sabato 3 agosto 2013

Anassimandro. dall'Apeiron indefinito l'origine. All'inizio c'era il caos... I venti delle tempeste formarono un enorme vortice nel quale le parti pesanti restarono al centro, mentre quelle più leggere furono spinte tutte intorno. La terra e l'acqua rimasero così al centro ed il fuoco intorno. Il fuoco fece evaporare molta acqua ed il vapore diventò aria. L'aria, premendo contro il fuoco, lo sollevò e lo spazio fra la terra ed il fuoco divenne cielo... Intanto la terra, che prima era mescolata all'acqua, seccò e apparvero le pianure e le montagne, mentre nelle conche profonde si raccolse l'acqua rimasta e si formarono i mari. La terra prese la forma di una ruota. Nelle calde acque dei mari comparvero le prime forme di vita. In seguito alcuni di questi animali incominciarono a vivere fuori dall'acqua e da essi derivarono tutti gli animali terrestri.

Principio degli esseri è l'infinito ... da dove infatti gli esseri hanno origine, lì hanno anche la distruzione secondo necessità: poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo 
Anassimandro, in Simplicio, De physica, 24, 13


All'inizio c'era il caos... I venti delle tempeste formarono un enorme vortice nel quale le parti pesanti restarono al centro, mentre quelle più leggere furono spinte tutte intorno. La terra e l'acqua rimasero così al centro ed il fuoco intorno. Il fuoco fece evaporare molta acqua ed il vapore diventò aria. L'aria, premendo contro il fuoco, lo sollevò e lo spazio fra la terra ed il fuoco divenne cielo... Intanto la terra, che prima era mescolata all'acqua, seccò e apparvero le pianure e le montagne, mentre nelle conche profonde si raccolse l'acqua rimasta e si formarono i mari. La terra prese la forma di una ruota. Nelle calde acque dei mari comparvero le prime forme di vita. In seguito alcuni di questi animali incominciarono a vivere fuori dall'acqua e da essi derivarono tutti gli animali terrestri. 
Anassimandro, dall'Apeiron indefinito l'origine


Louis Armstrong. Quando suono, penso a quei momenti del passato e dentro di me nasce una visione. Una città, una ragazza lontani nella memoria, un vecchio senza nome incontrato in un posto che non ricordo. I suoni che escono dalla tromba di un uomo, sono parte di lui


Quando suono, penso a quei momenti del passato e dentro di me nasce una visione.
Una città, una ragazza lontani nella memoria, un vecchio senza nome incontrato in un posto che non ricordo. I suoni che escono dalla tromba di un uomo, sono parte di lui.
Louis Armstrong, nato il 4 agosto 1901


Louis Armstrong. What a wonderful world
http://youtu.be/E2VCwBzGdPM




IL 4 AGOSTO 1901, NACQUE IL TROMBETTISTA “LOUIS ARMSTRONG“ 
Louis Daniel Armstrong noto anche con il soprannome di Satchmo o Pops (New Orleans, 4 agosto 1901 – New York, 6 luglio 1971) è stato un trombettista e cantante statunitense. 
Louis Daniel Armstrong, trombettista jazz, è uno dei massimi esponenti di questo genere di musica e colui che ha dato un'impronta del tutto nuova alla musica afroamericana. Per quanto concerne la sua nascita vi è un piccolo retroscena che definisce anche un piccolo giallo. Armstrong ha sempre dichiarato di essere nato il 4 luglio (giorno di festa nazionale negli Stati Uniti) del 1900 ma, in realtà, studi recenti hanno dimostrato che il grande trombettista è nato il 4 agosto del 1901. Louis Armstrong ebbe un'infanzia travagliata. Le sue giornate trascorrono in bilico fra l'emarginazione e la delinquenza anche se, fortunatamente, un grande interesse nasce dentro di lui, un antidoto capace di allontanarlo da pericolose deviazioni e nello stesso tempo di "sollevarlo" da quello squallido ambiente: la musica. Ancora troppo giovane per suonare la tromba o per apprezzarne potenzialità e sfumature, si limita in quel periodo a cantare in un gruppo locale assai peculiare, dato che come palcoscenico aveva unicamente le strade. Ma la vita di strada è pur sempre la vita di strada, con tutti i pericoli e i disagi che essa comporta. Louis, pur volendo, non può del tutto estraniarsi da quel contesto. Un giorno viene addirittura sorpreso a sparare con un revolver sottratto ad uno dei compagni della madre, per festeggiare la fine dell'anno. La conseguenza è che viene trasferito in un riformatorio per circa due anni. Da ciò nasce forse l'ansia d'amore che contrassegna la sua vita, che vedrà scorrere davanti a sè due mogli e moltissime relazioni. Anche in riformatorio Louis Armstrong trova il modo di far musica: entra a far parte prima del coro dell'istituto e successivamente della banda, dove inizia suonando il tamburo. Prende anche le prime lezioni di cornetta. Il merito è tutto del suo maestro, Peter Davis, che gli dà l'opportunità di studiare i rudimenti di questa sorta di "succedaneo" della tromba. La banda dell'istituto è molto amata dagli abitanti e gira le strade suonando melodie in voga all'epoca come la celeberrima "When the Saints Go Marchin'in" che, recuperata parecchi anni dopo, diventerà uno dei suoi cavalli di battaglia. Dal novembre del 1918, incentivato dal lavoro sui "riverboats" (i battelli che navigavano sul fiume Mississippi), Armstrong impara a decifrare le partiture, diventando in questo modo un musicista completo. Dopo qualche anno di questo regime non proprio riposante (lavorare sui battelli era molto faticoso), nel 1922 si trasferisce a Chicago, lasciando una New Orleans che, gradualmente, "corrompeva" sempre di più il suo gusto musicale, fino a rispolverare un vetusto e annacquato folclore. Fortunatamente viene ingaggiato da King Oliver nella sua "Creole Jazz Band", nella quale ha la possibilità di proporsi come solista e di far spiccare l'estremo virtuosismo che ormai ha acquistato con il suo strumento. E' infatti opinione comune di appassionati e storici, affermare che "Satchmo" avesse inventiva, fantasia ritmica e melodica, unite ad un'impressionante volume sonoro e ad un'inconfondibile timbro. Dopo una serie di tournè, si arriva al 1924, anno particolarmente importante per "Satchmo". Si sposa, lascia l'orchestra di Oliver ed entra nella big Band di Fletcher Henderson, un colosso del jazz che disponeva di una delle migliori orchestre del tempo, zeppa di solisti di pregio. Come riprova del salto di qualità, Armostrong ha l'opportunità di incidere brani con Sidney Bechet, Bassie Smith e molti altri. Successivamente decide di intraprendere la carriera da solista. Registra "Hot Fives and Hot Sevens" trasformando così il jazz in una delle più alte espressioni della musica, con la sua tromba chiara e brillante e la sua voce sporca pescata direttamente dal fondo della gola. Da allora è solo un susseguirsi di successi, all'ombra però di alcune voci critiche che denunciano limiti e scadimenti del fenomeno Armstrong. Louis viene addirittura accusato di essere uno zio Tom a causa dell'ambiguità verso i fratelli neri. Ma proprio per la sua presenza carismatica contribuisce a rompere ogni barriera razziale diventando una delle prime star di colore nella musica. La sua vita, oltre ai concerti dal vivo e alle tournée, si arricchisce di collaborazioni (ad esempio con Zilmer Randolph), e comincia anche ad aprirsi al cinema, apparendo in alcune pellicole; tra queste ne ricordiamo una, "Alta società" (High society) del 1956, di Charles Walters, con Grace Kelly, Bing Crosby e Frank Sinatra, in cui il musicista introduce e conclude la prima e l'ultima scena del film. Diventato ormai un'icona (e qualcuno dice anche la macchietta di se stesso), Louis Armstrong negli ultimi anni era certo diventato l'ambasciatore del jazz nel mondo, ma ha anche prestato la sua immagine ad una serie di eventi assai discutibili sul piano artistico. In quella fase della sua carriera il Maestro non era più in grado di prendere decisioni autonome ma si faceva "gestire" da funzionari senza troppi scrupoli. Dopo questo triste declino, il re del jazz muore il 6 luglio 1971 nella sua casa nel Queens a New York.


C'è chi pensa che la natura sia buona | e finisce nelle fauci della tigre. C'è chi pensa che la natura sia malvagia | e abbatte a colpi di fucile la tigre. C'è chi pensa che la natura sia bella | e mette nella gabbia dello zoo la tigre. C'è chi pensa che la natura pensi | e seziona il cervello della tigre. C'è chi pensa che la natura sia in pericolo | e fa un'oasi di protezione per la tigre. C'è chi pensa che la natura sia Dio | e trova l'uomo nella tigre. C'è chi pensa che la natura sia natura | e diventa parente della tigre. C'è chi pensa che la tigre sia la tigre | e lascia in pace la tigre.



C'è chi pensa che la natura sia buona | e finisce nelle fauci della tigre.
C'è chi pensa che la natura sia malvagia | e abbatte a colpi di fucile la tigre.
C'è chi pensa che la natura sia bella | e mette nella gabbia dello zoo la tigre.
C'è chi pensa che la natura pensi | e seziona il cervello della tigre.
C'è chi pensa che la natura sia in pericolo | e fa un'oasi di protezione per la tigre.
C'è chi pensa che la natura sia Dio | e trova l'uomo nella tigre.
C'è chi pensa che la natura sia natura | e diventa parente della tigre.
C'è chi pensa che la tigre sia la tigre | e lascia in pace la tigre.

Proverbio indiano

venerdì 2 agosto 2013

L'educatore si lascia educare dagli incontri, dai fatti, dai segni e dagli imprevisti. Non aspetta certezze, teorie e verità. Anzi le espelle, o meglio le digerisce con la stessa logica dell'insalata e delle patatine del fast - food. Non fabbrica strutture, ma tesse relazioni. L'uomo è parola dialogata, comunicazione permanente verbale e non verbale. Smonta le maschere e le difese inutili.





L'educatore si lascia educare dagli incontri, dai fatti, dai segni e dagli imprevisti. Non aspetta certezze, teorie e verità. Anzi le espelle, o meglio le digerisce con la stessa logica dell'insalata e delle patatine del fast - food. Non fabbrica strutture, ma tesse relazioni. L'uomo è parola dialogata, comunicazione permanente verbale e non verbale. Smonta le maschere e le difese inutili.

[Educatori senza frontiere. Diari di esperienze erranti
don Antonio Mazzi, C.Mazza, E. Frezza, G. Ballarini]

Mario Lodi racconta che alcuni suoi alunni rifiutavano di fare le gare perché avevano prestazioni scarse e sapevano già in partenza che loro non avrebbero vinto .Nacque allora il principio secondo cui vinceva chi avesse aumentato il proprio record personale, anche se era inferiore al record massimo conseguito da altri ragazzi. Vinceva chi progrediva, non contava il valore assoluto ma il progresso fatto dall’individuo. Quindi la vittoria era il superamento dei propri limiti.

“Io considero la classe come un solo alunno spersonalizzato e invece la classe è formata da tante personalità e ognuno è profondamente diverso e ha bisogno di cure specifiche”.
Mario Lodi


Mario Lodi racconta che alcuni suoi alunni rifiutavano di fare le gare perché avevano prestazioni scarse e sapevano già in partenza che loro non avrebbero vinto. Nacque allora il principio secondo cui vinceva chi avesse aumentato il proprio record personale, anche se era inferiore al record massimo conseguito da altri ragazzi. Vinceva chi progrediva, non contava il valore assoluto ma il progresso fatto dall’individuo. Quindi la vittoria era il superamento dei propri limiti.



INSEGNARE: IL MESTIERE PIÙ DIFFICILE, MA PIÙ IMPORTANTE.
In occasione della promozione avviata dal Sole 24 Ore di alcune opere di Mario Lodi, proponiamo la video-intervista registrata nel 2011 in occasione dell'uscita alle stampe di Mario Lodi maestro, saggio che riprende brani antologici da C'E' SPERANZA SE QUESTO ACCADE AL VHO, un vero classico della pedagogia degli ultimi cinquant'anni.
L'ha intervistato sulla SCUOLA D'UN TEMPO e su come, ancora oggi, in un clima di grande precarietà e, alle volte, di sconforto, UN MAESTRO PUÒ DAVVERO “ASCOLTARE” I BAMBINI, FARLI ESPRIMERE (ATTRAVERSO IL DISEGNO, LA PITTURA, LA MUSICA, LA DISCUSSIONE REGOLATA, LA SCRITTURA COLLETTIVA), scoprirli ogni giorno nuovi e sorprendenti.
Il dialogo ha preso avvio dalle vicende raccontate in C’È SPERANZA SE QUESTO ACCADE AL VHO: UN LIBRO DEL 1963 DI CUI GIUNTI HA PUBBLICATO UNA NUOVA EDIZIONE E VERSIONE NEL 2011, COL TITOLO MARIO LODI MAESTRO.

Sono pagine che ancora ci riguardano, come testimonia forte e chiaro L'ULTIMA PARTE DELL'INTERVISTA, DOVE SI PARLA DI VALUTAZIONE, VOTI, PUNIZIONI, NUOVI CITTADINI ITALIANI, MOTIVAZIONE DEL BAMBINO E DELL'INSEGNANTE.

"E’ proprio nel contatto quotidiano con i bambini, con la loro osservazione partecipe che Mario Lodi ridisegna il valore della scuola, ne cambia aspetti e metodologia".

http://www.casadelleartiedelgioco.it/mariolodi/



Mario Lodi

http://youtu.be/sPnm6TrutrY



giovedì 1 agosto 2013

Madre Natura è il grembo della vita; elargisce all'infinito senza riserve. Ma è anche la tomba. Implacabilmente uccide e divora tutto ciò che vive




Madre Natura è il grembo della vita; elargisce all'infinito senza riserve. Ma è anche la tomba. Implacabilmente uccide e divora tutto ciò che vive.

Fraser Boa

Pëtr Kropotkin. Le libertà non si concedono, si prendono

Le libertà non si concedono, si prendono.
Pëtr Kropotkin


Noi non vogliamo essere governati ma, per lo stesso motivo, non dichiariamo anche di non voler governare nessuno? Non vogliamo essere ingannati e vogliamo che ci si dica sempre la verità, ma proprio per questo, non dichiariamo di non voler ingannare nessuno e di impegnarci a dire sempre la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità? Non vogliamo che ci venga rubato il frutto delle nostre fatiche, ma appunto per questo, non dichiariamo di rispettare i frutti del lavoro altrui? Con che diritto, infatti, potremmo chiedere di essere trattati in un certo modo, qualora ci riservassimo di trattare gli altri diversamente? 
Pëtr Kropotkin, La morale anarchica










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