venerdì 14 marzo 2014

Mircea Eliade. Chi presta ascolto ai miti, non importa quale sia il suo livello culturale, dimentica la sua particolare situazione ed è proiettato in un altro mondo, in un altro universo che non è più il suo piccolo povero universo di ogni giorno... I miti sono veri perché sono sacri, perché riguardano esseri ed eventi sacri. Ne deriva che, recitando o ascoltando un mito, si ristabilisce il contatto con il sacro e con la realtà, e facendo ciò si trascende la condizione profana, la situazione 'storica'. In altre parole si va oltre la condizione temporale e la trita autosufficienza che è il destino di ogni essere umano semplicemente perché ogni essere umano è 'ignorante', nel senso che identifica se stesso, e la Realtà, con la sua situazione particolare. E l'ignoranza è, prima di tutto, questa falsa identificazione della Realtà con ciò che ognuno di noi sembra essere o possedere.

Ai livelli più arcaici di cultura, vivere da essere umano è in sé e per sé un atto religioso, poiché l'alimentazione, la vita sessuale e il lavoro hanno valore sacrale.
In altre parole, essere – o piuttosto divenire – un uomo significa essere “religioso”.
Mircea Eliade, "Nostalgia delle origini. Storia e significato nella religione"



Chi presta ascolto ai miti, non importa quale sia il suo livello culturale, dimentica la sua particolare situazione ed è proiettato in un altro mondo, in un altro universo che non è più il suo piccolo povero universo di ogni giorno... I miti sono veri perché sono sacri, perché riguardano esseri ed eventi sacri. Ne deriva che, recitando o ascoltando un mito, si ristabilisce il contatto con il sacro e con la realtà, e facendo ciò si trascende la condizione profana, la situazione 'storica'. In altre parole si va oltre la condizione temporale e la trita autosufficienza che è il destino di ogni essere umano semplicemente perché ogni essere umano è 'ignorante', nel senso che identifica se stesso, e la Realtà, con la sua situazione particolare. E l'ignoranza è, prima di tutto, questa falsa identificazione della Realtà con ciò che ognuno di noi sembra essere o possedere.
Mircea Eliade, nato il 13 marzo 1907, Sole in Pesci, Luna in Capricorno, Ascendente in Acquario




Il mito siamo abituati a circoscriverlo nell'antichità mentre la sua essenza di sacralità è riconducibile ad un punto di partenza della metafisica che fa un tutt'uno con la primitiva idea del sacro. 
Che cos' è il sacro? 

"Il sacro è un elemento della struttura della coscienza e non un momento della storia della coscienza" Mircea Eliade.... 
Che continua: "l'esperienza del sacro è indissolubilmente legata allo sforzo dell' uomo per costruire un mondo che ci abbia un significato"

Per tradurre l'atto di questa manifestazione del sacro Mircea Eliade propone l termine ierofania, che è comodo, tanto più in quanto non implica alcuna precisazione supplementare : non esprime niente di più di quanto è intrinseco al suo contenuto etimologico, vale a dire che qualcosa di sacro ci si mostra " E. Boncinelli 


"I miti e i dogmi ne analizzano a modo loro il contenuto, ne utilizzano le proprietà, la moralità religiosa deriva da essa, i sacerdoti la incorporano, santuari, luoghi sacri, monumenti religiosi la fissano al suolo e la radicano. La religione è l'amministrazione del sacro " 
H. Hubert



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