venerdì 15 luglio 2016

La stele di Rosetta. Quando verso la fine del V secolo d.C. la conoscenza della scrittura egiziana antica venne quasi del tutto perduta, i geroglifici divennero segni privi di significato per molti visitatori.


15 LUGLIO 1799: LA STELE DI ROSETTA.
Quando verso la fine del V secolo d.C. la conoscenza della scrittura egiziana antica venne quasi del tutto perduta, i geroglifici divennero segni privi di significato per molti visitatori. In tanti cercarono di dare un senso a quei segni accattivanti ma si dovette attendere la fine del Settecento, con la campagna d’Egitto di Napoleone Bonaparte per qualche risultato concreto.

Il ritrovamento del manufatto fu alquanto fortunoso: 
Francois – Xavier Bouchard, luogotenente del genio trovò casualmente, durante uno scavo per le fondazioni di un forte, un frammento di lastra in granodiorite utilizzata come riempimento di un muro.

La stele prese il nome da Rashid, oggi nota come Rosetta, antica città sul delta del Nilo e riporta un decreto in favore dei templi d’Egitto datato all’anno 9 di Tolomeo V Epifane scritto con tre differenti grafie: geroglifico, demotico e greco.

Due grandi personalità si impegnarono nel lavoro di decifrazione della stele, il fisico inglese Thomas Young e il linguista francese Jean-Francois Champollion.
Nel 1819 Young era più avanti rispetto al suo rivale francese, aveva infatti già decifrato il testo demotico, identificando i simboli per Cleopatra e Tolomeo. Qualche anno dopo, nel 1822, tramite accurati confronti con altri testi, fu in grado di decifrare i geroglifici basandosi su un’altra lingua utilizzata nel tardo egizio, il copto, e capì di essere di fronte a più tipi di geroglifici con diverse funzioni: scoprì la base del sistema di scrittura geroglifica.
Champollion mise in ordine le lettere del nome di Tolomeo, osservando la posizione degli ideogrammi, sotto i corrispondenti segni del cartiglio e potè comprendere ad ogni segno quale lettura del nostro alfabeto corrispondessero. Lo stesso fece per Cleopatra, l’altro nome raffigurato.
Intuì che per ciascun geroglifico non doveva corrispondere necessariamente una parola
Ha dedotto che essi non erano ne pittogrammi ne ideogrammi, in quanto non rappresentavano esclusivamente oggetti o concetti, ma all’interno di un identico testo potevano avere sia valore simbolico sia fonetico.

In seguito Champollion trascrisse un alfabeto che pubblicò mettendo così le basi alla nascita della scienza dell’egittologia moderna.

La Stele di Rosetta, di cui una copia fedele si trova murata nella grande sala del pianterreno del Museo Egizio del Cairo, è tuttora nel possesso del British Museum di Londra nonostante le reiterate richieste di restituzione da parte delle autorità egiziane di competenza.

Antonio A. – Fonte: “I capolavori dell’arte- British Museum Londra”

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