domenica 3 novembre 2013

Solzenicyn. Arcipelago Gulag. Se solo fosse così semplice! Se solo da qualche parte ci fossero dei malvagi che stessero compiendo azioni cattive, e bastasse isolarli dal resto di noi e distruggerli! Ma la linea di confine tra il male e il bene passa attraverso il cuore di ogni essere umano. E chi desidera distruggere un pezzo del proprio cuore?

«“Tutto non morirò, non morirò tutto”
“Certe volte sento con assoluta chiarezza che
io non sono tutto dentro me stesso.
C’è qualcosa d’altro di indistruttibile, di altissimo!
Una specie di scheggia dello Spirito Universale.
Lei non lo sente?"»
Aleksandr Solženicyn, Reparto C


Se solo fosse così semplice! Se solo da qualche parte ci fossero dei malvagi che stessero compiendo azioni cattive, e bastasse isolarli dal resto di noi e distruggerli!
Ma la linea di confine tra il male e il bene passa attraverso il cuore di ogni essere umano. 
E chi desidera distruggere un pezzo del proprio cuore?
Aleksandr Solzenicyn da “Arcipelago Gulag”


Quando ancora
ero un bambino,
gli anziani spiegavano
i disastri che avevano
devastato la Russia
dicendo:
"gli uomini
hanno dimenticato Dio,
perciò tutto questo è accaduto"
Da quel giorno ho passato cinquanta anni a studiare
la storia della rivoluzione
che ha inghiottito
sessanta milioni di russi.
Ma non saprei spiegarla
in maniera migliore
che ripetendo:
"gli uomini
hanno dimenticato Dio,
perciò tutto questo è accaduto"
Aleksandr Solženicyn





DISUMANIZZAZIONE
Di Aleksandr Solzenicyn
"Stiamo ormai per toccare il fondo, su tutti noi incombe la più completa rovina fisica e spirituale, e noi continuiamo a farfugliare con un pavido sorriso: "Come potremmo impedirlo? Non ne abbiamo la forza". Siamo a tal punto disumanizzati, che per la modesta zuppa di oggi siamo disposti a sacrificare qualunque principio, la nostra anima, tutti gli sforzi di chi ci ha preceduto, ogni possibilità per i posteri, pur di non disturbare la nostra grama esistenza. Non abbiamo più nessun orgoglio, nessuna fermezza, nessun ardore nel cuore. Davvero non c'è alcuna via d'uscita? E non ci resta se non attendere inerti che qualcosa accada da sé? Ciò che ci sta addosso non si staccherà mai da sé se continueremo tutti ogni giorno ad accettarlo, ossequiarlo, consolidarlo, se non respingeremo almeno la cosa a cui più è sensibile. Se non respingeremo la menzogna. Ed è proprio qui che si trova la chiave della nostra liberazione, una chiave che abbiamo trascurato e che pure è tanto semplice e accessibile: il rifiuto di partecipare personalmente alla menzogna. Anche se la menzogna ricopre ogni cosa, anche se domina dappertutto, su un punto siamo inflessibili: che non domini per opera mia! Ognuno di noi dunque, superando la pusillanimità, faccia la propria scelta: o rimanere servo cosciente della menzogna (certo non per inclinazione, ma per sfamare la famiglia, per educare i figli nello spirito della menzogna!), o convincersi che è venuto il momento di scuotersi, di diventare una persona onesta, degna del rispetto tanto dei figli quanto dei contemporanei."




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