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venerdì 17 gennaio 2014

Piercamillo Davigo, ex pm di "Mani pulite: «Dopo Tangentopoli i politici non hanno smesso di rubare, hanno solo smesso di vergognarsi» «In Italia le condanne sono diminuite non perché sia cessata la delinquenza, ma perché è aumentata la difficoltà nel condurre le indagini»

Piercamillo Davigo, ex pm di "Mani pulite:

 «Dopo Tangentopoli i politici non hanno smesso di rubare, hanno solo smesso di vergognarsi»


 «In Italia le condanne sono diminuite non perché sia cessata la delinquenza, ma perché è aumentata la difficoltà nel condurre le indagini»

martedì 6 marzo 2012

Ho bisogno di aiuto. è quella richiesta che nasce da dentro quando ci si sente soli, inadeguati, poco stimati, senza alcuna via di uscita... Eppure, nonostante siano questi i cardini della nostra vita, quelli che fanno la differenza tra l’essere felici o no, pochi ritengono di dovere ricorrere agli altri. La tendenza principale è quella di chiudersi in se stessi, lasciando che malinconia e pessimismo regnino sovrani e impedendo alle soluzioni di venire a galla e imporsi sui problemi. La parola chiave è “passività”: lasciamo cioè che i sentimenti, le emozioni e le situazioni ci sovrastino


Ho bisogno di aiuto


Ho bisogno di aiuto.
Questa richiesta, in forme più o meno esplicite, vi sarà giunta almeno una volta nella vita da vostro figlio che non riesce a fare i compiti o da vostra madre che ha bisogno di essere accompagnata dal medico. L’aiuto di cui voglio parlare oggi ha radici più profonde: è quella richiesta che nasce da dentro quando ci si sente soli, inadeguati, poco stimati, senza alcuna via di uscita...


Eppure, nonostante siano questi i cardini della nostra vita, quelli che fanno la differenza tra l’essere felici o no, pochi ritengono di dovere ricorrere agli altri. La tendenza principale è quella di chiudersi in se stessi, lasciando che malinconia e pessimismo regnino sovrani e impedendo alle soluzioni di venire a galla e imporsi sui problemi.
La parola chiave è “passività”: lasciamo cioè che i sentimenti, le emozioni e le situazioni ci sovrastino, incassando come dei pugili sul ring e pensando che prima o poi ci sarà una fine, poco importa se per KO o per sfinimento. Vi sono scrittori e pensatori che hanno basato tutta la loro vita sul pessimismo cosmico. Personalmente sono convinto che il farsi aiutare da un "esperto" sia sempre la soluzione migliore e credo anche che questo debba avvenire prima che le condizioni psicofisiche richiedano interventi ben più strutturati e impegnativi...
Gli stati d’animo disturbanti, che fanno soffrire, a cui tutti noi siamo prima o poi sottoposti, sono vari e diversificati, come le nostre capacità di reagirvi. Anche la nostra forma fisica influisce sulla capacità di risolvere un problema o di cercare soluzioni alternative. Per questo la visione di un esperto esterno non coinvolto nei nostri processi è fondamentale. E' un pensiero che ho già espresso in più occasioni, anche in questa sede: bisogna avere il coraggio di dire “Ho bisogno di aiuto e te lo chiedo!”
A volte succede anche che, una volta ricevuto e terminato il percorso di aiuto, non se ne voglia più parlare. È come se la persona, al termine di un sostegno specialistico o di counseling orientato al benessere, volesse chiudere l’esperienza - godendone solo i risultati - in una sorta di armadio ed evitare di parlarne accuratamente. Nell’immaginario collettivo la “mente funzionante” fa la differenza tra un “sano” e un “matto” ed è per questo che chiedere aiuto è come ammettere di essere un "disturbato". Una volta, una persona che soffriva di forti emicranie, mi diceva di essersi rivolta a uno specialista ma di avere subito soprasseduto per non dover presentare in ufficio un certificato attestante la sua condizione...
Ma se ci guardiamo bene allo specchio, ognuno di noi può scoprire di avere "problemi". Allora perché ci vergogniamo ad ammetterlo? Perché è così deplorevole nella nostra società confessare di avere bisogno di aiuto? Perché non dire, dopo un percorso di counseling o di trattamento specialistico, che si sono trovate soluzioni, che si è imparato a guardare il mondo con occhi diversi o anche semplicemente che si sono imparati esercizi utili per controllare la rabbia o per rilassarsi prima di andare a dormire? E’ una sorta di legame disfunzionale con un nostro "io profondo" che ci barrica nell’orgoglio e ci impedisce di dire anche alle nostre migliori amiche che il giovedì andiamo dal "terapeuta".
Forse la paura più grande è quella di non dover ammettere che si è avuto bisogno di una mano. Ci insegnano già a scuola che bisogna cavarsela da soli, di non chiedere niente a nessuno e conquistarsi tutto con le proprie forze. Poi quando, una volta cresciuti, arriviamo a lavorare, dobbiamo re-imparare a condividere con altri obiettivi e risultati, mandando in crisi il nostro sistema valoriale per il quale fino a quel momento eravamo il centro del mondo. Nessuno vive per se stesso come nessuno vive da solo, tutti abbiamo bisogno reciprocamente di trovare e dare conforto in un cerchio continuo che ottimizza le personalità di ognuno.
Ammettere di avere bisogno significa prima di tutto riconoscersi persone, poi di essere perfettibili. Nel primo caso, in un mondo di supereroi credo a volte sia importante ritrovarsi nella normalità, nel secondo significa riconoscere che si può migliorare anche e soprattutto grazie all’intervento esterno. Dall’altra parte esistono persone che chiedono aiuto indistintamente, a tutti e indipendentemente dal problema: alla fine le evitiamo, asfissiati dai loro stessi problemi che spesso non sono diversi dai nostri. Qui la facilità di espressione supera la decenza e l’amore per se stessi. Queste sono persone che vanno aiutate non a risolvere quanto le angustia, ma a trovare un modo per non angustiare sempre gli altri.
Forse la risposta sta in una dose di umiltà che ci faccia mettere da parte il nostro orgoglio personale e riconoscere che farsi aiutare è umano quanto necessario e parlarne non ci sminuisce affatto: l’hanno fatto profeti e uomini illustri; noi non siamo da meno, o no?
Paolo G. Bianchi

Antropologo, Counselor

Bibliografia di riferimento:
  1. Mario Mengheri, “Formazione alla relazione di aiuto: Il counseling ad approccio integrato”, FrancoAngeli, 2010
  2. Cosimo Variale, “Aiutare le persone ad aiutarsi”, Guerini sicentifica, 2009
  3. Gabriele Lo Iacono, “Come cercare aiuto psicologico e perché: orientarsi nelle possibilità professionali e informali per accrescere il benessere”, Erickson, 2001

http://brainfactor.it/index.php?option=com_content&view=article&id=545%3Aho-bisogno-di-aiuto&catid=39%3Acounseling&Itemid=3 


venerdì 24 febbraio 2012

giovedì 9 febbraio 2012

Michail Alexandrovic Bakunin. Una persona è forte soltanto quando si regge sulla sua verità, quando parla ed agisce dalle sue convinzioni più profonde. Poi, in qualunque situazione, saprà sempre cosa dire e cosa fare. Potrà cadere, ma non proverà vergogna di se stesso o della sua causa

È ricercando l'impossibile che l'uomo ha sempre realizzato il possibile.
Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile, non hanno mai avanzato di un solo passo.
Michail Bakunin, Considerazioni filosofiche sul fantasma divino, il mondo reale e l'uomo



"Essere schiavo significa essere costretto a lavorare per qualcun altro, proprio come essere padrone significa vivere sul lavoro di qualcun altro. Nell'antichità gli schiavi erano chiamati in tutta onestà "schiavi". Nel Medioevo presero il nome di "servi"; oggi essi vengono chiamati "salariati". La condizione di quest'ultima classe comporta molta più dignità ed è meno dura di quella degli schiavi, ma nondimeno essi sono costretti, sia dalla fame sia dalle istituzioni sociali e politiche, a mantenere altra gente in completo o relativo ozio attraverso il loro eccessivo e faticoso lavoro. Di conseguenza, sono schiavi. Secondo la legge il popolo è sovrano, ma non nei fatti. Il singolo lavoratore è troppo oppresso dalla sua fatica e dalle sue preoccupazioni quotidiane per trovare il tempo necessario alla propria istruzione. Poichè è necessariamente occupato nel lavoro quotidiano che non lascia tempo libero, e quindi, se non totalmente ignorante, ha una cultura nettamente inferiore a quella della classe media e proprietaria, esso è costretto a lasciare la pretesa sovranità nelle mani della classe media. Questa finzione di un governo pseudo-rappresentativo serve a dissimulare il dominio sulle masse da parte di un pugno di individui privilegiati, un'elite eletta da orde popolari che si ammassano senza sapere per chi o per che cosa votano. Un inganno tra i più dannosi poichè lo fa apparire come l'espressione della cosiddetta volontà popolare."
Michail Bakunin


[...] che società sarebbe quella che non ci offrisse altro che la traduzione in pratica o l'applicazione di una scienza, quand'anche questa scienza fosse la più perfetta e la più completa del mondo? Una miseria.  Immaginatevi un universo che non contenesse nient'altro che quanto la mente umana ha finora concepito, riconosciuto e compreso: non sarebbe forse una miserabile bicocca accanto all'universo esistente?
Michail Bakunin. Federalismo, Socialismo, Antitelologismo


«E dall'alto dei vertici dello Stato cominciano a guardare con disprezzo il mondo comune dei lavoratori. Da quel punto in poi non rappresentano più il popolo, ma solo se stessi e le proprie pretese di governare il popolo. Chi mette in dubbio ciò dimostra di non conoscere per niente la natura umana» 
Michail Bakunin


Vuoi rendere impossibile per chiunque opprimere un suo simile?
Allora, assicurati che nessuno possa possedere il potere
Michail Bakunin

E' evidente che sino a quando avremo un padrone in cielo, saremo schiavi sulla terra.
Michail Bakunin


Una persona è forte soltanto quando si regge sulla sua verità, quando parla ed agisce dalle sue convinzioni più profonde. Poi, in qualunque situazione, saprà sempre cosa dire e cosa fare. Potrà cadere, ma non proverà vergogna di se stesso o della sua causa.
Michail Alexandrovic Bakunin


Io sono veramente libero solo quando tutti gli esseri umani intorno a me, uomini e donne sono egualmente libere, in modo che quanto più numerosi sono gli uomini liberi che mi circondano, più profonda e più ampia è la loro libertà, più ampia, più profonda diventa la mia libertà.
Michail Bakunin

«Marx è un comunista autoritario e centralista. Egli vuole ciò che noi vogliamo: il TRIONFO COMPLETO DELL'EGUAGLIANZA ECONOMICA E SOCIALE, però, nello stato e attraverso la potenza dello Stato, attraverso la dittatura di un governo molto forte e per così dire dispotico, cioè attraverso la negazione della libertà.» 
Michail Bakunin


Tutte le religioni coi loro dei, i loro semidei e i loro profeti, i loro messia e i loro santi , furono create dalla fantasia credula degli uomini non ancora giunti al pieno sviluppo ed al loro pieno possesso delle loro capacità intellettuali.
Michail Bakunin



Se Dio esistesse bisognerebbe abolirlo.
Michail Bakunin




"C’è una categoria di persone, che, se non credono, devono almeno fare sembiante di credere. Sono tutti i tormentatori, tutti gli oppressori, e tutti gli speculatori dell’umanità: preti, monarchi, uomini di stato, uomini di guerra finanzieri pubblici e privati, funzionari di ogni sorta, poliziotti, gendarmi, carcerieri e carnefici, monopolisti, capitalisti, usurai, appaltatori e proprietari, avvocati, economisti, politicanti di ogni colore, fino all’ultimo venditore di droghe, tutti insieme ripeteranno queste parole del Voltaire: Se Dio non esistesse bisognerebbe inventarlo.
La contraddizione è questa: essi vogliono Dio e vogliono l’umanità. Si ostinano a mettere insieme due termini che, una volta separati non possono piú incontrarsi che per distruggersi a vicenda. Essi dicono d’un sol fiato: Dio è la libertà degli uomini, Dio è la dignità, la giustizia, l’eguaglianza, la fratellanza, la prosperità degli uomini, senza curarsi della logica fatale, in virtú della quale, se Dio esiste, tutto ciò è condannato a non esistere. Perché se Dio è, egli è necessariamente il padrone eterno, supremo, assoluto; e se questo padrone esiste, l’uomo è schiavo; ora se è schiavo non ci ha né giustizia, né eguaglianza, né fraternità, né prosperità possibile. 
Potranno bene contrariamente al buon senso e a tutte le esperienze della storia, rappresentarsi il loro Dio animato dal piú tenero amore per la libertà umana, ma un padrone per quanto faccia e voglia mostrarsi liberale, resta sempre un padrone. La sua esistenza implica necessariamente la schiavitú di tutto ciò che si trova al disotto di lui. Dunque, se Dio esistesse, non ci sarebbe per lui che un solo mezzo per servire la libertà umana: e questo sarebbe ch’egli cessasse d’esistere.
Amante geloso della libertà umana che considero come la condizione assoluta di tutto ciò che adoriamo e rispettiamo nell’umanità, io rovescio la frase di Voltaire, e dico che, se Dio esistesse bisognerebbe abolirlo."
Michail Bakunin, Dio e lo Stato


La libertà degli altri, lungi dall’essere un limite o la negazione della mia libertà, ne è invece la condizione necessaria e la conferma.
Michail Bakunin, Dio e lo Stato, 1871/82

«IO NON SONO VERAMENTE LIBERO CHE QUANDO TUTTI GLI ESSERI UMANI CHE MI CIRCONDANO, UOMINI E DONNE, NON SONO UGUALMENTE LIBERI: posso dirmi libero solo in presenza di altri uomini e in rapporto con loro. Io stesso sono umano e libero solo nella misura in cui riconosco la libertà e l’umanità di tutti gli uomini che mi circondano. LA LIBERTÀ DEGLI ALTRI, LUNGI DALL’ESSERE UN LIMITE O UNA NEGAZIONE DELLA MIA LIBERTÀ, NE È AL CONTRARIO LA CONDIZIONE NECESSARIA E LA CONFERMA. NON DIVENGO VERAMENTE LIBERO SE NON ATTRAVERSO LA LIBERTÀ DEGLI ALTRI, così che più numerosi sono gli uomini liberi che mi circondano, più profonda e più ampia è la loro libertà, più estesa e più profonda e più ampia diviene la mia libertà. Io intendo quella libertà per cui ciascuno, anziché sentirsi limitato dalla libertà degli altri vi trova al contrario la sua conferma e la sua estensione all’infinito».
Bakunin in Dio e lo Stato


E poiché vanno resi al più potente gli onori più grandi, cominciamo con la classe dei preti; e con questa parola intendo i preti della Chiesa cattolica, i ministri protestanti, e in breve, tutti quelli che vivono col culto divino, e ci vendono il buon dio all'ingrosso ed al minuto. In quanto alle differenze teologiche che li distinguono, esse sono così astruse e tanto assurde che sarebbe un perder tempo occuparsene.
Mikhail Bakunin. Conferenze





Non bisogna essere ne schiavo, ne padrone, questo esprime il concetto di democrazia e libertà.






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