione deve farlo un terapista che si basa sulla psicologia.
Alejandro Jodorowsky, da “Lezioni per Mutanti” Interviste con Javier Esteban


In realtà la maggior parte dei problemi che ci tormentano sono quelli che vogliamo avere. Siamo vincolati alle nostre difficoltà in quanto sono loro che formano la nostra identità, sono loro che ci permettono di definirci in quanto persone ...con un determinato carattere. La gente vuole smettere di soffrire ma non è disposta a pagarne il prezzo, a cambiare, e desidera continuare a vivere in funzione dei suoi adorati problemi. 
Alejandro Jodorowsky

La gente desidera smettere di soffrire, è vero, ma non è disposta a pagarne il prezzo, a cambiare, a cessare di definirsi in funzione delle sue adorate sofferenze.
Alejandro Jodorwsky


Che consigli daresti per vincere le paure di cui soffriamo?
Ogni caso è diverso dall'altro, ma ho sempre detto che bisogna esprimere le paure in forma psicomagica. Bisogna scoprire che cosa ci impaurisce e farlo. Se una persona teme di morire, le organizzo una funzione funebre, la seppellisco simbolicamente. Chi ha paura di essere povero, lo mando in un altra città a chiedere l'elemosina per un giorno. Faccio sì che si collochino sul limite di quello che temono. Che lo affrontino.
Georg Groddeck ha detto una cosa che mi è piaciuta molto: “hai paura di ciò che desideri”. Se una persona ha paura di essere omosessuale, lo mando abbigliato come un travestito in un bar per omosessuali.
Per sconfiggere la paura, bisogna far sì che entri nella tua vita in maniera concreta.
Alejandro Jodorowsky (da “Lezioni per Mutanti” interviste con J. Esteban
Alejandro Jodorowsky, da "Psicomagia"





Io avevo il terrore dell'acqua..ho affrontato quella paura imparando a nuotare.
E' una delle tante che ho affrontato nel corso della mia vita.



[...] Sono passati alcuni anni dalla lettura di Psicomagia, ma credo che fossero quelle sugli esperimenti di psicodramma col pubblico e poi la sua capacità  di evocare e trasmutare in forme dicibili i suoi mostri interiori. Le immagini erano particolarmente forti e, per me, angosciose.  D'altra parte, come i suoi film.



Un rituale psicomagico:
concentratevi bene e immaginate di avere tra le mani una sfera trasparente, viva, che è l'anima del nostro pianeta, la Terra, la nostra madre sacra.
Accarezza la sfera con grande amore, tenerezza, affetto, apprezzamento, ammirazione e infinito rispetto.
Senti la sua malattia, il suo dolore.
Scivola con le tue mani sulla sua superficie invisibile, iniziando a ripulirla così di tutte le scorie che la ricoprono.
Pulisci le acque dall'inquinamento, la sua terra, il suo cielo.
Pulisci la sua pelle dalla malvagità dell'uomo, dall'egoismo, dalla dittatura, dalle religione trasformate in sette, dai vampiri delle multinazionali, dalle lobby farmaceutiche, da tutto quello che ritieni veleno per la società e per la terra.
Pulisci con i palmi e spazza via la fame, il razzismo, le guerre, la misoginia, ristabilisci l'equilibrio energetico della terra, bilancia il femminino sacro nella società.
Quando senti la sfera pulita e brillante, invia alla terra il potere della fertilità, della pace e dell'amore, fino a che vedrai fra le tue mani un Eden.
Danza con questa sfera luminosa e pulita fino a fondere il tuo mondo luminoso con te stesso, senti il tuo battito cardiaco unirsi al suo.
Il sogno sporco, pazzo che la società chiama realtà è finito, ora tu costruisci la tua realtà
Alejandro Jodorowsky



COME INVERTIRE LA ROTTA DELLE NOSTRE PAURE, SCIOGLIERE I NODI DEL MALESSERE, SFONDARE I MURI DELL'INCUBO? AGENDO, RISPONDE ALEJANDRÒ JODOROWSKY. COMPIENDO UN ATTO PARADOSSALE CHE SCUOTA L'IMMOBILITÀ PATOLOGICA DI CUI SIAMO PRIGIONIERI. Un atto dettato dalla voce dell'inconscio e tradotto nella surreale poesia di una quotidianità trasgressiva e onirica. JODOROWSKY ASCOLTA, INTERROGA, ESPLORA IL LABIRINTO EMOTIVO DEI SUOI INTERLOCUTORI E PAZIENTI. SENZA INTERPRETARE. SENZA FORZARE I SIGNIFICATI. Come un regista abituato alle meraviglie e allo stupore del teatro, RACCOGLIE DAI GESTI SOSPESI QUELLO CHE PUÒ RIAVVIARE L'AZIONE, RIACCENDERE LE LUCI DELLA SCENA. PRESE LE DISTANZE DALLA SICUMERA SCIENTIFICA DELLA PSICANALISI, JODOROWSKY PROPONE IL SEMPLICE ABBANDONO ALL"'ATTO PSICOMAGICO", la confidenza tra la profondità dell'esperienza e la complice, quasi omeopatica, adesione alle forme del proprio male. Guarire è, in questa "TERAPIA PANICA", una parola stonata. Imparare a essere felici, no.
Jodorowsky. Psicomagia.


Nella psicoanalisi tradizionale non si fa altro che tentare di decifrare e interpretare con il linguaggio corrente i messaggi inviati dall'inconscio.
Io agisco al contrario: invio messaggi all'inconscio utilizzando il linguaggio simbolico che gli è proprio. Nella psicomagia spetta all'inconscio decifrare l'informazione trasmessa dal cosciente.
Alejandro Jodorowsky



Sto lavorando a un libro di definizioni che si chiama “Intelectualmente correcto” (Intellettualmente corretto). Tutti pensiamo male e per questo abbiamo bisogno di cambiare alcuni concetti con altri. Ho cominciato con il cambiare le seguenti espressioni:
Mai con “assai poche volte”.
Sempre con “spesso”.
Ladro con “qualcuno che si è impadronito di una cosa altrui”.
Infinito con “estensione sconosciuta”.
Eterno con “fine impensabile”.
Sei il mio maestro con “mi insegni ad imparare da me stesso”.
Voglio fare con “sto facendo cose inutili”.
Voglio essere con “mi sottovaluto”.
Dammi con “permettimi di prendere”.
Imitami con “non ti rispetto”.
Mia moglie con “la persona con la quale condivido la vita”.
La mia opera con “ciò che ho ricevuto”.
Il mio con “ciò che adesso possiedo”.
Morire con “cambiare forma”.
Preparo questo libro ascoltando la gente parlare per strada, sto creando sentieri nel linguaggio. Sto anche elaborando definizioni che rompono con quelle esistenti. Tutte si definiscono tramite la loro negazione:
Felicità è: essere ogni giorno meno angosciato.
Decisione è: essere ogni giorno meno confuso.
Coraggio è: essere ogni giorno meno codardo.
Intelligenza è: essere sempre meno stupido.
In questo modo possiamo comprendere le cose in una maniera diversa. Ritengo che si debba lavorare sul linguaggio con questa modalità, perchè stiamo dirigendoci verso la catastrofe, semplicemente per mancanza di comprensione. Stiamo pensando male. Così, dobbiamo sostituire il nostro linguaggio:
Inizio con: continuazione di.
Bella giornata con: oggi mi sento bene.
Fallire con: cambiare attività.
So con: credo.
Sono colpevole con: sono responsabile.
Alejandro Jodorowsky (da "Lezioni per Mutanti" Interviste con Javier Esteban)



Il dolore si basa su quattro principi molto semplici.
Il primo principio è l’Io, che crea la malattia perché Io vuole essere Me
L'Io è la fonte del dolore perché ci conduce all’immobilità.
Il desiderio di possesso è il secondo principio su cui si basa il dolore.
Voler possedere non è amare. Amare l’altro significa essere contenti della sua esistenza e della sua realizzazione mentre volerlo possedere significa desiderare il suo annullamento, nel tentativo di incorporarlo in noiQuando non possiamo soddisfare il nostro desiderio di possesso, subentra l’odio.
È il terzo principio. Distruggiamo quello che non possiamo possedere.
Lo distruggiamo o ci roviniamo. Aggrediamo.
Il quarto principio è la paura.
Dal momento in cui distruggiamo o siamo distrutti, abbiamo paura.
È la paura di dissolversi, di perdere l’“Io”.
Non c’è altro da aggiungere sul dolore
 I Vangeli per guarire di Alejandro Jodorowsky


Mi piace rispettare gli altri per come si sono evoluti interiormente. Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio, il cui cuore critica gli altri senza sosta, la cui sessualità vive insoddisfatta, il cui corpo s'intossica senza saper apprezzare di essere vivo. Ogni secondo di vita è un regalo sublime.
Alejandro Jodorowsky


La gente con un basso livello di coscienza è sempre alla ricerca di qualcuno che le dia conferma di quanto vale; le persone con un elevato livello di coscienza, invece, cercano qualcuno che sottolinei i loro difetti per superarli.
Alejandro Jodorowsky




sapete... mi viene in mente quella pubblicità che recita "perché io valgo"
...utilizzando il processo identificativo naturalmente... semo messi bene quindi...
chi si occupa di marketing sa quale è il livello di coscienza degli homo oeconomicus consumator stolten...


Viviamo in un mondo materialista costruito sul furto, la competizione, lo sfruttamento, l'egoismo... tutto è predisposto per impedire alla coscienza di svilupparsi, perchè la coscienza disturba, confonde. Il sistema scolastico mantiene i bambini a un livello distante dalla presa di coscienza, un livello che impedisce al mondo di cambiare. Esiste una evidente cospirazione che tende a mantenere il mondo così com'è, su fondamenta prive di morale. A sessant'anni, al tramonto della vita, gettiamo gli esseri umani nella pattumiera della società. Li abbiamo abituati da sempre a quest'idea e, accettandola, gli individui vivono accompagnati dall'angoscia di raggiungere questa età critica. Ci troviamo all'interno di una società criminale che distrugge l'essere: la cospirazione contro il risveglio.
Alejandro Jodorowsky

La verità non è in fondo al cammino ma è la somma delle azioni che si compiono per conquistarla.
Alejandro Jodorowsky

Non dite a nessuno le vostre pene, gli avvoltoi si avventano sugli animali feriti che sospirano
Alejandro Jodorowsky


Il dolore di gola "tampona" quando non è possibile comunicare le afflizioni.
Lo stomaco "arde" quando le rabbie non riescono ad uscire.
... Il diabete "invade" quando la solitudine duole.
Il corpo "ingrassa" quando l'insoddisfazione stringe.
Il mal di testa "deprime" quando i dubbi aumentano.
Il cuore "allenta" quando il senso della vita sembra finire.
Il petto "stringe" quando l'orgoglio schiavizza.
La pressione "sale" quando la paura imprigiona.
Le nevrosi "paralizza" quando il bambino interno tiranneggia.
La febbre "scalda" quando le difese sfruttano le frontiere dell'immunità.
Le ginocchia "dolgono" quando il tuo orgoglio non si piega.
Il cancro "ammazza" quando ti stanchi di vivere.
Ed i tuoi dolori silenziosi? Come parlano nel tuo corpo?
La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino.
Mi sembra bello condividere questo messaggio:
LA STRADA PER LA FELICITÀ NON È DRITTA.
Esistono curve chiamate Equivoci, 

Esistono semafori chiamati Amici, 
Luci di precauzione chiamate Famiglia 
E tutto si compie se hai:
Un cerchione di risposta chiamato Decisione 

Un potente motore chiamato Amore 
Una buona assicurazione chiamata Fede 
E abbondante combustibile chiamato Pazienza.
Alejandro Jodorowsk




La Malattia è un conflitto fra la personalità e l'anima.
Il corpo grida quello che la bocca tace..
Il raffreddore “cola” quando il corpo non piange.
Il dolore di gola “tampona” quando non è possibile comunicare le afflizioni.
Lo stomaco “arde” quando le rabbie non riescono ad uscire.
Il diabete “invade” quando la solitudine duole.
Il corpo “ingrassa” quando l’insoddisfazione stringe.
Il mal di testa “deprime” quando i dubbi aumentano.
Il cuore “allenta” quando il senso della vita sembra finire.
Il petto “stringe” quando l’orgoglio schiavizza.
La pressione “sale” quando la paura imprigiona.
Le nevrosi “paralizza” quando il bambino interno tiranneggia.
La febbre “scalda” quando le difese sfruttano le frontiere dell’immunità.
Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega.
Il cancro “ammazza” quando ti stanchi di vivere.
Ed i tuoi dolori silenziosi? Come ti parlano attraverso il tuo corpo?
La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino.
ღღ pensieri di Alejandro Jodorowsky ღღ




a me la tosse dura anche 2 mesi secondo me è volere eliminare qualcosa che si ha dentro... qualcosa che da fastidio.... vi è arrivato il mio messaggio sulla mia esperienza con gli attacchi di panico?




Spiacente ma sul fatto che il tumore ti dica che stai sbagliando strada non sono d'accordo. Ho perso nonna e zia in 5 mesi per questa malattia e pensare che fossero nella strada sbagliata è una stupidata pazzesca. Spero che non ci creda nessuno.




E proprio cosi. Eliminare quello che ti fa star male.



POCO A POCO
Poco a poco stai entrando nella mia assenza
goccia a goccia riempendo la mia coppa vuota
là dove sono ombra non smetti di apparire
perché soltanto in te le cose si fanno reali.
Allontani l'assurdo e mi dai un senso;
ciò che ricordo di me è quello che sei,
giungo alle tue sponde come un mare invisibile.
Alejandro Jodorowsky


Mi piace sviluppare la mia coscienza per capire perché sono vivo, cos'è il mio corpo e cosa devo fare per cooperare con i disegni dell'universo.
Non mi piace la gente che accumula informazioni inutili e si crea false forme di condotta, plagiata da personalità importanti.
Mi piace rispettare gli altri, non per via delle deviazioni narcisistiche della loro personalità, ma per come si sono evolute interiormente.
Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio, il cui cuore critica gli altri senza sosta, la cui sessualità vive insoddisfatta, il cui corpo s'intossica senza saper apprezzare di essere vivo.
Ogni secondo di vita è un regalo sublime.
Mi piace invecchiare perché il tempo dissolve il superfluo e conserva l'essenziale.
Non mi piace la gente che per retaggi infantili trasforma le bugie in superstizioni.
Non mi piace che ci sia un papa che predica senza condividere la sua anima con una "papessa".
Non mi piace che la religione sia nelle mani di uomini che disprezzano le donne.
Mi piace collaborare e non competere.
Mi piace scoprire in ogni essere quella gioia eterna che potremmo chiamare Dio interiore.
Non mi piace l'arte che serve solo a celebrare il suo esecutore.
Mi piace l'arte che serve per guarire.
Non mi piacciono le persone troppo stupide.
Mi piace tutto ciò che provoca il riso.
Mi piace affrontare, volontariamente, la mia sofferenza, con l'obiettivo di espandere la mia coscienza.
Alejandro Jodorowsky


Due discepoli chiacchieravano.
<<Il mio maestro attraversa il fiume camminando sulle acque. Il tuo è capace di fare miracoli come il mio?>> chiese il primo, con aria di superiorità, al secondo.
Questi gli rispose umilmente:
<<Il miracolo più grande che fa il mio maestro è di non farli.>>
Alejandro Jodorowsky, Il dito e la luna (Racconti zen, haiku, koan)



Hai scritto che le ferite prodotte dalla famiglia non cicatrizzano mai del tutto.
Vero. Credo che l'essere umano abbia comportamenti animali, ma anche vegetali. L'animale possiede cellule che cicatrizzano e chiudono le sue ferite. Tuttavia, se tagli un ramo non torna a crescere: una ferita vegetale è definitiva e l'unica cosa che possiamo fare è coprirla. Per questo troviamo alberi con cavità, all'interno delle quali nascono funghi che alimentano il tronco. In questo senso, il nostro cuore si comporta come i vegetali. Se lo ferisci non cicatrizza, e la ferita resta aperta. Quello che potrebbe succedere è che nuove esperienze ricoprano di vita quella stessa ferita. Non riesco a rassegnarmi alla morte di uno dei miei figli: sono passati molti anni, ma ne soffro ancora. Però ho una vita felice insieme a questo ricordo, anche se non esiste conforto. Ho avuto la forza di creare, accanto allo sconforto, altri amori, altre opere, altre soddisfazioni. È possibile vivere insieme alle ferite.
Alejandro Jodorowsky. "Psicomagia"




La ferita vegetale..




[...] L'associazione del cuore con il vegetale è perfetta ed è proprio così. Ma esperienza dopo esperienza, ferita dopo ferita, può succedere che il cuore sia così sanguinante da non riuscire più a pulsare, a vivere.



Sì, è Jodorowsky. Pur avendone sentito molto parlare - e avendo i suoi film che non ho mai avuto il coraggio di vedere - lo lessi, dapprincipio, giusto un anno fa, quando il mio caso umano mi regalò uno dei suoi libri, La danza della realtà, parlandomene in termini entusiastici. Libro che mi ha coinvolta moltissimo al principio, ma che poi per mesi non ho potuto più leggere per ovvi motivi, finché il mio maestro jedi - Edoardo, il mio terapeuta - non me ne ha per caso parlato a sua volta, avendolo lui conosciuto di persona, Jodorowsky, ed essendo stato presente e partecipe ai suoi atti di psicomagia. Allora mi sono fatta coraggio e mi sono comperata quest'altro testo, Psicomagia, appunto, dove tra l'altro c'è quest'affermazione che mi ha colpita moltissimo. Non virgoletto mai le citazioni. Stavolta l'ho fatto per prendere le distanze dal vissuto doloroso che racconta. Tuttavia queste parole mi sono sembrate di una tale esattezza psichica da parermi imprescindibili.
Hai ragione, Ambra. Ho letto la citazione ad Edoardo, prima di riportarla qui, e lui ha osservato che questo è vero solo se le ferite sono cicatrizzate. Perché una ferita cicatrizzata fa male solo quando cambia tempo, mentre una ferita viva, sanguinante, è fonte di grande e costante sofferenza che condiziona l'esistenza. Anche nell'albero, finché c'è la malattia, non c'è la germinazione della nuova vita intorno alla cavità ferita. Il mio obiettivo, oggi - per meglio dire, il mio tentativo - è quello di curarle e chiuderle, queste mie ferite. Ed è quello che auguro con tutto il cuore ad ogni creatura di questo mondo. Con tutto il mio cuore ancora sanguinante...


[...] Jodorowsky ne ha cinque, di figli. Ma ognuno è come fossero tutti. E ognuno è un figlio unico. Anche se ne avessero dieci, nessuno può mai rassegnarsi alla morte di un figlio. Mai.



«Le sofferenze familiari, come gli anelli di una catena, si ripetono di generazione in generazione, finché un discendente acquista consapevolezza e trasforma la sua maledizione ... in una benedizione!»
Alejandro Jodorowsky - "La danza della realtà"



 Vedi pure "Metageneologia di Jodorswki e l'ipnosi regressiva di Brian Weiss




[...] Hai messo un libro fenomenale che ha modificato la mia visione della ritualità, della magia e della psicologia. Mooolto junghiano come testo, sul lato psicoterapeutico degli atti magici, e sul mistero che avvolge il nostro inconscio. Quanti nostri atti quotidiani sono dettati da una misteriosa ritualità che è qualcosa di più che una semplice abitudine!



da leggere anche Cabaret mistico e Il maestro e le maghe.


è verissimo...ma pensandoci, forse non sempre è così [...] io ho paura del dentista e non certo perchè sono masochista e mi piace il pensiero del dolore

Jodo parla delle paure irrazionali...



"Sono profondamente convinto della magia della vita. La magia non è superstizione, la magia è la natura del mondo. Il mondo non è logico nè razionale, è magico, ed esiste un legame stretto tra tutto ciò che accade. Il tempo non è lineare, gli effetti a volte si producono prima delle cause, alcune cose sono inspiegabili... la realtà è miracolosa, è magica. Segue principi che non sono scientifici. La realtà non è scientifica. Questa vita che noi vorremmo logica è in realtà folle, scioccante, meravigliosa e crudele. Il nostro comportamento che pretendiamo logico e consapevole, di fatto è irrazionale, pazzo, contraddittorio. La realtà è come un sogno nel quale dobbiamo lavorare per poter passare progressivamente dal sogno inconscio, che può sempre traformarsi in incubo, al sogno "lucido". Se osserviamo lucidamente la nostra realtà scopriamo che è poetica, illogica, esuberante. Nella vita, come nel sogno, per rimanere lucidi bisogna prendere le distanze, agire senza identificarsi con l'azione. È un antico principio spirituale. Le tradizioni spirituali parlano di coloro che si sono risvegliati; risvegliarsi è smettere di sognare. In altre parole, è sparire da questo universo onirico per trasformarsi nella persona che lo sogna. Siamo esseri ammaestrati da una cultura che formatta il nostro cervello.
Dobbiamo lottare contro questa imposizione per essere noi stessi. Siamo abituati a vivere in un mondo lineare, all'interno di un'architettura cubica e razionale, e per questo, a un dato momento, siamo costretti a rompere le limitazioni. Spesso non possiamo farlo, proprio perchè siamo prigionieri dentro la nostra mente. L'ideale è pensare senza nazionalità, senza definizione sessuale e senza essere deformati dal sistema solare. Sono molti a farsi trascinare dal film della vita. I più vogliono essere come gli altri e ciò li porta a essere morti mentre sono ancora in vita. Dobbiamo riuscire a trovare quello che ci distingue dagli altri per poter essere qualcosa. Tentando di assomigliare agli altri, ci trasformiamo in zombi. Occorre affrontare la propria morte, l'imprevisto, la nostra ombra, i vermi che brulicano dentro di noi. Se non hai accettato che devi morire, non hai ottenuto niente. Solo l'aver accettato che siamo di passaggio ci libera dal pensiero della morte. Ciò che ci intimorisce perde qualsiasi potere nel momento in cui smettiamo di combatterlo. La nostra paura alimenta l'animosità dell'avversario, mentre la volontà di affrontarlo con amore lo disarma, vale a dire, gli fa cambiare disposizione. Fin dall'antichità attribuiamo molto valore all'espressione "Conosci te stesso", che in realtà è piuttosto confusa. La gente pensa che sia qualcosa del tipo "Esci e trovati". In realtà quando diciamo "Conosci te stesso", quel "te stesso" è l'universo. L'universo conosce se stesso. "Conoscimi" dice l'universo. Nella voce di Dio, conosci te stesso significa... conoscimi."
Alejandro Jodorowsky



La psicomagia di Jodorowsky: cos’è e come aiuta a guarire.
Mi sono interrogata spesso sulla funzione dei rituali, sul perché continuino a esistere a dispetto della logica razionale che attribuisce loro una mera funzione simbolica. E sebbene alcuni dubbi continuino a sussistere, la conclusione cui sono giunta per il momento è che i rituali hanno il potere di parlare al nostro inconscio, superando i limiti della logica e del linguaggio verbale, e questo potere è tanto positivo quanto negativo, a seconda dell’uso che ne facciamo. Credo ci sia molta confusione sul valore dei rituali e credo che il fatto di ignorarne il vero significato e soprattutto l’importanza, sia pericoloso.
Ormai, nella società occidentale, tendiamo a eseguirli per abitudine, tradizione o per fare piacere a qualcuno, e questa inconsapevolezza, dovuta al predominio del pensiero logico/razionale che priva di valore qualunque cosa non sia spiegabile secondo i parametri della scienza, ci indebolisce.

La psicomagia di Jodorowsky e l’importanza dei rituali.
Ovviamente, e per fortuna, non tutti sono dello stesso parere e c’è chi, ai rituali, ha dedicato un’intera vita di studi teorici e pratici, consapevole di quanto siano importanti e di quanto non abbiano mai smesso di condizionarci e di plasmare le nostre vite. Ma se possono influenzarle, allora anche noi facendone un uso consapevole possiamo ricorrervi per cambiare in meglio la nostra esistenza. Ed è proprio questo l’obiettivo della psicomagia di Alejandro Jodorowsky, artista, autore, regista, interprete di tarocchi e psicomago contemporaneo. Prescrivere rituali che attraverso il linguaggio dei simboli, che è anche quello dell’inconscio, comunicano con quest’ultimo in modo diretto, senza l’interferenza della mente e della parte conscia. Della psicomagia Jodorowsky ha trattato esaurientemente nel suo libro omonimo, risalente alla metà degli anni 90′, sotto forma di intervista in 5 tappe. Si parte dall’atto poetico per passare all’atto teatrale, seguito dall’atto onirico, dall’atto magico e infine dall’atto psicomagico.
L’atto poetico crea una realtà diversa nella realtà ordinaria provocando in chi lo vede, una reazione positiva. L’acqua tinta di rossa della Fontana di Trevi può essere considerato atto poetico. L’atto teatrale è a sua volta un atto poetico ma strutturato poiché concepito per un pubblico. L’atto onirico consiste nel vivere i sogni in uno stato di veglia per capirne la portata e i messaggi, evitando tuttavia l’interpretazione classica. Così facendo il sogno si trasforma presto in sogno lucido, quindi consapevole, perché è tramite questa consapevolezza che possiamo lavorare sul suo contenuto. L’atto magico parla direttamente con l’inconscio attraverso le parole, gli oggetti o le azioni. Infine l’atto psicomagico, attraverso delle istruzioni precise, risolve il problema. Non è la consapevolezza del problema a porvi fine ma l’azione. E quest’ultima consiste nel trasformare la consapevolezza in un comando rivolto alla parte inconscia. E’ l’inconscio a poter guarire i nostri blocchi. In tale ottica i rituali psicomagici, basati sul linguaggio simbolico, diventano strumenti di guarigione poiché in grado di trascendere le resistenze mentali.

A tal proposito, mi vengono in mente le parole di un amico: mi disse che dalle sue parti le ragnatele rappresentano ciò che è vecchio e che lasciarle in casa, specialmente penzolanti, impedisce agli abitanti di andare avanti nella vita, tenendoli ancorati al passato. Questa simbologia delle ragnatele risuonò immediatamente in me perché l’avevo letta da qualche parte e, credendo nelle sincronicità, colsi al volo il suggerimento. In quel momento della mia vita avevo bisogno di far entrare qualcosa di nuovo e per qualche ragione allora ignota, il nuovo tardava ad arrivare. Fu un inequivocabile segno e mi misi a ripulire casa di tutte le ragnatele che si erano accumulate nel corso del tempo. Una pulizia che fino ad allora non avevo mai fatto con tanta accuratezza. Stavo compiendo un rituale ed era un rituale psicomagico. Funzionò nel giro di pochissimi giorni.

Abituati come siamo a credere solo alla ragione, alla mente, alla logica, escludendo tutto ciò che non riusciamo a spiegarci, potrebbe essere difficile credere nella validità della psicomagia. Ma personalmente sono del parere che se non avessimo il naso, non sentiremmo gli odori, tuttavia essi continuerebbero ad esistere. Sebbene sia un campo complesso e i tranelli siano innumerevoli, il solo fatto che i rituali abbiano resistito allo scorrere del tempo e che tutt’oggi, nonostante il numero di atei sia cresciuto vertiginosamente, continuino a essere così diffusi (basti pensare ai battesimi), a mio parere è sintomatico della loro importanza. Certo, in molti sostengono si tratti solo di tradizioni, di gesti dal valore prettamente simbolico, senza alcuna validità pratica, ma a mio parere ciò che è inutile ha vita corta. E i rituali sopravvivono dall’inizio dei tempi.

Come nasce la psicomagia di Jodorowsky
E’ negli anni 60′ che Jodorowsky entra in contatto con Pachita, guaritrice messicana che favorisce la guarigione dei suoi pazienti attraverso metodi anti-convenzionali. E’ grazie a lei che concepisce più tardi la sua Psicomagia: essa consiste nel proporre al “malato” di compiere un gesto simbolico, apparentemente illogico ma fortemente emotivo, tale da permettergli di cambiare punto di vista, attivando così la guarigione. Un’azione simbolica che parlando direttamente all’inconscio spezza l’abitudine e il modo di affrontare normalmente la vita per attivare una nuova consapevolezza interiore, presupposto indispensabile per guarire. Uno degli esempi più noti è quello del ragazzo che si rivolse a Jodorosky lamentandosi della propria condizione economica. L’artista gli consigliò di attaccare due monete d’oro sotto alle scarpe, in modo tale che camminando potesse sentirne il tintinnio. In questo modo avrebbe potuto accedere finalmente alla ricchezza.
Laura De Rosa

http://www.eticamente.net/52600/la-psicomagia-di-jodorowsky-cose-e-come-aiuta-a-guarire.html



L’atto magico parla direttamente con l’inconscio attraverso le parole, gli oggetti o le azioni. Infine l’atto psicomagico, attraverso delle istruzioni precise, risolve il problema. Non è la consapevolezza del problema a porvi fine ma l’azione. E quest’ultima consiste nel trasformare la consapevolezza in un comando rivolto alla parte inconscia. E’ l’inconscio a poter guarire i nostri blocchi. In tale ottica i rituali psicomagici, basati sul linguaggio simbolico, diventano strumenti di guarigione poiché in grado di trascendere le resistenze mentali.



«C'era una volta un sarto, il migliore del regno, tutte le donne del regno compravano i tessuti nel suo negozio; un giorno videro una tela bellissima mai vista prima e il sarto disse:
"No, questo tessuto e' solo per la regina, le faccio il vestito più bello che abbiate mai visto".
Prepara il vestito e lo porta al palazzo, lo da alla regina che lo prende...lo guarda e dice:
"Come ti sei permesso?È bruttissimo! Prenditi il tuo vestito ed esci immediatamente dal mio palazzo!"
Il sarto raccoglie il vestito e se ne va, tutta la gente viene a conoscenza del fatto e il sarto perde tutto e non sa piu' che fare, cosi va da un saggio e gli chiede:
"Cosa posso fare?"
E il saggio gli dice:" ti do un consiglio, con molta attenzione sfila il tuo vestito, guarda tutti i pezzi di stoffa e dopo ricucili esattamente come erano prima e portalo alla regina"
Il sarto rifà il vestito e lo porta al castello, la regina appena lo vede dice:
"che meravigliaaaaaa e' il vestito più bello che abbia mai visto, date un premio a questo sarto."
Così il sarto recupera tutta la sua credibilità e la sua fama.
Torna dal saggio e gli dice:
"Non capisco, era lo stesso vestito!"
È il saggio risponde:
"No, non era lo stesso vestito...il primo l' hai cucito con orgoglio...il secondo, con umiltà"»
Alejandro Jodorowsky


LA MONTAGNA SACRA
FILM1973SD7,8 IMDb
"Un ladro, il cui aspetto ricorda Gesù Cristo, dopo molte disavventure con persone pseudo-religiose, fugge in cima ad una torre che si rivelerà poi un laboratorio di un misterioso alchimista. Dopo aver preso parte a vari riti iniziatici, l'alchimista gli presenta sette persone, le più potenti dell'Universo. Insieme dovranno raggiungere la Montagna Sacra, dove risiedono nove saggi detentori del segreto dell'immortalità. Il loro scopo è di eliminarli e di prendere il loro posto, ma una volta arrivati lì scopriranno una sconcertante verità".
Regia ALEJANDRO JODOROWSKY



CONSIGLIO ANKE UN ALTRO BEL FILM DI JODOROWSKY:
EL TOPO https://www.youtube.com/watch?v=HyPe3htTX3M

El Topo [Full movie, SPA sub ITA]
Sfogliando le varie enciclopedie di cinema in giro per il mondo, spesso e volentieri, El Topo di Alejandro Jodorowsky




Alejandro Jodorowsky, nato nel Cile del Nord nel 1929, figlio di immigrati ebreo-ucraini, si è trasferito dal 1953 a Parigi, dove ha fondato con Fernando Arrabal e Roland Topor il movimento di teatro "panico". Oltre che direttore di teatro, Alejandro Jodorowsky è autore di pantomime e pièce teatrali, di romanzi e libri di fumetti, ma la notorietà di Jodorowsky è dovuta soprattutto ai suoi film, dei quali ricordiamo Il paese incantato, dall'omonima opera di Arrabal, El Topo, La montagna sacra, Santa sangre-Sangue santo e Musikanten.


Da più di quarant’anni Alejandro Jodorowsky si è dedicato allo studio dei tarocchi, una parte fondamentale del suo percorso artistico e terapeutico. Ogni mercoledì, quando è a Parigi, lo si può incontrare in un caffè vicino a casa mentre legge i tarocchi a chi lo desidera. È impossibile trovarlo sprovvisto del mitico mazzo di carte ed è sempre disponibile a leggere nell’inconscio di chi incontra ma, a differenza di altri, non chiede denaro, non dà consigli e non parla del futuro. I tarocchi sono per Jodorowsky, allo stesso tempo, uno specchio dell’anima e uno strumento terapeutico: è convinto che aiutino a sviluppare la coscienza e a vivere e capirsi meglio, “sono un aiuto per conoscersi psicologicamente e storicamente”.


Seduta di psicomagia di Alejandro Jodorowsky, tratta dal film: 
"niente è come sembra" diretto da Franco Battiato. Da non perdere.
http://youtu.be/xEez9yc3IbQ


Alejandro Jodorowsky: Metodo per leggere i tarocchi a te stesso. 
Durante i miei numerosi anni di studio e pratica dei tarocchi, la cosa più difficile che ho trovato è leggere i tarocchi a me stesso. Credo che succeda a tutti i tarologi: è quasi impossibile rispondersi in forma obiettiva, abbiamo una marcata tendenza ad ingannare noi stessi.
Se la risposta degli Arcani non ci conviene, ci diamo scuse del tipo: 
“Ho mescolato le carte distrattamente”, “Oggi non sono ben concentrato”, “Questi tarocchi si stanno burlando di me!”. Ti darò un metodo affinché applichi con successo qualcosa che sai già: i tarocchi sono uno specchio che ti mostra risposte già presenti nel tuo inconscio. Se non ti conosci bene, è perché non osi farti le domande che mostrerebbero le risposte che nascondi. Se vuoi risolvere una situazione di sofferenza, ti darò un modo di utilizzare i 22 Arcani Maggiori, che ti aiuterà ad affrontare le domande che dubiti di fare a te stesso. Cerca, quando ricevi queste domande, di concentrarti e rispondere con la massima sincerità, profondità e coraggio possibili. Mescola gli Arcani per cinque minuti, dopodiché lascia riposare il pacchetto. Pesca un Arcano diverso ogni giorno – l’esperienza durerà 22 giorni – e rispondi alle domande che ti pone.


IL MATTO − Quale è la tua meta nella vita? Di che cosa o di chi vuoi liberarti? Cosa veramente vuoi essere o fare? Di cosa ti proibisci?

IL MAGO − Quali sono le mie qualità e possibilità? Cosa devo scegliere e cosa eliminare? Che cosa sto cominciando? Chi sto ingannando?

LA PAPESSA − Che cosa accumulo? Che cosa nascondo? Che cosa conservo in me, puro ed intatto? Che relazione ho con mia madre? Chi o che cosa critico incessantemente?


L’IMPERATRICE − Che cosa sto creando? Che cosa si sta sviluppando in me? Chi mi ama, chi amo? Quali sono le esperienze che mi permetto di fare? Oserò?

L’IMPERATORE − Sono soddisfatto del mio lavoro? Curo bene la mia salute? Vivo in un territorio che mi piace? Che cosa sto costruendo, a chi sto dando lavoro? Sono utile per gli altri? Che relazione ho con mio padre? C’è qualcosa che mi interessa più del denaro?

IL PAPA − È giusto quello che mi hanno insegnato da bambino, o che mi hanno fatto credere? Oltre al trionfo materiale, ho un ideale spirituale? Se esistesse un Dio, come sarebbe? Posso insegnare qualcosa agli altri? Posso guarire o consolare qualcuno?

L’INNAMORATO − Come vanno le mie relazioni emozionali? Ho un vero compagno? Chi è la persona che più amo? Sono felice? Le persone che frequento mi rallegrano la vita? In che cosa mi sento insoddisfatto? Mi piace quello che sto facendo?

IL CARRO − Da dove vengo, dove sono, dove vado? Sto riuscendo a realizzare quello che mi ero proposto? Sto trionfando o sto fallendo? Quale saggezza o dottrina mi guidano? Credo veramente in quello che dico? Di che cosa mi stupisco, che cosa disprezzo? Chi sono i miei alleati?

LA GIUSTIZIA − Che cosa devo tagliare della mia vita? Quali idee devo eliminare? Da chi o che cosa devo separarmi? Che cosa devo equilibrare, armonizzare? Mi sto dando quello che merito? Chi devo punire? Di che cosa mi sento colpevole?

L’EREMITA − In chi o che cosa credo? Che cosa è quello che più so? Da che cosa o da chi mi sto allontanando? Che cosa desidero insegnare? Con chi o con che cosa sono in crisi? Che cosa devo sacrificare o abbandonare? Verso dove vado, dicendomi che non so verso dove vado? Perché ho provocato la mia solitudine?

LA RUOTA DELLA FORTUNA − Quale ciclo della mia vita è finito? Che cosa deve cambiare? Che cosa o chi può aiutarmi? Quali sono le mie opportunità? Che cosa non cesso di ripetere? Mi lascio abbattere per il fallimento o lo prendo come un cambiamento di passaggio? Che mi blocca al passato?

LA FORZA − Che tipo di forza ho: forza intellettuale, forza emozionale, forza sessuale-creativa, forza materiale? Mi propongo con le mie idee di cambiare il mondo? Mi sento ignorante? Propongo di dare il mio amore? Mi sento egoista? Propongo di realizzare i miei desideri? Mi sento impotente o freddo? Propongo di realizzarmi? Mi sento codardo? Che cosa devo domare?

L’APPESO − Che cosa devo sacrificare? Da chi o che cosa devo allontanarmi? Che cosa devo darmi? Che cosa devo studiare? Verso cosa o chi ho rancore? Di che cosa o chi sono vittima? Che cosa sto occultando? Che cosa devo cessare di fare o di sopportare?

L’ARCANO SENZA NOME − Che cosa deve morire in me? Che cosa devo sciogliere? Che cosa si sta trasformando in me? Quale è la ragione della mia profonda rabbia? Se non mi si potesse punire, chi ammazzerei o farei sparire? Che rivoluzione desidero fare?

LA TEMPERANZA − Chi può proteggermi? Chi proteggo io? Che relazione devo stabilire con me stesso? Chi devo guarire? Qual è la mia principale ferita emozionale? Chi o che cosa mi ha fatto perdere la fede? Credo nella bontà e la pratico?

IL DIAVOLO − Quale è la passione che mi blocca? Che desiderio sessuale reprimo in me? A chi mi sono venduto? Che tentazione mi ossessiona? Quale è la mia capacità creativa? Quali valori considero negativi in me, devo utilizzarli in realtà per ottenere quello che voglio? Da quali pregiudizi inculcati dalla religione devo liberarmi?

LA TORRE − Da che cosa o chi, dopo essere esploso un conflitto, mi separo? Cosa sta precipitando nella mia vita? Da quale reclusione sono stato capace di scappare? Quali sono le energie che si stanno liberando in me?

LA STELLA − Ho trovato il mio posto ideale, il territorio in cui mi realizzo? Verso chi o verso dove devo dirigere la mia energia? Amo il mio pianeta e lotto per salvarlo dell’industria nociva? Sono capace di accettare il successo? Non finisco mai quello che comincio o se lo finisco faccio di tutto per distruggerlo?

LA LUNA − Quale è la mia capacità ricettiva? Sono capace di ammirare il valore degli altri? Ho la modestia di accettare il mio grande valore spirituale? Quale è il mio ideale impossibile? Ho paura della pazzia? Sono capace ancora di gestire qualcosa? Riconosco qualcuno come superiore a me? Sono una madre non possessiva o invadente?

IL SOLE − Che cosa mi dà l’energia, l’allegria, il successo? Condivido tutto quello che sono e quello che ho? Posso accettare il successo senza distruggermi? Sto costruendo qualcosa di nuovo ed importante? Sono capace di lasciare dietro il passato e cominciare una nuova vita? Mi fido degli altri? Sono un padre presente, generoso e affettuoso per i miei figli?

IL GIUDIZIO − Che cosa sta rinascendo in me? Quali sono i desideri irresistibili che mi dominano? Mi sento capace di creare una famiglia felice? Con chi sto collaborando per fare qualcosa che ci porti ad una realizzazione superiore? Accetto di trasformarmi in umile canale dei desideri del cosmo?


IL MONDO − Quale è il risultato di tutto quello che ho fatto e dei cambiamenti prodotti in me? Mi sento realizzato? Mi sento rinchiuso in un mondo obsoleto? Accetto la semplice felicità di essere vivo? Mi circondo di persone che mi rallegrano la vita o che mi guidano alla distruzione?






[...] io lo adoro, ho letto quasi tutto... sui tarocchi, diamine, non è facile, lui li usa come strumento finale che integra tutte le sue visioni sulla psicomagia, lo psicodramma, etc... quindi sono tecniche miste... ti ci perdi, ma è un sogno bellissimo in cui navigare. è denso, ogni volta capisco qualcosa di me, ecco perchè smetto e riprendo... secondo me va letto a piccole dosi. e poi fa una ricostruzione storica persino delle figure, dei diversi disegni nel tempo... meravigliosa ricerca la sua...



Credevo anche io che fosse così......poi ho capito che comunque nei tarocchi la risposta viene dall'esterno e non è una semplice proiezione......inoltre è sempre l'altro che interpreta o fa da specchio e questo per me è' sbagliatissimo per 2 motivi. 
1 anche se la persona che hai davanti e' la persona più saggia e buona del mondo ti sta offrendo il suo punto di vista, ma ognuno deve ricercare in se stesso domande e risposte
2 uno riferendosi all'esterno non impara mai ad usare ed affinare i propri doni.......
E questo e' il danno più grosso....... E alla fine anche se in modo più sottile si finisce per rinunciare al proprio libero arbitrio per metterlo in mani altrui!


Il discepolo confida al maestro:
"Mi sento oppresso. Non smetto di oscillare tra questi due stati: un momento mi sembra di affogare e il momento dopo ritorno a galla. Quando potrò liberarmi di questo mondo di sofferenza? Quando sarò finalmente libero?". Il maestro non risponde nulla. Dopo qualche minuto il discepolo, sorpreso, gli dice ancora: "Maestro! Non sono forse qui, seduto di fronte a te, a farti una domanda?" …
"Dove sei ora?" chiede il maestro. "A galla o sott'acqua?".
Alejandro Jodorowsky. Il dito e la luna



Poco a poco stai entrando nella mia assenza
goccia a goccia riempiendo la mia coppa vuota
là dove sono ombre non smetti di apparire
perché soltanto in te le cose si fanno reali.
Allontani l’assurdo e mi dai un senso
ciò che ricordo di me è quello che sei
giungo alle tue sponde come un mare invisibile.
Alejandro Jodorovsky





...è vecchia...è la tabella di Persepoli...!

"La tabella di Persepoli prende il nome dalla famosa capitale persiana in cui sono state ritrovate migliaia di tavolette amministrative scritte in caratteri cuneiformi identificati poi con la lingua elamica, non semitica e neppure indoeuropea.
Per ottenere le cinque frasi della Tabella si legga, a partire dalla colonna di sinistra, la parola riportata in grassetto nell'ultima riga e quella riportata nella stessa colonna in un'altra riga a scelta, fino ad arrivare, senza mai cambiare la seconda riga scelta, alla colonna più a destra".
FATE
POTETE
FA
PUO'
FARA'
NON DEVE
GIUDICATE
VEDETE
GIUDICA
VEDE
GIUDICHERA'
NON E'
CREDETE
UDITE
CREDE
ODE
CREDERA'
NON C'E'
DITE
SAPETE
DICE
SA
DIRA'
NON DEVE
SPENDETE
AVETE
SPENDE
HA
SPENDERA'
NON HA
NON
TUTTO QUEL CHE
PERCHE' CHI
TUTTO CIO' CHE
SOVENTE
QUEL CHE

 http://www.maldamore.it/la_tabella_di_Persepoli_in_amore.htm





tutto ciò che so, può non essere compreso od opportuno;tutto ciò che ascolto nasconde molto di più di ciò che viene detto; tutto ciò che posso potrebbe essere eccessivo; tutto quello che posso fare è avere coscienza del momento e fare solo il giusto, se ci riesco...




Il giardino segreto a mio avviso sono le emozioni che non hanno ne sostantivi ne aggettivi che possano rendere esternandole.




E' il famoso orticello che, gelosamente, bisogna tenere e
difendere dentro noi stessi.
Quando arrivano sconfitte, delusioni, quando la solitudine ci consuma, rimane l'unico rifugio che ci accoglie.





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