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martedì 23 dicembre 2014

Polibio. Nel VI libro delle Storie, egli passa in rassegna l’organizzazione statale e militare dell’Impero, cercando di capire come sia riuscito a diventare ciò che è in poco più di cinquant’anni. Polibio inizia dicendo che tutti gli storici e i filosofi, solitamente, identificano tre forme di governo: Monarchia, Aristocrazia e Democrazia. Nulla da ridire sulla loro esistenza, nonostante siano un po’ limitate; manca qualcosa in questo quadro. La Corruzione. La corruzione, secondo lo storico, genera altre tre tipologie di governo, fino ad ottenerne in tutto sei. Secondo Polibio, l’uomo è un animale e, di conseguenza, mantiene gli stessi istinti degli altri animali, affiancati, però, dalla dote del raziocinio. Premesso questo, come i cinghiali e i lupi, ad un certo punto gli uomini hanno bisogno di riunirsi in “branchi/tribù” capeggiate dall’individuo più “forte/dominante”.

“Chi è così stupido o indolente da non voler conoscere in quale modo e grazie a quale sistema politico i Romani siano riusciti in meno di cinquantatré anni a sottomettere gran parte del mondo conosciuto – un fatto che non conosce precedenti?”
Polibio


"Se fosse possibile che lo Stato fosse composto da soli filosofi, questi artifici non sarebbero necessari. Ma dal momento che le masse popolari sono incoerenti, piene di riottosi desideri, passionali e imprevigenti delle conseguenze, devono essere riempiti di paura per tenerle a bada; per questo gli antichi ben fecero ad inventare gli dei e l'idea della punizione dopo la morte". 
Polibio


“Le masse popolari sono incoerenti piene di riottosi desideri passionali e imprevigenti delle conseguenze; devono essere riempite di paura per tenerle a bada. Per questo gli antichi ben fecero ad inventare gli dei e l'idea della punizione dopo la morte.”
Polibio




Negli ultimi tempi ci infervoriamo facilmente al sentire nominare la parola “corruzione”. Soprattutto in questi giorni in cui la nostra attenzione è concentrata sulla “cupola” della Mafia, che ha ricoperto Roma e sembra essere stata scoperta solo ora
Ma qualcuno già lo sapeva!
Sapevano che Roma era corrotta e che, in ogni centro abitato c’è una base di corruzione. Che non sia la Mafia ma abbia un altro nome, altri volti o altre voci, poco importa. La corruzione c’è , esiste, ed è un dato di fatto.
Chi sapeva tutto questo in anticipo?
Ovviamente i grandi del passato. Uno di loro, in particolare: Polibio, storico greco che narra gli avvenimenti di Roma. Affascinato dalla Città
Polibio
Polibio
Eterna e dalle sue vittorie, prosegue gli scritti di Timeo, altro storico romano.
Nel VI libro delle Storie, egli passa in rassegna l’organizzazione statale e militare dell’Impero, cercando di capire come sia riuscito a diventare ciò che è in poco più di cinquant’anni. Polibio inizia dicendo che tutti gli storici e i filosofi, solitamente, identificano tre forme di governo: Monarchia, Aristocrazia e Democrazia. Nulla da ridire sulla loro esistenza, nonostante siano un po’ limitate; manca qualcosa in questo quadro. La Corruzione.
La corruzione, secondo lo storico, genera altre tre tipologie di governo, fino ad ottenerne in tutto sei.
Secondo Polibio, l’uomo è un animale e, di conseguenza, mantiene gli stessi istinti degli altri animali, affiancati, però, dalla dote del raziocinio. Premesso questo, come i cinghiali e i lupi, ad un certo punto gli uomini hanno bisogno di riunirsi in “branchi/tribù” capeggiate dall’individuo più “forte/dominante”.
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Quando queste tribù mostrano segni di familiarità, cioè di affetto tra i propri membri, allora nasce la conoscenza del bene e del male. Da questa  scoperta si arriva alla legittimazione di un re, che viene identificato nella persona che più saggiamente, riesce a discernere i comportamenti dei membri. In seguito, nasce il concetto di “regalità” cioè di capacità sia fisiche che morali rispettabili da parte del popolo. Nel momento in cui queste cariche diventano ereditarie, si pensa che, chi nasce da persona valorosa e saggia, sia per sua natura simile a chi l’ha generato. Quando ciò non avviene si scelgono altri comandanti o capi in grado di sostituirsi ai predecessori. Proprio in questo passaggio arriva la corruzione: un individuo eredita i privilegi del padre e comprende di non doversi sforzare per dimostrare il proprio valore e si adagia nei vantaggi procuratigli dalla successione di sangue. L’animo si corrompe, allontanandosi dai valori di forza, lealtà e saggezza, generando malcontento nel popolo e, di conseguenza, la Monarchia si trasforma in Tirannide.

Per sfuggire a tale ordinamento “i più saggi” si riuniscono e cacciano il re, instaurando un’aristocrazia, il potere di pochi, superiori per qualità, in grado di reggere lo Stato e guidare il popolo. Dopo una prima generazione di “uomini giusti”, subentra il problema dell’ereditarietà, del diritto al potere che, di nuovo, porta con sé il seme della corruzione, traviando i successori che si adagiano nei privilegi e esigono senza anteporre il bene della comunità al proprio interesse. Da qui nasce il governo oligarchico, il governo dei pochi con grandi poteri. Anche in questo caso, il popolo si ribella e sviluppa un senso proprio della politica e decide di amministrare da sé il potere. Nasce la Democrazia.
A questo punto v’è da domandarsi: come è possibile che un intero popolo possa lasciarsi corrompere?
Molto semplice, spiega Polibio: è sempre per via dell’ereditarietà. Un popolo che “conquista” la propria libertà con le battaglie, ne 
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comprende il valore. Tuttavia, la generazione successiva, nasce già nella democrazia, quindi perde la capacità di comprenderne il vero valore, non sa a che prezzo è stata ottenuta la libertà. Di conseguenza, non la protegge ma la accetta come realtà dei fatti, cadendo nel governo dell’Oclocrazia. L’Oclocrazia è la degenerazione della Democrazia: non più il governo “del popolo” ma “della massa” quindi dell’incoerenza e della corruzione dei costumi e dei valori, con un desiderio spasmodico di beni e possedimenti, che rendano alcuni individui più potenti di altri.

Secondo Polibio, Platone e Aristotele, a questo livello di corruzione corrisponde un’unica soluzione: il ritorno al governo di uno solo, saggio, valoroso e “pio” (inteso come fedele alle tradizioni, agli dei, al popolo e allo Stato).
Il circolo vizioso della corruzione è inarrestabile, perché insito nella natura umana, impossibile da evitare, perché difficilmente si potranno avere in successione regnanti degni di tale ruolo per diritto ereditario. Secondo il legislatore Licurgo. è possibile avere un “buon governo” ma, per istinto naturale, questo è destinato a degenerare nella corruzione e nella forma negativa di se stesso: che sia Monarchia, Aristocrazia o Democrazia.

Pensando al presente, ci potremmo chiedere come mai esista ancora la corruzione. I governi vengono eletti, non più tramandati per successione, e dovrebbero rappresentare sempre il “buon governo”. Eppure, la Corruzione si mantiene ben salda, attaccata a tutto ciò che è potere, denaro e privilegi. Seguendo la logica di Polibio e Licurgo le risposte sono due:

  • Le nostre elezioni non vengono dalla rivolta, dal malcontento che porta al colpo di Stato. Vengono dal desiderio di cambiare,affidandoci al male minore. Ci vengono proposti dei candidati e dobbiamo scegliere. Non c’è più la ricerca dell’individuo più saggio e meritevole, perché quello se ne sta ben lungi dalla politica, ben sapendo che il buon governo non sarebbe attuabile in nessun caso. Di conseguenza, i nuovi eletti possono ottenere potere e privilegi automaticamente. In questo passaggio la corruzione è quasi legalizzata attraverso la concessione di vantaggi non guadagnati ma, per diritto di successione elettorale al potere, concessi a priori.
  • Come seconda motivazione, abbiamo la “corruzione naturale”. L’uomo, essendo dotato di raziocinio, tende ad essere corrotto per sua stessa natura, perché il suo istinto lo spinge a desiderare sempre più di ciò che può ottenere. Se in un branco (di lupi o di leoni) il più forte sconfigge e domina gli altri individui, il potere passerà solo al maschio più forte, colui che riuscirà a sconfiggere il predecessore. Tutti gli altri, comunque, resteranno subordinati senza desideri maggiori. Il vantaggio della ragione, nel caso dell’uomo, è anche uno svantaggio, perché porta ogni individuo a voler spiccare rispetto alla massa.
Tirando le somme: non è consigliabile attuare un colpo di Stato perché dovrebbe essere condotto in armi in un periodo dove non è pensabile perché la vera battagli si gioca non in guerra ma in Borsa. Il dominio è affidato all’economia che è una tirannide senza corpo fisico e quasi impossibile da spodestare. Seguendo la logica di Polibio, al momento dovremmo essere nella fase dell’Oclocrazia, il potere alle masse, rappresentate da chi vuole sempre di più, mentre il popolo si disgrega cercando di stare a galla in una politica che ha già decretato il nuovo potere ristretto e corrotto.


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sabato 28 giugno 2014

Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. La casta. La Casta politica, una volta che sei dentro, ti permette quasi sempre di campare tutta la vita. Un po' in Parlamento, un po' nei consigli di amministrazione, un po' ai vertici delle municipalizzate, un po' nelle segreterie. Basta un po' di elasticità


"La Casta politica, una volta che sei dentro, ti permette quasi sempre di campare tutta la vita. Un po' in Parlamento, un po' nei consigli di amministrazione, un po' ai vertici delle municipalizzate, un po' nelle segreterie. Basta un po' di elasticità."
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, La casta, 2006


sabato 3 maggio 2014

Al Capone. Crede che quei banchieri siano in prigione? Nossignore. Sono fra i cittadini più stimati della Florida. Sono feccia, almeno quanto i politici disonesti! Creda, io ne so qualcosa. E’ da tempo che mangiano e si vestono con i miei soldi. Finché non sono entrato nel racket non sapevo quanti imbroglioni indossano abiti costosi e parlano con accento da signori.


Crede che quei banchieri siano in prigione? Nossignore. Sono fra i cittadini più stimati della Florida. Sono feccia, almeno quanto i politici disonesti! Creda, io ne so qualcosa. E’ da tempo che mangiano e si vestono con i miei soldi. Finché non sono entrato nel racket non sapevo quanti imbroglioni indossano abiti costosi e parlano con accento da signori.
Al Capone



mercoledì 12 marzo 2014

Roberto Saviano. La corruzione in Italia è un meccanismo reale, fin troppo tangibile. È il metodo di selezione principale in un paese che non sa più premiare merito e concorrenza. Ecco perché la scelta di Raffaele Cantone alla guida dell’Autorità anticorruzione è una nomina importante, potrebbe fare la differenza ma alla sola condizione che anche l’Anticorruzione cambi.

La corruzione in Italia è un meccanismo reale, fin troppo tangibile. È il metodo di selezione principale in un paese che non sa più premiare merito e concorrenza. Ecco perché la scelta di Raffaele Cantone alla guida dell’Autorità anticorruzione è una nomina importante, potrebbe fare la differenza ma alla sola condizione che anche l’Anticorruzione cambi. 
Roberto Saviano


IN ITALIA LA PEGGIOR FORMA DI CORRUZIONE È L'INCOMPETENZA. La nomina di Cantone è importante ma non basta: occorre l'Anticorruzione delle coscienze (papa Bergoglio?)


Siamo ancora troppo legati alla cultura del favore reciproco, del nepotismo, dei panni sporchi che si lavano in famiglia. Dobbiamo capire che, fintanto che ci concepiamo solo come clan, non si avranno né equità, né progresso, né libertà, né prosperità.


Scusa Roberto se mi permetto di dare un consiglio che può sembrare stupido. Io credo che per poter risolvere qualcosa BISOGNEREBBE INIZIARE AD OBBLIGARE I DIPENDENTI PUBBLICI A CAMBIARE POSTAZIONE DI LAVORO OGNI ANNO. IL TUTTO COMINCIA DA QUÍ. Credimi io sono una dipendente ASL e só bene di cosa parlo. Non posso andare oltre.


Quel decalogo è davvero illuminante, è comunque impossibile non pensare a Mosè e alle tavole dei 10 comandamenti e soprattutto al popolo corrotto dall'agnello d'oro...i favori. La cosa che più mi irrita è quando gli italiani creano e distruggono eroi, sovraccaricano di aspettative uomini che diventano il capro espiatorio delle proprie inettitudini. Con quel decalogo riporti tutti a pensare concretamente cosa sia necessario fare per chiunque voglia lavorare seriamente per questo paese. Mi ha colpito Domenico De Masi sociologo: GLI ILLUMINISTI ERANO UNA 50INA IN TUTTA EUROPA ALL 'EPOCA, EPPURE RIUSCIRONO A TRACCIARE UN NUOVO PENSIERO CONTRO I POTERI ASSOLUTISTICI


La gramigna è da intendersi in tutte le sue metamorfosi anche da collusioni e da il non colpire incessantemente; ripeto non bastano azioni singole ma martellamento continuo di radioterapia e nello stesso tempo coinvolgimento dei giovani facendo sì che nel tempo venga a mancare il ricambio umano a questo cancro che blocca la nostra serenità ed economia


Che il Dottor Cantone sia la persona più adatta a quell incarico. ..non c'è ombra di dubbio. ...il punto è se lo lasceranno agire secondo i suoi criteri di onestà e giustizia ....mi dispiace fare sempre la guastafeste. ..ma non credo siamo pronti in Italia a queste improvvise virate verso la legalità. ...vedi per esempio tutti gli ostacoli e gli inciuci che stanno mettendo in atto per coprire le loro malefatte per quanto riguarda le stragi del 92' 93' e la loro maledetta trattativa!


Il problema è che siamo arrivati in un punto che non c'è più ritorno, 3 quarti dei politici dovrebbero andare in galera e invece sono al potere, chi li manda a casa? Noi non siamo in grado, siamo troppo impegnati a pensare i cavoli nostri


Che il sistema non ingoi anche lui. Spero di no.


Torno a casa e trovo questa bella sorpresa: tu che, per l'ennesima volta, lanci un chiaro e sentito appello al governo e alla politica su quel che ormai è diventato un cancro esteso, con metastasi ovunque... Sarà ancora operabile? Io voglio crederci,ho bisogno di crederci, anche se spesso sono l'amarezza e la disillusione a prevalere. Ricapitolando un attimo i tuoi dieci punti: al primo scrivi (I MEMBRI DELL'AUTORITÀ ANTICORRUZIONE) "NON DOVRANNO ESSERE SCELTI IN QUOTA POLITICA...". Aspetto importantissimo, visto quel che è accaduto con ROSY BINDI, AD ESEMPIO, LA CUI NOMINA A PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA FA QUANTO MENO SORRIDERE, DATO CHE LEI STESSA HA CANDIDAMENTE AFFERMATO DI NON SAPERNE PRATICAMENTE NULLA DI MAFIA! Se poi a Cantone non verranno dati poteri d'intervento effettivi ed efficaci, la mia paura è che la sua finisca per rimanere la classica nomina ad effetto, l'ennesimo nome messo lì per fare scena... Spero vivamente che non sia così, stavolta. Perché,visto che il problema della corruzione ha ormai assunto proporzioni gigantesche, anche la anzi le soluzioni, devono essere altrettanto forti e concrete. Ma SINGOLE PERSONE, DA SOLE, NON POSSONO FARE MOLTO. OCCORRE UN'AZIONE E PRIMA ANCORA UNA VOLONTÀ COLLETTIVA, OCCORRE UNIRE LE FORZE MIGLIORI DI QUESTO PAESE (che per fortuna ci sono) e fare fronte comune, senza perdersi come al solito in contrasti, invidie, battibecchi, risentimenti inutili e controproducenti... Attendiamo si, ma stavolta non troppo, perché il tempo è sempre più tiranno.


Lo scambio dei favori fa purtroppo parte del dna nostro e non solo. La vedo quindi impossibile risolvere questo annoso problema. Bisognerebbe non essere peccatori. Ma ahimè lo siamo.


Pugno duro sul voto di scambio e autoriciclaggio. Ecco un decalogo per combattere la corruzione.

NEGARLO sarebbe colpevolmente ingenuo: ciò che rende l’Italia un Paese in cui sembra non valere più la pena investire e da cui sembra sempre più necessario emigrare è soprattutto la corruzione. Una corruzione che non è il banale istinto a rubare, che razzismi minori imputano alla cultura di un Paese. Non si tratta di episodico malcostume, ma di meccanismi reali, fin troppo tangibili, concreti e diffusi ovunque: una macchina sommersa e infame che garantisce i complici del sistema e esclude gli onesti.

E spesso trasforma in complici gli onesti: costretti a piegarsi per vedere riconosciuti i loro diritti. Perché chi ne sta lontano vede chiudersi troppe porte. Chi la vuole evitare, vede ridursi la possibilità di accedere ad appalti, cariche, ruoli, affari. La corruzione sembra divenuta il metodo di selezione principale in un paese che non sa più premiare merito e concorrenza. Se non sai chi pagare e quanto pagare, spesso non avrai le autorizzazioni giuste, il documento che ti occorre, l’accesso a una informazione. Chi non paga non verrà eletto. Chi non sa innescare scambi di favori non riceverà scatti di carriera. Chi non entra in questi meccanismi e vuole fare impresa o politica — troppo spesso — si trova davanti muri insormontabili.

Non tutto il paese è così, naturalmente, ma l’Italia, agli occhi di chi ci osserva, è una Repubblica fondata sullo scambio di favori. Il resto del mondo non è certo il paradiso in terra, ma semplicemente molto spesso certe scelte altrove risultano più chiare e soprattutto trasparenti. Magari si conoscono i legami tra finanziatori e finanziati e questo rende più facile potersi orientare nella lettura delle scelte che vengono fatte. Ciò che spesso tendiamo a sottovalutare è che vivere in un paese in cui la corruzione è necessaria per qualunque cosa, anche per ottenere ciò che sarebbe dovuto significa vivere solo nominalmente in una democrazia.

Una democrazia corrotta non è democrazia, perché calpesta il primo diritto: quello dell’uguaglianza.

La scelta di un magistrato da sempre impegnato in prima linea come Raffaele Cantone alla guida dell’Autorità anticorruzione è una nomina importante, potrebbe fare la differenza ma alla sola condizione che anche l’Anticorruzione cambi. Raffaele Cantone deve essere messo nella condizione di poter lavorare, di poter lavorare serenamente, di poter lavorare davvero. Perché il compito è tremendo, l’impresa è difficile, e richiede un lavoro da certosino: costruire una squadra di persone competenti, e poi studiare, monitorare, e provare che ciò che si è ipotizzato corrisponda a realtà. Trovare soluzioni, proporle e fare in modo che vengano accettate da un governo che potrebbe mostrare contraddizioni, attriti e divisioni interne. Le cose da fare sono molte, moltissime, prioritarie e vitali. Ho provato a stilare un elenco di dieci punti, quelli che a me paiono più urgenti, sperando che su questo tema l’attenzione resti costante.

1) Oltre a Raffaele Cantone ci saranno altri quattro membri: è necessario che siano di alto profilo, perché il lavoro da fare dovrà essere senza attriti e contrasti superflui. Non dovranno essere scelti in quota politica, ma per le loro reali competenze e qualità. Questo punto è fondamentale, da qui parte tutto il lavoro.

2) Bisogna rivedere in via normativa i poteri del Commissariato per consentire di fare un controllo completo ed efficiente. Ad oggi il Commissariato non ha poteri di intervento immediato reali.

3) Il governo deve dare poteri sanzionatori per colpire quelle parti delle amministrazioni che non collaborano dando informazioni. I responsabili delle amministrazioni che non consentano i controlli dell'agenzia o che non adempiano agli obblighi previsti dalla legge devono essere sanzionati direttamente dall'agenzia a cui va riconosciuto un potere sanzionatorio analogo altre authority.

4) Devono essere ampliati i momenti di trasparenza in particolar modo per tutte le attività in cui girano soldi. Gare d’appalto, finanziamenti, grandi eventi, cantieri.

5) Bisogna allontanare dalle amministrazioni i dipendenti condannati.

6) È fondamentale prevedere incompatibilità fra cariche politiche e amministrative o di gestione.

7) Non bisogna attenuare le cause di incandidabilità.

8) Bisogna modificare i termini della prescrizione per i reati in materia di corruzione.

9) Introdurre il reato di autoriciclaggio e rendere più severe le pene per il falso in bilancio. Questo reato, infatti, è punito in modo ridotto e solo a certe condizioni. Vengono perseguiti solo enormi falsi molto difficili da individuare.

10) Modificare la legge contro il voto di scambio.

Tutto questo partendo da un assunto fondamentale: dal 2003, ovvero da quando “l’Alto commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione e delle altre forme di illecito all'interno della pubblica amministrazione” è nato, non è riuscito mai ad avere un vero ruolo. Il primo a ricoprire questo incarico fu il magistrato Gianfranco Tatozzi che lasciò la carica dopo poco, per la «scarsa sensibilità» dimostrata rispetto ai temi della corruzione dal governo Berlusconi. Poi arrivarono Bruno Ferrante, Achille Serra e Vincenzo Grimaldi, ma nessuno di loro è riuscito a dare un ruolo incisivo all’azione del Commissario, a monitorare ciò che accade in un paese dove le crisi di governo sono la priorità. Prioritarie anche e soprattutto rispetto alla credibilità del tessuto economico, che in questi anni è stato letteralmente distrutto dalle organizzazioni criminali.

Con Giulio Tremonti l’Alto commissario fu sospeso, per rinascere poi con un nuovo nome “Autorità nazionale anticorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche”.

Ma il nuovo nome dato non è servito a granché: la verità è che in poco più di 10 anni di vita l’istituzione non ha mai funzionato veramente. Il nuovo governo riuscirà a renderla efficiente? Una struttura del genere, questo deve essere chiaro, non solo all’esecutivo appena insediato ma a chiunque abbia a cuore il futuro dell’Italia, può risultare fondamentale per la capacità immediata di disarticolare i meccanismi corruttivi che regolano segretamente tanta parte della nostra economia. La scelta di Cantone è un gesto di buona volontà ma è solo il primo passo. Raffaele Cantone deve essere messo nelle condizioni di lavorare e con il potere necessario per non trovarsi in un guscio vuoto, alla guida dell’ennesimo ente inutile. Con le sue capacità e la sua storia professionale può davvero essere un valore aggiunto. C’è molto da fare: su questo si misurerà l’operato del governo e dello Stato. Attendiamo.


http://www.repubblica.it/politica/2014/03/12/news/pugno_duro_sul_voto_di_scambio_e_autoriciclaggio_ecco_un_decalogo_per_combattere_la_corruzione-80786708/?ref=HRER2-1


domenica 23 febbraio 2014

John Maynard Keynes. Non c'è mezzo più sottile, non c'è mezzo più sicuro per rovesciare la base della società esistente che corromperne la valuta


Non c'è mezzo più sottile, non c'è mezzo più sicuro per rovesciare la base della società esistente che corromperne la valuta.
John Maynard Keynes



Fate come l'argentina....li si che si sta bene....si stampano tonnellate di pesos come se fossero soldi del monopoli e si dichiara un inflazione del 10 % quando arriva al 35%....e fra qualche anno scoppia come una bomba sotto l'iperinflazione a 3 cifre....smettiamola con formule assurde....pensate di essere tutti geni voi e scemi i ministri e tecnici delle finanze, quando capace non avete finito nemmeno le superiori e si vede!!!



mercoledì 19 febbraio 2014

Stefano Rodotà. Il degrado del Linguaggio. si è consumato in Italia un divorzio tra civiltà, cultura e politica. La lista delle sconfitte della politica continua con un aspetto sottovalutato della legge elettorale, che riguarda la rappresentanza. Siamo di fronte ad una "Serrata del Maggior Consiglio", simile a quella che si ebbe nel 1297 a Venezia, quando si riservò ai soli membri delle vecchie famiglie l'elezione del Doge. Con l'argomento della lotta ai partitini, si cuce una legge elettorale su misura dei partiti esistenti, con qualche mancia per i possibili alleati (norma salva Lega, candidature multiple per Alfano, vantaggi al "miglior perdente" delle coalizioni). Alle ultime elezioni i votanti furono trentaquattro milioni. Poiché si prevede una soglia dell'8%, rimarrebbero fuori dal Parlamento anche partiti votati da più di due milioni di persone. Le dinamiche politiche sarebbero bloccate e la rappresentatività del Parlamento pregiudicata.

IL DEGRADO DEL LINGUAGGIO.
La politica italiana è precipitata in un vuoto dove ha perduto capacità di comprendere la società, dando spazio alla sfiducia dei cittadini e alla conversione della politica in protesta.   
di Stefano Rodotà - 11 febbraio 2014

“Il governo del denaro organizzato è pericoloso esattamente come quello del crimine organizzato". 
Franklin Delano Roosevelt 

Sfogo irrazionale di un esagitato? No, parole pronunciate nel 1936 da Franklin Delano Roosevelt a conclusione della sua campagna elettorale. 

Parole nette, come si conviene ad una politica consapevole del modo in cui devono essere affrontate le grandi questioni. Sottraendosi alla subordinazione all'economia e ritenendo fondamentale il rispetto della legalità. Forse dalla politica italiana doveva venire un segnale altrettanto forte dopo il rapporto della Commissione europea che ci attribuisce il 50% della corruzione nei paesi dell'Unione. E invece si è gridato al complotto, si è fatta qualche variazione sui criteri che hanno portato a quella conclusione, mentre era una buona occasione per riflettere sul fatto che la corruzione italiana non è misurabile solo in termini quantitativi, ma deve esserlo soprattutto in termini qualitativi.

Se nell'Ottocento si denunciava il "mostruoso connubio" tra politica e amministrazione, oggi i connubi si sono moltiplicati  -  tra politica e affari, tra politica e criminalità, tra affari e criminalità  -  e questo dovrebbe essere tema prioritario. Questo non avviene perché la politica italiana è precipitata in un vuoto dove ha perduto capacità di comprendere la società, dando spazio alla sfiducia dei cittadini e alla conversione della politica in protesta. Una vera sconfitta, della quale abbiamo potuto misurare l'ampiezza in occasione della conversione del decreto su Imu e Banca d'Italia, quando è divenuta evidente l'incapacità di gestire situazioni difficili, ma non certo drammatiche. 

Si alzavano i toni, si abbassava la capacità di comprensione e di azione razionale. 
Né il Governo, né la maggioranza parlamentare e i partiti hanno voluto prendere atto di un elementare dato di realtà: si era di fronte ad un decreto del tutto disomogeneo, al di fuori del binario costituzionale. E, invece di spegnere una così pericolosa miccia, ci si è abbandonati a dissennate prove muscolari, alimentando un indegno spettacolo mediatico. 

Così la conversione di un decreto legge è divenuta obbligo costituzionale; l'ostruzionismo sempre legittimo in democrazia si è trasformato in blocco fisico del lavoro della Camera e inammissibili aggressioni verbali; l'analisi della situazione è stata affidata a parole gridate, violente contro le donne, con improbabili accostamenti all'eversione e ai colpi di Stato. Si è andati oltre la politica dell'insulto, verso l'estrema degradazione del linguaggio, spia terribile dello stato reale d'una società. Sono comparse liste di proscrizione di chi, magari per un momento appena, aveva sfiorato con un dito l'impuro Grillo. Si parlava un tempo d'una funzione "teatrale" del Parlamento, perché lì la vicenda politica diveniva palese davanti all'opinione pubblica. Ma oggi questa funzione assomiglia piuttosto a quella delle curve degli stadi, dove gli ultrà organizzano cori e portano striscioni, esibiscono magliette e indicano nemici. Si ha l'impressione che troppi, andando in aula, si preoccupino più di preparare coreografie che argomenti per la discussione. 

Una sconfitta per la politica. Nessuno è innocente. 
E da qui deve partire la stessa valutazione dell'atteggiamento tenuto dai parlamentari del Movimento 5 Stelle, che mostra la difficoltà di abitare le istituzioni anche in modo duramente conflittuale, ma senza confondere un'aula parlamentare con la piazza del Vaffaday. È insensato imputare ad una forza di opposizione i suoi no (anche se l'essere saliti in luglio sul tetto di Montecitorio ha consentito un rinvio della discussione dell'orrido disegno di legge che distorceva la revisione costituzionale, ponendo la premessa per il suo abbandono). È giusto denunciare ogni forma di violenza, verbale o fisica che sia, e non fare alcuno sconto in questa materia. Quando, però, si vuol dare un giudizio più generale, è necessaria una analisi di tutta la prima fase di questa legislatura, sottolineando certamente i limiti delle opposizioni, ma dedicando altrettanta attenzione al sostanziale fallimento delle formule di governo. 
Di questa sconfitta vogliamo parlare o usiamo la cronaca d'una giornata per esonerarci da questo obbligo? Il vuoto della politica diventa clamoroso proprio quando si affrontano i problemi della Rete, tema divenuto centrale e che ha rivelato abissi d'ignoranza. Sono anni che si discute dell'"hate speech", del linguaggio dell'odio che infesta la Rete, sono stati appena pubblicati dalla rivista "Quaderni costituzionali" saggi che discutono il rapporto tra libertà di manifestazione del pensiero e rispetto della dignità delle persone. 
Di questo non v'è traccia nel dibattito di questi giorni, e diventa addirittura imbarazzante constatare il rifugiarsi in banalità da parte di appartenenti al Movimento 5Stelle, che della Rete hanno fatto il proprio vangelo. 

Un numero sempre più largo di persone coglie ogni occasione per vivere aggressivamente in pubblico, restituendoci una versione miserabile del quarto d'ora di notorietà che Andy Wharol diceva dovesse venir garantito a tutti. 

Non è facile reagire a questo stato di cose, ma un comune punto d'avvio dovrebbe essere costituito dal riconoscimento della necessità di non rendere "accoglienti" per il linguaggio degradato i luoghi della nuova comunicazione. Non sto parlando di censura preventiva. Mi riferisco all'immediata e pubblica condanna di messaggi oltraggiosi. Le incertezze e le furbizie generano equivoci, ma la Rete è implacabile nel far emergere le responsabilità, non si può gettare il sasso e poi nascondere la mano. È emerso un fondo limaccioso, un misto di aggressività, violenza, risentimenti, fine d'ogni rispetto per l'altro, che ci rivela che cosa sia divenuta la società italiana. 

Tutto questo esige una riflessione sul modo in cui si è consumato in Italia un divorzio tra civiltà, cultura e politica. La lista delle sconfitte della politica continua con un aspetto sottovalutato della legge elettorale, che riguarda la rappresentanza. Siamo di fronte ad una "Serrata del Maggior Consiglio", simile a quella che si ebbe nel 1297 a Venezia, quando si riservò ai soli membri delle vecchie famiglie l'elezione del Doge. Con l'argomento della lotta ai partitini, si cuce una legge elettorale su misura dei partiti esistenti, con qualche mancia per i possibili alleati (norma salva Lega, candidature multiple per Alfano, vantaggi al "miglior perdente" delle coalizioni). 

Alle ultime elezioni i votanti furono trentaquattro milioni. Poiché si prevede una soglia dell'8%, rimarrebbero fuori dal Parlamento anche partiti votati da più di due milioni di persone. Le dinamiche politiche sarebbero bloccate e la rappresentatività del Parlamento pregiudicata. 
Ma la questione della rappresentanza ha ormai una portata generale, come dimostra il conflitto che si è aperto nella Cgil intorno all'accordo tra sindacati e Confindustria del gennaio di quest'anno. Siamo anche qui di fronte ad una sorta di serrata, che limita non solo il dissenso all'interno del sindacato, ma incide proprio sul diritto dei lavoratori ad essere rappresentati, tanto che si parla di una libertà sindacale "sequestrata", in evidente contrasto con quanto ha stabilito la Corte costituzionale accogliendo un ricorso della Fiom. Questa vicenda importantissima ci dice che ormai il tema della rappresentanza e la politica costituzionale fanno tutt'uno. La voce della politica è tornata con la giusta critica di Napolitano alle logica dell'austerità. Ma, per riprendere la via dell'Europa, non basta "ridemocratizzare" le sue istituzioni, come chiede Habermas. È indispensabile "rilegittimare" l'Unione attraverso un recupero della fiducia dei cittadini che passa attraverso il riconoscimento dei diritti negati in questi ultimi anni.   

da la repubblica delle idee 11 febbraio 2014 - See more at: http://fondazionepintor.net/contributi/rodota/degradolinguaggio/#sthash.6mzdrmeV.dpuf




venerdì 17 gennaio 2014

lunedì 23 dicembre 2013

Alessandro Di Battista. Discorso storico alla camera: " Non siete voi a decidere, voi siete mediocri esecutori di ordini altrui " “copiateci, ricalcateci, scimmiottateci ma muovetevi altrimenti sparirete!” poi si rivolge al deputato Speranza del pd: “dimettiti che tanto nessuno si accorgerebbe della tua assenza!”. E ancora: “Ridate i soldi ai cittadini! il miliardo che vi siete intascati!. E’ un Di Battista fiume: “non abbiamo le auto blu! anzi ve le stiamo togliendo una ad una!”. Conclude rivolgendosi ai cittadini: ”mi rivolgo a voi perché da soli non ce la possiamo fare.. nessuna ci salverà tranne noi stessi… ci siamo formati anche se sono passati solo otto mesi… Ed è solo l’inizio!”

Intervento in aula di Alessandro Di battista su decreto Salva Roma.

http://youtu.be/Zyk_XWfCJXc

“PER NULLA AL MONDO DAREMO LA FIDUCIA A QUESTO GOVERNO MA NON PER LE SUE INDECENZE, PER LE TASSE AUMENTATE, PER LA GUERRA CHE CONTINUATE A COMBATTERE IN AFGHANISTAN, PER AVER ACQUISTATO CACCIABOMBARDIERI QUANDO I CITTADINI FUORI DA QUESTO PALAZZO, CHE SEMBRA VERSAILLES, MUOIONO DI FAME, PER AVER CONTINUATO A LECCARE I PIEDI ALL'EUROPA E ALLA BANCHE... no non è questo, non è più soltanto questo. ABBIAMO SCOPERTO CHE NON SIETE VOI QUELLI CHE CONTANO DAVVERO. Che non siete voi quella casta dall'intelligenza sopraffina e dal potere immenso che credevamo di incontrare una volta entrati nelle istituzioni. NON SIETE VOI A DECIDERE, VOI SIETE MEDIOCRI ESECUTORI DI ORDINI ALTRUI. E non parlo degli ordini del Presidente Napolitano, un Presidente che voi avete eletto per la seconda volta, mai successo nella storia della Repubblica, un Presidente entrato in Parlamento che Stalin era ancora vivo, un presidente che era ministro degli interni quando venivano OCCULTATE LE CONFESSIONI DEL CAMORRISTA SCHIAVONE SULLA TERRA DEI FUOCHI, CONFESSIONI CHE IL M5S HA FATTO DESECRETARE PER SALVARE IN CAMPANIA LA VITA A 4 MILIONI DI CITTADINI AVVELENATI DAI RIFIUTI TOSSICI E DALLE MENZOGNE DEI PARTITI!

No, parlo di poteri diversi che stanno dietro il governo e dietro allo stesso PD, PARLO DELLA CASTA VERA, DEI FUNZIONARI, DEI BUROCRATI E DEI LOBBISTI CHE DETERMINANO LE SCELTE DEI PARTITI E DEI MINISTRI.

PENSAVAMO CHE LA PRESSIONE ESERCITATA DALLA LOBBY LIGRESTI SUL MINISTRO CANCELLIERI O QUELLA DELL'ENI SU ALFANO RIGUARDO AL CASO SHALABAYEVA FOSSERO SCANDALI ASSOLUTI. NO, È LA PRASSI. In questi giorni il M5S ha scoperto e denunciato, perché in Italia ci sono cittadini come noi che detestano l'omertà, L'INFESTAZIONE DI QUESTO PALAZZO, Tempio della legge o casa della buona politica come ama definirla la Presidente, da parte di mercanti venuti a piazzare markette per conto dei veri padroni dei partiti.

Nel PD non comandano i D'Alema, i Bersani, i Renzi o i Franceschini, questi personaggi sono gregari, sottoposti, subordinati. Oggi il PD lo comanda l'Ingegner De Benedetti che, per risolvere i guai delle proprie aziende esattamente come fece Berlusconi nel 94' scende in politica muovendo i fili di Renzi. Il PD dopo aver salvato le aziende di berlusconi prova a fare lo stesso con quelle di De Benedetti. Ingegnere, si faccia eleggere, faccia le primarie e venga qui dentro, non mandi i suoi lobbisti o i sindaci assenteisti!

Il PD è in evidente stato confusionale, e lo credo bene, ha eletto un segretario che dopo essere stato ad Arcore va, regolarmente, negli uffici di De Benedetti a ritirare il compitino. SIETE IN TOTALE DISORDINE MENTALE. APPROVATE UNA LEGGE CONTRO I COMUNI CHE COMBATTONO IL GIOCO D'AZZARDO E POI DITE CHE È UNA PORCATA E LA RITIRATE, inserite in questo decreto, il Salva Roma, una norma per privatizzare i servizi tra cui l'acqua e poi tornate indietro, votate l'emendamento Fraccaro del M5S che combatte lo strapotere dei palazzinari e poi provate, di nascosto, a cancellarlo in ogni modo. È dall'inizio della legislatura che il M5S combatte in Parlamento per CANCELLARE LO SCANDALO DEGLI AFFITTI D'ORO DEI PALAZZI DEL POTERE. Come PALAZZO MARINI, CHE LUCIANO VIOLANTE, PRESIDENTE DELLA CAMERA, HA AFFITTATO NEL 1997 AL PREZZO DI 26 MILIONI DI EURO L'ANNO SOTTOSCRIVENDO DEI CONTRATTI SENZA CLAUSOLA DI RECESSO CON IL GENTELMEN ROMANO, SUO COMPAGNO DI AFFARUCCI, SCARPELLINI. Meglio noto come "er cavallaro". AD OGGI PALAZZO MARINI È COSTATO AI CITTADINI 444 MILIONI DI EURO. UNO SPRECO VERGOGNOSO. Dopo 15 anni siamo riusciti dove tutti avevano fallito o avevano finto di provarci. LO STATO CON QUESTA NOSTRA PROPOSTA POTREBBE RISPARMIARE 12 MILIARDI. Ma il Pd ha provato a farla saltare due volte. Come sempre queste porcate la casta le fa sotto le feste di Natale o a Ferragosto. Quando vi abbiamo scoperti siete tornati sui vostri passi con la coda tra le gambe. Ora vi avvisiamo, o sistemate questa indecenza e riapprovate questa norma del M5S o comprate cotechino e lenticchie perché vi facciamo passare il capodanno qua dentro!

A questo ci avete costretto. Quando otteniamo dei risultati è solo calcando la mano, mai perché anche a voi interessa davvero il bene collettivo. Vi diciamo O PASSA IL TAGLIO ALLE AUTO BLU O FACCIAMO OSTRUZIONISMO, O COMBATTIAMO I PALAZZINARI O PASSATE NATALE IN AULA, O LA SMETTETE DI VIOLENTARE LA COSTITUZIONE, VOI CIURMA DI NOMINATI ENTRATI CON UN PREMIO DI MAGGIORANZA ANTICOSTITUZIONALE, o noi cittadini occupiamo il tetto della Camera! Solo cosi' riusciamo ad ottenere dei risultati per i cittadini.

Ma alla luce di tutto questo, dei De Benedetti, dei lobbisti colti in fragrante mentre la Presidente accompagnava alti prelati a passeggio per i corridoi di Montecitorio e magari tesseva le lodi di Francesco, del Santo o del Papa, uomini che avrebbero provato RIBREZZO NEL VEDERE COME MERCANTEGGIAVATE QUI A PALAZZO DURANTE L'APPROVAZIONE DELLA LEGGE DI STABILITÀ, beh alla luce di tutto questo, DELLE NORME CHE ESCONO DALLA UNA PORTA E RIENTRANO DI NOTTE DALLA FINESTRE A VOSTRA INSAPUTA GRAZIE, APPUNTO, AL LAVORO SPORCO DI BUROCRATI SENZA NOME, alla luce di tutto questo VOI COLLEGHI DELLA MAGGIORANZA SIETE SICURI DI SAPERE SEMPRE COSA STATE VOTANDO? E poi avete l'insolenza di accusare il M5S di essere comandato dall'alto... senti chi parla!

La verità, e sono felice di avere la libertà e il privilegio di dirlo in aula, è che CHI HA FINANZIATO LE VOSTRE CAMPAGNE ELETTORALI VI CHIEDE SEMPRE QUALCOSA IN CAMBIO. Hey, Onorevole, complimenti per l'elezione... ora ricordati di me, ho dato 100.000 euro al partito non lo scordare. Noi possiamo anche sbagliare, tutti sbagliano anche se aspettiamo ancora che un giornalista critichi una nostra proposta di legge, un nostro emendamento, un NOSTRO VOTO, ma comunque SIAMO LIBERI. Non abbiamo alcun desiderio di fare carriere politiche, NON ABBIAMO INVESTITO MIGLIAIA DI EURO IN CAMPAGNE ELETTORALI, non pensiamo che LA POLITICA SIA UN LAVORO È SERVIZIO CIVILE DA FARE DURANTE UN TEMPO LIMITATO DELLA NOSTRA VITA PER POI TORNARE AL PROPRIO LAVORO COME TUTTI GLI ALTRI CITTADINI. E poi non ci interessano i soldi, per questo CI SIAMO TAGLIATI I NOSTRI STIPENDI E STIAMO VERSANDO MILIONI DI EURO IN UN FONDO PER SOSTENERE LE PICCOLE IMPRESE ITALIANE. Fatelo anche voi, COPIATECI, RICALCATECI, SCIMMIOTTATECI, PRENDETEVI I MERITI SE VOLETE, MA FATE ALTRIMENTI IL VOSTRO IMMOBILISMO VI FARÀ EVAPORARE!

I cittadini nelle istituzioni, noi del M5S siamo entrati 8 mesi fa, 8 mesi, nessuno di noi era mai stato eletto, non dico alla Camera, ma in nessun consiglio comunale italiano. CI CHIAMAVANO GLI INESPERTI MA ABBIAMO DATO, AVENDO TUTTI QUANTI CONTRO, LEZIONI DI ETICA, DI COERENZA E SPESSO ANCHE DI STRATEGIA POLITICA.

Abbiamo tutti quanti contro, il Presidente della Repubblica che ci manca di rispetto, Letta che nei suoi discorsi in Parlamento al posto di parlarci delle sue idee attacca il M5S, ABBIAMO CONTRO LA MAFIA, LA MASSONERIA, GRAN PARTE DEL SISTEMA MEDIATICO, UN'INDUSTRIA DELLA MENZOGNA TENUTA IN PIEDI DAI SOLDI DELLO STATO, pensate NOI CITTADINI PAGHIAMO MOLTI GIORNALISTI PER MENTIRCI, abbiamo contro tutti i partiti, dalla cosiddetta sinistra con il portafogli a destra a Forza Italia che qualcuno vuole far credere che abbia qualcosa a che fare con noi. SPERANZA DEL PD USA QUESTE FROTTOLE, si dimentica Speranza che governa con Alfano, un emissario di Berlusconi all'interno della maggioranza. Speranza si occupasse di smentire la denuncia che abbiamo riguardo al lobbista che gli impone la modifica delle sue proposte, non l'ha ancora fatto ne lui ne il lobbista. O smentisce portando prove o SI DIMETTESSE, IL PARLAMENTO TANTO NON SI ACCORGEREBBE DELLA SUA ASSENZA. ABBIAMO CONTRO I VERTICI DEI SINDACATI, quei sindacati che si sono genuflessi davanti al potere i cui segretari, dalla Polverini a Cofferati passando per Epifani FANNO TUTTI, CASUALMENTE, CARRIERE POLITICHE. Abbiamo contro l'Europa che ci definisce populisti perché prima di dare si soldi alla Banca Centrale Europea e rispettare accordi presi all'insaputa dei cittadini vogliamo dare un lavoro, una casa e un futuro al popolo in difficoltà.

Contro tutto e tutti e in 8 mesi abbiamo:

FATTO DECADERE L'EX SENATORE BERLUSCONI GRAZIE AL VOTO PALESE AL SENATO, con il voto segreto sapete tutti che Berlusconi si sarebbe comprato qualcuno di voi come sempre ha fatto!
Abbiamo SALVATO LA COSTITUZIONE DALLO SCEMPIO DELLA DEROGA ALL'ART 138,
abbiamo RIFIUTATO I RIMBORSI ELETTORALI mentre voi parlate di leggi, leggine, leggette. Ridate ai soldi ai cittadini, VENDETE LE VOSTRE PROPRIETÀ E RIDATECI I 2,7 MILIARDI DI EURO CHE VI SIETE INTASCATI, FUORI LA GRANA!
Grazie al nostro Presidente Fico abbiamo SCOPERTO I FAVORI CHE LA RAI FA A COMUNIONE E LIBERAZIONE E ABBIAMO CANCELLATO UN CONTRATTO DA 700.000 EURO
Abbiamo SMASCHERATO LE VOSTRE LEGGI TRUFFA SULLE FALSE ABOLIZIONI DELLE PROVINCE E DEL FINANZIAMENTO AI PARTITI;
abbiamo, in questa settimana, SALVATO I COMUNI CHE VOGLIONO COMBATTERE LE SLOT MACHINE;
abbiamo, in questa settimana, SALVATO IL REFERENDUM SULL'ACQUA PUBBLICA DAI VOSTRI INDECENTI TENTATIVI DI PRIVATIZZARE;
abbiamo RINUNCIATO A TUTTI I NOSTRI PRIVILEGI, NON ABBIAMO UN'AUTO BLU ANZI VE LE STIAMO TOGLIENDO UNA AD UNA;
abbiamo FATTO APPROVARE UNA LEGGE CHE INSERISCE I REATI AMBIENTALI NEL CODICE PENALE. Voi neppure l'avevate pensata durante la discussione delle mozioni sulla Terra dei Fuochi.
Abbiamo in 8 mesi abbattuto Bersani e Monti, responsabili quanto Berlusconi delle tragedie che vive il popolo italiano.
Abbiamo DIMOSTRATO CHE LA POLITICA SI PUÒ FARE SENZA I SOLDI DEI CITTADINI MENTRE A VOI INTERESSANO SOLO QUELLI. La vita è molto altro, che pensate, che il denaro ve lo potrete portare anche all'altro mondo? Le casse da morto con le casseforti incorporate non le hanno ancora inventate grazie a Dio.
Abbiamo dimostrato che la coerenza è un valore e che l'onestà è una virtù.

Ed è sull'onestà che il M5S intende costruire una nuova Italia, ed è possibile, la vittoria è dietro l'angolo ma possiamo farcela a patto che tutti i cittadini facciano la loro parte. Mi rivolgo a tutti i cittadini, noi parlamentari, vostri dipendenti del M5S DA SOLI NON CE LA FACCIAMO! E' IMPOSSIBILE. ABBIAMO A CHE FARE CON POTERI FORTI, MOLTO FORTI, CON UNO STATO INCANCRENITO DAL MALAFFARE E DALL'IPOCRISIA DILAGANTE. C'è bisogno di tutti voi ma ce la possiamo fare. Però SVEGLIAMOCI, GLI ILLUSIONISTI SONO COLPEVOLI, MA CHI SI LASCIA ILLUDERE È ALTRETTANTO RESPONSABILE. IL TEMPO DELLA DELEGA, DEI SALVATORI DELLA PATRIA POMPATI DALLE TELEVISIONI, IL TEMPO DEL "VEDIAMO SE CON LUI CAMBIA QUALCOSA" È FINITO! NESSUNO CI SALVERÀ A PARTE NOI STESSI. Ma ce la faremo, siamo entrati con il TUTTI a casa, ora è già vecchio, abbiamo DIMOSTRATO DI SAPER SMASCHERARE LE INDECENZE DEL GOVERNO, non sapete quanto tempo passiamo a LEGGERE E RILEGGERE FINO ALL'ULTIMA RIGA I DECRETI CHE ARRIVANO. Ci siamo formati, anche se sono passati solo 8 mesi, abbiamo già ACQUISITO L'ESPERIENZA PER GOVERNARE QUESTO PAESE RIDOTTO IN MACERIE e rilanciare un nuovo rinascimento che farà diventare l'Italia la nazione più bella del mondo.

Alessandro Di Battista

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