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domenica 1 febbraio 2015

I genitori «spazzaneve», spianano la strada ai figli ma li danneggiano. Gli inglesi li chiamano «genitori spazzaneve». Perché «ripuliscono ogni cosa davanti ai loro figli in modo che nulla possa andare loro storto e possa minacciare la loro autostima». Succede a Londra, al collegio femminile di Saint Paul dove la direttrice Clarissa Farr, racconta al Times, ogni giorno si imbatte in madri e padri vittime di «ansia frenetica che fa loro rifiutare l’idea che i propri pargoli possano arrivare secondi». Il che si traduce in «bambini iperprotetti e incapaci di affrontare un fallimento».


I genitori «spazzaneve», spianano la strada ai figli ma li danneggiano
L’allarme di una preside inglese contro la tendenza a «spianare la strada ai figli»
di Claudia Voltattorni

Gli inglesi li chiamano «genitori spazzaneve». Perché «ripuliscono ogni cosa davanti ai loro figli in modo che nulla possa andare loro storto e possa minacciare la loro autostima». Succede a Londra, al collegio femminile di Saint Paul dove la direttrice Clarissa Farr, racconta al Times, ogni giorno si imbatte in madri e padri vittime di «ansia frenetica che fa loro rifiutare l’idea che i propri pargoli possano arrivare secondi». Il che si traduce in «bambini iperprotetti e incapaci di affrontare un fallimento». 
Succede anche in Italia. Dove schiere di genitori arrivano da insegnanti e presidi e «giustificano, minacciano, mentono perfino pur di proteggere gli amati figlioletti da una punizione». Succede all’asilo e si va avanti fino alle superiori. Perché «la scuola è il nemico». Riflette Daniela Scocciolini, per oltre quarant’anni insegnante e poi preside del liceo Pasteur di Roma: «La tendenza a prevenire ed evitare qualsiasi difficoltà ai figli è diventata patologica: padri e madri sono del tutto impreparati ad affrontare gli insuccessi dei figli, non ci si vogliono trovare perché non sanno come uscirne». È come se dicessero: «Non create problemi a mio figlio perché li create a me». E allora, «la soluzione più facile è dire sempre sì, spianare la strada: sono “genitori non genitori” che rinunciano a priori a educare i propri figli cercando di semplificare loro tutto». E la colpa di ogni insuccesso, dice Innocenzo Pessina, ex preside del liceo Berchet di Milano, 43 anni tra scuole di periferia e centro,«è data sempre alla scuola, così si arriva ai ricorsi al Tar per bocciature e brutti voti». Bisogna «insegnare ai ragazzi a confrontarsi con la realtà, aiutarli nelle strade in salita, faticose e impegnative, ma non sostituirsi a loro». I genitori, conferma anche Micaela Ricciardi, preside del liceo Giulio Cesare di Roma, sono «apprensivi e ai figli trasmettono una grande fragilità». L’unica strada è parlarci: «Dico loro di tenere la distanza: siate dei punti di riferimento, ma lasciateli sbagliare, solo così cresceranno responsabilizzati». 
Ma c’è anche «l’ansia frenetica» di far primeggiare i figli ad ogni costo, la «ricerca del successo» con l’idea che chi sbaglia sia un fallito: «Crea tanta infelicità tra i ragazzi» dice Silvia Vegetti Finzi, psicoterapeuta che dal blog «Psiche Lei» su Io Donna osserva ogni giorno genitori-figli-scuola: «Questo dilagare degli adulti sui figli fa solo male: si trasmettono aspettative e stereotipi per indirizzarli dando un’idea di competitività anziché di realizzazione di sé». E magari alla fine nessuno è contento: «Forse anche per la crisi economica - dice Vegetti Finzi - i genitori sono più ansiosi per il futuro e si sostituiscono ai figli, come se dicessero: “Scelgo io per te” e preparano loro le strade da seguire». E allora? «Lasciateli liberi - conclude la professoressa -, ritiratevi progressivamente lasciando la vita di vostro figlio a lui, inclusi fallimenti ed errori». 
Claudia Voltattorni 
30 novembre 2014 | 09:39

http://www.corriere.it/scuola/medie/14_novembre_30/i-genitori-spazzaneve-spianano-strada-figli-ma-li-danneggiano-a95c6922-786a-11e4-9707-4e704182e518.shtml




Di genitori snowplow ne è piena la storia. L'ideale sarebbe insegnare come superare gli ostacoli, anziché toglierli di mezzo. Purtroppo spesso nemmeno i genitori sanno come affrontare imprevisti e difficoltà. Io ho la tendenza ad aiutare un po troppo e a esigere impegno e un po di sacrificio... Credo sia naturale desiderare che i propri figli facciano bene, senza arrivare ad assurdi ricorsi al Tar. Però io ho sofferto quando a scuola mi sentivo vittima di ingiustizie da parte degli insegnanti e i miei davano sempre inevitabilmente ragione a loro perché non era e non è sempre così





mercoledì 25 giugno 2014

Morta Lorna Wing, la psichiatra che ha sfatato il mito della “madre frigorifero” e “battezzato” la Sindrome di Asperger. La sindrome è stata battezzata “Asperger” in onore dell’intuitivo pediatra austriaco si caratterizza come una forma di autismo ad “alto funzionamento” che non comporta ritardi nello sviluppo cognitivo e del linguaggio ma una persistente compromissione delle interazioni sociali insieme a schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati e allo sviluppo di interessi molto ristretti.

Morta Lorna Wing, la psichiatra che ha sfatato il mito della “madre frigorifero” e “battezzato” la Sindrome di Asperger.   

Se n’è andata Lorna Wing, la psichiatra inglese che ha dato un contributo fondamentale alla conoscenza e al trattamento delle persone con autismo nonché la prima, nel 1981, a classificare un sottogruppo di autismo definito da lei come sindrome di Asperger.
Fondatrice della “National Autistic Society” nel Regno Unito del 1962, la Wing riprese gli studi ormai dimenticati di Hans Asperger, un famoso pediatra austriaco che aveva individuato e studiato un gruppo di bambini accomunati da una serie di caratteristiche mai descritte negli anni prima ovvero negli anni Quaranta del secolo scorso.

Meriti

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Hans Asperger
La sindrome è stata battezzata “Asperger” in onore dell’intuitivo pediatra austriaco si caratterizza come una forma di autismo ad “alto funzionamento”  che non comporta ritardi nello sviluppo cognitivo e del linguaggio ma una persistente compromissione delle interazioni sociali insieme a schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati e allo sviluppo di interessi molto ristretti.
“È stata una vera pioniera nel campo degli studi relativi all’intero spettro autistico – commenta Giovanni Valeri, neuropsichiatra presso l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma –. È suo il merito di aver attuato le principali rivoluzioni nella conoscenza dell’autismo”.

Primi studi

Leo Kanner
Negli anni Settanta la Wing condusse infatti , nei dintorni di Londra, un primo studio epidemiologico riuscendo a sfatare l’idea di Leo Kanner (contemporaneo di Asperger e il primo ad utilizzare il termine “autismo”). Questa teoria prevedeva che la patologia fosse spesso associata a un’intelligenza sopraffina e alla presenza di genitori freddi e distaccati. Lo studio condotto dalla Wing mise infatti in evidenza tre punti fondamentali:
  1. L’autismo nel 70% dei casi si associa a ritardo mentale,
  2. Non dipende dalle caratteristiche della madre.
  3. Interessa tutti gli strati sociali.
“Insomma Lorna Wing — commenta Valeri— con il suo lavoro è riuscita a dare un contributo enorme alla pratica clinica, sfatando concetti pericolosi”.

 I genitori “riabilitati”

Primo tra tutti il concetto di “madre frigorifero”, introdotto proprio con questi termini, negli anni Sessanta, da Bruno Bettelheim responsabile non solo di aver colpevolizzato intere generazioni di genitori, ma anche di aver minato alla radice la fiducia tra famiglie e i medici.
Grande il cordoglio espresso sulla pagina Facebook della National Autistic Society. Tra i primi a commentare l’accaduto un suo ex paziente, Ben che riporta “Ho conosciuto Lorna nel 1992 ed è stata lei a diagnosticarmi la sindrome di Asperger. Era una persona veramente speciale per me e la mia famiglia. Ci ha fatto capire cos’era la sindrome di Asperger e come condizionava le nostre vite. Era una donna gentile, affabile e piena di premure che abbiamo imparato ad amare e ad ammirare Siamo profondamente addolorati dal fatto che il mondo abbia perso una persona speciale come lei”.
Vogliamo ricordarla com’era : una donna umile e dedita al suo lavoro, riportiamo di seguito l’incipit nel libro diAdam Feinstein “Storia dell’autismo, conversazioni con i pionieri” in cui scrive: “Nulla è completamente originale. Tutto è influenzato da ciò che è stato prima”. 


http://www.portale-autismo.it/news/morta-lorna-wing/3827.html


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