sabato 24 settembre 2016

Ana Maria Sepe. Attenti al linguaggio che usate con voi stessi, l’inconscio ascolta. Ogni nostra decisione, ogni stato d’animo, ogni malattia, ogni comportamento, ogni cambiamento fisiologico ecc. ha origine grazie alla comunicazione che abbiamo continuamente con noi stessi. Se ci rivolgiamo a noi stessi con un linguaggio debilitante, il risultato sarà un comportamento debilitante e se ci rivolgiamo a noi stessi con un messaggio di potere e di possibilità il nostro comportamento ci darà un risultato di potere e di successo. Rivolgersi a se stessi con parole tipo: io sono un fallito, che sbadato che sono, io sono una persona negativa, io sono sfortunato, io sono stressato, capitano tutte a me, non ce la farò mai, sono un incapace, che stupido che sono ecc. significa gettare il seme di un malessere inconscio.

Attenti al linguaggio che usate con voi stessi, l’inconscio ascolta
Ana Maria Sepe 

Ogni nostra decisione, ogni stato d’animo, ogni malattia, ogni comportamento, ogni cambiamento fisiologico ecc. ha origine grazie alla comunicazione che abbiamo continuamente con noi stessi. Se ci rivolgiamo a noi stessi con un linguaggio debilitante, il risultato sarà un comportamento debilitante e se ci rivolgiamo a noi stessi con un messaggio di potere e di possibilità il nostro comportamento ci darà un risultato di potere e di successo.

Rivolgersi a se stessi con parole tipo: io sono un fallito, che sbadato che sono, io sono una persona negativa, io sono sfortunato, io sono stressato, capitano tutte a me, non ce la farò mai, sono un incapace, che stupido che sono ecc. significa gettare il seme di un malessere inconscio.

Il potere del linguaggio.
Le parole, dette o pensate, hanno un immenso potere: possono esprimere fiducia, orgoglio, passione, gioia.. ma possono anche ferire, giudicare, bloccare, scoraggiare. Quando parole con queste connotazioni arrivano dagli altri, è più semplice comprenderne l’impatto negativo sul nostro umore. Siamo invece meno propensi ad analizzare le parole che rivolgiamo a noi stessi, che hanno un impatto ancor maggiore.


Le parole che fanno male all’inconscio e ci complicano la vita

1) Parole forti
Ci sono situazioni che prevedono l’impiego di termini forti quali “devastante”, “terribile”, “raccapricciante”, “spaventoso”…. il problema è che queste parole estreme vengono impiegate comunemente nel linguaggio di alcune persone per dare valore aggiunto a un’emozione o un’esperienza che nella realtà dei fatti potrebbe essere stata solo fastidiosa. Prestate attenzione a non abusare di questi termini perché, anche in questo caso, l’inconscio ascolta.

Cosa fare: pesate bene le parole prima di aprir bocca. Sembra scontato ma non lo è, imparate a usare una certa oggettività, anche se la cosa vi riguarda e vi ha scottato. Attenzione a non amplificare le emozioni enfatizzandone fino all’estremo nella descrizione verbale.

2) Parole “tutto o niente”
“La vita non è solo bianco e nero, è anche Oro”. Recitava così un vecchia pubblicità (J’Adore, della casa di moda Christian Dior), probabilmente è stata l’unica volta in cui uno spot televisivo ha detto la verità; infatti, la vita è fatta di tante sfumature e colori… purtroppo le parole “tutto o niente” ignorano questo concetto e lanciano segnali sbagliati al nostro inconscio. L’inconscio che fa? Incamera e diventa estremo.

Cosa fare: sostituire le parole quali “sempre”, “mai”, “assoluto”, “completo”, “eterno”, “zero”, “niente”, “tutto”… Alcuni esempi: “è tutto sbagliato” oppure “va a finire sempre così..”. Queste parole vanno sostituite sì nel linguaggio quotidiano ma soprattutto nei processi di pensiero.

3) Parole giudicanti
Non parlo di pregiudizi sociali ma delle etichette che tendiamo ad affibbiarci ogni giorno. “Sono uno stupido” o ancora “fallito”, “incapace”, “sbagliato”, “mostro”…. Queste parole esprimono un giudizio assolutistico sulla persona e spesso vanno proiettati all’esterno nel peggiore dei modi. Possono addirittura causare ansia.

Cosa fare: evitate di indossare abiti così pesanti. Se proprio non potete fare a meno di offendervi non fatelo in modo assolutistico. Riflettete e, al posto del classico “sono stupida” usate formule tipo “in questa circostanza non sono stata scaltra, avrei potuto agire in modo diverso…”. Analizzate il vostro atteggiamento senza escludere il contesto in cui si è svolto il tutto.

3) Parole “Ordini e imposizioni”
Quotidianamente ci bombardiamo di ordini e imposizioni: devo dimagrire, devo studiare, devo, devo, devo…. tutte le parole che denotano un ordine come “devo” “bisogna” “è obbligatorio”…. innescano ansia, stress e senso di colpa. Qualora il “devo” dovesse risultare incompiuto, potrebbero insorgere forti frustrazioni.

Cosa fare: sostituire il “devo” con “posso”. Anche nel routine di pensiero quotidiano, ripetersi “posso studiare” al posto di “devo studiare”, può fare una grossa differenza.

4) Parole che sottosimano
Altra spina nel fianco del linguaggio quotidiano sono le parole che ci sottostimano, o meglio, che ci vittimizzano. Sono demoralizzanti e hanno l’abilità di minare sensibilmente l’autostima. Chi abusa di queste parole può entrare in un meccanismo di apatia fino a sentirsi sollevato dalle responsabilità o perdere il coraggio di affrontare le difficoltà.

Cosa fare: sostituire le espressioni come debole, impossibile, esausto, inutile, non posso, vulnerabile, incapace. Si tratta di vocaboli demotivanti, valgono gli stessi consigli visti per le “Parole giudicanti”.



Il linguaggio delle persone di successo
Curare il proprio linguaggio è un requisito fondamentale per condurre una vita migliore. Gli uomini di successo hanno un linguaggio diverso, non usano affermazioni fallimentari perché sono consapevoli del potere che le parole hanno su di loro. Una parola ripetuta continuamente forgia il nostro carattere e di conseguenza la nostra personalità. Le parole possono creare la salute e la malattia.

Siate gentili con voi stessi, nessuno può esserlo meglio di voi. Rivolgendovi a voi stessi continuamente con espressioni di potere quali: sono meraviglioso, tutti mi vogliono bene, sono bravissimo nel mio lavoro, sono una persona amorevole, sono pieno di risorse e capacità, sto benissimo ecc. vi renderete conto che, pian piano, il malessere viene rimosso per lasciare il posto a un benessere senza precedenti e a un potere senza limiti.

http://psicoadvisor.com/attenti-al-linguaggio-che-usate-con-voi-stessi-linconscio-ascolta-405.html



Elimina le parole che ti fanno ammalare
Ana Maria Sepe

Parole malessere.
Le parole hanno una grande forza perché possono influenzare i nostri stati d’animo e la nostra salute. Non di rado si ripetono, o si pensano, frasi negative che alla lunga possono influire negativamente sul benessere psicofisico.

Il potere delle parole.
Siamo soliti non dare molta importanza alle parole che diciamo a noi stessi in quanto ignoriamo che queste possano rinforzare la mentalità nella quale siamo calati: ebbene, queste parole possono imprigionarci impedendoci di maturare e di evolvere.

Le parole, dette o pensate, hanno un immenso potere: possono esprimere fiducia, orgoglio, passione, gioia.. ma possono anche ferire, giudicare, bloccare, scoraggiare. Quando parole con queste connotazioni arrivano dagli altri, è più semplice comprenderne l’impatto negativo sul nostro umore. Siamo invece meno propensi ad analizzare le parole che rivolgiamo a noi stessi, che hanno un impatto ancor maggiore.

Dovremmo, invece, divenire consapevoli del fatto che solo evitando queste parole abituali e pericolose (e anche le frasi o i modi di dire che ne conseguono) possiamo ritrovare un rapporto spontaneo con la nostra quotidianità.



Le parole che alimentano il nostro malessere

I tanti perché…
Per stare bene e in pace con sé stessi bisogna eliminare le parole nemiche del benessere, come i tanti perché.

Perché mi sento sempre un’incapace?
Perché ho l’ansia?
Perché mi sento sempre triste?
Perché non trovo l’amore?

Potrei continuare all’infinito con gli esempi….

in ogni caso si tratta di un termine molto utilizzato per cercare di indagare le cause del proprio malessere o della condizione nella quale ci si trova.

Sforzarsi di trovare una motivazione o una spiegazione del proprio stato d’animo non è per forza la soluzione più corretta.
Porsi troppi perché può portare a degli errori, per esempio attribuendo a sé stessi errori o atteggiamenti scorretti.

Volere a tutti i costi…..
Una parola che ti può far stare male è “voglio a tutti i costi”. Questa non è forza di volontà, ma ostinazione.

Chi si ostina a guarire, a stare bene, a migliorare, resterà sempre uguale, e quindi sofferente e scontento.

Ostinarsi in una direzione o in un progetto può essere dannoso per il proprio benessere perché si mettono dei limiti al fluire della vita e allo sviluppo del proprio io.

E’ più opportuno cercare di mantenersi aperti al mondo e ai cambiamenti perché, soltanto in questo modo, si raggiunge ciò di cui si ha necessità per sentirsi appagati.

Ieri….
Un’altra parola nemica del benessere psicofisico è ieri.
La tendenza di rintracciare nel passato le cause che hanno portato a compiere degli errori è scorretta perché impedisce di vedere, realmente, il presente e l’oggi.

“Sto male perché in passato non ho ricevuto l’amore che meritavo” “Il passato mi ha segnato la vita”.
“Ogni volta commetto lo stesso errore“.

Focalizzarsi su ciò che è stato, gli eventuali passi falsi compiuti da sé stessi e dagli altri è particolarmente deleterio perché non consente di prendere coscienza dei sentimenti che vivono oggi.

Ciò che conta è osservare quello che accade dentro di noi in questo momento. In tal modo gli permettiamo di svolgere la sua funzione. Al contrario, se lo fissiamo nel passato, continuiamo a rievocarlo e così lo facciamo tornare all’infinito.

E’ importante pensare che ciò che conta è vivere il quotidiano osservando il proprio mondo interiore ed imparando ad accettarlo.

Cambiare
Il benessere può essere compromesso anche dalla parola cambiare che ricorre con molta frequenza nei discorsi di noi tutti.

Per non ammalarsi bisogna imparare ad osservare il proprio mondo interiore senza cercare di modificarlo.

Accettare i sentimenti e le sensazioni è un modo per stare bene e per condurre un’esistenza positiva e serena.

Il desiderio di cambiare deve essere visto come un sintomo di un disagio più profondo.

Il desiderio di cambiamento è la conseguenza di scelte o atteggiamenti sbagliati… ma perché abbiamo sbagliato?

Noi siamo il risultato di uno specifico percorso, quindi, invece di partire con la frase “devo cambiare” abbiamo bisogno di guardarci dentro per risalire all’origine di ciò che ci condiziona tanto e accettare il nostro vissuto.

Il voler cambiare a tutti i costi, non fa altro che amplificare il nostro malessere perché ci fa sentire incapaci e impotenti.

E’ bene abbracciare il cambiamento ma prima bisogna passare per l’accettazione. Ostinarsi a cercare il cambiamento innesca in noi forti frustrazioni che si traducono in ansie, paure, atteggiamenti disfunzionali e sintomi psicosomatici.

Per approfondire ulteriormente questo argomento ti consiglio la lettura dell’articolo
“Attenti al linguaggio, l’inconscio ascolta”

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