mercoledì 6 luglio 2016

Jacob Bohme. Aurora. Osservate un albero. All'esterno possiede una scorza dura e ruvida, con un aspetto morto e secco; ma il corpo dell'albero ha un potere vivente, che scaturisce attraverso la dura e secca corteccia, e genera molti nuovi corpi, rami e foglie, che, però, hanno tutte la radice in comune con l'albero. Così avviene con l'intera dimora di questo mondo, in cui sembra che la Luce di Dio sia defunta, poiché si è ritirata nel suo principio, e quindi appare morta, sebbene esista ancora in Dio. Ma l'amore prorompe ancora da questa dimora della morte e produce rami santi e celesti in questo grande albero, che hanno radice nella Luce.


"Osservate un albero. All'esterno possiede una scorza dura e ruvida, con un aspetto morto e secco; ma il corpo dell'albero ha un potere vivente, che scaturisce attraverso la dura e secca corteccia, e genera molti nuovi corpi, rami e foglie, che, però, hanno tutte la radice in comune con l'albero. Così avviene con l'intera dimora di questo mondo, in cui sembra che la Luce di Dio sia defunta, poiché si è ritirata nel suo principio, e quindi appare morta, sebbene esista ancora in Dio. Ma l'amore prorompe ancora da questa dimora della morte e produce rami santi e celesti in questo grande albero, che hanno radice nella Luce."
Jacob Bohme, Aurora, XXIV, 7




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