sabato 10 gennaio 2015

Convergenza evolutiva, ovvero, quel procedimento evolutivo che porta specie, famiglie, ordini e addirittura classi, a mostrare una conformazione di zone del corpo analoghe tra loro.

Arthropedia
Tutti conosciamo la cosidetta convergenza evolutiva, ovvero, quel procedimento evolutivo che porta specie, famiglie, ordini e addirittura classi, a mostrare una conformazione di zone del corpo analoghe tra loro.

Oggi parliamo di un ortottero davvero singolare e distribuito in quasi tutto il globo rappresentato da pochissimi generi ( circa una decina ).

In particolar modo parliamo del Gryllotalpa sp.
Questo genere di ortottero, come gli altri generi appartenenti alla famiglia Gryllotalpidae, si è evoluto per scavare gallerie profonde al massimo un metro. Seppur possa sembrare una profondità esigua, occorre ricordare che queste gallerie vengono create da un esapode lungo 5 cm ( Gryllotalpa gryllotalpa ), e se consideriamo quanto il terreno possa divenire duro col passare dei centimetri di profondità, possiamo immaginare quanta forza debba usare il Gryllotalpa per giungere sino a quella profondità.

Ovviamente il corpo si è adattato a questa vita sotterranea, e di fatto il Gryllotalpa presenta un corpo affusolato, con il primo paio di arti anteriori dotato di grosse estroflessioni esoscheletriche della tibia a forma di artigli, che vanno ad assomigliare in modo straordinario agli artigli delle talpe.
Tra genere e genere questi artigli variano in forma, dimensione e numero.

Interessante è inoltre la suddivisione del corpo in due zone principali. 
Osservandolo attentamente , infatti, troviamo una zona anteriore costituita da capo e protorace, e una seconda zona costituita da mesotorace , metatorace e addome.

Questa pseudodivisione è dovuta certamente alla meccanica del corpo durante lo scavo: la parte anteriore, mobile rispetto alla zona posteriore, è libera di procedere in avanti con lo scavo, mentre la zona posteriore provvede alla deambulazione e funziona un po come un "trattore", capace quindi di muovere l'animale avanti e indietro durante lo scavo.

Il protorace è molto sviluppato e il capo vi trova una protezione parziale.

Le ali del Gryllotalpa sono ben sviluppate seppur vengano utilizzate molto di rado.

Il Gryllotalpa inoltre è capace di emettere uno dei suoni più potenti del regno animale, e durante il suo "canto" esso utilizza una delle sue gallerie come megafono, emettendo un suono capace di essere udito a grandi distanze.

-Liberati Simone-

Link alla foto: http://upload.wikimedia.org/…/1024px-Gryllotalpa_2009_G6.jpg




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