sabato 8 marzo 2014

Georgij Arbatov. Vi faremo, a voi occidentali, la cosa peggiore che si possa fare a un avversario: vi toglieremo il nemico

In parte per monotonia abitudinaria, in parte per insipienza e immobilità mentale, continuiamo a parlare dell'intrico ucraino come di un tragico ritorno della guerra fredda. Ritorno tragico ma segretamente euforizzante.

Perché la routine è sempre di conforto per chi ha poche idee e conoscenza. Le parole sono le stesse, e così i duelli e comportamenti: come se solo la strada di ieri spiegasse l'oggi, e fornisse soluzioni.

È una strada fuorviante tuttavia: non aiuta a capire, a agire. Cancella la realtà e la storia ucraina e di Crimea, coprendole con un manto di frasi fuori posto. È sbagliato dire che metà dell'Ucraina - quella insorta in piazza a Kiev - vuole "entrare in Europa". Quale Europa? Nei tumulti hanno svolto un ruolo cruciale - non denunciato a Occidente - forze nazionaliste e neonaziste (un loro leader è nel nuovo governo: il vice Premier). Il mito di queste forze è Stepan Bandera, che nel '39 collaborò con Hitler.

È sbagliato chiamare l'Est ucraino regioni secessioniste perché "abitate da filorussi ". Non sono filo- russi ma russi, semplicemente. In Crimea il 60% della popolazione è russa, e il 77% usa il russo come lingua madre (solo il 10% parla ucraino). È mistificante accomunare Nato e Europa: se tanti sognano l'Unione, solo una minoranza aspira alla Nato (una minaccia, per il 40%). Sbagliato è infine il lessico della guerra fredda applicato ai rapporti euro-americani con Mosca, accompagnato dal refrain: è "nostra " vittoria, se Mosca è sconfitta.

Dal presente dramma bellicoso si uscirà con altri linguaggi, altre dicotomie. Con una politica - non ancora tentata - che cessi di identificare i successi democratici con la disfatta della Russia. Che integri quest'ultima senza trattarla come immutabile Stato ostile: con una diplomazia intransigente su punti nodali ma che "rispetti l'onore e la dignità dei singoli Stati, Mosca compresa", come scrive lo studioso russo-americano Andrej Tsygankov.
L'Ucraina è una regione più vitale per Mosca che per l'Occidente, e i suoi abitanti russi vanno rassicurati a ogni costo. È il solo modo per esser severi con Mosca e insieme rispettarla, coinvolgerla.

Siamo lontani dunque dalla guerra fredda. Che era complicata, ma aveva due elementi oggi assenti: una certa prevedibilità, garantita dalla dissuasione atomica; e la natura ideologica (oggi si usa l'orrendo aggettivo
valoriale) di un conflitto tra Est sovietizzato e liberal-democrazie. Grazie allo spauracchio dell'Urss, Europa e Usa formavano un "occidente" senza pecche, qualsiasi cosa facesse. L'Urss era nemico esistenziale: letteralmente, ci faceva esistere come blocco di idee oltre che di armi.

Questo schema è saltato, finita l'Urss, e l'Est è entrato nell'Unione. Mentre l'Urss crollava un alto dirigente sovietico, Georgij Arbatov, disse: "Vi faremo, a voi occidentali, la cosa peggiore che si possa fare a un avversario: vi toglieremo il nemico". Non aveva torto, se ancora viviamo quel lutto come orfani riottosi. Ma non è più l'antagonismo ideologico a spingerci. La Russia aspira a Riconquiste come la Nato e Washington. Fa guerre espansive in Cecenia mentre gli Usa, passivamente seguiti dall'Europa, fanno guerre illegali cominciando dall'Iraq e proseguendo con le uccisioni mirate tramite i droni. "Oggi la Russia di Putin e "l'Occidente" condividono un'identica visione basata sulla ricerca di profitto e di potere: in tutto tranne su un punto, e cioè a chi debbano andare profitto e potere", scrive Marco D'Eramo su Pagina 99 (25-2-14).

Questo significa che non la guerra fredda torna, ma il vecchio equilibrio tra potenze (balance of power) che regnava in Europa fino al '45: i Grandi Giochi dell'800, in Asia centrale o Balcani. Qui è la perversione odierna, obnubilata. Washington ha giocato per anni con l'idea di spostare la Nato a Est, fino ai confini russi. Più per mantenere in piedi l'ostilità del Cremlino che per aiutare davvero nazioni divenute indipendenti. L'Europa avrebbe potuto essere primo attore, perso il "nemico esistenziale". Non lo è diventata. È un corpo con tante piccole teste, alcune delle quali (Germania per prima) curano propri interessi economico-strategici da soli. Lo scandalo è che nel continente c'è ancora una pax americana opposta alla russa. Una pax europea neppure è pensata.

Eppure una pax simile potrebbe esistere. L'unità europea fu inventata proprio in risposta all'equilibrio delle potenze, per una pace che non fosse una tregua ma un ordine nuovo. L'ombrello Usa ha protetto un pezzo del continente, consentendogli di edificare l'Unione, ma ha viziato gli europei, abituandoli all'indolenza passiva, all'inattività irresponsabile, al mutismo. Finite le guerre fratricide, l'Europa occidentale s'è occupata di economia, pensando che pace-guerra non fosse più di attualità. Lo è invece, atrocemente.

Priva di visioni su una pace attiva, l'Europa cade in errori successivi fin dai tempi dell'allargamento. Allargamento che non definì la pax europea: i paesi dell'Est si liberarono, senza apprendere la libertà. Il poeta russo Brodsky lo disse subito: "La verità è che un uomo liberato non diventa per questo un uomo libero. La liberazione è solo un mezzo per raggiungere la libertà, non è un sinonimo della libertà (...) Se vogliamo svolgere il ruolo di uomini liberi, dobbiamo esser capaci di accettare o almeno imitare il comportamento di una persona libera che conosce lo scacco: una persona libera che fallisce non getta la pietra su nessuno". L'Est si liberò dalle alleanze con Mosca, ma quel che ritrovò, troppo spesso, fu il nazionalismo di prima.

Non a caso molti a Est si misero a difendere la sovranità degli Stati, senza esser contestati. E la "liberazione" criticata da Brodsky risvegliò ataviche passioni mono-etniche, intolleranti del diverso. Si aggravò lo status dei Rom: ridivenuti apolidi. Si riaccesero nazionalismi irredentisti, come nell'Ungheria di Orbán. Nata contro le degenerazioni nazionaliste, L'Europa ammutolì.

Kiev corre gli stessi rischi, proprio perché manca una pax europea che superi le sovranità statali assolute, e la loro fatale propensione bellicosa. Se tanti sono euro- fili ignorando la filosofia dell'Unione, è perché anche l'Unione l'ignora. Bussola resta l'America: lo Stato che meno d'ogni altro riconosce autorità sopra la propria. Oppure il nazionalismo russo. Tra Russia e Usa il rapporto è antagonistico, ma a parole. Nei fatti è un rapporto di rivalità mimetica, di somiglianza inconfessata.

L'Ucraina è una nazione dalle molte etnie, con una storia terribile. Storia di russificazioni forzate, che in Crimea risalgono al '700: ma oggi i russi che sono lì vanno protetti. Storia di deportazioni in massa di tatari dalla Crimea, che pagarono la collaborazione col nazismo e tornarono negli anni '90. Storia di una carestia orchestrata da Stalin, e di patti con Hitler su cui non è iniziata alcuna autocritica (il collaborazionista Bandera è un mito, per le destre estreme che hanno pesato nei recenti tumulti). Uno dei più nefasti fallimenti della rivoluzione a Kiev è stata la decisione di abolire la tutela della lingua russa a Est: cosa che ha attizzato paure e risentimenti antichissimi dei cittadini russi, timorosi di trasformarsi in paria inascoltati dal mondo.

Tutte queste etnie convivevano, quando in Europa c'erano gli imperi. Pogrom e Shoah son figli dei nazionalismi. Oggi regnano due potenze dal comportamento imperialista (Usa, Russia), che però non sono imperi multietnici ma nazioni- Stato distruttivi come in passato. Se l'Europa non trova in sé la vocazione di essere impero senza imperialismo, via d'uscita non c'è. Se non trova il coraggio di dire che mai considererà "filo- europei" neonazisti che si gloriano di un passato russofobo che combatté i liberatori dell'Urss, le guerre nel continente son destinate a ripetersi. Le tante chiese ucraine lo hanno capito meglio degli Stati.

di Barbara Spinelli



http://temi.repubblica.it/micromega-online/ritorno-allottocento/

Charlie Parker. Impara tutto sulla musica e sul tuo strumento, poi dimentica tutto sia sulla musica che sullo strumento e suona ciò che la tua anima detta

Impara tutto sulla musica e sul tuo strumento, poi dimentica tutto sia sulla musica che sullo strumento e suona ciò che la tua anima detta.
Charlie Parker




Robert Dodsley. L'economia della vita umana. La quercia che spande i rami verso il cielo non fu che una piccola ghianda nelle viscere della terra

La quercia che spande i rami verso il cielo non fu che una piccola ghianda nelle viscere della terra.
Robert Dodsley. L'economia della vita umana, 1797



venerdì 7 marzo 2014

Pontiac. Sono venuti con la Bibbia e la loro religione; ci hanno preso la terra e soffocato la nostra spiritualità, e adesso ci dicono che dovremmo ringraziare il Signore per averci salvato.

Quando i missionari vennero in Africa loro avevano la Bibbia e noi avevamo la terra. Dissero: "Preghiamo". Chiudemmo i nostri occhi. Quando li riaprimmo, noi avevamo la Bibbia e loro avevano la terra.
Desmon Tutu


Sono venuti con la Bibbia e la loro religione; ci hanno preso la terra e soffocato la nostra spiritualità, e adesso ci dicono che dovremmo ringraziare il Signore per averci salvato.
PONTIAC. capotribù indiano



Pontiac, un capo indiano divenuto una marca di automobili...miracoli dei missionari e dei padri pellegrini...






lunedì 3 marzo 2014

Kiki era chiamata "la regina di Montparnasse".

Man Ray - Le violon d'Ingres.
Una giovane donna fotografata di spalle.
I suoi capelli sono coperti da un turbante orientale e a metà della sua schiena compaiono le due delle due “effe” del violino. La posa della modella è ispirata a quella della figura dipinta da Ingres nel Nudo di spalle del 1807. Per raccontarvi la storia di questa celebre fotografia scattata da Man Ray (1890-1976) nel 1924, dobbiamo partire appunto da Jean Auguste Dominique Ingres uno tra i massimi esponenti dell’Arte Neoclassica, attivo nella prima metà dell’Ottocento. Ingres era infatti un eccellente violinista e di sicuro avrebbe intrapreso la carriera di musicista, se la pittura non fosse stata la sua più grande vocazione. Il fatto che fosse un celebre pittore e al contempo avesse la piena padronanza del violino generò un motto, che fu molto in voga verso la fine dell’Ottocento francese e che recitava in questo modo: Le Violon d’Ingres (Il Violino d’Ingres). Man Ray prese spunto da questo motto per dare vita ad un’opera fotografica che potesse raccontare il suo hobby/vizio preferito. E lo fece nell’unica maniera in cui un dadaista potesse farlo: in modo satirico e goliardico immortalò attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica Kiki, la sua più grande passione nonché modella, musa e amante.
Il mezzo busto scoperto è reso più casto dalla scelta di porla rivolta di spalle rispetto alla visuale dell’osservatore; la stoffa che nasconde ben poco delle sue prorompenti forme, il turbante indossato, il volto di tre quarti che si intravede appena, contribuiscono a delineare un corpo fisicamente presente e al contempo un’identità sfuggente, resa tanto enigmatica da quell’aura di indefinitezza. Avvalendosi dell’innovativa tecnica di stampa a contatto, il fotografo americano impressiona sulla schiena femminile quei due segni ad effe tipici del violoncello, o meglio, di quello strumento a corda di origine medievale definito propriamente come “Viola d’amore”.
Kiki de Montparnasse (Chatillon-sur-Seine 1901 – Sanary-sur-Mer 1953), il cui vero nome era Alice Prin, restò per decenni la modella prediletta di numerosi artisti ed è riconosciuta come una delle protagoniste assolute della vita parigina dei primi decenni del XX secolo. Sarà nel vivace quartiere di Montparnasse, che la giovane Kiki diverrà ben presto una delle donne più ricercate della mondanità parigina, grazie alla sua vitalità e a quel gusto per la provocazione del tutto genuino. Donna consapevole del suo fascino, modella, prostituta, pittrice e attrice, riuscirà perfino a pubblicare a soli 29 anni un libro contenente le sue memorie3, Souvenirs (1929), curato nella sua prima edizione niente di meno che da Ernest Hemingway.
https://www.facebook.com/231347766918839/photos/a.349620598424888.91722.231347766918839/926277854092490/?type=3&theater




Il suo vero nome era Alice Ernestine Prin, la Reine de Montparnasse, l'incarnazione della schiettezza, dell'audacia e della creatività.
Amante e musa di Man Ray la ritroviamo nella celebre foto: Violon d'Ingres.
Ritratta come un violoncello, il suo corpo diventa uno strumento da suonare, un concetto molto lontano dalle idealizzazioni classiche.
Ernest Emingway disse di lei: "Kiki fu la regina di Montparnasse più di quanto la regina Vittoria lo fosse dell'era vittoriana".




Questa è una foto famosissima di Man Ray. 
Ma forse non tutti sanno chi è la donna qui ritratta; si faceva chiamare Kiki e, banalmente parlando, faceva il mestiere più antico del mondo.Fu l'amante di molti artisti nella Parigi degli anni 20, tra cui lo stesso Man Ray, Modigliani e tanti altri. Un episodio racconta di quanto fosse esibizionista, ma anche di animo estremamente generoso. Un giorno entrò al caffè della Rotonde una donna in lacrime. Le era morto il figlio e non aveva i soldi per il funerale. Lei, senza dire nulla, iniziò a fare il giro dei tavoli e davanti ad ogni uomo si tirò su la gonna e, mostrando le sue grazie, chiese "2 o 3 franchi per lo spettacolo".Poi tornò dalla donna e rovesciando i soldi sul tavolo le disse "qui ce n'è per pagare il funerale e anche per comprarti un vestito".
A 29 anni scrisse le sue memorie e Hemingway decise di scriverne la prefazione:
"Era stupenda da guardare. Aveva un bel viso già di suo, ma lei ne aveva fatto un'opera d'arte. Aveva un corpo meraviglioso e una voce splendida, fatta per parlare, non per cantare, e in quegli anni fu certamente la regina di Montparnasse più di quanto la regina Vittoria lo fosse nell'epoca vittoriana....(...) Questo è l'unico libro per il quale ho scritto una introduzione e, Dio mi aiuti, l'unico per il quale la farò. (...) E' stato scritto da una donna che, a quanto ne so, non ha mai avuto una Stanza Tutta per Sè (...) Se siete stanchi dei libri scritti dalle signore della letteratura per entrambi i sessi, questo è un libro scritto da una donna che non è mai stata una signora. Per quasi dieci anni è stata a un passo dal diventare quella che oggi sarebbe considerata una Regina, il che, naturalmente, è molto diverso dall'essere una signora." Kiki era chiamata "la regina di Montparnasse".



Sarebbe gradito il titolo del libro scritto da codesta Grazia. Grazie.



Souvenirs



La conoscevo. Augias racconta la sua storia ne "I segreti di Parigì"


Un matto è seduto sull'argine di un ruscello vicino a un manicomio, e con un bastone in mano fa finta di pescare. Passa un tizio, che con ilarità gli fa: "abboccano?". E il matto: "con te son quattro".

Un matto è seduto sull'argine di un ruscello vicino a un manicomio, e con un bastone in mano fa finta di pescare. Passa un tizio, che con ilarità gli fa: "abboccano?". E il matto: "con te son quattro".

sabato 1 marzo 2014

Michael Drake. Il tambureggiamento dell'osso cavo. L'insegnamento dell’osso cavo è una pratica antica e si ritrova sotto nomi diversi nel Buddismo, nello Sciamanesimo e nella spiritualità dei nativi americani. E 'un modo per spostare la nostra coscienza e divenire un vascello libero per lo spirito. L'idea è di diventare un condotto per lo spirito. Ogni guarigione è possibile nel momento in cui siamo in grado di spostare il nostro ego e la mente razionale al di fuori di noi per incanalare la potenza divina dell'universo attraverso di noi. Frank Fools Crow, uno degli ultimi Nativi Americani, uomo santo e venerato, insegnava che si deve diventare come un osso cavo per essere un grande guaritore. Secondo Fools Crow, "Siamo chiamati a divenire ossi cavi per la nostra gente e per chiunque altro possiamo aiutare e non dobbiamo cercare il potere per il nostro uso ed onore personale. Quello che noi ossa davvero diventiamo è il condotto che collega Wakan Tanka [che potremmo chiamare il Grande Mistero, Dio o il Tao], gli Spiriti Guida e la comunità".




Prima di tutto uno sciamano è  medico e nello stesso tempo mago per la sua gente. 
Lui contatta fantasmi о spiriti della natura. [...] Quanti sempliciotti vivono nel mondo! 
C`è da impazzire! Sciamanici non hanno visi europei.... 
adesso ci sono troppi maghi che vogliono essere medici.



https://www.facebook.com/MediumEshne/videos/889557134500731/




Fatto sta che anche se non sciamana..dobbiamo considerare che per arrivare a queste tecniche deve come minimo avere il Vissudha aperto..il chakra della gola..quindi lei l'energia alla fine la veicola, ma naturalmente non è un rito sciamanico nè una sciamana. Mi sono interessata a causa delle mie ricerche di sciamanesimo mongolo..lessi un libro della sciamana mongola Sumiyaa Tserendorj per integrare con la Tradizone Bon-Po.






Sono più di vent'anni che lavoro con Sciamani siberiani, la mia maestra è Nadia Stepanova, sciamana Mongolo-Buriata ed è una che "vede", che officia rituali, una guaritrice spirituale, una mediatrice tra i "mondi". Non ha bisogno di sostanze, nè di altre forme di trance: è Sciamana (termine occidentale creato dagli antropologici, per lignaggio e per trasmissione orale. Ho sentito, però, uno "Sciamano" tuvino ripetere i versi degli animali. E' stato invitato tanti anni fa, mi pare il 2008, all'Università di Verona dove si tenne il primo convegno sullo "sciamanesimo". erano presenti anche Brandt Secunda per gli Huicholes, Ai Churek per Tuva insieme a Nicolas.........., e Tseren Tzarin BO e Nadia Stepanova per i Buriati. "Sciamanesimo o sciamanismo" sono termini che vogliono identificare una pratica spirituale ancora viva presso molti popoli ed anche nelle nostre terre, ma centrano la loro attenzione sullo sciamano, come se parlassimo di pretismo per quanto concerne la religione cattolica o muezzenismo o cioè identificando il Culto con chi lo officia. Il cammino spirituale in questione è quello che "ri-lega" gli umani all'Invisibile che lo circonda. Il Tamburo, il battito del cuore di Madre Terra, l'unione degli opposti, il maschile, il femminile, il tempo e il senza tempo, senza inizio e senza fine, solo insieme possono creare Armonia. La meditazione è lo svuotare la mente, quindi diventare vuoto, entrare in sintonia con il pieno della propria Essenza e con le Presenze- Essenze che ti sono intorno. E' la ripetitività del Suono, sia esso l'Om, un Mantra o il tamburo o le campane tibetane o i rumori della Natura (termine coniato da Lucrezio: de rerum na(sci)tura).





"Nei riti dell'acqua, gli sciamani buriati chiedono agli dei delle sorgenti e dei fiumi di manifestarsi e quindi invitano tutti i partecipanti a bere l'acqua resa sacra dagli dei. Subito dopo aver bevuto, ognuno è in grado di compiere qualcosa di eccezionale: vedere ad occhi chiusi eventi lontani nello spazio e nel tempo, guarire da una malattia. Attraverso il rito, bevendo l'acqua sacra, l'uomo porta l'immagine del mondo dentro di sé, riassorbe il mondo, ritira le proprie proiezioni. Prima del rito, il mondo e il corpo sono oggetti materiali. Dopo aver bevuto, essi tornano ad essere sogni, immaginazioni e chi ha bevuto è il sognatore del sogno e può avere potere sulle immagini dei propri sogni. Per gli sciamani buriati, ogni fiume, ogni sorgente d'acqua pura, si trasforma in una riserva di ambrosia, nettare degli dei, capace di ampliare lo stato della coscienza e consentire di vedere oltre i limiti ordinari."
Tratto dal documentario di Selene Calloni Williams: 
"L'esperienza sciamanica e la psicologia archetipica".





Il tambureggiamento dell'osso cavo - di Michael Drake
In quasi tutte le culture, sia del passato che del presente, il tamburo è stato utilizzato come uno strumento di guarigione; dai Minianka dell’Africa occidentale, agli sciamani della Siberia, il ritmo è stato utilizzato per migliaia di anni per affrontare qualsiasi problema di salute.

Articolo pubblicato su Sacred Hoop n. 78/2012. Traduzione italiana a cura di Annalisa Mentasti.

Lo sciamanesimo è basato sul principio che il mondo spirituale possa essere contattato attraverso i sensi interiori durante una trance estatica. Il tamburo, a volte chiamato il “Cavallo dello Sciamano”, fornisce allo sciamano un mezzo relativamente semplice di trascendenza controllata.
Dei ricercatori hanno scoperto che se si mantiene per almeno quindici minuti la frequenza di circa 3-4 battiti al secondo del battito del tamburo, si indurranno significativi stati di trance nella maggior parte delle persone, anche al loro primo tentativo.

Una meditazione attivaLa prima domanda che potrebbe sorgere è in cosa differiscano una trance indotta dal tamburo da quella indotta da una meditazione tradizionale, come quelle praticate dai buddisti. Le due forme differiscono assolutamente nel loro approccio, perché la Meditazione seduta di tipo Buddista è rivolta generalmente allo svuotamento del pensiero, mentre con il tamburo sciamanico è molto attiva e piena di contenuti. Proprio come uno yogi o un monaco che vivono in uno stato spirituale per la maggior parte del tempo a causa delle costanti pratiche devozionali, possiamo facilmente indurre stati intensi di meditazione profonda e di accresciuta consapevolezza utilizzando un tamburo come aiuto alla meditazione. Questa facilità di meditazione con un tamburo contrasta significativamente con i periodi di isolamento spesso lunghi e la pratica richiesti da molte altre discipline di meditazione prima che vengano sperimentati effetti significativi. La capacità di entrare in vari stati di trance è una naturale manifestazione della coscienza umana, la facoltà di entrare in stati di trance ci rende un essere umano - non uno sciamano.
Ciò che rende unici gli sciamani è la loro padronanza di un tratto umano altrimenti normale. Lo sciamano è stato a volte descritto come se fosse un 'osso cavo', colui che può entrare in uno stato di coscienza alterato senza il proprio ego personale. Questa vacuità da non-ego permette agli Spiriti di usarli come strumento di guarigione. In questo senso, lo sciamano è un canale per la coscienza superiore.

Come funziona l'osso cavo
L'insegnamento dell’osso cavo è una pratica antica e si ritrova sotto nomi diversi nel Buddismo, nello Sciamanesimo e nella spiritualità dei nativi americani. E 'un modo per spostare la nostra coscienza e divenire un vascello libero per lo spirito. L'idea è di diventare un condotto per lo spirito. Ogni guarigione è possibile nel momento in cui siamo in grado di spostare il nostro ego e la mente razionale al di fuori di noi per incanalare la potenza divina dell'universo attraverso di noi.
Frank Fools Crow, uno degli ultimi Nativi Americani, uomo santo e venerato, insegnava che si deve diventare come un osso cavo per essere un grande guaritore. Secondo Fools Crow, "Siamo chiamati a divenire ossi cavi per la nostra gente e per chiunque altro possiamo aiutare e non dobbiamo cercare il potere per il nostro uso ed onore personale. Quello che noi ossa davvero diventiamo è il condotto che collega Wakan Tanka [che potremmo chiamare il Grande Mistero, Dio o il Tao], gli Spiriti Guida e la comunità".

Nel suo diventare un osso cavo, l'anziano Lakota Fools Crow (qui di fianco nella foto) credeva che si passasse attraverso quattro fasi: prima di tutto, invocava il Grande Mistero per liberare se stesso da tutto ciò che lo avrebbe ostacolato in qualche modo, come ad esempio dubbi, domande o riluttanza. Poi riconosceva se stesso come un tubo pulito e pronto ad essere riempito con speranza, possibilità ed ansioso di essere riempito di potere. Sentiva il potere quando arrivava in lui travolgendolo. Infine donava il potere agli altri, sapendo che come si svuotava, i Poteri Superiori l’avrebbero riempito con poteri ancora più grandi affinchè egli potesse donarli.

Cogliere i beneficiLa pratica meditativa, di tutti i tipi, è una parte importante del compito permanente di tenere pulita la nostra parte interiore, ma la meditazione dell’osso cavo utilizzando un tamburo facilita anche uno stato trascendente di coscienza unitaria. La vera illuminazione significa sentire e riconoscere la nostra vera unità con tutto il resto - raggiungendo uno stato di 'coscienza unitaria'.
I vantaggi di questo stato di 'unità della coscienza' includono un profondo senso di rilassamento, di guarigione, maggiore energia personale, una migliore memoria, una maggiore chiarezza mentale, ed una maggiore creatività. Sono comuni sentimenti di tranquillità, di assenza del tempo e di benessere spirituale, oltre ad una unità di sentimento e proposito con la totalità dell’ universo dinamico ed interrelato.
Quando sentiamo quella profondità unità siamo estasiati, l’estasi non significa necessariamente gioia o beatitudine, è la sensazione di unità. Diventare un osso cavo è un modo semplice ed efficace per indurre questo profondo stato di coscienza.

Diventare un osso cavo
Per diventare un osso cavo, provate il seguente esercizio. Per eseguire l’esercizio avrete bisogno idealmente di un tamburo, o per lo meno di una registrazione del tamburo sciamanico.
Se non si dispone di un tamburo, semplicemente improvvisatene uno con i materiali che avete disponibili; provate toccando con un cucchiaio un contenitore di plastica rovesciato - più è grande il contenitore: più profondo sarà il suono. Un secchio da cinque galloni per esempio, è un eccellente tamburo improvvisato. Leggete prima l'esercizio per familiarizzare con il processo.
Abbassate le luci e sedetevi comodamente con la schiena eretta su una sedia o sul pavimento. Chiudete gli occhi e respirate lentamente e profondamente per sette volte. Lasciate che il vostro addome si riempia e si svuoti mentre respirate. Focalizzatevi sul respiro come entra dal naso e riempie i vostri polmoni e poi espirate dolcemente ogni tensione che si può sentire, aprendo i canali energetici del vostro corpo.
Quando siete completamente rilassati, chiedete ai “Poteri Superiori” di rimuovere qualsiasi blocco che vi impedisca di funzionare come un osso cavo.
Ripetete l'affermazione: "Io scelgo di essere un osso pulito, un osso cavo ". Visualizzate voi stessi come un osso cavo o un tubo che è tutto splendente all'interno e vuoto. Più è pulito l'osso, maggiore sarà l’energia che potrete canalizzare attraverso di esso, e più velocemente potrà fluire. ll passo successivo è quello di entrare in uno stato di trance. Iniziate un tambureggiamento costante, come un metronomo ad un tempo di circa 3-4 battiti al secondo (od ascoltate la registrazione di un tamburo sciamanico). Focalizzate la vostra attenzione sul suono del tamburo, in tal modo stabilizzate le chiacchiere nella vostra mente. Lasciate che il tamburo vi svuoti – diventate un tutt’uno con il tamburo.
Mentre tambureggiate, immaginate lo spirito unificante della sorgente divina che scorre attraverso di voi. Visualizzate una spirale di energia che discende dai cieli sopra di voi, entra nel vostro osso cavo e va giù verso la terra. Potete sentirla, vederla, avvertirla, o semplicemente immaginarla. Mentre sarete concentrati su di essa, ciò succederà davvero perché l’energia e la forza vitale seguono il pensiero. Lasciate che lo spirito fluisca in voi e colmi il vostro corpo in modo che la velocità il ritmo del vostro tambureggiamento sia sotto il suo controllo.

Man mano prosegue la meditazione con il tamburo, raggiungerete uno stato più profondo di estasi e lo spirito creerà forse nuovi ritmi. Vi state muovendo ora verso uno stato più alto di coscienza universale e lo sviluppo di nuove abilità sciamaniche. Ai livelli più alti, un guaritore è capace di distaccarsi da tutto il senso di se stesso, pienamente pesente nel momento, come un osso cavo od un condotto vivente attraverso cui si possa muovere l’energia di guarigione. Quando ritenete giunto il momento adeguato, gradualmente rallentate il ritmo del vostro tambureggiamento per riportare la vostra coscienza di nuovo nel vostro corpo. Non siate frettolosi nella trasformazione. Visualizzate voi stessi pienamente radicati nel vostro corpo e poi lentamente aprite gli occhi. Una volta che siete ritornati nella realtà ordinaria, terminate la vostra meditazione con il tamburo con quattro forti battiti per segnalare che il tempo sacro della messa a fuoco è finito (Se state ascoltando una registrazione del tamburo sciamanico, molte registrazioni hanno un segnale simile di richiamo verso la fine della traccia). Rimanete seduti in silenzio per qualche momento e poi aprite gli occhi.

Nuovi trucchi, vecchi modi
Oltre ai tamburi ed alle registrazioni di tamburi, c’è ora una nuova tecnologia chiamata 'battiti bineurali' che può facilmente indurre stati trascendenti di consapevolezza. Il ricercatore tedesco H.W. Dove ha scoperto che quando vengono presentati due toni puri posti vicini in frequenza, uno per ciascun orecchio, il cervello rileva la differenza tra loro come una terza frequenza. I due emisferi del cervello reagiscono a questo battito bineurale più che ai segnali acustici. Per esempio, un tono di 90 Hz ed un tono di 95 Hz inducono un ciclo di onde cerebrali theta a 5 Hz. L’ attività Theta riflette lo stato onirico tra la veglia ed il sonno. I ritmi Theta sono associati alla meditazione ed agli stati sciamanici di coscienza. Le onde Theta aumentano la creatività, migliorano l'apprendimento, riducono lo stress e risvegliano l'intuizione.
I battiti bineurali possono indurre stati profondamente alterati in pochi minuti. Tutto ciò che serve è un paio di cuffie stereo ed una sedia comoda. La tecnologia del suono fa il resto. La stimolazione ritmica continua ad offrire oggi ciò che ha offerto per migliaia di anni: cioè una tecnica di estasi semplice ed efficace.




Note
MichaelDrake è uno scrittore ed un artista di registrazione riconosciuto a livello internazionale. Egli è l'autore di 'Sciamanic Drumming: Calling the Spirits', 'The Shamanic Drum: A Guide to Sacred Drumming' e 'I Ching: The Tao of Drumming'.
I suoi albummusicali includomo 'Shamanic Journey Drumming' e 'Binaural Beats for the Shamanic Journey'.
I suoi articoli sono apparsi in numerose pubblicazioni, tra cui ‘Awareness’, Sacred Hoop’, e ‘Mother Earth News’.

Per chi volesse provare autonomamente il viaggio Sciamanico l’Associazione Il Cerchio Sciamanico dispone di CD con tracce da 10 e 20 minuti con il suono dei tamburi (uno, due e quattro tamburi) o sonagli e un segnale di richiamo. Info nel nostro sito, nel menù Strumenti Sciamanici.
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Il Tamburo dello Sciamano

La cattura delle intrusioni con le esche
Nella maggioranza dei casi gli spiriti che si insinuano nel corpo umano facendolo ammalare hanno reazioni e comportamenti simili a quelli degli animali. Vengono attratti da particolari odori, di solito aromatici e dolci, che possono essere usati per farli cadere in una trappola. Sembra che gli odori abbiano una speciale influenza sui mondi degli spiriti.
Catturare le intrusioni allettandole con l'aroma del tabacco o della cera d'api vengono spesso considerate tecniche adatte ai principianti perché non richiedono le abilità, le protezioni e l'esperienza necessarie ad estrarre direttamente dal corpo uno spirito ostile.
In realtà però gli sciamani esperti ricorrono a questi metodi proprio quando l'intrusione è molto potente o furba o tenace, e perciò difficile da estrarre direttamente. Come nella caccia, anche nella rimozione delle intrusioni, si ricorre alle esche e alle trappole per catturare prede difficili o pericolose.

petroglifo altaico
petroglifo altaico


Petroglifo della regione dell'Altai (Siberia) raffigurante uno sciamano con il suo tamburo. Lo sciamanismo altaico, che è forse il più antico del pianeta, utilizza da millenni la cera fusa bollente per attrarre e intrappolare gli spiriti ostili.


Le trappole di tabacco
Gli sciamani delle Americhe sanno da decine di migliaia d'anni che l'odore del tabacco (ancor di più il tabacco selvatico, oggi purtroppo introvabile) è gradito agli Spiriti. Piccoli sacchetti di stoffa contenenti tabacco e legati in una lunga treccia vengono usati dai medicine-men nordamericani per adescare e intrappolare le intrusioni. Questo metodo è descritto molto bene nel libro di Michael Harner La Via dello Sciamano (ed. Mediterranee) e non lo ripeterò qui, almeno per ora.

La trappola di cera
Molti pensano che lo sciamanismo sia nato durante il neolitico sui monti dell'Altai, in Siberia, e di lì si sia diffuso in tutta l'Asia, l'Europa e poi, con le migrazioni mongoliche, nelle Americhe.
Lo sciamanesimo altaico sarebbe dunque quello primigenio ed è a questo patrimonio di sapienza ancestrale che appartiene il metodo della trappola di cera.

Lo sciamano dispone i suoi oggetti di potere su un tappetino o piccola pelle d'animale sistemata a mo' di altare solitamente a Nord (così almeno nella tradizione siberiana e mongola).

Pone poi una pietra a Est, una Sud e una a Ovest, seguendo il senso del sole. Si crea così un cerchio sacro o ruota di medicina (come viene chiamata in Nordamerica). Lo sciamano disperde fumo sacro (di ginepro o abete, in Siberia, ma vanno benissimo anche la salvia selvatica o altro) nelle 4 direzioni e poi verso il Cielo e la Terra, invoca i poteri delle direzioni e li chiama nel cerchio con i suoi canti di potere e agitando il sonaglio. Nel centro del cerchio (ma a volte in altre posizioni) è posto un braciere che contiene il potere del Fuoco e che deve ardere durante tutto il rituale.



TECNICHE di GUARIGIONE SCIAMANICA

Recupero dell'Animale di Potere
Estrazione delle Intrusioni
Cattura delle Intrusioni
Recupero dell'Anima
La Protezione (Scudi etc.)
Divinazione

Liberare le anime dei morti
Il malato si siede o si sdraia su una pelle di animale o un tappeto all'interno del cerchio. Il rito si svolge di notte, se all'aperto -- in ogni caso al buio rischiarato solo dal braciere e da una candela sull'altare. 
Occorre della cera d'api molto pura che verrà posta in un tegamino di terracotta e fatta fondere sul braciere invocando il potere del Fuoco.
Il profumo della cera fusa attrae gli Spiriti in modo irresistibile.
Per sfruttare questo fatto, lo sciamano, reggendo tra le mani il pentolino pieno di cera bollente, inizia a camminare in cerchio in senso orario intorno al malato. Canta un suo canto di potere per attirare lo spirito in trappola mentre un assistente batte il tamburo.
Il suono del tamburo e il canto incominciano lenti e sommessi per diventare sempre più intensi, mentre lo sciamano continua a girare intorno al paziente finché nella penombra scorge l'intrusione avvicinarsi al pentolino. Aspetta che si tuffi poi nella cera restandone imprigionata come avverrebbe a una mosca.
A questo punto il tamburo diventa molto lento. Lo sciamano si siede accanto al paziente e gli chiede di guardare e di esser pronto a riconoscere il potere che lo tormentava. Poi versa la cera fusa in una ciotola d'acqua. Quando la cera si rapprende a contatto con l'acqua, lo spirito che vi è imprigionato mostra il suo aspetto: la forma assunta dalla cera solidificandosi lo rivela. 
E' importante che non è lo sciamano a doverlo riconoscere, ma il malato.
Ciò lo aiuta a capire l'origine della sua sofferenza e a distaccarsene.

Questa tecnica è specialmente efficace per spiriti molto sfuggenti o pericolosi, per i demoni e anche per forme più gravi di possessione, da parte di anime di morti.

Alla fine del rito lo spirito, se appartiene al mondo di mezzo, viene restituito alla Natura bruciando nel braciere la cera che lo imprigiona. Il vigore e la durata della fiamma daranno una misura del potere dell'intrusione.
Altrimenti la cera può venir seppellita nella terra, specie ai piedi di un albero. 
Se però lo Spirito appartiene al Mondo Inferiore, specialmente se è l'anima di un morto, lo sciamano può decidere di riportarlo giù: una volta nel Mondo Inferiore, forse nella regione chiamata Terra dei Morti, lo libererà dalla cera. 
A volte alcune offerte o libagioni sono necessarie per placare l'anima e assicurarsi che non ritorni nel nostro mondo.

Se lo sciamano non è molto esperto e non sa riconoscere di che spirito si tratta, la scelta migliore è seppellire la cera ai piedi un albero: questo metodo va abbastanza bene in tutti i casi: lo spirito si libererà col tempo e di solito tornerà spontaneamente al luogo cui appartiene. E' meglio comunque scegliere un luogo di sepoltura lontano dalla casa del paziente.


http://www.sciamanesimo.com/tecniche/cattura.html





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