martedì 22 ottobre 2013

Apelle e il ciabattino presuntuoso. Il famoso pittore greco Apelle aveva l’abitudine di mettere i suoi dipinti appena finiti fuori della porta della sua bottega nascondendosi per ascoltare i commenti dei passanti: una volta un ciabattino si fermò e criticò i sandali dipinti sul modello, Apelle quando il ciabattino andò via prese il dipinto e lo corresse, poi lo rimise fuori. Il giorno dopo il ciabattino passò di nuovo e si mise a criticare i piedi, allora Apelle uscì fuori dal nascondiglio e disse:”Ciabattino, non andare oltre le scarpe”!


Apelle e il ciabattino presuntuoso.
Il famoso pittore greco Apelle aveva l’abitudine di mettere i suoi dipinti appena finiti fuori della porta della sua bottega nascondendosi per ascoltare i commenti dei passanti: una volta un ciabattino si fermò e criticò i sandali dipinti sul modello, Apelle quando il ciabattino andò via prese il dipinto e lo corresse, poi lo rimise fuori. Il giorno dopo il ciabattino passò di nuovo e si mise a criticare i piedi, allora Apelle uscì fuori dal nascondiglio e disse:”Ciabattino, non andare oltre le scarpe”!

Curiosità: Apelle e la burla.
Apelle era conosciuto per la sua bravura di pittore ed era considerato eccezionale nei ritratti; era al seguito di Alessandro Magno durante una campagna militare quando il buffone del generale Tolomeo, su istigazione di detrattori del pittore, gli portò un falso invito ad un pranzo alla reggia: al generale il pittore era molto antipatico e quando Apelle si presentò al pranzo Tolomeo si infuriò e gli chiese chi mai lo avesse invitato visto che lui non l’aveva fatto, allora Apelle si girò verso il muro e con un carboncino vi disegnò velocemente il volto del buffone che venne subito riconosciuto grazie all’abilità di Apelle e punito.

Apelle o la pittura: Nino Pisano, Terracotta del 1334-36.





Claude Callot, Apelle e Raffaello, affresco del 1686 di una serie di pittori e scultori,
decorazione della Libreria Reale. U. K.

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