martedì 30 gennaio 2018

Catherine Fiore. Un ramo della psicologia, chiamato terapia narrativa, sostiene che la nostra identità venga plasmata in base alle storie che raccontiamo su noi stessi e sugli altri. Per questo motivo, il linguaggio e le parole che usiamo e abbiamo a disposizione sono cruciali per definire chi siamo e come comprendiamo noi stessi. La parola non è un semplice significante passivo, ma un’affermazione performativa che agisce per noi e in un certo senso allestisce il nostro palcoscenico.




Un ramo della psicologia, chiamato terapia narrativa, sostiene che la nostra identità venga plasmata in base alle storie che raccontiamo su noi stessi e sugli altri. Per questo motivo, il linguaggio e le parole che usiamo e abbiamo a disposizione sono cruciali per definire chi siamo e come comprendiamo noi stessi. La parola non è un semplice significante passivo, ma un’affermazione performativa che agisce per noi e in un certo senso allestisce il nostro palcoscenico.




Ho studiato una cosa simile che parte dal pensiero della narrativita antropologica che ha come base che il cervello stesso non sia solo logico scientifico ma anche e soprattutto narrativo e sociale...il proprio Sé viene costruito in narrazioni. Vedi per esempio la lettura di Bruner (dal 1986) Kieran Egan; per la filosofia Dennett Daniel (consciousness explained) keep voci di: narrative mind. 
Frank Smith; Polkinghorne ; Damasio Antonio: Descartes' error et altri.

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