giovedì 23 maggio 2013

Max Planck. La materia in sé non esiste. Ogni materia nasce e consiste solo mediante una forza, quella che porta le particelle atomiche a vibrare e che le tiene insieme come il più minuscolo sistema solare

Una nuova verità scientifica non trionfa perché i suoi oppositori si convincono e vedono la luce, quanto piuttosto perché alla fine muoiono e al loro posto si forma una nuova generazione a cui i nuovi concetti diventano familiari.
Max Planck

La scienza non può risolvere il mistero ultimo della natura. E questo perché, in ultima analisi, noi stessi siamo parte del mistero che stiamo cercando di risolvere.
Max Planck


La materia in sé non esiste. Ogni materia nasce e consiste solo mediante una forza, quella che porta le particelle atomiche a vibrare e che le tiene insieme come il più minuscolo sistema solare.
Max Planck, L'essenza della materia, 1944


Avendo dedicato tutta la mia vita alla scienza più lucida, lo studio della materia, posso affermare questo sui risultati della mia ricerca sull'atomo: la materia, in quanto tale, non esiste. Tutta la materia ha origine ed esiste solo in virtù di una forza che fa vibrare le particelle atomiche e tiene insieme quel minuscolo sistema solare che è l'atomo. Dobbiamo presumere che dietro questa forza esista una mente conscia e intelligente. Questa mente è la matrice di tutta la materia.
Parte del discorso tenuto da Max Plank quando ritirò il Premio Nobel per la fisica nel 1918


Gli atomi sono fatti al 99,9999999999999% di spazio vuoto.
Ciò significa che ..
il computer che stai guardando,
la sedia su cui siedi,
e tu stesso
praticamente non siete lì.


Universo - Multiverso.
Planck osserva altri universi oltre al nostro: la prima prova del ‘multiverso’?
Se la scoperta dovesse venire confermata, la parola ‘universo’ potrebbe diventare desueta ed essere sostituita da ‘multiverso’.
Gli astronomi, infatti, sono persuasi di aver trovato la prima prova dell’esistenza di altri universi oltre il nostro, partendo dall’analisi dalla ‘radiazione cosmica di fondo’ lasciata dal Big Bang.
I dati raccolti da Planck, la sonda dell’Agenzia Spaziale Europea, hanno permesso ai ricercatori di mappare la radiazione di fondo, una sorta di traccia di sottofondo predente da quando l’Universo a cominciato ad esistere 13,8 miliardi anni fa.
La mappa mostra delle anomalie che secondo i cosmologi potrebbero essere causate dall’attrazione gravitazionale esercitata da altri universi al di fuori del nostro. I risultati implicano che il nostro universo potrebbe essere solo uno tra miliardi di altri universi, o anche, di infiniti universi.
Nel modello teorico elaborato dai cosmologi, dopo il Big Bang la materia risulta distribuita equamente in tutto lo spazio visibile, ma la mappa fornita da Planck mostra una concentrazione più forte nell’emisfero sud del cielo e un punto più ‘freddo’ che non è possibile spiegare con le attuali conoscenze della fisica.
“Queste anomali sono causate dall’attrazione gravitazionale esercitata sul nostro da altri universi”, ha detto Laura Mersini Houghton, fisico teorico presso l’Università della Carolina del Nord. “Ci troviamo di fronte alla prima prova concreta dell’esistenza di altri universi”.
“Le anomalie statistiche che abbiamo rilevato, potrebbero essere anche l’effetto di fenomeni fisici profondi che ancora non ci sono noti”, hanno scritto in un documento recente.
Anche se alcuni scienziati rimangono scettici sull’esistenza di altri universi, i risultati delle osservazioni potrebbero segnare un passo decisivo verso un nuovo modo di considerare l’astrofisica. Planck ha raccolto la radiazione dell’Universo primordiale quando aveva appena 370 mila anni di vita.
La precisione della mappa fornita dalla sonda è così alta da rivelare alcune caratteristiche inspiegabili che richiedono l’elaborazione di una nuova fisica per essere comprese.
I risultati, secondo molti scienziati, mostrano l’esistenza di altri universi oltre il nostro. “Questa idea ci sembra stramba in questo momento, proprio come quando fu formulata la teoria del Big Bang tre generazioni fa”, spiega al Sunday Times Geroge Efstathiou, professore di astrofisica presso l’Università di Cambridge. “Poi però abbiamo trovato la prova e tutto il modo di pensare l’universo è completamente cambiato”.
Se cos’ fosse, dovremmo cominciare ad abituarci alla parola ‘multiverso’ e la domanda tradizionale della cosmologia ‘l’universo è finito o infinito?’, potrebbe essere sostituita da ‘il numero degli universi è finito o infinito?’, e se finito, cosa c’è oltre?
De ilnavigatorecurioso
http://pianetablunews.wordpress.com/2013/05/23/planck-osserva-altri-universi-oltre-al-nostro-la-prima-prova-del-multiverso/



Gli esperimenti di Rutheford avevano fatto pensare ad un atomo fatto di elettroni in orbita attorno ad un nucleo atomico centrale. Questo quadro, per quanto semplice, aveva un inconveniente: tutto faceva pensare che dovesse essere sbagliato. La teoria elettromeccanica classica, infatti, prevedeva che, quando gli elettroni ruotano in circolo, irradiano energia con emissione di fotoni. I fotoni allora sottrarrebbero energia e l’elettrone, così deprivato, compirebbe delle orbite sempre più piccole, tracciando una spirale che lo porterebbe a cadere al centro dell’atomo. Di fatto, la teoria elettromagnetica classica prevedeva che gli atomi non potessero essere stabili, sarebbero collassati in meno di un nanosecondo. Le orbite stabili degli elettroni erano un mistero assoluto. Perché gli elettroni non perdevano energia e non precipitavano con moto spiraliforme sul nucleo atomico? Per spiegare le orbite degli elettroni era necessario allontanarsi radicalmente dal modo di ragionare della teoria classica. Portando questa logica alle sue inevitabili conseguenze, vennero alla luce delle crepe nella fisica classica alla quale poteva porsi rimedio soltanto con la meccanica quantistica.
Lisa Randall, "Passaggi curvi"





La filosofia di Plotino è compatibile con questa teoria




Anche Pitagora...






molto profondo però niente di scientifico, eppure l'ha detto Max Planck...




anticipazione della teoria delle stringhe !


1 commento:

  1. se esistono i multiversi il nostro universo sarebbe un nulliverso .e cio e impossibile e antilogico sia come domanda che risposta

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