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sabato 22 febbraio 2014

Significato e proprietà dell'Ambra. La parola Ambra deriva dall'arabo Anbar che, inizialmente, indicava una sostanza cerosa prodotta dallo stomaco del Capodoglio. Ovviamente, l’Ambra che conosciamo noi non si riferisce a quel tipo di prodotto, bensì ad una miscela di composti organici (resina) fossilizzati. La prima resina prodotta da alberi, antenati delle attuali conifere, si fa risalire a circa 250 milioni di anni fa, cioè nel periodo Mesozoico.

Significato e proprietà dell'Ambra

La parola Ambra deriva dall'arabo Anbar che, inizialmente, indicava una sostanza cerosa prodotta dallo stomaco del Capodoglio. Ovviamente, l’Ambra che conosciamo noi non si riferisce a quel tipo di prodotto, bensì ad una miscela di composti organici (resina) fossilizzati. La prima resina prodotta da alberi, antenati delle attuali conifere, si fa risalire a circa 250 milioni di anni fa, cioè nel periodo Mesozoico. Ma come è avvenuto il processo di fossilizzazione che ha portato alla creazione di questo straordinario dono della natura, impropriamente denominata pietra? La resina, prodotta da alberi di grandissime dimensioni, si depositava al suolo iniziando la prima fase di fossilizzazione denominata polimerizzazione. Il processo successivo, chiamato appunto fossilizzazione, avviene dopo circa 5 milioni di anni dando come risultato quella sostanza, dall’aspetto vetroso, chiamata Ambra. 

Una proprietà dell’Ambra è quella di accumulare elettricità statica. Questa proprietà, conosciuta fin dai tempi dei Greci, è facilmente dimostrabile strofinando un campione di Ambra su un panno di lana: ci si accorgerà facilmente, dopo questa operazione che, avvicinando al campione dei piccoli pezzi di carta, questi verranno attratti dalla “pietra”. Dai tempi antichi fino al medioevo, l’Ambra è stata fonte d’ispirazione per diversi miti e leggende. Possiamo trovare una tra le più famose leggende negli scritti di Ovidio dove leggiamo che Fetonte persuase il padre a concedergli di guidare il “Carro del Sole” nel cielo per un giorno intero. Purtroppo però si avvicinò troppo alla Terra incendiandola. Così Zeus, per salvare il nostro pianeta, colpì l’incauto Fetonte con un fulmine facendolo precipitare. Trasformato in albero dalla madre e dalla sorella, lo piansero a lungo e le loro lacrime, asciugate dal Sole, hanno prodotto l’Ambra. Le antiche popolazione germaniche usavano bruciare l’Ambra come l’incenso mentre, in età medievale, soprattutto quella di qualità chiara e trasparente, veniva usata per la produzione dei grani del rosario. 

L’Ambra ha il potere di trasmutare le energie negative in energie positive. Ma, oltre questa grande facoltà, è usata come calmante di tutto il sistema nervoso. L’Ambra inoltre amplifica le proprie predisposizioni e capacità intellettuali. In generale si pensa che questa “pietra” possa agire su tutto il nostro corpo purificando le nostre energie infondendoci un profondo senso di calore. Questo fa sì che il nostro corpo sia sempre protetto da eventuali malanni. Il Chakra ad essa abbinato è il 3°, quello dell’Ombelico e del Plesso Solare mentre il suo segno zodiacale è il Leone.

foto di Il Giardino degli Illuminati.
foto di Il Giardino degli Illuminati.

http://www.ilgiardinodegliilluminati.it/significato_proprieta_poteri_delle_pietre_e_dei_cristalli/proprieta_significato_ambra.html

giovedì 6 settembre 2012

Magda Szabò. Lei dovrebbe imparare a dimenticare, perché il suo cervello è come la resina, quando qualcosa ci resta impigliato dentro non esce più


Lei dovrebbe imparare a dimenticare, perché il suo cervello è come la resina, quando qualcosa ci resta impigliato dentro non esce più.
Magda Szabò


certe cose non verranno mai dimenticate....neanche nel tempo...purtroppo...o per fortuna...





domenica 25 marzo 2012

Mauro Corona. Gocce di resina. La resina è il prodotto di un dolore, una lacrima che cola dall’albero ferito.

La resina è il prodotto di un dolore, una lacrima che cola dall'albero ferito. Quelle gocce giallo miele, non scappano, non scivolano via come l'acqua, non abbandonano l'albero. Rimangono incollate al tronco, per tenergli compagnia, per aiutarlo a resistere, a crescere ancora. I ricordi sono gocce di resina che sgorgano dalle ferite della vita. Anche quelli belli diventano punture. Perché, col tempo, si fanno tristi, sono irrimediabilmente già stati, passati, perduti per sempre. Gocce di resina sono piccoli episodi, aneddoti minimi, spintoni che hanno contribuito a tenermi sul sentiero. Proprio perché indelebili sono rimasti attaccati al tronco. Come fili di resina emanano profumi, sapori, nostalgie. Tutto quello che ci è accaduto, o che abbiamo udito raccontare ha lasciato un segno dentro di noi, un insegnamento, o, quantomeno, ci ha fatto riflettere. La vita, nel bene e nel male, è maestra per tutti.
Mauro Corona




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