sabato 27 luglio 2013

Masochismo. Per comprendere il masochismo È UTILE RICORDARE TUTTE LE VOLTE IN CUI IL BAMBINO VIENE PICCHIATO INGIUSTAMENTE SENZA LA MINIMA POSSIBILITÀ DI RIVALSA. LA RABBIA DUREVOLE IMPOTENTE CHE SPERIMENTA IL BAMBINO IN QUEI MOMENTI CORRISPONDE A QUELLA CHE IL MASOCHISTA COVA: “NON MI ARRABBIO, MI VENDICO” È L’AFFERMAZIONE CHE DESCRIVE IL VISSUTO NASCOSTO DEL MASOCHISTA. LA DISPARITÀ DI POTERE ERA COSÌ GRANDE CHE L’UNICO MODO DI REAGIRE ERA L’AUTOFRUSTRAZIONE, che nella sua espressione difende perversamente l’ORGOGLIO. L’UNICO MODO PER FRUSTRARE IL FRUSTRANTE È STATO IMPARARE A GODERE DELLA PROPRIA FRUSTRAZIONE, MANIFESTANDOLA AL MONDO E SFIDANDO QUALSIASI TENTATIVO DI MODIFICARLA

«Io cerco il piacere,» continuò «perché non credo nella felicità.
Tutto ciò a cui gli uomini danno questo nome esiste nella loro immaginazione,
si fonda su un autoinganno. Io sono troppo razionale per abbandonarmi a illusioni.»
Leopold Von Sacher-Masoch, Venere in pelliccia, ES 2010, pagina 89.



«Dunque… è veramente innamorato… di me?».
«Sì, e ne soffro più di quanto lei non creda».
«Lei soffre?», e rise di nuovo. «Mi fa piacere».”
Leopold Von Sacher-Masoch, Venere in pelliccia, ES 2010, pagina 36.


Ecco dunque la morale della storia: chi si lascia frustare merita di essere frustato.
Leopold Von Sacher-Masoch, Venere in pelliccia, ES 2010, pagina 144.


Il bambino sopraffatto e  il masochismo. di Stephen M. Jhnson

Se riesci a mostrare ciò che è dentro di te, ciò che è dentro di te ti salverà. Se non riesci a mostrare ciò che è dentro di te, ciò che è dentro di te ti distruggerà.
Gesu’

Non ci si illumina immaginando figure luminose ma rendendo conscia l’oscurità.
Carl Gustav

Le grandi epopee della nostra vita sono i momenti in cui abbiamo il coraggio di ribattezzare la nostra cattiveria come la nostra cosa migliore.
Friedrich Nietzsche

 Il masochismo è una pervasiva tendenza ad esprimere un’ampia gamma di comportamenti AUTOFRUSTRANTI nella vita sociale, emotiva e lavorativa. Uno stile di vita. Un problema esistenziale di base in rapporto all’autodeterminazione e all’autocontrollo. Può coesistere o meno con il masochismo sessuale.

EZIOLOGIA
Per comprendere il masochismo È UTILE RICORDARE TUTTE LE VOLTE IN CUI IL BAMBINO VIENE PICCHIATO INGIUSTAMENTE SENZA LA MINIMA POSSIBILITÀ DI RIVALSA. LA RABBIA DUREVOLE IMPOTENTE CHE SPERIMENTA IL BAMBINO IN QUEI MOMENTI CORRISPONDE A QUELLA CHE IL MASOCHISTA COVA: “NON MI ARRABBIO, MI VENDICO” È L’AFFERMAZIONE CHE DESCRIVE IL VISSUTO NASCOSTO DEL MASOCHISTA. LA DISPARITÀ DI POTERE ERA COSÌ GRANDE CHE L’UNICO MODO DI REAGIRE ERA L’AUTOFRUSTRAZIONE, che nella sua espressione difende perversamente l’ORGOGLIO. L’UNICO MODO PER FRUSTRARE IL FRUSTRANTE È STATO IMPARARE A GODERE DELLA PROPRIA FRUSTRAZIONE, MANIFESTANDOLA AL MONDO E SFIDANDO QUALSIASI TENTATIVO DI MODIFICARLA. E’ come resistere ad un inappropriato autoritarismo e al sadismo invadente dell’altro significativo. L’autosabotaggio, inconsciamente agito, diventa l’atto di aggressione più facilmente NEGABILE. Il piacere contenuto in questa degradazione del sé viene tenuto nascosto con accuratezza. L’autofrustrazione riproduce e mantiene i legami con l’oggetto frustrante, cattivo, esprimendo nello stesso tempo resistenza, ribellione e RIVALSANei casi più gravi le figure accuditrici, genitoriali, sono sadiche ed intrusive, esercitano in grado estremo, l’umiliazione e l’autoritarismo. Sono affetti da gravi disturbi della personalità. I bambini sono spesso sottoposti ad ABUSI FISICI, SESSUALI E PSICOLOGICI, CON SEVIZIE RITUALI, FREQUENTI CLISTERI, ALIMENTAZIONE FORZATA E CON ESPERIENZE DI UMILIAZIONI E SVALUTAZIONI che additano sadicamente debolezza e vulnerabilità. All’altro estremo del continuum vi sono persone che provengono da un ambiente familiare che non ha tenuto, in minimo conto, l’opposizione del bambino. Dal primo NO nel secondo anno di vita fino all’adolescenza inoltrata, alla più insignificante violazione, la punizione è stata certa, immediata ed inflessibile. Questo tipo di controllo è ritenuto giusto e visto nell’interesse del bambino che ne è oggetto. In queste famiglie possono esservi amore, rispecchiamento e apprezzamento adeguato, tolleranza e accettazione dell’espressione di sé, ma NON C’È NESSUNO SPAZIO PER L’OPPOSIZIONE O PER QUALUNQUE SEGNO DI IRRIVERENZA. Queste persone rivelano una tipica carenza di spontaneità, creatività, originalità e brillantezza. IL LORO FALSO SE’ È UN SÉ DI CONDISCENDENZA, SERVIZIO E SOPPORTAZIONE, CON UN’AMPIA CAPACITÀ DI TOLLERARE FRUSTRAZIONI E AUTOSACRIFICIO. Sono spesso PERSONE CHE FANNO LAVORI NOIOSI O SPORCHI  PERCHÉ “ QUALCUNO DEVE PURE FARLI “. IN QUESTI COMPITI SONO I MIGLIORI: SONO SERVITORI PERFETTI. Di fronte ad un masochista SI VIENE COLPITI DA QUANTO APPARE “DIPENDENTE” DALL’UMILIAZIONE, DALLA DEGRADAZIONE, DALLA FRUSTRAZIONE E DAL DOLORE. Ma ciò diventa meno misterioso quando scopriamo una vicenda di abusi e una storia in cui l’unico modo di conservare la propria dignità era la SODDISFAZIONE DI ESSERE IN GRADO DI SOPPORTARE. RESISTERE, RIFIUTARSI DI PIANGERE, SOPPORTARE IL DOLORE ERA L’UNICO MODO PER DIMOSTRARE DI POSSEDERE UN SÉ INDIPENDENTE. Quindi, in molti casi di autofrustrazione masochistica, ciò che si manifesta come sintomatico, è in realtà la strategia fissa della persona per fare fronte all’oggetto cattivo, frustrante interiorizzato e per conservare il diritto ad una volontà propria. In alcuni casi IL RICONOSCIMENTO DI QUESTA CAPACITÀ DI SOPPORTARE È PER LA VITTIMA IL RICONOSCIMENTO DI UN SÉ INTEGRO E INDIPENDENTE. Nel masochista l’autofrustrazione mantiene paradossalmente questo diritto in vita. Nel masochista l’autotortura, la frustrazione e l’abuso mantengono il contatto con la persona abusante, frustrante ed esprimono nello stesso tempo resistenza e ribellione contro di essa, una volta che tutti gli altri canali sono stati rifiutati o repressi con minacce o punizioni. Questa triste situazione è responsabile dell’ESTREMA RESISTENZA A CAMBIAMENTO sovente osservata nel masochista. L’insidioso RANCORE  del masochista è spesso tutto ciò che rimane di una forza vitale REPRESSA. PARADOSSALMENTE, ABBANDONARE L’AUTOFRUSTRAZIONE, L’AUTOSACRIFICIO SIGNIFICA ARRENDERSI ALLA FRUSTRAZIONEL’AUTOFRUSTRAZIONE È L’UNICA MODALITÀ RELAZIONALE PER FRUSTRARE L’OGGETTO CATTIVO: UNA TRAPPOLA INSIDIOSA CHE SI AUTOALIMENTA, MA L’ALTERNATIVA INCONSCIA È LA MORTE. La soggezione, la passività e l’intrattabilità del masochista hanno spesso una caratteristica di MARTIRIO  e induzione della colpa che porta gli altri a sentirsi responsabili, incompetenti, inefficaci e frustrati.  La qualità malignamente indiretta dell’OSTILITA’ del masochista è spesso difficile da identificare, poco palpabile e ancora più difficile da trattare a causa della sua estrema NEGABILITA’. IL MASOCHISTA È INTRAPPOLATO IN UN CIRCOLO VIZIOSO DI SFORZI CHE TERMINANO SEMPRE NELLA FRUSTRAZIONE. Questo blocco cronico e stressante genera impotenza, pessimismo, disperazione, profonda sfiducia nel futuro. IL PIACERE È UNA MINACCIA, e FARNE ESPERIENZA CONDUCE ALL’ANGOSCIA E AL SENSO DI COLPA. Perciò VIENE AUTOMATICAMENTE EVITATO. IL MASOCHISTA TROVA DIFFICILE SPERIMENTARE QUALUNQUE PIACERE REALE E PROFONDO PERCHÉ QUESTO RICHIAMA IL CONTROLLO O LA PUNIZIONE DA PARTE DELL’OGGETTO CATTIVO INTERIORIZZATO. Il piacere accende la speranza di un amore donato liberamente, cui il masochista ha rinunciato da molto tempo. L’odio e il risentimento astiosi sono la sua caratteristica primaria. Ma la consapevolezza di questa negatività varia a secondo del livello di funzionalità del masochista. Ad un estremo troviamo persone condiscendenti, ansiose e mosse dal senso di colpa con scarsa consapevolezza dei modi in cui la loro autofrustrazione serve a frustrare. La rabbia profonda e la ribellione sono inconsce. Altre persone, invece, sono più consapevoli delle conseguenze negative del loro comportamento aggressivo. PER IL MASOCHISTA IL RAGGIUNGIMENTO DI UN QUALSIASI PIACERE PROVOCA ANGOSCIA A CAUSA DELLA PUNIZIONE CHE PREANNUNCIA. PER CONTROLLARE L’ANGOSCIA IL MASOCHISTA SI PRODUCE IN UNA FUGA IN AVANTI VERSO LA PUNIZIONE IN MODO DA SPERIMENTARLA PRIMA RIDUCENDO COSÌ L’ANGOSCIA E GIUSTIFICANDO O AUTORIZZANDO IL PIACERE O LO SFOGO.
Il masochista fa leva sulla nascosta e spesso inconscia speranza di RIVALSA o di soddisfazione in un futuro lontano.  OTTENERE LA RICOMPENSA IN CIELO O NEL FUTURO ESEMPLIFICA MOLTO BENE QUESTO SENTIMENTO. Qui si collocano anche l’egoismo, la superiorità e la rivalsa finale del masochista. Nella sfera sociale il masochista approfitterà della rabbia  prodotta negli altri dalle sue provocazioni, per abbandonarsi ad occasionali scatti di rabbia. Ma CIÒ ATTIVERÀ A SUA VOLTA L’OGGETTO CATTIVO INTERIORIZZATO CHE INNESCHERÀ IL SENSO DI COLPA E L’ANGOSCIA, indipendentemente da quanto quegli scatti fossero giustificati. Quando l’aggressività e soprattutto la resistenza alla volontà degli altri è stata schiacciata, la speranza e la fiducia vengono risospinte nella segretezza e nell’inconscio. UNA PERSONA DI CONTINUO FRUSTRATA FINISCE PER AVERE SFIDUCIA VERSO CHIUNQUE SIA COSÌ INGENUO O FOLLE DA OFFRIRE AIUTO: L’astioso desiderio di fare affogare con sé chiunque ci provi è endemico. “ Muore Sansone con tutti i filistei “. Il comportamento autofrustrante è permeato da un’ampia percentuale di negatività non solo verso se stessi, ma anche verso gli altri. Anche se i comportamenti sono autoannullanti e passivi, tendono a provocare negli altri disturbo, irritazione e sensazione di abuso, alimentando così ulteriormente l’autofrustrazione. Qualsiasi comportamento disfunzionale o patologico è in qualche modo autofrustrante. CIÒ CHE DISTINGUE IL MASOCHISTA DAGLI ALTRI È LA PRESENZA, AD UN CERTO LIVELLO DI COSCIENZA, DI UNA SODDISFAZIONE O PIACERE PERVERSI NELLA PUNIZIONE AUTOINFLITTA. Nel masochista i comportamenti visibili sono tutte forme di autofrustrazione, mentre A RIMANERE INVISIBILI SONO LA SFIDUCIA, LA RESISTENZA, LA RIBELLIONE E LE ESPRESSIONI INTEGRE ED AUTONOME DELLA VOLONTÀ. A volte il masochista libera il suo RANCORE in modo tale da provocare la RAPPRESAGLIA che non fa altro che alimentare il PROCESSO MASOCHISTICO e rafforzare le convinzioni patogene e le decisioni da copione. (UNA PSICOTERAPIA EFFICACE DEVE LIBERARE IL RANCORE DALL’INCONSCIO, INCORAGGIARNE L’ESPRESSIONE E AIUTARE LA PERSONA AD  INCANALARLO E MODULARLO).

Comportamenti visibili
[…] Le fantasie dei masochisti dimostrano la ricompensa del conquistare la loro SUPERIORITA’ che include anche il torturare le persone che li hanno torturati e l’espressione dell’aggressività.
PROCASTINAZIONE  - È UNA STRATEGIA PER ESSERE SEMPRE INFELICI ED ESASPERARE GLI ALTRI: ESSERE CRONICAMENTE INSODDISFATTI PER QUALSIASI COSA, LAMENTARSI DI CONTINUO MA NON FARE NIENTE PER CAMBIARE LA SITUAZIONE. SE È IN UNA PESSIMA SITUAZIONE MATRIMONIALE O LAVORATIVA,  FARÀ DI TUTTO PER RIMANERVI PERCHÉ CIÒ GLI DA LA POSSIBILITÀ DI CONTINUARE A LAMENTARSI E GIUSTIFICARE LA PROPRIA SOFFERENZA. SE QUALCUNO GLI OFFRE UN’ALTERNATIVA, IN GENERE RISPONDE: “ SI, MA “.  OPPURE PROVA A METTERLA IN PRATICA MA ASSICURANDOSI CHE NON POSSA FUNZIONARE. Se qualcuno critica i suoi atteggiamenti, si dichiarerà d’accordo con le critiche, anzi le gonfierà ancora di più, oppure esprimerà la sua frustrazione e tormenterà gli altri per la loro insensibilità e la loro incapacità ad aiutarlo o la loro incomprensione della sua situazione.  In tutto questo si ricorderà di mantenere sempre la sua posizione di superiorità morale. Adottando questa strategia IL MASOCHISTA CONTINUERÀ A SENTIRSI FRUSTRATO MA NON SARÀ SOLO, TRASCINERÀ GLI ALTRI A FONDO CON LUI e così potrà giustificare, una volta in più, la sua situazione e godrà di una certa quantità di trionfo.
VITTIMIZZAZIONE  DEL  SE’  -  IL MASOCHISTA HA UNA FORTE PROPENSIONE A GETTARSI IN BRUTTE SITUAZIONI E UNA GRANDE DIFFICOLTÀ AD USCIRNE. COMUNE È FARSI INCASTRARE IN UN LAVORO PRIVO DI PROSPETTIVE O INADEGUATO, LAVORARE PER UN DATORE DI LAVORO O UNA SOCIETÀ ABUSANTE O SFRUTTATRICE, SVOLGERE UNA PROFESSIONE PER LA QUALE NON SI POSSIEDONO I REQUISITI. Queste scelte presentano il vantaggio psicologico interno ed esterno di non sembrare autoinflitte. In questo modo il masochista può evitare di assumersi la responsabilità di quello che in realtà è un modello di autofrustrazione.
REAZIONI  NEGATIVE  AL  SUCCESSO -  IL MASOCHISTA AMA SOFFRIRE e non si farebbe mai cogliere nell’atto di provare qualunque piacere. E’ COME SE NON VOLESSE CONCEDERE NÉ A SE STESSO NÉ AGLI ALTRI LA SODDISFAZIONE DI PROVARE SODDISFAZIONE. Questa reazione è affascinante e diabolica quando include una evidente inconscia provocazione degli altri in modo che questi, e non il sé, diventino i responsabili della negatività che ne risulta.
FARSI SCHIACCIARE DAI PROBLEMI – Un modo per rimanere sempre gli stessi o posporre ogni reale soluzione ai problemi, consiste nell’INTERPRETAZIONE PIÙ NEGATIVA POSSIBILE DELLE SITUAZIONI CHE SI DEVONO AFFRONTARE, prendendole tutte insieme. Non fermandosi mai abbastanza su un problema per pianificare e implementare una soluzione, il peso dei problemi si fa sempre più grande.  Con l’esperienza diventa  facile coinvolgere gli altri in questo processo e indurre in essi lo stesso tipo di trance da impotenza e da confusione.
PROVOCAZIONE -  Il masochista è provocatorio fino alla esasperazione. La provocazione poi è accentuata dalla negazione della provocazione stessa. Dopotutto QUESTA PERSONA COSÌ CALPESTATA CI STA SOLO COMUNICANDO QUANTO SI SENTE MALE, QUANTO SONO INSOLUBILI I SUOI PROBLEMI, E QUANTO SIA IMPOSSIBILE AIUTARLA. I  masochisti sono noti per l’aggressività passiva, per la loro INNOCENZA:  “ CHI, IO?“ in forma di dimenticanza o di incidenti che danneggiano gli altri ma sono NEGABILI e adatti ad umiliare che vi è incorso. Tali incidenti sono ottimi esempi di comportamento masochistico, ad un tempo punitivi e inconsciamente gratificanti del RANCORE e dell’OSTILITA’ masochistica.
Il masochista è molto abile nella “ tortura della goccia d’acqua “. Ogni azione da sola può essere irrilevante, ma quando l’ultimo gesto riesce facilmente a provocare una risposta di rabbia,  non è giustificata dal fatto scatenante. Ciò consente al masochista di venire punito e di conservare al contempo la sua superiorità morale.
ANEDONISMO  GENERALIZZATO  - Il masochista si distingue facilmente dagli altri  per l’assenza di qualunque piacere nella sua vita. Egli si presenta spesso come cronicamente gravato da fardelli gravissimi, impegni estenuanti, sforzi immani e lotte continue senza ottenere alcun risultato. Ascoltarli richiama alla mente il mito di SISIFO: i risultati sono sempre gli stessi e la salvezza è irraggiungibile. Una depressione cronica. Non c’è via di uscita. Eppure i masochisti hanno notevoli capacità di andare avanti con carichi pesantissimi e in condizioni disperate. Sono sempre scoraggiati, ma vanno avanti. Hanno trovato un modo perverso di VINCERE  PERDENDO.
Sono caratterizzati soprattutto dalla STASI, non cambia nulla. Manifestano di rado risentimento o aggressività diretta nella vita quotidiana. Spesso sono condiscendenti verso tutte le regole e le procedure.
Si descrivono insoddisfatti o bloccati in una o più aree della vita. Il lavoro o il matrimonio insoddisfacenti, la depressione cronica, la procrastinazione o altri comportamenti autofrustranti sono caratterizzati dall’immobilità quasi totale.
PSICOTERAPIA  - La scelta terapeutica migliore sta nel favorire l’emergere del lato aggressivo, astioso ed in ombra del masochista, che è l’unica cosa che gli rimane dell’energia vitale, della volontà e di altri sentimenti autentici repressi.
Il masochista ha una lunga storia di sconfitta passiva-aggressiva dagli altri e a volte bisogna cogliere l’attuale sconfitta sé-altro mentre è in atto e utilizzarla per accompagnarlo a ritroso nella sua storia.. Le braci del vero sé represso possono venire riaccese.
NEL MASOCHISTA, TUTTO CIÒ CHE RIMANE DEL SÉ REALE È LA RESISTENZA. QUINDI QUESTA VA ACCOLTA E RICONOSCIUTA PER IL SUO VALORE AI FINI DELLA SOPRAVVIVENZA. TENTARE DI ANNULLARLA È L’ERRORE PIÙ GRAVE CHE SI POSSA COMMETTERE. IL MASOCHISTA È MOLTO PIÙ BRAVO A CONSERVARLA DI QUANTO CHIUNQUE TERAPEUTA SIA IN GRADO DI COMBATTERLA. E’ QUESTA L’UNICA VENDETTA CHE HA POTUTO OTTENERE IN CAMBIO DELLA PROPRIA REPRESSIONE E HA PASSATO LA MAGGIOR PARTE DELLA SUA VITA A PERFEZIONARLA. IN UNA BATTAGLIA DI QUESTO TIPO IL TERAPEUTA NON HA LA MINIMA POSSIBILITÀ DI VINCERE.
I  GENITORI  - La disciplina che impartiscono e l’annullamento dell’esuberanza che mettono in atto possono averli feriti come ora feriscono i figli. Ciononostante sono persone condiscendenti che producono condiscendenza nei figli. Questi bambini credono, come i genitori, di avere in sé potenti forze negative che vanno DOMATE. Dove la psicopatologia parentale e le sanzioni sociali si uniscono per sottolineare il problema del CONTROLLO, si ha la personalità masochista. Il masochista ha un singolare atteggiamento da oppresso. Manca di entusiasmo ed ottimismo reali. E’ una persona gravata da pesi, inibita e sempre un po’ stanca del mondo. Non è in contatto profondo con se stesso, si innamora disperatamente, ha scoppi incontrollati di rabbia o di eccitazione immediata. Ci si chiede come fa a sopportare una sofferenza così cronica senza essere devastato. Può essere bastonato e continuare a funzionare. E’ in grado di resistere bene a periodi molto lunghi di tempo senza cadere o crollare. Non gli piace, ma ha accettato che la vita sia così. Ha perso ogni speranza di cambiamento. Le cose vanno male, ma potrebbero andare peggio. Qualunque ipotesi di cambiamento è sbagliata o ha già provato, è pericolosa. Una volta abbandonata la lotta per l’indipendenza resta il tentativo di fare bene. Resta ovviamente la paura di sbagliare e di venire puniti come un tempo. Questi atteggiamenti nascondono la tendenza all’arrendevolezza, l’autoannullamento, la sottomissione e la resa.
Il masochista si percepisce consciamente innocente, bene intenzionato, ma MALTRATTATO, non apprezzato, SFORTUNATO o vittimizzato. L’innocenza del “CHI, IO ?“ e il vittimismo del  “ PERCHE’ PROPRIO IO ? “ , pervadono la sua coscienza e la sua rappresentazione conscia.
Il masochista non crede nell’aiuto degli altri e che questo arriverà davvero o che qualcosa potrà andare meglio.
Per il masochista il piacere è sbagliato, peccaminoso e che se ne debba diffidare. Ciò può venire espresso consciamente nella moralità o nella religiosità o può essere presente nel corpo come restrizione o inibizione di qualsiasi esperienza piacevole.
La fondamentale cognizione rimossa dal masochista e il suo effetto si possono sintetizzare in una parola “ FOTTITI “.   NON MI AVRAI MAI. IO SONO INVINCIBILE. TI FREGHERO’ SEMPRE. PENSI DI AVERMI MESSO SOTTO, MA ASPETTA ! PENSI DI AVERMI SCONFITTO, MA ASPETTA ! TI RENDERO’ L’OFFESA. E NON LA VEDRAI ARRIVARE. MI VENDICHERO’. PAGHERAI PER QUESTO. IL MIO SPIRITO SARA’ VENDICATO. POSSO ASPETTARE TUTTO IL TEMPO CHE OCCORRE. MI HAI IMPEGNATO A SOPPORTARE, MA UN GIORNO TE NE PENTIRAI. NON MI ARRENDERO’ MAI, NON AVRO’ MAI FIDUCIA IN TE E NON TI AMERO’ MAI PIU’. TE LA FARO’ PAGARE ANCHE SE CIO’ DOVESSE COSTARMI LA VITA.

Lo spirito umano è indomabile. I tentativi di piegarlo non fanno che spingerlo in profondo in un rifugio psichico in cui può attendere all’infinito e da cui può fare sortite vendicative e improvvise. Alla fine i regimi totalitari vengono rovesciati e la rabbia è immediata, violenta e soddisfacente.
In questa situazione, compito del terapeuta, è aiutare il paziente a vedere che all’esterno la guerra è finita, il pericolo è passato, può uscire dal rifugio sotterraneo. Ma per farlo deve rinunciare alla VENDETTA.  E’ cosa molto difficile PERDONARE e andare avanti se siamo stati feriti. Il lavoro del terapeuta è aiutare il bambino frustrato a rinunciare alla vendetta, in quanto “ VIVERE BENE E’ LA MIGLIORE VENDETTA “
L’oggetto cattivo interiorizzato deve venire liberato dall’inconscio e alla fine cancellato ed insieme ad esso i  “TU DEVI “ , le proibizioni, le convinzioni e le limitazioni del genitore controllante ed intrusivo. La psicoterapia esige realmente una esperienza emozionale correttiva.
Il terapeuta col tempo fornisce un oggetto sufficientemente buono, e il prendersi cura di se stessi nelle aree delle regole sociali, della disciplina, della responsabilità e del comportamento etico-morale.

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