domenica 3 febbraio 2013

Antonio Gramsci. L'Ordine Nuovo. Il fascismo si è presentato come l'antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri

Antonio Gramsci.
Nato ad Ales il 22-1-1891, visse una infanzia ostacolata da problemi di famiglia e di salute. 
Anche la formazione culturale non fu fortunata: frequentò le elementari a Ghilarza, ma ebbe una brutta esperienza nel liceo di S.Lussurgiu per la presenza di insegnanti che "valevano poco più di un fico secco " . Nel 1908 si trasferì nel liceo classico di Cagliari " G. M .Dettori "dove conseguì sempre ottimi risultati.

La sua esperienza universitaria ebbe luogo a Torino, dopo aver vinto una borsa di studio, ma a causa di problemi di salute non riuscì a rimanere al passo con gli esami e perdette la borsa di studio, e, a causa dei conseguenti problemi economici, dovette abbandonare la carriera universitaria. Ma, vivamente interessato alla cultura e alla educazione, forse anche a causa delle problematiche esperienze che fu costretto a vivere, nei quaderni dal carcere approfondirà il problema pedagogico. Lasciata l'università si dedicò all'attività giornalistica, che comunque lo interessava già dai tempi del liceo a Cagliari. In un primo momento, lasciata l'università nel 1915, interessato agli scioperi contro la guerra, si dedicò al giornalismo da socialista, ma senza firmare, inizialmente, articoli. Poi, nel 1919, fondò con Tasca e Terracini il settimanale, e poi dal 1921 quotidiano, "ORDINE NUOVO".

Intanto in Russia è in pieno svolgimento la guerra bolscevica e in occasione dell'occupazione delle fabbriche nel '20 , l'Ordine Nuovo sensibilizza e orienta la classe operaia sulla necessità di un partito che diriga i movimenti sociali . Nel '21 a Livorno ci sarà inoltre la scissione dei socialisti riformisti e la costituzione del P.C. d'I. Lenin lo nomina al II congresso internazionale comunista ( '20 ) e nel '21 Gramsci viene mandato in Russia, dove approfondì la conoscenza riguardo alla LOTTA IDEOLOGICA e al problema dell'EGEMONIA. In Italia intanto si fanno numerosi arresti di oppositori politici. E quando Gramsci torna in Italia, nel '24 esce il 1° numero dell'Unità e poco dopo nel '26 viene arrestato, nonostante godesse dell'immunità parlamentare dovuta all'elezione in Veneto. A partire dal '29 nel carcere di Turi scrive " I quaderni dal carcere", che contengono studi sulla complessa realtà storica ed elaborazioni teoriche riguardo a temi di carattere politico, sociale, culturale. Ritiene che la classe operaia necessiti della figura di un intellettuale organico , che educhi le masse e , attraverso un partito egemone, conduca la classe operaia e contadina ad assumere il ruolo di classe dirigente. In Italia ,Gramsci notò che l' intellettuale non fù portavoce della cultura popolare .Il Risorgimento fu infatti il movimento di una èlite intellettuale e borghese che non coinvolse il popolo poichè non promosse una letteratura nazional-popolare che impedì il legame tra l'intellettuale e masse, tra cultura e tessuto sociale . Possiamo ricavare notizie riguardo agli aspetti più personali della sua vita dalle toccanti "Lettere dal carcere " nelle quali Gramsci descrive le sue ultime giornate e le sue, sempre peggiori condizioni di salute. Infatti Gramsci morì di tubercolosi il 27 Aprile del 1937, proprio il giorno prima della sua effettiva scarcerazione.



Il fascismo si è presentato come l'antipartito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo a una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odii, dei desideri. Il fascismo è divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano, non modificati ancora da una tradizione nuova, dalla scuola, dalla convivenza in uno Stato bene ordinato e amministrato
Antonio Gramsci, L'Ordine Nuovo, 26 aprile 1921

“Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti."
Antonio Gramsci


"Trascurare i movimenti così detti "spontanei", cioè rinunziare a dar loro una direzione consapevole, ad elevarli ad un piano superiore inserendoli nella politica, può avere spesso conseguenze molto serie e gravi. Avviene quasi sempre che a un movimento "spontaneo" delle classi subalterne si accompagna un movimento reazionario della destra della classe dominante, per motivi concomitanti: una crisi economica, per esempio, determina malcontento nelle classi subalterne e movimenti spontanei di massa da una parte, e dall’altra determina complotti dei gruppi reazionari che approfittano dell’indebolimento obbiettivo del governo per tentare dei colpi di Stato."
Antonio Gramsci





Da una parte politici incapaci, dall'altra italiani cretini. L'italia è fatta da 151 anni, ma nessuno si è mai preso la briga di fare gli italiani.





Questo paese è stato distrutto da una classe dirigente che ha colpe gravissime. Sono indifendibili. Ma votati dal popolo che probabilmente li odia e li rivoterá. Ti sembra normale? Perchè succede una cosa del genere? [Grillo] È stato una conseguenza, ha colmato uno spazio che altri hanno creato. Gli stessi che lo hanno appoggiato i primi mesi. Una cosa simile è successa anche con l'insediamento di Monti a Palazzo Chigi. Non è successo solo per colpa dello stesso Monti, del Presidente della Repubblica o di qualche potere internazionale ma principalmente per colpa di Berlusconi e del suo governo. Così allora per Mussolini e forse in futuro per il M5S... [...] Grillo é un democratico antifascista. Volevo evidenziare, per chi evoca il passato, che questi fenomeni politici trovano ampi e facili spazi quando la politica tradisce le ragioni del suo essere ed esistere, come oggi, come 90 anni fa. Quando succede le forze politiche in carica hanno precise responsabilitá e colpe. Io non mi sognerei di difendere chi è stato in parlamento negli ultimi anni... [...] 


Sembrate dimenticare che per 20 anni gli Italiani hanno votato Berlusconi e il circo che si portava dietro. Se non c'e' riuscito lui a diventare il nuovo Mussolini ( anche se....) non credo che ci riuscirà Grillo. E Pizzarotti non mi sembra certo il prototipo del gerarca.






PERCHÈ IN ITALIA NON C'È UNA POLITICA SERIA (GRAMSCI)
"La debolezza dei partiti politici italiani in tutto il loro periodo di attività, dal risorgimento in poi (eccettuato in parte il partito nazionalista) è consistita in quello che si potrebbe chiamare uno squilibrio tra l’agitazione e la propaganda, e che in altri termini si chiama mancanza di principii, opportunismo, mancanza di continuità organica, squilibrio tra tattica e strategia ecc. La causa principale di questo modo di essere dei partiti è da ricercare nella delinquenza delle classi economiche, nella gelatinosa struttura economica e sociale del paese, ma questa spiegazione è alquanto fatalistica: infatti se è vero che i partiti non sono che la nomenclatura delle classi, è anche vero che i partiti non sono solo una espressione meccanica e passiva delle classi stesse, ma reagiscono energicamente su di esse per svilupparle, assodarle, universalizzarle. Questo appunto non è avvenuto in Italia, e la manifestazione di questa «omissione» è appunto questo squilibrio tra agitazione e propaganda o come altrimenti si voglia dire.

Lo Stato-governo ha una certa responsabilità in questo stato di cose (si può chiamare responsabilità in quanto ha impedito il rafforzamento dello Stato stesso, cioè ha dimostrato che lo Stato-governo non era un fattore nazionale): il governo ha infatti operato come un «partito», si è posto al disopra dei partiti permanenti della vita e degli interessi statali nazionali, ma per disgregarli, per staccarli dalle grandi masse e avere «una forza di senza partito legati al governo con vincoli paternalistici di tipo bonapartistico-cesareo»: così occorre analizzare [...] il fenomeno parlamentare del trasformismo. Le classi esprimono i partiti, i partiti elaborano gli uomini di Stato e di governo, i dirigenti della società civile e della società politica. Ci deve essere un certo rapporto utile e fruttuoso in queste manifestazioni e in queste funzioni. Non può esserci elaborazione di dirigenti dove manca l’attività teorica, dottrinaria dei partiti, dove non sono sistematicamente ricercate e studiate le ragioni di essere e di sviluppo della classe rappresentata. 

Quindi scarsità di uomini di Stato, di governo, miseria della vita parlamentare, facilità di disgregare i partiti, corrompendone, assorbendone i pochi uomini disponibili. Quindi miseria della vita culturale e angustia meschina dell’alta cultura: invece della storia politica, la erudizione scarnita, invece della religione, la superstizione, invece dei libri e delle grandi riviste, il giornale quotidiano e il libello. Il giorno per giorno, con le sue faziosità e i suoi urti personalistici, invece della politica seria. Le università, tutte le istituzioni che elaboravano le capacità intellettuali e tecniche, non permeate dalla vita dei partiti, dal realismo vivente della vita nazionale, formavano quadri nazionali apolitici, con formazione mentale puramente rettorica, non nazionale. La burocrazia così si estraniava dal paese, e attraverso le posizioni amministrative, diventava un vero partito politico, il peggiore di tutti, perché la gerarchia burocratica sostituiva la gerarchia intellettuale e politica"

Antonio Gramsci, Quaderni dal Carcere, Quaderno III [XX] voce 119, "Agitazione e propaganda"





 Gramsci spedi una lettera a Togliatti che era a Mosca in questa lettera chiedeva la fine delle purghe staliniste, certo è che Togliatti non la caldeggiò a Stalin altrimenti sarebbe stato subito fucilato e la lettera non avrebbe avuto ascolto. Stalin che era un volpone politico si identificò dopo la sconfitta dei partiti comunisti tedesco e giapponese nell'unica forma di comunismo possibile. La costruzione del comunismo in un solo paese con questa politica realista e con i piani quinquennali i comunisti hanno il consenso del popolo, per questo tanti comunisti vennero fucilati da Stalin perché erano stalinisti nella politica ma contrari alla dittatura personale di Stalin.



 Togliatti ha fatto morire centinaia di prigionieri italiani, ha diffamato il socialismo propugnato da Turati. 
Togliatti è stato il cancro del PCI, era solo uno sporco arrivista (mi verrebbe da dire fascista....). Concordo con voi



 Charles De Gaulle diceva: non si può governare mantenendo le promesse elettorali. 
O si tradiscono gli elettori o si tradisce il paese.


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