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domenica 4 maggio 2014

Betty Joseph. Il paziente ha tutti i diritti di cercare di sedurre l'analista. L'analista non può permettersi in alcun modo di essere sedotto.


Il paziente ha tutti i diritti di cercare di sedurre l'analista.
L'analista non può permettersi in alcun modo di essere sedotto.
Betty Joseph (2001) citata da Glen Gabbard, Fallimenti nel trattamento psicoanalitico di pazienti con tendenze al suicidio, in Rivista di psicoanalisi, 2003,XLIX,2,pag.333.


lunedì 19 novembre 2012

A passi furtivi, la malattia s'impadronisce della sua vittima e, insidiosamente, ce la fa perdere. Ogni giorno un po' di più un estraneo prende il posto della persona che amiamo. Quando colpisce, la malattia non si accontenta di una sola vittima, ne reclama almeno due: il malato e la persona che se ne prende cura ciascun giorno



“A passi furtivi, la malattia s'impadronisce della sua vittima e, insidiosamente, ce la fa perdere. 
Ogni giorno un po' di più un estraneo prende il posto della persona che amiamo.
Quando colpisce, la malattia non si accontenta di una sola vittima, ne reclama almeno due: 
il malato e la persona che se ne prende cura ciascun giorno”.

sabato 14 gennaio 2012

Istituto Erich Fromm. Cosa ci può insegnare il nostro viaggio nel mondo delle immagini? Che le immagini non sono parole e non si possono tradurre interamente in parole. Che rimane sempre una differenza e una autonomia tra immagini e parole. L'immagine da una parte, mostra la storia individuale del paziente, dall'altra proietta questa in figure universali. In queste figure universali il paziente si può rispecchiare, senza esporre direttamente il suo Sé.


Istituto Erich Fromm:
Cosa ci può insegnare il nostro viaggio nel mondo delle immagini? 
Che le immagini non sono parole e non si possono tradurre interamente in parole. 
Che rimane sempre una differenza e una autonomia tra immagini e parole.
L'immagine da una parte, mostra la storia individuale del paziente, dall'altra proietta questa in figure universali. 
In queste figure universali il paziente si può rispecchiare, senza esporre direttamente il suo Sé.
[...] In pratica l'immagine (foto, disegno, dipinto) può diventare una zona rassicurante, uno spazio intermedio, "transizionale" tra mondo interno e mondo esterno, che consente l'apertura, ma con una "distanza di sicurezza".

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