giovedì 21 maggio 2015

Martin Lindstrom. Le Bugie del Marketing. Il nostro cervello è programmato per unire i puntini e per compiere associazioni che a volte non hanno alcun legame con la realtà. Spesso non ci limitiamo a comprare un oggetto, ma acquistiamo anche l'idea che esso incarna. Le aziende più scaltre riescono a piantarci in testa marker somatici creando associazioni tra il loro prodotto e un'emozione positiva.



"Il nostro cervello è programmato per unire i puntini e per compiere associazioni che a volte non hanno alcun legame con la realtà. Spesso non ci limitiamo a comprare un oggetto, ma acquistiamo anche l'idea che esso incarna. Le aziende più scaltre riescono a piantarci in testa marker somatici creando associazioni tra il loro prodotto e un'emozione positiva. Che si tratti di salute, della felicità, della libertà, o della responsabilità sociale, è questa tendenza psicologia universale a rendere così potenti i persuasori occulti. Non è un caso che in questo periodo di austerità e insofferenza sociale, le parole chiave più ricorrenti negli spot siano: "Libertà", "Pace", "Natura", "Rivoluzione". E ben presto il cervello inizia ad assegnare al prodotto ogni sorta di qualità desiderata: esattamente ciò che l'azienda vuole."
Martin Lindstrom, Le Bugie del Marketing




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