venerdì 24 giugno 2016

La lettera che ispirò Jack Kerouac per “Sulla strada”

La lettera che ispirò Jack Kerouac per “Sulla strada”

La lettera che ispirò Jack Kerouac per “Sulla strada”Come lo stesso Kerouac ha ammesso più volte, l’ispirazione per lo stile di Sulla strada, il romanzo capolavoro della beat generation pubblicato nel 1951, gli derivò da una lettera.
Si tratta, però, di una lettera molto speciale,indirizzata a Kerouac dall’amico di sempre Neal Cassady il 17 dicembre 1950. Quaranta pagine scritte in tre giorni e, come ha confessato lo stesso autore, sotto l’effetto della benzedrina.
«Ho avuto l’idea dello stile spontaneo di Sulla strada, vedendo come il buon vecchio Neal Cassady scrisse la sua lettera indirizzata a me, tutta in prima persona, veloce, folle, confessionale, completamente seria, tutta piena di dettagli, con i nomi reali in ogni caso», ha dichiarato Kerouac in un’intervista del 1968 a «Paris Review».
Nella sua risposta a Cassady il 27 dicembre, Kerouac ha scritto: «Ho pensato che dovesse essere annoverata tra le cose migliori mai scritte in America… era buona quasi quanto le incredibili Memorie dal sottosuolo di Dostoevskij… Raccogli insieme tutti gli stili migliori… di Joyce, Céline, Dosy [sic]… e li utilizzi nella corsa muscolare del tuo stile narrativo e della tua eccitazione. Lo dico seriamente, né Dreiser né Wolfe sono arrivati a qualcosa di vicino a questo; Melville non è mai stato più vero».

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La lettera che ispirò Jack Kerouac per “Sulla strada”
E sempre a «Paris Review», Kerouac ha confessato di aver prestato la lettera ad Allen Ginsberg che poi la prestò a un amico e Kerouac credette che quest’ultimo avesse perso la lettera facendola cadere dalla sua casa galleggiante in California.
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La lettera fu messa al sicuro negli archivi del Golden Goose Press, dove è stata scoperta da Jean Spinosa nel 2012, più di 60 anni dopo la sua redazione.
La lettera che ispirò Jack Kerouac per “Sulla strada”
Successivamente, è stata messa all’asta nel 2014, ma gli eredi di Kerouac e Cassady ne hanno reclamato la proprietà. Nel frattempo, è stato raggiunto un accordo amichevole, e Jamy Cassady ha annunciato al «San Francisco Chronicle» che Christie’s metterà all’asta la lettera con una stima tra i 400 mila e i 600 mila dollari il 16 giugno, dopo un tour che andrà da Seattle a New York tra il 31 maggio e il 15 giugno. Comunque, Cassady ha anche anticipato che la sua famiglia, che possiede i diritti della lettera, si sta attivando per la pubblicazione integrale. Finora, infatti, è stato pubblicato solo un frammento.

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La lettera che ispirò Jack Kerouac per “Sulla strada”
È una «dimostrazione convincente e discorsiva dell’amore frenetico di Cassady per la vita, una fuga acrobatica attraverso la finestra del bagno», dichiarano i responsabili di Christie’s, che confermano che la stessa ebbe un «effetto incendiario» sull’autore diSulla strada e «divenne immediatamente il catalizzatore per la svolta critica di Kerouac come scrittore, trasfigurando il suo approccio al materiale conservato nella sua memoria e registrato nei suoi diari. Cassady ha lasciato il suo segno su una generazione d scrittori grazie al potere di questa sola lettera… la sua crudezza e velocità colpirono questo filone del pensiero americano postbellico, richiamò insieme un’immediatezza della vita e il vivere con un nuovo intellettualismo, fuse l’esistenzialismo con la venuta del pop, il prosaico con l’elegiaco. E lo fece influenzando i più importanti esponenti del movimento senza il beneficio di ricavarne un apprezzamento critico».

Estratto della lettera con cui Neal Cassady ispirò Jack Kerouac per Sulla strada:


Lettere di Neal Cassady a Jack Kerouac e Allen Ginsberg
Autore: Giorgia Guerra
INTERVISTATORE (da «Paris Review», 1968):
«Cosa ti ha incoraggiato a usare quello stile così “spontaneo” per Sulla strada?»
KEROUAC:
«Ho avuto l’idea di uno stile spontaneo per Sulla strada dalle lettere che il buon vecchio Neal Cassady mi scriveva, tutte in prima persona, veloci, pazze, piene di confessioni, totalmente serie, dettagliate, con nomi veri nel suo caso (essendo lettere). Mi ricordo anche quell’ammonimento di Goethe, beh ecco quella profezia di Goethe, che la letteratura occidentale del futuro avrebbe avuto una natura confessionale; anche Dostoevskij profetizzava lo stesso e avrebbe iniziato a darci dentro se avesse vissuto abbastanza per fare questo capolavoro che aveva in mente, La vita di un grande peccatore. Anche Cassady ha iniziato i suoi primi scritti di gioventù con vari tentativi lenti, diligenti, e tutto quello stile merdoso di maniera, ma se ne è stancato, proprio come me n’ero stancato io, vedendo che quella roba non veniva dalle viscere e dal cuore, da dove sentiva che uscisse tutto quanto. Ma ho avuto un flash dal suo stile. È una bugia crudele per tutta quella gente da due soldi della West Coast dire che ho avuto l’idea di Sulla strada da lui. Tutte le sue lettere indirizzate a me erano di quando era più giovane, prima che lo incontrassi, un bambino con suo padre, eccetera, e delle sue esperienze in tarda adolescenza. Hanno erroneamente riportato che la lettera che mi ha spedito  fosse 13.000 parole…no, il pezzo da 13.000 parole era il suo romanzo Il primo terzo, che ha tenuto in suo possesso. La lettera, la lettera più importante intendo, era lunga 40.000 parole, stai ben attento, un intero racconto. Era il più gran manoscritto che abbia mai visto, meglio di chiunque altro in America, o almeno grande abbastanza per far sì che Melville, Twain, Dreiser, Wolfe, e non so chi, si rigirassero nella tomba. Allen Ginsberg mi chiese di prestargli questa lettera per leggerla. La lesse, poi la prestò a un tipo di nome Gerd Stern che abitava in una casa galleggiante a Sausalito, California, nel 1955, e questo ragazzo perse la lettera. In mare presumo. Io e Neal l’abbiamo chiamata per convenienza La lettera Joan Anderson… tutta su un fine settimana di Natale, speso in sale da gioco, stanze d’albergo e prigioni di Denver, piena di eventi esilaranti e anche tragici, c’era perfino il disegno di una finestra, con le misure per farle capire al lettore, tutto quanto. Adesso ascolta: questa lettera sarebbe stata stampata sotto il copyright di Neal, se fossimo riusciti a trovarla, ma sai, era un mia proprietà in quanto indirizzata a me, quindi Allen non avrebbe dovuto essere così negligente, né quel tipo della casa galleggiante. Se potessimo riportare alla luce quell’intera lettera di 40.000 parole Neal potrebbe essere legittimato. Ci siamo anche fatti tra di noi chiacchierate così frenetiche, registrate su nastro, nel 1952, e le abbiamo ascoltate così tanto, abbiamo carpito entrambi il segreto di un LINGUAGGIO TUTTO NOSTRO per raccontare una storia, e abbiamo immaginato che questa era l’unica maniera per esprimere la velocità, la tensione, e le estatiche scemenze dell’età…ti basta?»
Hal Chase, uno studente della Columbia University all’epoca, e successivamente rappresentato sotto il nome di Chad King in Sulla strada, faceva parte della cerchia delle conoscenze di Cassady a Denver, che includeva anche Ed White e Al Hinkle. Prima dell’entrata ufficiale nel 1946 di Cassady nel gruppo 115th street, Chase aveva divulgato storie su questo giovane adone delle sale da gioco, rimasto orfano a 13 anni, che se ne andava in giro per l’intera biblioteca di Denver a leggere tutti i tipi di filosofia, e che era stato in prigione...
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Jack KerouacLettera di Neal Cassady a Jack Kerouac (7 marzo 1947)
Caro Jack,
sto seduto in una bar a Market St. Sono ubriaco, beh, non abbastanza, ma presto lo sarò. Sono qui per due ragioni: devo aspettare 5 ore l’autobus per Denver e, la ragione più importante, sono qui (a bere) a causa, ovviamente, di una donna, e che donna! Per andare in ordine cronologico: stavo seduto nell’autobus quando ha preso su altri passeggeri a Indianapolis, Indiana, e questa bellissima personificazione di proporzioni perfette, intellettuale, passionale, della Venere di Milo, mi chiese se il posto vicino a me fosse occupato!!!! Ho inghiottito, (sono ubriaco), ho emesso dei suoni gutturali e ho balbettato NO! (espressione paradossale, dopotutto come può qualcuno balbettare un No!!?) Si è seduta, ho sudato. Ha iniziato a parlare, sapevo che sarebbero state  delle banalità, quindi per tentarla sono rimasto zitto. Lei (il suo nome è Patricia) è salita sull’autobus alle 8 di sera (buio!), non ho parlato fino alle 10. Durante le due ore intercorse non solo mi sono deciso, ovviamente, a farmela, ma anche COME. Naturalmente non posso riportare la conversazione  parola per parola, tuttavia posso tentare di rendertene l’essenza dalle 10 alle 2.Senza i minimi preliminari per delle informazioni generiche (come ti chiami? dove stai andando? ecc.) mi sono gettato a capofitto in una maniera di parlare totalmente esplorativa, soggettiva, personale, e per così dire “da penetrarla fino al midollo”; per farla breve (dal momento che sto diventando incapace di scrivere) per le 2 le avevo fatto giurare amore eterno, una totale sottomissione e un immediato soddisfacimento. Io, pregustandomi un piacere ancora più grande, non le avrei lasciato farmi un pompino sull’autobus e, come si dice, abbiamo giocato l’uno con l’altra.
Sapendo che la sua suprema essenza perfetta era mia (quando sarò più lucido ti racconterò tutta la sua storia e la ragione psicologica per cui mi ama) non potevo concepire alcun ostacolo al mio soddisfacimento, beh diciamo che a volte anche i piani più perfetti possono essere rovinati, e la mia nemesi era sua sorella, la stronza.
Pat mi aveva detto che il motivo per cui stava andando a St. Louis era fare visita a sua sorella. Le aveva mandato un telegramma per dirle di trovarsi in stazione. Quindi, per sbarazzarci di sua sorella, quando siamo arrivati a St. Louis alle 4 ci siamo guardati intorno per vedere se fosse presente. Altrimenti, Pat avrebbe preso la valigia, si sarebbe cambiata nei bagni, e avremmo proceduto per una stanza d’albergo verso una notte (anni?) di perfetta beatitudine. La sorella non si vedeva, quindi Lei (non la più importante) aveva preso la sua valigia e si era ritirata nei bagni per cambiarsi. --- trattino lungo ---
Il paragrafo successivo deve essere scritto per forza in modo oggettivo --
Edith (sua sorella) e Patricia (il mio amore) uscirono dai cessi mano nella mano (non posso descrivere le mie emozioni). Sembrava che Edith fosse arrivata alla stazione degli autobus prima del tempo e mentre aspettava Patricia, avendo sonno, si era ritirata per addormentarsi su un divano. Per questo io e Pat non l’avevamo vista.
I miei sforzi disperati per liberarla da Edith fallirono, e anche il terrore e il senso di sottomissione nei confronti della sorella da parte di Pat, che fino a poco prima si era sentita così ribelle da dichiarare che avrebbe detto di dover vedere “qualcuno” e che avrebbe così incontrato Edith più tardi, anche questo condusse tutto al fallimento. Edith era sveglia; ha visto cosa stava accadendo tra me e lei.
Beh, per farla breve. Io e Pat, lì in piedi in stazione (in bella vista davanti a sua sorella) afferrandoci freneticamente, giurammo di non amare mai più nella vita, e poi ho preso l’autobus per Kansas city e Pat, docilmente, se ne è andata a casa con la sua dominante sorella. Ahimè, ahimè…
In uno stato di delusione totale (prova a condividere il mio sentimento) ho preso posto, mentre l’autobus avanzava verso Kansas city. A Columbia, Mo. una giovane (19) vergine, perfettamente passiva (la mia carne) è salita e ha condiviso il mio posto a sedere…Vista la mia delusione per aver perso Pat, la perfetta, decisi di star seduto sull’autobus (dietro al conducente) in piena luce del giorno e di sedurla, dalle 10.30 alle 2.30 del pomeriggio ho parlato. Quando avevo terminato, lei (confusa, tutta la sua vita messa sottosopra, metafisicamente meravigliata nei miei confronti e piena di passione nella sua immaturità) ha chiamato i suoi a Kansas city, ed è venuta con me in un parco (stava proprio facendosi buio), e l’ho scopata; mai scopato così prima. Tutte le mie emozioni represse che trovavano sollievo in questa giovane vergine (lo era) che tra l’altro era una maestra di scuola! Immaginati, aveva fatto due anni al Mo. St. Teacher's College e adesso insegna alle scuole medie (sono al di là del pensare ragionevolmente).
Sto per smettere di scrivere. Oh, si, per liberarmi un attimo dalle mie emozioni, devi leggere Le anime morte, alcune sue parti (in cui Gogol mostra le sue visioni) sono parecchio come te.
Elaborerò questo in seguito (probabilmente?), ma al momento sono ubriaco e felice. Sulle allegre note di Jumping at Mesners dei Les Youngs (che sto ascoltando adesso) chiudo fino a dopo.
Al mio fratello
Continua così!
N.L. Cassady

***
Allen GinsbergLettera di Neal Cassady ad Allen Ginsberg (Denver, Colorado, 10 aprile 1947)
…non mi interessa quello che pensi, è quello che voglio. Se riesci a capire, e se riesci a vedere come sei stato il mio pastore in tutta la grande città per 9 mesi, allora, forse, andrai in Europa con me la prossima estate, va bene, grandioso e meraviglioso, proprio quello che voglio e sennò, beh, perché no? Veramente, cavolo, perché no? Pensi che io non ti merito? Pensi che non mi adatterei? Presumi che ti tratterei male o anche peggio? Senti che non sono abbastanza brillante? Sai che sarei aggressivo o esigente, o che proverei a succhiarti finché rimani a secco di tutto quello che possiedi intellettualmente? O si tratta semplicemente del fatto che tu, quasi inconsciamente, sappia della mancanza di interesse nei miei confronti, o dell’indifferenza al mio tormento e al mio bisogno di te, fino a credere che tutti i problemi per aiutarmi e per vivere con me, non si possano compensare con lo stare con me. Non posso promettere proprio un cavolo, so di essere bisessuale, ma preferisco le donne, c’è una linea più sottile di quello che pensi tra la mia attitudine all’amore e la tua, non preoccuparti, si metterà in riga. Al di là di questo, chi lo sa? Proviamoci e vediamo che succede, ok?…
Rilassati, amico, pensaci a quello che dico, e immaginati mentre ti muovi verso di me senza richieste compulsive causate dalla mancanza di sicurezza, che ti amo, o perché ti manca quella certezza di sapere che ti capisco, ecc. Dimenticati tutto questo e prova a vedere se in questo oblio non ci sia più pace dei sensi e perfino un piacere fisico maggiore rispetto al tuo attuale desiderio soggettivo (o per me, o Claude, o chiunque altro). So che uno non si può cambiare completamente con questo metodo, ma vieni da me con tutto quello che hai, buttami le tue domande in faccia (perché le amo), e trova una reale vicinanza, non solo perché quello che possiedo emotivamente viene distorto anche dalla solitudine ma perché io, logicamente o no, sento di volerti più di tutti, a questo livello.
Sono proprio stanco morto, a letto, e la conoscenza di un sollievo, perché so che devi capire e fare le tue mosse assieme a me in questo, è meglio che non lotti contro questa cosa, o contro qualsiasi altra maledetta cosa, quindi chiudi il becco, rilassati, trova un po’di pazienza, e adattati ai miei piani sdolcinati.
Con amore e baci, ragazzo mio opps! Scusa, non sono Babbo Natale, giusto? Oh beh allora solo:
Con amore e baci,

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