mercoledì 4 settembre 2013

Michelangelo Pira. La rivolta dell'oggetto. “L'uomo è in ogni momento e in ogni luogo uno che sta imparando o insegnando qualcosa" dice un vecchio contadino logudorese.. gli chiesi - anche quando arate in solitudine insegnate a qualcuno? ...e lui rispondeva "si, a me stesso innanzi tutto ma anche ai buoi e alla terra....a me stesso insegno il senso della vita, ai buoi insegno me stesso, come si devono comportare con me, e alla terra...SULLA TERRA IO SCRIVO COME TU SCRIVI SULLA CARTA..., ANCHE SE ABBIAMO FATTO SCUOLE DIVERSE!"

Sos Sinnos: "B'at cosas chi pro las cumprèndere bi cheret tempus e isperièntzia; e cosas chi cand'unu at isperièntzia no las cumprendet prus. Cosas chi pro furtuna s'irmentican e cosas chi pro furtuna s'ammentan; e cosas chi si creden irmenticadas e chi imbetzes una die a s'improvisu torran a conca"
Michelangelo Pira



“L'uomo è in ogni momento e in ogni luogo uno che sta imparando o insegnando qualcosa" dice un vecchio contadino logudorese.. gli chiesi - anche quando arate in solitudine insegnate a qualcuno? ...e lui rispondeva "si, a me stesso innanzi tutto ma anche ai buoi e alla terra....a me stesso insegno il senso della vita, ai buoi insegno me stesso, come si devono comportare con me, e alla terra...SULLA TERRA IO SCRIVO COME TU SCRIVI SULLA CARTA..., ANCHE SE ABBIAMO FATTO SCUOLE DIVERSE!"
Michelangelo Pira, "La rivolta dell'oggetto"



Molto sagge queste parole ..le condivido....Il paesaggio ...il territorio è storia da leggere, da imparare e da insegnare!

Michelangelo Pira, più conosciuto in sardo come "Mialinu Pira" (Bitti, 26 marzo 1928 – Quartu Sant'Elena, 5 giugno 1980), giornalista, antropologo e scrittore italiano, è stato uno studioso della lingua sarda e dei suoi problemi.

È autore de La rivolta dell'oggetto, inventario di problemi della Sardegna al momento della transizione dalla civiltà agro-pastorale alla moderna civiltà dei consumi e della nuova presa di posizione sull'identità del popolo sardo. Nacque a Bitti, in provincia di Nuoro, in una famiglia di pastori. Dopo qualche anno, ancora molto giovane, in seguito alla morte della madre, si trasferisce a Oschiri, dove il padre pascolava le pecore. Frequenta le scuole medie e il liceo classico a Sassari.

Michelangelo Pira intraprese, dopo la laurea in lettere, a partire dagli anni settanta e fino alla morte, l'attività giornalistica, anche come addetto all'ufficio stampa dell'amministrazione regionale della Sardegna. Considerato un esponente sui generis della Scuola antropologica di Cagliari, insegnò antropologia culturale e Storia del giornalismo alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Cagliari. Suggestionato dagli studi di Antonio Pigliaru e di Antonio Gramsci, articolò il proprio pensiero sui temi della lingua e della cultura con particolare riferimento alla situazione della Sardegna nella seconda metà del Novecento. Nel 1968 sviluppò, in Sardegna tra due lingue, un'analisi originale dei problemi socio-linguistici della Sardegna, affrontando il tema del pericolo della morte del sardo in conseguenza del disuso. Per la terza rete televisiva della RAI curò un reportage su alcuni importanti aspetti antropologici della provincia nuorese.

La sua opera più importante è La rivolta dell'oggetto, apparsa nel 1978, nella quale affrontò il problema dell'identità attraverso il ribaltamento del rapporto di dipendenza della cultura sarda; ritenne così possibile uno sviluppo alternativo dell'organizzazione sociale e educativa in cui, estinto lo Stato, la società diventava la base di un'educazione continua. Collaborò alla rivista «Ichnusa» e ad altri periodici. Morì improvvisamente a Marina di Capitana, frazione di Quartu Sant'Elena, nel 1980.

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