mercoledì 2 agosto 2017

von Neumann. John von Neumann aveva una memoria eidetica con precisione assoluta. Parlava con facilità varie lingue: ad esempio l’ungherese (lingua madre), l’inglese, il francese, il tedesco, lo yiddisch, il latino e il greco (queste anche quando aveva sei anni). Sapeva citare a memoria cose lette una volta sola, anche a distanza di anni. “Una volta – raccontò il matematico Herbert Goldstine – gli chiesi di ripetermi a memoria l’inizio di Storia di due città, di Dickens. Lui ha cominciato subito, senza esitazione. E abbiamo dovuto fermarlo dopo 15 minuti, altrimenti continuava”.

Se vi credete intelligenti fate un confronto con von Neumann.
Al suo cospetto, Einstein era un rimbambito. 
von Neumann ha fatto importanti scoperte più o meno in quasi tutti i campi, eccellendo comunque in tutti gli altri. In più, era simpatico e vestiva benissimo. Anche se guidava male.

L’intelligenza è, come quasi tutte le cose, un fatto relativo. 
Chi crede di essere intelligente forse è favorito dal fatto che, intorno a sé, ci sono molte persone poco sveglie. Per essere sicuro delle sue capacità intellettuali dovrebbe, allora, cercare confronti con persone più in alto di lui. Come Albert Einstein? Non scherziamo: Einstein era un mezzo sciocco. 

Qui si parla di veri geni. Si parla di John Von Neumann (che, tra le altre cose, era anche amico di Einstein, stava nello studio accanto al suo e amava infastidirlo tenendo la musica ad alto volume).

John Von Neumann, scienziato, matematico, fisico, statistico, economista, poliglotta, e altro ancora, tutto ai massimi livelli. Aveva abilità cognitive molto al di fuori della norma. Alcune quasi da fenomeno da baraccone: poteva fare calcoli complicatissimi a mente, tanto da stupire gli altri matematici. Lo disse anche il collega Edward Teller: “Ha superato tutti. Nessuno può stare al suo livello”. E Hans Bethe, che non era un cretino bensì un premio Nobel, scrisse:“Mi sono chiesto, ogni tanto, se il cervello di von Neumann non appartenesse a una specie superiore a quella dell’uomo”. Così, per dire.

John von Neumann aveva una memoria eidetica (per chi non sapesse cosa vuol dire eidetica, c’è Google. Ma cosideri di essere già fuori dalla gara), con precisione assoluta. Parlava con facilità varie lingue: ad esempio l’ungherese (lingua madre), l’inglese, il francese, il tedesco, lo yiddisch, il latino e il greco (queste anche quando aveva sei anni). Sapeva citare a memoria cose lette una volta sola, anche a distanza di anni. “Una volta – raccontò il matematico Herbert Goldstine – gli chiesi di ripetermi a memoria l’inizio di Storia di due città, di Dickens. Lui ha cominciato subito, senza esitazione. E abbiamo dovuto fermarlo dopo 15 minuti, altrimenti continuava”.

Senza entrare nel dettaglio, è riuscito a fare importanti scoperte nel campo della matematica, della fisica quantistica, della teoria dei giochi, della dinamica dei fluidi, del calcolo comuterizzato (tanto per capirsi, l’architettura alla base dei computer l’ha decisa lui), della statistica, delle previsioni meteorologiche, dell’economia. Però guidava piuttosto male.

Nelle altre materie, quelle in cui eccelleva meno, aveva comunque buoni risultati. Ad esempio, era un appassionato di storia antica. Tanto che superava gli esperti. Lo ammise, un giorno, un anonimo professore universitario di storia bizantina: “von Neumann conosce la storia bizantina meglio di me”.

Era una persona piacevolissima. 
Organizzava feste e cene, invitava amici e faceva battute divertenti. Era simpatico, insomma. 
Sapeva stare a suo agio anche con persone meno intelligenti di lui (ed erano tante), e con i “colleghi” amava fare un sacco di scherzi (appunto, si divertiva a tormentare Einstein con la musica). E poi aveva un’autentica passione per i vestiti: era elegantissimo. Tanto che al giorno della discussione della sua tesi di dottorato, l’unica domanda fu: “chi è il sarto del candidato?

http://www.linkiesta.it/it/article/2015/10/26/se-vi-credete-intelligenti-allora-fate-un-confronto-con-von-neumann/27938/



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