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martedì 20 giugno 2017

La dimenticanza selettiva è essenziale per sottrarre impatto emotivo agli eventi accaduti durante il giorno

Essere saggi significa anche ignorare tutto ciò che non vale la pena. [...] 
Quando dormiamo il cervello fa una sorta di tabula rasa. 

[...] alcuni neuroscienziati dell’Università di Wisconsin-Madison scoprirono che le sinapsi crescono in maniera "esuberante" durante il giorno, e vengono "potate" durante la notte. Il nostro cervello fa automaticamente una selezione delle informazioni che deve memorizzare e scarta il resto. 

Il dato curioso è che, eliminando tutte le informazioni inutili, i ricordi che valgono la pena vengono memorizzati meglio. 

Gli psicologi della Johns Hopkins University videro che quando questo processo non avviene, i nostri ricordi diventano più confusi. Inoltre, la dimenticanza selettiva è essenziale per sottrarre impatto emotivo agli eventi accaduti durante il giorno.

Questo processo che avviene naturalmente ci offre una grande lezione: 
mantenere i vecchi rancori, alimentare le frustrazioni, rivivere i drammi e dare eccessiva importanza a cose che non lo meritano, crea solo caos e insoddisfazione. La cosa più saggia da fare è quella di imparare a ignorare tutto ciò che non vale la pena e che può influenzare la nostra pace interiore. [...]

Una frase buddista afferma che "ci può danneggiare solo ciò a cui diamo importanza". 
Non sono le situazioni, ma il significato che gli diamo e come reagiamo, ciò che determina il loro impatto su di noi. 

Quindi, se vogliamo proteggere il nostro equilibrio emotivo, 
dobbiamo imparare ad ignorare alcune cose. [...]

Non significa ignorare o nascondere i problemi, ma liberare la mente da tutto ciò che occupa spazio inutilmente per fare spazio per ciò che conta veramente.

1. Le offese e le critiche distruttive. 
Ricorda che una critica malsana dice di più della persona che critica che di chi viene criticato. Non lasciare che le critiche e il disprezzo intacchino la tua autostima. Ricorda che quando passi troppo tempo preoccupandoti dell’opinione che gli altri hanno di te, o di ciò che vogliono che tu sia, dimentichi chi sei veramente.

2. Le persone che vogliono scaricare la loro miseria emotiva su di te. Ci sono persone che si comportano come veri e propri camion della spazzatura, che vogliono scaricare su di te le loro paure, le frustrazioni, la rabbia o l’ansia. Non permetterglielo. Impara a individuarle e crea uno scudo protettivo.

3. Le piccoli frustrazioni della vita di tutti i giorni. 
Una brutta giornata è solo una brutta giornata. Viene e va. 
Non c'è ragione di rimanere bloccati nelle piccole frustrazioni. 
Se impari ad ignorare quei contrattempi immediatamente, ti renderai conto che potrai riprendere la tua routine con più serenità. Se li accumuli terminerai portando un fardello molto pesante. Si tratta solo di metterli in prospettiva e renderti conto che non vale la pena di rovinare la tua giornata per questi contrattempi.

4. Il tuo dialogo interno negativo. 
Spesso la tua mente diventa il tuo peggior nemico. 
Pertanto, in molti casi, devi imparare a silenziare il rumore che hai dentro, i pensieri ossessivi del fallimento, le paure e l'ansia. Nella maggior parte dei casi questo dialogo interiore viene dalle aspettative che gli altri hanno posto su di te. Infatti, probabilmente scoprirari che ti ripeti frasi che ti hanno detto i tuoi genitori, gli insegnanti o il partner. Se quelle frasi non ti consentono di andare avanti e non ti fanno sentire bene, ignorale, col passare del tempo scompariranno lentamente.

5. Le situazioni che non puoi controllare. 
Il taoismo ci incoraggia a fluire, a non forzare le situazioni. 
Ciò non significa essere passivi, ma imparare a identificare le opportunità per agire e sapere quando qualcosa è controproducente. Ci sono molte cose che sono al di là delle tue possibilità, cercare di controllarle crea inutili tensioni. Pertanto, ci sono momenti in cui devi dimenticare tutto ciò che potrebbe andare storto e iniziare a fidarti nel flusso della vita.

Non è facile ignorare certe cose, certe persone, certe situazioni... 
non sempre percepiamo ciò che può farci del male e terminiamo afferrandoci ad esso. Altre volte, significa rompere i legami, cambiare il nostro modo di pensare e le nostre attitudini, qualcosa di non facile che richiede una enorme dose di coraggio.

In ogni caso, vi incoraggio a fare questo semplice esercizio:

Prendi una matita o qualsiasi piccolo oggetto che non si possa rompere. Tienilo in mano e stringilo forte. Immagina che questo oggetto è una delle emozioni, dei sentimenti, o persone che ti danno fastidio e la tua mano rappresenta la tua mente o la coscienza.

All'inizio, tutto ti sembrerà un po’ strano, ma poco a poco ti sentirai meno a disagio e l'oggetto ti sembrerà più familiare. 
Ma se continui a stringere, l’oggetto finirà per farti male.

Ora, apri la mano e lascia che l'oggetto cada a terra. 
Renditi conto che eri tu quello che si afferrava all'oggetto, non era attaccato alla tua mano. Lo stesso vale per le tue emozioni, i sentimenti e le persone che possono farti del male.

Il problema è che ci afferriamo così tanto a queste situazioni che ci dimentichiamo di lasciarle andare quando dovremmo. Infatti, quando proviamo rabbia o tristezza diciamo "sono triste" o "sono arrabbiato", che rappresenta un'identificazione con questi stati e implica afferrarsi ad essi. Invece, dovremmo dire "mi sento triste" o "mi sento arrabbiato" e imparare a lasciare andare.



Come applicare questa idea di ignorare tutto ciò che ci fa male:

- Non portare le cose ad un livello personale. 
Molte delle cose che ci accadono non sono personali. 
Portarle su questo piano significherà che le stai dando troppa importanza e stai permettendo che affettino il tuo equilibrio emotivo. Pertanto, è essenziale proteggere quello spazio e permettere che entrino solo le cose realmente significative per te.

- Non perdere la prospettiva. 
Immersi nei piccoli problemi della vita quotidiana, è facile venire sopraffatti da queste piccole insoddisfazioni e battute d'arresto, così si finisce per perdere la bussola. Ricorda sempre di mantenere la prospettiva, concentrati in ciò che ti definisce, nei tuoi obiettivi e in ciò che realmente ti emoziona. Non lasciare che le banalità ti tolgano la possibilità di essere felice oggi stesso.

- Fai un passo indietro. 
Quando senti che le emozioni prendono il controllo, fa un passo indietro. Fermati, prenditi un paio di minuti e recupera il controllo. Rifletti sul motivo per cui questa situazione sta generando queste emozioni. Probabilmente stai esagerando o le stai dando più importanza di quanta ne abbia. Respira e lasciati andare.

- Ancorati al presente. 
Se ti senti male è probabilmente per qualcosa che è già accaduto, che appartiene al passato. Pertanto, non ha molto senso continuare a nutrire questi sentimenti. Per lasciarli andare, basta che ti afferri al presente. Concentrati su tutte le cose positive che hai adesso. La chiave sta nell’imparare ad uscire dal passato.


Fonti: 
Diering, G. H. et. Al. (2017) Homer1a drives homeostatic scaling-down of excitatory synapses during sleep. Science; 355(6324): 511-515.

Vivo, L. et. Al. (2017) Ultrastructural evidence for synaptic scaling across the wake/sleep cycle. Science; 355(6324): 507-510.

http://www.angolopsicologia.com/2017/06/saggezza-significa-anche-ignorare-tutto.html

venerdì 25 aprile 2014

Mao II, Don DeLillo. C’è una forza che è totalmente indipendente dalle mie scelte consapevoli. Ed è una forza piena di rancore e di rabbia. Forse non voglio provare le cose che prova altra gente. Io ho la mia cosmologia del dolore. Lasciatemi in pace con la mia pena.

C’è una forza che è totalmente indipendente dalle mie scelte consapevoli.
Ed è una forza piena di rancore e di rabbia.
Forse non voglio provare le cose che prova altra gente.
Io ho la mia cosmologia del dolore. Lasciatemi in pace con la mia pena.
Don DeLillo, Mao II





giovedì 27 settembre 2012

Anna Magnani. Di errori ne ho fatti parecchi, di cattive azioni mai. Non dimentico i torti subiti, spesso non li perdono, ma non mi vendico: la vendetta è volgare come il rancore. Questo mi dà una tal forza da leoni. Una forza che non mi fa avere paura di nulla



7 marzo 1908 a Roma nasce Anna Magnani, figlia di una sarta e di padre ignoto. Da adulta scoprì che il padre, di origini calabresi, si chiamava Del Duce. Decise di tenere il cognome della madre, non voleva essere "la figlia Del Duce". Nannarella cominciò nella rivista, il cinema arrivò nel 1934 con "La cieca di Sorrento". Fu la prima attrice italiana a vincere l'Oscar nel 1955 per "La rosa tatuata" (dopo di lei Sophia Loren nel '62).
Il 26 settembre 1973 moriva Anna Magnani... Ci manchi tanto,  Annarè...




Quando esistevano l'arte e gli artisti. Anna Magnani è tutto quello che oggi non esiste più.
Prima bastava uno sguardo per riempire una scena, oggi non bastano gli effetti speciali!
Di Anna Magnani non si può dire nulla, non bastano le parole per descrivere la sua grandezza.


Non togliermi neppure una ruga.
Le ho pagate tutte care
[rivolgendosi al truccatore]
Anna Magnani


Di errori ne ho fatti parecchi, di cattive azioni mai.
Non dimentico i torti subiti, spesso non li perdono, ma non mi vendico:
 la vendetta è volgare come il rancore.
Questo mi dà una tal forza da leoni.
Una forza che non mi fa avere paura di nulla.
Anna Magnani

Ho capito che ero nata attrice. Avevo solo deciso di diventarlo nella culla, tra una lacrima di troppo e una carezza di meno. Per tutta la vita ho urlato con tutta me stessa per questa lacrima, ho implorato questa carezza. Se oggi dovessi morire, sappiate che ci ho rinunciato. Ma mi ci sono voluti tanti anni, tanti errori».
Anna Magnani, citato in “Nannarella: il romanzo di Anna Magnani” di Giancarlo Governi


Non so se sono un'attrice, una grande attrice o una grande artista.
Non so se sono capace di recitare.
Ho dentro di me tante figure, tante donne, duemila donne.
Ho solo bisogno di incontrarle.
Devono essere vere, ecco tutto
Anna Magnani

‎… lo so, sono la donna più discontinua del mondo.
Tutto cambia dentro di me da un’ora all’altra.
Il fatto è che seguo il mio istinto ed il mio cuore.
Non mi curo di quel che sembro, mai!
Sono cosi come la vita, le speranze, ipocrisie.
Anna Magnani


Nun c'è niente de più bello de na persona in rinascita...
Quanno s'ariarza dopo 'na caduta, dopo 'na tempesta e ritorna più forte e bella de prima.
Con qualche cicatrice in più ner core sotto la pelle, ma co la voglia de stravorge er monno, anche solo con un sorriso!"
Anna Magnani

"L'amore? 
Toglietemi pure tutto, l'Oscar, il denaro, la casa, 
ma l'amore no, non portatemelo via: 
l'amore è pioggia e vento, è sole e stella. 
L'amore è respiro e, lo so, lo so, è veleno. 
Certe sere mi dico: Anna apri l'occhio, 
questa è la cotta che ti manda al creatore....
Perchè, vedi, lo ammetto ho un carattere eccessivo e smodato. 
Non mi so frenare, 
ogni volta che amo mi impegolo fino ai capelli. 
Sapessi che strazio, poi uscirne vivi, che tragedia scappare! 
E una mattina ti svegli nel letto e non hai più sangue. 
Ma poi ricomincia ed è meraviglioso".
Anna Magnani

Chi ammiro io? Vuole dei nomi? No, è meglio che le dica che cosa ammiro. Io rispetto il talento, il vero talento che è tutto il contrario dei bluff; la fedeltà, la vera fedeltà che è tutto il contrario dell’amicizia superficiale e passeggera; e la sincerità, persino la crudele sincerità che è tutto il contrario dell’ipocrisia. Ecco che cosa ammiro io.
Anna Magnani

Lei era una di quelle persone che non si sentivano mai soddisfatte.
Quelle che volevano sempre di più. Non dagli altri. Da se stesse.
Edvania Paes


Se la morte mi spaventa ancora un pò, è perché sono come Don Chisciotte e vorrei che ciascuno potesse essere se stesso per poter poi morire in pace. Quello che mi atterrisce è di sparire da un momento all’altro, improvvisamente, senza essere riuscita a sapere chi era veramente la Magnani o, meglio, chi era la piccola Anna. Ma lo so chi era. Una piccola bugiarda che viveva nel sogno per non dover affrontare la realtà. Senza madre, senza padre, mi sono trasformata in formica. Ho recitato la parte dell’aggressiva, ma non lo ero. Di qui le mie collere. Ho recitato la parte della pavida quando ero invece un leone. Di qui le mie collere. Ho recitato la parte della coraggiosa quando invece ero un agnello. Di qui, ancora, le mie collere. Povera pazza! Se oggi dovessi morire, sappiate che muoio ricca perché ho capito tutto questo. Sappiate che le mie collere erano solo rivolte contro di me. Ho anche capito che non ero nata attrice. Avevo solo deciso di diventarlo nella culla, tra una lacrima di troppo e una carezza di meno. Per tutta la vita ho urlato con tutta me stessa per quella lacrima, ho implorato quella carezza. Se oggi dovessi morire, sappiate che ci ho rinunciato. Ma mi ci sono voluti tanti anni, tanti errori. Ho lavorato molto per prepararmi. Ho lottato, ho urlato alla vita, e oggi posso sorridere alla morte. Non mi inchinerò all’ultimo momento davanti a un Crocifisso. Lo guarderò come un altro me stesso che è morto solo perché un giorno su questa terra nessuno possa più mentire”.
Anna Magnani



Non essere schiave delle mode e libere di essere non di apparire


[...]  dopo aver vissuto si diventa più belli, quando serve solo a noi stessi e non ce ne importa pù nulla....


E' arrivata all'Oscar senza l'aiuto di nessuno!


 il volto della vita senza ritocchi ma con espressività vera


domenica 11 dicembre 2011

Jiddu Krishnamurti. Maestro del Mondo. Biografia.

Jiddu Krishnamurti. Maestro del Mondo. Biografia.
Chi era Krishnamurti? Jiddu Krishnamurti nacque l’11 maggio 1895 da una devota famiglia di Madanapalle, una cittadina dell’Andhra Pradesh, in India. Da ragazzo venne adottato dalla dottoressa Annie Besant, presidente della SOCIETA' TEOSOFICA che aveva la sua sede internazionale a Madras. La Besant e altri proclamarono che Krishnamurti doveva essere il MAESTRO DEL MONDO, di cui la Società Teosofica aveva predetto la venuta. Un Maestro del Mondo, secondo varie scritture, SI MANIFESTA DI TANTO IN TANTO IN FORMA UMANA PER SALVARE L'UMANITA'. Per preparare il mondo all’arrivo di questo Maestro, fu fondata un’organizzazione a livello mondiale che, con il nome di Ordine della Stella d’Oriente, si formò sotto l’egida della Società Teosofica e il giovane Krishnamurti ne fu messo a capo. Nel 1929, però, Krishnamurti rinunciò al ruolo che gli era stato assegnato e sciolse l’Ordine della Stella che contava migliaia di seguaci, RESTITUENDO TUTTO IL DENARO E LE PROPRIETA' CHE ERANO STATE DONATE PER QUESTO LAVORO. Da allora, per quasi sessant’anni, fino alla sua morte che avvenne il 17 febbraio 1986, egli viaggiò in tutto il mondo parlando alla gente della NECESSITA' DI UN RADICALE CAMBIAMENTO DEGLI ESSERI UMANI. Krishnamurti è considerato in tutto il mondo come uno dei più grandi pensatori e maestri religiosi di tutti i tempi. Egli non teorizzò nessuna filosofia o religione, parlò piuttosto di COSE CHE RIGUARDANO TUTTI NOI NELLA NOSTRA VITA QUOTIDIANA, dei problemi del vivere in una moderna società con tutta la sua VIOLENZA, e CORRUZIONE, della RICERCA INDIVIDUALE DI SICUREZZA e FELICITA' e della NECESSITA' PER GLI ESSERI UMANI DI LIBERARSI DAL PESO INTERIORE DELLA PAURA, della RABBIA, delle OFFESE, del DOLOREe così via. Egli chiarì con grande precisione il SOTTILE LAVORIO DELLA MENTE UMANA e sottolineò la necessità che nella nostra vita quotidiana si realizzi una profonda qualità meditativa e religiosa. 

http://www.krishnamurti.it/jiddu.htm




LA VERITÀ È UNA TERRA SENZA SENTIERI

Jiddu Krishnamurti

Gli insegnamenti di un grande pensatore indiano, che la Società Teosofica voleva a capo di una scuola esoterica, la Stella d'Oriente: ma lui, in nome della libertà spirituale, rifiutò questo ruolo. Fu amico di grandi personalità, tra cui il fisico David Bohm e Aldous Huxley
La vita di Jiddu Krishnamurti, che ha lasciato il corpo a 90 anni nel 1986, è stata davvero straordinaria. I suoi insegnamenti sono stati del tutto originali, poiché la prospettiva della sua visione era radicalmente differente da ogni altra, seppur coerente con la più profonda saggezza perenne. krishnamurti_01Il suo messaggio è fondamentale per ogni ricercatore che abbia il coraggio di mettere in dubbio tutte le conoscenze acquisite e sia pronto guardare con occhi nuovi la realtà. Le sue parole sono attualissime di fronte alla crisi delle ideologie e delle religioni. Per la lucidità e la profondità della sua intelligenza è stato considerato tra le più grandi menti del ventesimo secolo. Ha messo in luce i problemi dell’umanità e i pericoli cui l’uomo va incontro, che possono essere risolti solo attraverso una profonda rivoluzione interiore.
Il grande sviluppo mentale e tecnico in cui l’uomo ha investito le sue energie egoisticamente, a discapito dello sviluppo della coscienza e dell’intelligenza, ci sta conducendo alla catastrofe globale. L’umanità ha bisogno di saggezza e di liberarsi dalle ideologie che separano l’uomo dall’uomo, più che di accumulare altre conoscenze.
Ebbene, Jiddu Krishnamurti è venuto a distruggere le illusioni pseudo-spirituali in cui l’uomo cerca la sicurezza, a ricordarci che la liberazione dal conflitto non si raggiunge usando come strumento il pensiero, ma attraverso la comprensione immediata e diretta della realtà. Ciò è possibile solo a una mente libera da parole e concetti poiché la libertà e l’amore nascono quando c’è quell’attenzione senza alternative nella quale non c’è divisione tra “osservatore” e “osservato”.
A 16 anni, il grande rifiuto
La storia di Jiddu Krishnamurti (1895-1986) ha il suo inizio in seno alla Società Teosofica, fondata a New York nel 1875 da Madame Blavatsky, un’occultista che trasmetteva gli insegnamenti di Maestri Tibetani con cui era interiormente in contatto.krishnamurtiIl termine Teosofia è tratto dalla filosofia neoplatonica e indica la sapienza divina alla quale l’uomo può accedere solo attraverso una esperienza interiore diretta. I principi della Società Teosofica, secondo il cui motto “nessuna religione è superiore alla verità”, sono ancora molto validi oggi. Gli scopi della Società Teosofica sono: formare un nucleo di fratellanza universale senza distinzioni di razza, sesso, credo, casta o colore; creare un ponte tra Oriente e Occidente, e incoraggiare lo studio comparato delle religioni, delle filosofie e delle scienze; investigare le leggi inesplicate della Natura e le facoltà latenti dell’uomo.
Il movimento, guidato da Madame Blavatsky assieme al colonnello Olcott, il vescovo C.W. Leadbeater e la Signora Besant, allo scopo di diffondere la conoscenza spirituale, ha subito attratto tra le sue file l’élite culturale e grandi personaggi da tutto il mondo, come la Regina d’Olanda, la allora Principessa di Ceylon ed eminenti studiosi e scienziati tra cui Rudolf Steiner e molti altri nomi prestigiosi. Bernardino del Boca, che ho avuto la fortuna di frequentare, ha diffuso in Italia il pensiero teosofico ed acquariano per molti anni. (Vedi:http://www.teosofia-bernardino-del-boca.it/)

Jiddu Krishnamurti con il vescovo C. W. Leadbeater (al centro) e Annie Besant, due “colonne” della Società Teosofica.
Il gruppo aveva tra l’altro lo scopo di preparare la venuta di un Maestro Universale che avrebbe incarnato gli insegnamenti e guidato l’umanità.
Un giorno, il vescovo Leadbeater, che aveva grandi doti di chiaroveggenza, camminando sulla spiaggia di fronte alla sede di Adyar della Società Teosofica a Madras vide un ragazzino che aveva l’aura più pura e luminosa che lui avesse mai visto. Il quattordicenne era Jiddu Krishnamurti, un ragazzo gracile, distratto a scuola, che si diceva fosse privo del senso della proprietà e che non pareva promettere grandi cose, ma che, sottoposto a esperimenti, dimostrò qualità psichiche eccezionali. Il forzato sviluppo delle sue facoltà fu per lui anche doloroso, per alcuni anni ogni notte soffriva di terribili dolori di capo che lo facevano gridare, ma che il mattino seguente erano dimenticati.
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Krishnamurti con Annie Besant.
Presto fu ritenuto dai teosofi il veicolo adatto per la manifestazione terrena del tanto atteso Maestro Universale. Già all’età di 16 anni Krishnaji era a capo dell’Ordine Stella d’Oriente, il ristretto gruppo di occultisti, esoteristi ed iniziati, fondato da Annie Besant, che lo seguiva e lo avrebbe presentato al mondo appena avesse riconosciuto che era pronto per il grande compito.
Quando venne il giorno del suo primo e memorabile discorso, tutti restarono allibiti perché con le sue parole mandò all’aria tutto quanto era stato costruito attorno a lui. Infatti rifiutò il ruolo di Maestro e sciolse l’Ordine Stella d’Oriente, perché “la Verità è una terra senza sentieri” e ognuno deve trovare la verità da sé ed essere luce a se stesso, senza dipendere da alcuna autorità esterna.
“La fede non va istituzionalizzata”
La ricerca spirituale, sottolineò, è un compito individuale; e le strutture religiose invece di unire creano divisioni, gerarchie e così le regole e i riti sono divenuti strumenti del pensiero che ostacolano l’intelligenza e il risveglio e nascondono la verità che è sempre nuova. Al riguardo raccontò anche questa parabola: “Un giorno il diavolo stava passeggiando con un amico; a un tratto davanti a loro un tale si chinò a terra per raccogliere qualcosa di luminoso. L’amico chiede al diavolo: “Sai che cosa ha raccolto quel tale?” Il diavolo risponde: “Un pezzo di verità”. L’amico allora gli dice: “Allora per te non è una cosa buona”. E il diavolo sollevando le spalle risponde: “Non mi preoccupo affatto, lo indurrò a organizzarla”. Lasciando nello sconcerto chi da anni attendeva una guida suprema, Krishnamurti aggiunse: “La fede è qualcosa di assolutamente individuale e non possiamo e non dobbiamo istituzionalizzarla. Se lo facciamo diventa una cosa morta, cristallizzata; diventa un credo, una setta, una religione che viene imposta ad altri”.
Un ponte tra misticismo e scienza
Per tutta la vita Jiddu Krishnamurti tenne centinaia di conferenze in tutto il mondo attirando sempre un pubblico numeroso. Insegnava a non accettare le idee e le parole, ma a essere intelligentemente scettici. Suggeriva di rivolgere l’attenzione alle proprie reazioni momento per momento, per conoscere se stessi nell’azione, senza identificarsi con un’immagine di sé e così trascendere il tempo psicologico, vivendo nel qui e ora.
Il suo pensiero originale e profondo collima con l’Advaita Vedanta e con l’essenza del Buddhismo Mahayana, seppure mai in alcun discorso Krishnamurti abbia fatto ricorso ad alcun termine religioso e mai nessun riferimento alle tradizioni, anzi diceva di non aver mai letto quel tipo di libri. Affermava che non ce n’era bisogno quando si sa guardare la mente e comprendere la natura e i limiti del pensiero.
krishnamurti_bohm
Krishnaji fu amico di David Bohm ,Nobel per la Fisic , con cui scrisse due libri.
Aldous Huxley divenne suo amico e grande ammiratore. David Bohm, Nobel della Fisica e amico di Albert Einstein, trovò nelle parole di Krishnamurti dei punti in comune con le emergenti teorie quantistiche e i dialoghi tra i due contribuirono a costruire un “ponte” tra misticismo e scienza. Oltre a Bohm altri scienziati furono influenzati nelle loro ricerche dai discorsi di Krishnamurti sul tempo, la mente e il pensiero. Egli considerava fondamentale l’educazione e fondò molte scuole in Inghilterra, India e Stati Uniti. Diceva che la scuola deve essere un luogo dove insegnante e allievo esplorano non solo il mondo della conoscenza, ma anche il proprio pensiero, comportamento e i condizionamenti che li imprigionano. Solo una mente libera può veramente imparare e il potenziale del cervello può esprimersi solo quando la mente è libera dallo sforzo e dal conflitto. “Soltanto quando la mente trascende il tempo, la verità cessa di essere un’astrazione”, affermò. “Allora l’estasi non è un’idea derivata dal piacere, ma una realtà di fatto e non di parole. Il liberarsi della mente dal tempo è il silenzio della verità, e il vedere ciò è il fare; pertanto non c’è divisione tra il vedere e il fare. Nell’intervallo fra il vedere e il fare nasce il conflitto, l’infelicità, la confusione. Ciò che non ha tempo è l’eterno”.
krishnamurti-mainE ancora: “La meditazione non è la semplice esperienza di qualcosa al di là del pensiero e del sentimento di ogni giorno, né la ricerca di visioni e di gaudi. Una piccola mente squallida ed immatura può avere, e ha, visioni ed esperienze che riconosce secondo il proprio condizionamento. Ciò non toglie che questa immaturità sia talvolta capace di riportare successi nel mondo e ottenere fama e notorietà.
I guru che essa segue sono della stessa qualità e dello stesso stato. La meditazione non appartiene a gente come questa. Non è per il “cercatore” perché costui trova ciò che vuole e il confronto che ne deriva è la morale delle sue paure.
Per quanto faccia l’uomo di credenza o di dogma, non può entrare nel regno della meditazione. Per meditare è necessaria la libertà. Non viene prima la meditazione e poi la libertà; la libertà – negazione totale della morale e dei valori sociali – è il primo movimento della meditazione. Non è una faccenda pubblica dove molti si uniscono e offrono preghiere. Sta a sé ed è sempre al di là dei confini della condotta sociale. Infatti la verità non è nelle cose del pensiero o in ciò che il pensiero ha costruito e chiama verità. La negazione totale di questa intera struttura del pensiero è la realtà della meditazione”. E ancora: “C’è una rivoluzione che dobbiamo fare se vogliamo sottrarci all’angoscia, ai conflitti e alle frustrazioni da cui siamo afferrati. Questa rivoluzione nasce non da teorie e ideologie, ma da una radicale trasformazione della nostra mente”.
Chi sa di essere stupido non è un grande stupido!Di fronte alla situazione attuale credo che sia proprio questa la sola prospettiva efficace per affrontare efficacemente i problemi che è urgente risolvere. Vediamo come la politica sia lo specchio della situazione interiore della media della popolazione, ma si cerca di cambiare le cose senza riconoscere che le cause sono in noi e che il cambiamento deve essere in primo luogo della prospettiva con cui affrontiamo i problemi.
I saggi dicono che “quando il metodo giusto è usato dall’uomo sbagliato, il metodo giusto funziona nel modo sbagliato”. L’uomo sbagliato siamo tutti noi nello stato condizionato dalla mente che distorce la nostra percezione. Se riconosciamo la realtà oggettiva della nostra condizione questo stesso vedere conduce all’emancipazione.
Se una persona si rende conto di essere confusa e quindi agisce per risolvere la confusione, creerà ancor più confusione in quanto espressione della confusione. Come dice il saggio “chi sa di essere stupido non è un grande stupido”. Nella percezione senza alternative vedere con chiarezza è già la via per uscire da quella prigione. Ma l’uomo prigioniero delle ideologie difende con le unghie e coi denti le creazioni della mente e non può vedere la bellezza della realtà né può riconoscere l’Unità della vita.
Per saperne di più:
Libri:
Il libro della vita – Meditazioni quotidiane con Krishnamurti
, Aequilibrium, Milano, 1997.
Krishnamurti-D. Bohm Dove il tempo finisce, Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1986.
La sola rivoluzione, Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1973.
Taccuino, Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1980.
Video:
Colloquio (in inglese) tra Krishnamurti e David Bohm:https://www.youtube.com/watch?v=ohJuREhJ_OY
di  - domenica 28 dicembre 2014


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