martedì 19 settembre 2017

George Washington: il dovere dell’isolazionismo. Farewell Address - Il discorso d'addio. “Vi scongiuro di credermi, concittadini. La storia e l’esperienza comprovano che l’influenza straniera è fra tutti il più funesto nemico di un governo repubblicano. Ma, per essere utile, la gelosa indipendenza di un popolo libero deve essere autonoma; altrimenti l’indipendenza si fa strumento di quella influenza, piuttosto che difesa contro di essa. La grande norma della nostra condotta verso le altre nazioni sia: estendere molto le relazioni commerciali, ma avere il meno possibile di legami politici. L’Europa ha interessi di fondo che poco o nulla hanno a che fare con noi. Essa si trova spesso coinvolta in conflitti che ci sono estranei. Se rimarremo un popolo unito, sotto un governo capace, non è lontano il tempo quando potremo respingere ogni attacco dall’esterno; quando otterremo che la nostra neutralità sia rispettata scrupolosamente; quando potremo scegliere pace o guerra come i nostri interessi detteranno. Perché non profittare dei vantaggi di una situazione così caratteristicamente nostra? Perché lasciare la nostra strada per un’altra? La politica più vera per noi è rifiutare le alleanze permanenti con qualsiasi parte del mondo”.

George Washington: il dovere dell’isolazionismo.
Nel ‘Farewell Address’ del 17 settembre 1796
-il discorso agli americani nel lasciare la presidenza-

George Washington invocò: 
“Vi scongiuro di credermi, concittadini. La storia e l’esperienza comprovano che l’influenza straniera è fra tutti il più funesto nemico di un governo repubblicano. Ma, per essere utile, la gelosa indipendenza di un popolo libero deve essere autonoma; altrimenti l’indipendenza si fa strumento di quella influenza, piuttosto che difesa contro di essa. La grande norma della nostra condotta verso le altre nazioni sia: estendere molto le relazioni commerciali, ma avere il meno possibile di legami politici. L’Europa ha interessi di fondo che poco o nulla hanno a che fare con noi. Essa si trova spesso coinvolta in conflitti che ci sono estranei. Se rimarremo un popolo unito, sotto un governo capace, non è lontano il tempo quando potremo respingere ogni attacco dall’esterno; quando otterremo che la nostra neutralità sia rispettata scrupolosamente; quando potremo scegliere pace o guerra come i nostri interessi detteranno. Perché non profittare dei vantaggi di una situazione così caratteristicamente nostra? Perché lasciare la nostra strada per un’altra? La politica più vera per noi è rifiutare le alleanze permanenti con qualsiasi parte del mondo”.

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