venerdì 15 luglio 2016

Marcia Grad Powers. La Principessa che credeva nelle favole - Come liberarsi del proprio principe azzurro.

«C’erano una volta tre dotti professori, che volevano che i loro figli seguissero le proprie orme, ma i giovani invece sognavano di arruolarsi e di combattere» iniziò.
«Il primo professore decise che la felicità di suo figlio era più importante dei propri sogni di farne un erudito, e così il suo cuore non si appesantì. Ebbe per il figlio stima e rispetto e il loro rapporto fu sempre sereno.
Il secondo professore si sentì molto deluso, ma capì che il figlio aveva il diritto di scegliere la propria strada da solo. Questo padre ebbe un disagio del cuore di Tipo I, ma presto guarì. Il rapporto con il figlio – passato il primo momento – si riprese e fu ugualmente sereno.
Il terzo professore pensò che era inammissibile, che era la peggior disgrazia al mondo che suo figlio volesse fare il soldato anziché il professore, e si arrabbiò a tal punto che si ammalò di un disagio del cuore di Tipo II. Da quel giorno si rivolse al figlio con collera e risentimento e questi, a sua volta, lo ripagò della stessa moneta.»
Willie si piegò in avanti e guardò Duke negli occhi. «Questi professori affrontarono la stessa situazione in modi diversi e, di conseguenza, formularono pensieri diversi.
Pensieri diversi portarono differenti emozioni e reazioni.
I primi due desideravano che i loro figli divenissero degli eruditi, ma questo lasciò un margine per un compromesso, per un’alternativa, quando i ragazzi decisero di diventare soldati. I padri continuarono a “preferire” che le cose andassero in un certo modo, ma capirono che non dovevano necessariamente andare come speravano loro.
II terzo pretendeva che suo figlio seguisse le sue orme; pensava che le cose dovessero obbligatoriamente andare come voleva lui, e quando questo non successe gli sembrò terribile e ingiusto e non riuscì a sopportarlo. Era sconvolto e così sviluppò un dis- agio del cuore di Tipo II. Le reazioni dei primi due padri furono proporzionate e sane, la reazione del terzo eccessiva e patologica.»
Marcia Grad Powers, Il cavaliere che aveva un peso sul cuore



«Quando si capisce per la prima volta che siamo noi i responsabili delle nostre reazioni – e di parecchi dei nostri guai – ci si sente sconvolti.
È molto più facile dare la colpa agli altri o al mondo intero.
Però il fatto che il controllo sia nelle nostre mani… be’, questa è una grande notizia e una volta acquisita ci si sente meglio.»
Marcia Grad Powers, Il cavaliere che aveva un peso sul cuore



È il modo in cui vedi o pensi a qualcosa che ti crea un'emozione, non la cosa in sé.
Marcia Grad Powers, Il cavaliere che aveva un peso sul cuore


Quello che pensi è ciò che provi:
questo segreto è più potente di una magia, se ti eserciti a usarlo. […]
Ricordati:
i pensieri positivi portano sensazioni e reazioni positive.
Marcia Grad Powers, Il cavaliere che aveva un peso sul cuore


«Oh, Duke. Stai concedendo agli altri troppo potere! Può dispiacerti se qualcuno pensa male di te, ma non puoi basare la tua opinione di te stesso su cosa pensano gli altri, esattamente come non puoi fondarla sulle cose che fai.»
«Ma allora su cosa posso fondarla?» chiese Duke sentendosi profondamente scoraggiato.
«Sulla decisione di considerare te stesso una persona di valore, a prescindere da qualsiasi cosa, solo per il fatto che esisti. Fine della storia.»
Marcia Grad Powers, Il cavaliere che aveva un peso sul cuore


«Arriverà un momento in cui sarà semplice capire cosa accettare e cosa cambiare?»
«Sì, certo! La tua capacità di discernimento crescerà a mano a mano che ti eserciti a formulare pensieri retti e a fare attenzione a cosa funziona e cosa no.»
«Mmm… e nel frattempo non c’è proprio nulla che mi possa aiutare a vedere la differenza?»
«Puoi provare a chiedere a te stesso cosa suggeriresti a qualcun altro che si trovasse nella tua stessa situazione. In questo modo sgomberi il campo dalle emozioni e ti eserciti ad adoperare la ragione invece dei desideri o dei timori più reconditi.»
«E se non sapessi neppure quale consiglio dare a un altro?» chiese preoccupato Duke.
Maxine si appollaiò sulla sua spalla. «Guarda Duke, non è poi tanto difficile. Le cose di cui hai il controllo sono quelle che, volendo, puoi cambiare. Quelle su cui invece non hai alcuna giurisdizione devi accettarle così come sono. Riconoscere le prime dalle seconde è solo una questione di buonsenso e di esperienza.»
«E per le cose che riesco a controllare solo in parte, come per esempio quelle che coinvolgono anche altre persone?»
«In quel caso, puoi fare il possibile per cambiare la parte che rientra nel tuo ambito, ma il resto dipende dagli altri»
Marcia Grad Powers, Il cavaliere che aveva un peso sul cuore


«Stai di nuovo ragionando nel modo sbagliato, valutando te stesso solo in base a come ti vengono le cose che fai.
Devi essere razionale, Duke: tu fai molte cose, alcune bene altre meno.
E la stessa cosa può venire bene una volta e male un’altra.
Perciò come puoi fondare l’opinione che hai di te stesso – di te stesso nella tua interezza – su ciascuna o anche solo su qualcuna delle cose che fai?»
«Mmm… non avevo mai considerato la faccenda da questo punto di vista.
Però è naturale sentirsi bene quando i risultati sono buoni e male quando non lo sono, non ti pare?»
«Certo! Ma questo non significa che tu divenga automaticamente una brava o una cattiva persona.»
«Anche se il fallimento è solo colpa mia?»
«Sì. Tu non sei le cose che fai.
Guarda: hai avuto qualche problema e hai commesso qualche errore.
E questo dimostra esclusivamente che hai avuto qualche problema e hai commesso qualche errore.
Non dimostra affatto che tu vali meno di prima.
Così come essere un cacciatore di draghi famoso non ti rendeva migliore.
Il tuo valore come individuo non è cambiato.
Di fatto, è tutto qui.»
[…]«I fallimenti, in realtà, non sono veri e propri fallimenti come li vedi tu, Duke.
Sono maestri travestiti, maestri che ti guideranno verso il successo
Marcia Grad Powers, Il cavaliere che aveva un peso sul cuore


Perdona te stessa per non essere stata capace di fare più di quanto era per te il meglio che sei riuscita a fare nelle varie situazioni.
Marcia Grad Powers, La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro

Il viaggio è diverso per ognuno:
un sentiero può essere giusto per una persona e sbagliato per un’altra.
Solo il cuore di ogni singolo essere umano conosce la via.
Marcia Grad Powers, La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro


Il dolore è un maestro più abile del piacere.
Pensa a te stessa come a una persona che si sta addestrando: le tue esperienze sono lezioni grazie alle quali puoi acquisire la saggezza che rende la vita più piena, ricca e facile.
Marcia Grad Powers, La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro

Non si può fuggire dai propri problemi così come non ci si può allontanare dalla propria ombra.
Scappare non funziona, bisogna avvicinarsi.
Marcia Grad Powers, La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro


Il mare e la vita hanno molto in comune .
Rilassati. Lasciati andare. Abbi fiducia nel fatto che resterai a galla, e ci starai.
Se invece opponi resistenza, pensando che finirai sul fondo , ci andrai davvero.
La scelta spetta solo a te.
Marcia Grad Powers, La principessa che credeva nelle favole


Lei è tutte quelle donne che, dopo aver trovato il proprio principe azzurro, scoprono come non è tutto azzurro quel che somiglia al cielo, e che non c'è dolore più grande dell'essere ferite dalla persona amata.
Marcia Grad Powers, La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro

L’amore fa star bene… in caso contrario si tratta di un sentimento ben diverso…
Se soffri più spesso di quando sei felice, vuol dire che non è amore, ma qualcosa di differente che ti tiene intrappolata in una sorta di prigione, e ti impedisce di vedere la porta verso la libertà, spalancata davanti a te.
Marcia Grad Powers, La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro


Se il bisogno di amore di una persona sovrasta la sua esigenza di rispetto, la spinge a diventare la vittima di qualcuno che lo è stato in precedenza.
Ognuno ottiene ciò che vuole, niente di più o di meno.
Marcia Grad Powers, La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro


La gente cerca ciò che conosce, perché tutto quello che è familiare è fonte di conforto.
Marcia Grad Powers, La principessa che credeva nelle favole. Come liberarsi del proprio principe azzurro


Stanca di aspettare che arrivasse un principe a salvarla, la principessa raccolse tutto il suo coraggio, impugnò la spada e andò dritta verso il drago per ucciderlo. "Non ho più paura di te!" gli gridò, anche se dentro di sè tremava. Il drago la guardò negli occhi stupito e le disse: "Non c'è davvero alcun bisogno di essere violenti. Io non ti ho detto di rimanere, anzi mi sono sempre chiesto perchè restassi così a lungo". "Bene, allora" rispose la principessa, in grande imbarazzo. E non appena si allontanò dalla tana del drago realizzò che ciò che l'aveva davvero imprigionata erano le sue paure e l'attesa che qualcuno si facesse avanti per salvarla, mentre lei stessa avrebbe potuto salvarsi da sola in qualsiasi momento.
Marcia Grad Powers. "La Principessa che credeva nelle favole - Come liberarsi del proprio principe azzurro".



Credo che sia 'la principessa che credeva nelle favole' come liberarsi del principe azzurro... Io l'ho letto e mi pare sia questo... In ogni caso, ve lo consiglio, così come 'il Cavaliere che aveva un peso sul cuore', della stessa autrice




Marcia Grad Powers, specializzata in psicologia, tiene seminari presso le scuole e università e insegna tecniche di crescita personale a gruppi di manager e professionisti. Oggi vive in in California.






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