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sabato 1 febbraio 2014

Ernest Renan. I paesi greci e romani non udirono parlare di Lui (Cristo); il suo nome non appare negli autori profani che un secolo dopo e indirettamente a proposito di moti sediziosi suscitati dalle sue dottrine e dalle persecuzioni contro i suoi discepoli. Nel seno stesso del giudaismo, Gesù non lasciò un lungo ricordo. Filone, morto verso l'anno 50, nulla seppe di lui. Giuseppe, nato l'anno 37, e che scrisse sul finire del secolo, rammenta la sua condanna in alcune linee come un avvenimento qualunque, e annoverando le sette del tempo, omette i cristiani.

Ernest Renan (storico cristiano).
I paesi greci e romani non udirono parlare di  Lui (Cristo); il suo nome non appare negli autori profani che un secolo dopo e indirettamente a proposito di moti sediziosi suscitati dalle sue dottrine e dalle persecuzioni contro i suoi discepoli. Nel seno stesso del giudaismo, Gesù non lasciò un lungo ricordo. Filone, morto verso l'anno 50, nulla seppe di lui. Giuseppe, nato l'anno 37, e che scrisse sul finire del secolo, rammenta la sua condanna in alcune linee come un avvenimento qualunque, e annoverando le sette del tempo, omette i cristiani.


venerdì 10 gennaio 2014

Grazie alle sue accurate ricerche e intuizioni, Mario Pincherle ricostruisce le vita disgraziata e il complotto che Paolo di Tarso, il futuro San Paolo, organizza per uccidere Stefano, il discepolo di Gesù impegnato a difendere e tramandare il suo autentico messaggio. Paolo, cittadino romano, dopo aver fatto lapidare Stefano, primo martire, manipola gli insegnamenti di Gesù per mantenere l’umanità in uno stato di paura, ignoranza e sottomissione.


Grazie alle sue accurate ricerche e intuizioni, Mario Pincherle ricostruisce le vita disgraziata e il complotto che Paolo di Tarso, il futuro San Paolo, organizza per uccidere Stefano, il discepolo di Gesù impegnato a difendere e tramandare il suo autentico messaggio. Paolo, cittadino romano, dopo aver fatto lapidare Stefano, primo martire, manipola gli insegnamenti di Gesù per mantenere l’umanità in uno stato di paura, ignoranza e sottomissione.

Paolo il falso
macrolibrarsi.it
Discepolo di Gesù

sabato 27 luglio 2013

Masochismo. Per comprendere il masochismo È UTILE RICORDARE TUTTE LE VOLTE IN CUI IL BAMBINO VIENE PICCHIATO INGIUSTAMENTE SENZA LA MINIMA POSSIBILITÀ DI RIVALSA. LA RABBIA DUREVOLE IMPOTENTE CHE SPERIMENTA IL BAMBINO IN QUEI MOMENTI CORRISPONDE A QUELLA CHE IL MASOCHISTA COVA: “NON MI ARRABBIO, MI VENDICO” È L’AFFERMAZIONE CHE DESCRIVE IL VISSUTO NASCOSTO DEL MASOCHISTA. LA DISPARITÀ DI POTERE ERA COSÌ GRANDE CHE L’UNICO MODO DI REAGIRE ERA L’AUTOFRUSTRAZIONE, che nella sua espressione difende perversamente l’ORGOGLIO. L’UNICO MODO PER FRUSTRARE IL FRUSTRANTE È STATO IMPARARE A GODERE DELLA PROPRIA FRUSTRAZIONE, MANIFESTANDOLA AL MONDO E SFIDANDO QUALSIASI TENTATIVO DI MODIFICARLA

«Io cerco il piacere,» continuò «perché non credo nella felicità.
Tutto ciò a cui gli uomini danno questo nome esiste nella loro immaginazione,
si fonda su un autoinganno. Io sono troppo razionale per abbandonarmi a illusioni.»
Leopold Von Sacher-Masoch, Venere in pelliccia, ES 2010, pagina 89.



«Dunque… è veramente innamorato… di me?».
«Sì, e ne soffro più di quanto lei non creda».
«Lei soffre?», e rise di nuovo. «Mi fa piacere».”
Leopold Von Sacher-Masoch, Venere in pelliccia, ES 2010, pagina 36.


Ecco dunque la morale della storia: chi si lascia frustare merita di essere frustato.
Leopold Von Sacher-Masoch, Venere in pelliccia, ES 2010, pagina 144.


Il bambino sopraffatto e  il masochismo. di Stephen M. Jhnson

Se riesci a mostrare ciò che è dentro di te, ciò che è dentro di te ti salverà. Se non riesci a mostrare ciò che è dentro di te, ciò che è dentro di te ti distruggerà.
Gesu’

Non ci si illumina immaginando figure luminose ma rendendo conscia l’oscurità.
Carl Gustav

Le grandi epopee della nostra vita sono i momenti in cui abbiamo il coraggio di ribattezzare la nostra cattiveria come la nostra cosa migliore.
Friedrich Nietzsche

 Il masochismo è una pervasiva tendenza ad esprimere un’ampia gamma di comportamenti AUTOFRUSTRANTI nella vita sociale, emotiva e lavorativa. Uno stile di vita. Un problema esistenziale di base in rapporto all’autodeterminazione e all’autocontrollo. Può coesistere o meno con il masochismo sessuale.

EZIOLOGIA
Per comprendere il masochismo È UTILE RICORDARE TUTTE LE VOLTE IN CUI IL BAMBINO VIENE PICCHIATO INGIUSTAMENTE SENZA LA MINIMA POSSIBILITÀ DI RIVALSA. LA RABBIA DUREVOLE IMPOTENTE CHE SPERIMENTA IL BAMBINO IN QUEI MOMENTI CORRISPONDE A QUELLA CHE IL MASOCHISTA COVA: “NON MI ARRABBIO, MI VENDICO” È L’AFFERMAZIONE CHE DESCRIVE IL VISSUTO NASCOSTO DEL MASOCHISTA. LA DISPARITÀ DI POTERE ERA COSÌ GRANDE CHE L’UNICO MODO DI REAGIRE ERA L’AUTOFRUSTRAZIONE, che nella sua espressione difende perversamente l’ORGOGLIO. L’UNICO MODO PER FRUSTRARE IL FRUSTRANTE È STATO IMPARARE A GODERE DELLA PROPRIA FRUSTRAZIONE, MANIFESTANDOLA AL MONDO E SFIDANDO QUALSIASI TENTATIVO DI MODIFICARLA. E’ come resistere ad un inappropriato autoritarismo e al sadismo invadente dell’altro significativo. L’autosabotaggio, inconsciamente agito, diventa l’atto di aggressione più facilmente NEGABILE. Il piacere contenuto in questa degradazione del sé viene tenuto nascosto con accuratezza. L’autofrustrazione riproduce e mantiene i legami con l’oggetto frustrante, cattivo, esprimendo nello stesso tempo resistenza, ribellione e RIVALSA.  Nei casi più gravi le figure accuditrici, genitoriali, sono sadiche ed intrusive, esercitano in grado estremo, l’umiliazione e l’autoritarismo. Sono affetti da gravi disturbi della personalità. I bambini sono spesso sottoposti ad ABUSI FISICI, SESSUALI E PSICOLOGICI, CON SEVIZIE RITUALI, FREQUENTI CLISTERI, ALIMENTAZIONE FORZATA E CON ESPERIENZE DI UMILIAZIONI E SVALUTAZIONI che additano sadicamente debolezza e vulnerabilità. All’altro estremo del continuum vi sono persone che provengono da un ambiente familiare che non ha tenuto, in minimo conto, l’opposizione del bambino. Dal primo NO nel secondo anno di vita fino all’adolescenza inoltrata, alla più insignificante violazione, la punizione è stata certa, immediata ed inflessibile. Questo tipo di controllo è ritenuto giusto e visto nell’interesse del bambino che ne è oggetto. In queste famiglie possono esservi amore, rispecchiamento e apprezzamento adeguato, tolleranza e accettazione dell’espressione di sé, ma NON C’È NESSUNO SPAZIO PER L’OPPOSIZIONE O PER QUALUNQUE SEGNO DI IRRIVERENZA. Queste persone rivelano una tipica carenza di spontaneità, creatività, originalità e brillantezza. IL LORO FALSO SE’ È UN SÉ DI CONDISCENDENZA, SERVIZIO E SOPPORTAZIONE, CON UN’AMPIA CAPACITÀ DI TOLLERARE FRUSTRAZIONI E AUTOSACRIFICIO. Sono spesso PERSONE CHE FANNO LAVORI NOIOSI O SPORCHI  PERCHÉ “ QUALCUNO DEVE PURE FARLI “. IN QUESTI COMPITI SONO I MIGLIORI: SONO SERVITORI PERFETTI. Di fronte ad un masochista SI VIENE COLPITI DA QUANTO APPARE “DIPENDENTE” DALL’UMILIAZIONE, DALLA DEGRADAZIONE, DALLA FRUSTRAZIONE E DAL DOLORE. Ma ciò diventa meno misterioso quando scopriamo una vicenda di abusi e una storia in cui l’unico modo di conservare la propria dignità era la SODDISFAZIONE DI ESSERE IN GRADO DI SOPPORTARE. RESISTERE, RIFIUTARSI DI PIANGERE, SOPPORTARE IL DOLORE ERA L’UNICO MODO PER DIMOSTRARE DI POSSEDERE UN SÉ INDIPENDENTE. Quindi, in molti casi di autofrustrazione masochistica, ciò che si manifesta come sintomatico, è in realtà la strategia fissa della persona per fare fronte all’oggetto cattivo, frustrante interiorizzato e per conservare il diritto ad una volontà propria. In alcuni casi IL RICONOSCIMENTO DI QUESTA CAPACITÀ DI SOPPORTARE È PER LA VITTIMA IL RICONOSCIMENTO DI UN SÉ INTEGRO E INDIPENDENTE. Nel masochista l’autofrustrazione mantiene paradossalmente questo diritto in vita. Nel masochista l’autotortura, la frustrazione e l’abuso mantengono il contatto con la persona abusante, frustrante ed esprimono nello stesso tempo resistenza e ribellione contro di essa, una volta che tutti gli altri canali sono stati rifiutati o repressi con minacce o punizioni. Questa triste situazione è responsabile dell’ESTREMA RESISTENZA A CAMBIAMENTO sovente osservata nel masochista. L’insidioso RANCORE  del masochista è spesso tutto ciò che rimane di una forza vitale REPRESSA. PARADOSSALMENTE, ABBANDONARE L’AUTOFRUSTRAZIONE, L’AUTOSACRIFICIO SIGNIFICA ARRENDERSI ALLA FRUSTRAZIONE.  L’AUTOFRUSTRAZIONE È L’UNICA MODALITÀ RELAZIONALE PER FRUSTRARE L’OGGETTO CATTIVO: UNA TRAPPOLA INSIDIOSA CHE SI AUTOALIMENTA, MA L’ALTERNATIVA INCONSCIA È LA MORTE. La soggezione, la passività e l’intrattabilità del masochista hanno spesso una caratteristica di MARTIRIO  e induzione della colpa che porta gli altri a sentirsi responsabili, incompetenti, inefficaci e frustrati.  La qualità malignamente indiretta dell’OSTILITA’ del masochista è spesso difficile da identificare, poco palpabile e ancora più difficile da trattare a causa della sua estrema NEGABILITA’. IL MASOCHISTA È INTRAPPOLATO IN UN CIRCOLO VIZIOSO DI SFORZI CHE TERMINANO SEMPRE NELLA FRUSTRAZIONE. Questo blocco cronico e stressante genera impotenza, pessimismo, disperazione, profonda sfiducia nel futuro. IL PIACERE È UNA MINACCIA, e FARNE ESPERIENZA CONDUCE ALL’ANGOSCIA E AL SENSO DI COLPA. Perciò VIENE AUTOMATICAMENTE EVITATO. IL MASOCHISTA TROVA DIFFICILE SPERIMENTARE QUALUNQUE PIACERE REALE E PROFONDO PERCHÉ QUESTO RICHIAMA IL CONTROLLO O LA PUNIZIONE DA PARTE DELL’OGGETTO CATTIVO INTERIORIZZATO. Il piacere accende la speranza di un amore donato liberamente, cui il masochista ha rinunciato da molto tempo. L’odio e il risentimento astiosi sono la sua caratteristica primaria. Ma la consapevolezza di questa negatività varia a secondo del livello di funzionalità del masochista. Ad un estremo troviamo persone condiscendenti, ansiose e mosse dal senso di colpa con scarsa consapevolezza dei modi in cui la loro autofrustrazione serve a frustrare. La rabbia profonda e la ribellione sono inconsce. Altre persone, invece, sono più consapevoli delle conseguenze negative del loro comportamento aggressivo. PER IL MASOCHISTA IL RAGGIUNGIMENTO DI UN QUALSIASI PIACERE PROVOCA ANGOSCIA A CAUSA DELLA PUNIZIONE CHE PREANNUNCIA. PER CONTROLLARE L’ANGOSCIA IL MASOCHISTA SI PRODUCE IN UNA FUGA IN AVANTI VERSO LA PUNIZIONE IN MODO DA SPERIMENTARLA PRIMA RIDUCENDO COSÌ L’ANGOSCIA E GIUSTIFICANDO O AUTORIZZANDO IL PIACERE O LO SFOGO.
Il masochista fa leva sulla nascosta e spesso inconscia speranza di RIVALSA o di soddisfazione in un futuro lontano.  OTTENERE LA RICOMPENSA IN CIELO O NEL FUTURO ESEMPLIFICA MOLTO BENE QUESTO SENTIMENTO. Qui si collocano anche l’egoismo, la superiorità e la rivalsa finale del masochista. Nella sfera sociale il masochista approfitterà della rabbia  prodotta negli altri dalle sue provocazioni, per abbandonarsi ad occasionali scatti di rabbia. Ma CIÒ ATTIVERÀ A SUA VOLTA L’OGGETTO CATTIVO INTERIORIZZATO CHE INNESCHERÀ IL SENSO DI COLPA E L’ANGOSCIA, indipendentemente da quanto quegli scatti fossero giustificati. Quando l’aggressività e soprattutto la resistenza alla volontà degli altri è stata schiacciata, la speranza e la fiducia vengono risospinte nella segretezza e nell’inconscio. UNA PERSONA DI CONTINUO FRUSTRATA FINISCE PER AVERE SFIDUCIA VERSO CHIUNQUE SIA COSÌ INGENUO O FOLLE DA OFFRIRE AIUTO: L’astioso desiderio di fare affogare con sé chiunque ci provi è endemico. “ Muore Sansone con tutti i filistei “. Il comportamento autofrustrante è permeato da un’ampia percentuale di negatività non solo verso se stessi, ma anche verso gli altri. Anche se i comportamenti sono autoannullanti e passivi, tendono a provocare negli altri disturbo, irritazione e sensazione di abuso, alimentando così ulteriormente l’autofrustrazione. Qualsiasi comportamento disfunzionale o patologico è in qualche modo autofrustrante. CIÒ CHE DISTINGUE IL MASOCHISTA DAGLI ALTRI È LA PRESENZA, AD UN CERTO LIVELLO DI COSCIENZA, DI UNA SODDISFAZIONE O PIACERE PERVERSI NELLA PUNIZIONE AUTOINFLITTA. Nel masochista i comportamenti visibili sono tutte forme di autofrustrazione, mentre A RIMANERE INVISIBILI SONO LA SFIDUCIA, LA RESISTENZA, LA RIBELLIONE E LE ESPRESSIONI INTEGRE ED AUTONOME DELLA VOLONTÀ. A volte il masochista libera il suo RANCORE in modo tale da provocare la RAPPRESAGLIA che non fa altro che alimentare il PROCESSO MASOCHISTICO e rafforzare le convinzioni patogene e le decisioni da copione. (UNA PSICOTERAPIA EFFICACE DEVE LIBERARE IL RANCORE DALL’INCONSCIO, INCORAGGIARNE L’ESPRESSIONE E AIUTARE LA PERSONA AD  INCANALARLO E MODULARLO).

Comportamenti visibili
[…] Le fantasie dei masochisti dimostrano la ricompensa del conquistare la loro SUPERIORITA’ che include anche il torturare le persone che li hanno torturati e l’espressione dell’aggressività.
PROCASTINAZIONE  - È UNA STRATEGIA PER ESSERE SEMPRE INFELICI ED ESASPERARE GLI ALTRI: ESSERE CRONICAMENTE INSODDISFATTI PER QUALSIASI COSA, LAMENTARSI DI CONTINUO MA NON FARE NIENTE PER CAMBIARE LA SITUAZIONE. SE È IN UNA PESSIMA SITUAZIONE MATRIMONIALE O LAVORATIVA,  FARÀ DI TUTTO PER RIMANERVI PERCHÉ CIÒ GLI DA LA POSSIBILITÀ DI CONTINUARE A LAMENTARSI E GIUSTIFICARE LA PROPRIA SOFFERENZA. SE QUALCUNO GLI OFFRE UN’ALTERNATIVA, IN GENERE RISPONDE: “ SI, MA “.  OPPURE PROVA A METTERLA IN PRATICA MA ASSICURANDOSI CHE NON POSSA FUNZIONARE. Se qualcuno critica i suoi atteggiamenti, si dichiarerà d’accordo con le critiche, anzi le gonfierà ancora di più, oppure esprimerà la sua frustrazione e tormenterà gli altri per la loro insensibilità e la loro incapacità ad aiutarlo o la loro incomprensione della sua situazione.  In tutto questo si ricorderà di mantenere sempre la sua posizione di superiorità morale. Adottando questa strategia IL MASOCHISTA CONTINUERÀ A SENTIRSI FRUSTRATO MA NON SARÀ SOLO, TRASCINERÀ GLI ALTRI A FONDO CON LUI e così potrà giustificare, una volta in più, la sua situazione e godrà di una certa quantità di trionfo.
VITTIMIZZAZIONE  DEL  SE’  -  IL MASOCHISTA HA UNA FORTE PROPENSIONE A GETTARSI IN BRUTTE SITUAZIONI E UNA GRANDE DIFFICOLTÀ AD USCIRNE. COMUNE È FARSI INCASTRARE IN UN LAVORO PRIVO DI PROSPETTIVE O INADEGUATO, LAVORARE PER UN DATORE DI LAVORO O UNA SOCIETÀ ABUSANTE O SFRUTTATRICE, SVOLGERE UNA PROFESSIONE PER LA QUALE NON SI POSSIEDONO I REQUISITI. Queste scelte presentano il vantaggio psicologico interno ed esterno di non sembrare autoinflitte. In questo modo il masochista può evitare di assumersi la responsabilità di quello che in realtà è un modello di autofrustrazione.
REAZIONI  NEGATIVE  AL  SUCCESSO -  IL MASOCHISTA AMA SOFFRIRE e non si farebbe mai cogliere nell’atto di provare qualunque piacere. E’ COME SE NON VOLESSE CONCEDERE NÉ A SE STESSO NÉ AGLI ALTRI LA SODDISFAZIONE DI PROVARE SODDISFAZIONE. Questa reazione è affascinante e diabolica quando include una evidente inconscia provocazione degli altri in modo che questi, e non il sé, diventino i responsabili della negatività che ne risulta.
FARSI SCHIACCIARE DAI PROBLEMI – Un modo per rimanere sempre gli stessi o posporre ogni reale soluzione ai problemi, consiste nell’INTERPRETAZIONE PIÙ NEGATIVA POSSIBILE DELLE SITUAZIONI CHE SI DEVONO AFFRONTARE, prendendole tutte insieme. Non fermandosi mai abbastanza su un problema per pianificare e implementare una soluzione, il peso dei problemi si fa sempre più grande.  Con l’esperienza diventa  facile coinvolgere gli altri in questo processo e indurre in essi lo stesso tipo di trance da impotenza e da confusione.
PROVOCAZIONE -  Il masochista è provocatorio fino alla esasperazione. La provocazione poi è accentuata dalla negazione della provocazione stessa. Dopotutto QUESTA PERSONA COSÌ CALPESTATA CI STA SOLO COMUNICANDO QUANTO SI SENTE MALE, QUANTO SONO INSOLUBILI I SUOI PROBLEMI, E QUANTO SIA IMPOSSIBILE AIUTARLA. I  masochisti sono noti per l’aggressività passiva, per la loro INNOCENZA:  “ CHI, IO?“ in forma di dimenticanza o di incidenti che danneggiano gli altri ma sono NEGABILI e adatti ad umiliare che vi è incorso. Tali incidenti sono ottimi esempi di comportamento masochistico, ad un tempo punitivi e inconsciamente gratificanti del RANCORE e dell’OSTILITA’ masochistica.
Il masochista è molto abile nella “ tortura della goccia d’acqua “. Ogni azione da sola può essere irrilevante, ma quando l’ultimo gesto riesce facilmente a provocare una risposta di rabbia,  non è giustificata dal fatto scatenante. Ciò consente al masochista di venire punito e di conservare al contempo la sua superiorità morale.
ANEDONISMO  GENERALIZZATO  - Il masochista si distingue facilmente dagli altri  per l’assenza di qualunque piacere nella sua vita. Egli si presenta spesso come cronicamente gravato da fardelli gravissimi, impegni estenuanti, sforzi immani e lotte continue senza ottenere alcun risultato. Ascoltarli richiama alla mente il mito di SISIFO: i risultati sono sempre gli stessi e la salvezza è irraggiungibile. Una depressione cronica. Non c’è via di uscita. Eppure i masochisti hanno notevoli capacità di andare avanti con carichi pesantissimi e in condizioni disperate. Sono sempre scoraggiati, ma vanno avanti. Hanno trovato un modo perverso di VINCERE  PERDENDO.
Sono caratterizzati soprattutto dalla STASI, non cambia nulla. Manifestano di rado risentimento o aggressività diretta nella vita quotidiana. Spesso sono condiscendenti verso tutte le regole e le procedure.
Si descrivono insoddisfatti o bloccati in una o più aree della vita. Il lavoro o il matrimonio insoddisfacenti, la depressione cronica, la procrastinazione o altri comportamenti autofrustranti sono caratterizzati dall’immobilità quasi totale.
PSICOTERAPIA  - La scelta terapeutica migliore sta nel favorire l’emergere del lato aggressivo, astioso ed in ombra del masochista, che è l’unica cosa che gli rimane dell’energia vitale, della volontà e di altri sentimenti autentici repressi.
Il masochista ha una lunga storia di sconfitta passiva-aggressiva dagli altri e a volte bisogna cogliere l’attuale sconfitta sé-altro mentre è in atto e utilizzarla per accompagnarlo a ritroso nella sua storia.. Le braci del vero sé represso possono venire riaccese.
NEL MASOCHISTA, TUTTO CIÒ CHE RIMANE DEL SÉ REALE È LA RESISTENZA. QUINDI QUESTA VA ACCOLTA E RICONOSCIUTA PER IL SUO VALORE AI FINI DELLA SOPRAVVIVENZA. TENTARE DI ANNULLARLA È L’ERRORE PIÙ GRAVE CHE SI POSSA COMMETTERE. IL MASOCHISTA È MOLTO PIÙ BRAVO A CONSERVARLA DI QUANTO CHIUNQUE TERAPEUTA SIA IN GRADO DI COMBATTERLA. E’ QUESTA L’UNICA VENDETTA CHE HA POTUTO OTTENERE IN CAMBIO DELLA PROPRIA REPRESSIONE E HA PASSATO LA MAGGIOR PARTE DELLA SUA VITA A PERFEZIONARLA. IN UNA BATTAGLIA DI QUESTO TIPO IL TERAPEUTA NON HA LA MINIMA POSSIBILITÀ DI VINCERE.
I  GENITORI  - La disciplina che impartiscono e l’annullamento dell’esuberanza che mettono in atto possono averli feriti come ora feriscono i figli. Ciononostante sono persone condiscendenti che producono condiscendenza nei figli. Questi bambini credono, come i genitori, di avere in sé potenti forze negative che vanno DOMATE. Dove la psicopatologia parentale e le sanzioni sociali si uniscono per sottolineare il problema del CONTROLLO, si ha la personalità masochista. Il masochista ha un singolare atteggiamento da oppresso. Manca di entusiasmo ed ottimismo reali. E’ una persona gravata da pesi, inibita e sempre un po’ stanca del mondo. Non è in contatto profondo con se stesso, si innamora disperatamente, ha scoppi incontrollati di rabbia o di eccitazione immediata. Ci si chiede come fa a sopportare una sofferenza così cronica senza essere devastato. Può essere bastonato e continuare a funzionare. E’ in grado di resistere bene a periodi molto lunghi di tempo senza cadere o crollare. Non gli piace, ma ha accettato che la vita sia così. Ha perso ogni speranza di cambiamento. Le cose vanno male, ma potrebbero andare peggio. Qualunque ipotesi di cambiamento è sbagliata o ha già provato, è pericolosa. Una volta abbandonata la lotta per l’indipendenza resta il tentativo di fare bene. Resta ovviamente la paura di sbagliare e di venire puniti come un tempo. Questi atteggiamenti nascondono la tendenza all’arrendevolezza, l’autoannullamento, la sottomissione e la resa.
Il masochista si percepisce consciamente innocente, bene intenzionato, ma MALTRATTATO, non apprezzato, SFORTUNATO o vittimizzato. L’innocenza del “CHI, IO ?“ e il vittimismo del  “ PERCHE’ PROPRIO IO ? “ , pervadono la sua coscienza e la sua rappresentazione conscia.
Il masochista non crede nell’aiuto degli altri e che questo arriverà davvero o che qualcosa potrà andare meglio.
Per il masochista il piacere è sbagliato, peccaminoso e che se ne debba diffidare. Ciò può venire espresso consciamente nella moralità o nella religiosità o può essere presente nel corpo come restrizione o inibizione di qualsiasi esperienza piacevole.
La fondamentale cognizione rimossa dal masochista e il suo effetto si possono sintetizzare in una parola “ FOTTITI “.   NON MI AVRAI MAI. IO SONO INVINCIBILE. TI FREGHERO’ SEMPRE. PENSI DI AVERMI MESSO SOTTO, MA ASPETTA ! PENSI DI AVERMI SCONFITTO, MA ASPETTA ! TI RENDERO’ L’OFFESA. E NON LA VEDRAI ARRIVARE. MI VENDICHERO’. PAGHERAI PER QUESTO. IL MIO SPIRITO SARA’ VENDICATO. POSSO ASPETTARE TUTTO IL TEMPO CHE OCCORRE. MI HAI IMPEGNATO A SOPPORTARE, MA UN GIORNO TE NE PENTIRAI. NON MI ARRENDERO’ MAI, NON AVRO’ MAI FIDUCIA IN TE E NON TI AMERO’ MAI PIU’. TE LA FARO’ PAGARE ANCHE SE CIO’ DOVESSE COSTARMI LA VITA.

Lo spirito umano è indomabile. I tentativi di piegarlo non fanno che spingerlo in profondo in un rifugio psichico in cui può attendere all’infinito e da cui può fare sortite vendicative e improvvise. Alla fine i regimi totalitari vengono rovesciati e la rabbia è immediata, violenta e soddisfacente.
In questa situazione, compito del terapeuta, è aiutare il paziente a vedere che all’esterno la guerra è finita, il pericolo è passato, può uscire dal rifugio sotterraneo. Ma per farlo deve rinunciare alla VENDETTA.  E’ cosa molto difficile PERDONARE e andare avanti se siamo stati feriti. Il lavoro del terapeuta è aiutare il bambino frustrato a rinunciare alla vendetta, in quanto “ VIVERE BENE E’ LA MIGLIORE VENDETTA “
L’oggetto cattivo interiorizzato deve venire liberato dall’inconscio e alla fine cancellato ed insieme ad esso i  “TU DEVI “ , le proibizioni, le convinzioni e le limitazioni del genitore controllante ed intrusivo. La psicoterapia esige realmente una esperienza emozionale correttiva.
Il terapeuta col tempo fornisce un oggetto sufficientemente buono, e il prendersi cura di se stessi nelle aree delle regole sociali, della disciplina, della responsabilità e del comportamento etico-morale.

http://www.francescobalzano.it/default.asp?pagina=InformazioniSu/IlBambinoSopraffatto.asp

lunedì 19 novembre 2012

Ipazia. NON ESISTONO GUERRE PIÙ CRUDELE E VIOLENTE CHE QUELLE FATTE NEL NOME DI DIO. [...] “Agorà” è un duro atto d’accusa contro tutti i fanatismi religiosi e gli estremismi.


Alessandria: come il cristianesimo ha distrutto la cultura pagana del mondo ellenistico.

"Che cosa è rimasto di questa nostra città? Ciò che viene ripreso nella parola di Alessandria? In un lampo gli occhi della mente mi mostrano un migliaio di strade polverose e tormentate, mosche e mendicanti la possiedono oggi".
Lawrence Durrell, JUSTINE, libro uno del Quartetto di Alessandria

Fondata nel 331 aC da Alessandro Magno, Alessandria è stata governata da Tolomeo, figlio di un generale di Alessandro il Macedone. In quanto tale, Alessandria divenne una delle più grandi città del mondo. La dinastia tolemaica durò fino alla morte di Cleopatra VII avvenuta durante la conquista romana dell'Egitto nell'anno 30. Alessandria in quel momento capitale dell'Egitto, era conosciuta per il Faro (Pharos), una delle sette meraviglie del mondo antico. Il suo importante porto, la fece diventare il principale centro della civiltà ellenistica durata mille anni, fino alla conquista musulmana dell'Egitto del 641 D.C..

Il destino di molti libri dell'antichità-ellenica, romana, bizantina, è stato deciso ad Alessandria, sede della più grande biblioteca del mondo antico, ospitata in un edificio meraviglioso e unico conosciuto come "il Museo", eretta nel centro della città. Ad enormi costi, con grande tenacia il Museo era venuto a contenere l'eredità intellettuale del mondo greco, latino, babilonese, egiziano, ed ebraico prima di soccombere alle devastazioni delle guerre dell'uomo, al fanatismo religioso e al trascorrere del tempo.

Una seconda parte della collezione della biblioteca è stata ospitata in una meraviglia architettonica adiacente, il Serapeon o Serapeo, che era il Tempio di Giove o di Serapide, per la popolazione pagana della città. Secondo gli storici successivi, "il Serapeon era secondo in magnificenza  solo al Campidoglio a Roma". Il museo ha avuto anche una sala da pranzo, sale riunioni, aule e giardini, qualcosa di simile al tipico campus universitario americano.

"Fondata dai re tolemaici nel terzo secolo A.C., ha funzionato come un importante centro di cultura in generale, con i suoi circa mezzo milione di rotoli di papiro sistematicamente organizzati, etichettati, e archiviati in base a un nuovo sistema intelligente: l'ordine alfabetico."
Stephen Greenblatt, Il Swerve.

Le fonti antiche descrivono la Biblioteca Alessandrina come comprendente una raccolta di pergamene conservate su ripiani per contenere rotoli di papiro in una sala nota come bibliothekai. Sopra gli scaffali era scritta la seguente frase: "LUOGO DELLA CURA DELL'ANIMA".

Gli studiosi migliori, gli scienziati e poeti del mondo antico che sono stati attratti dall'Eden intellettuale di Alessandria hanno in tale luogo realizzato alcuni dei più grandi progressi dell'umanità: Archimede ha scoperto il pi greco, ponendo le basi per il calcolo; Galeno ha rivoluzionato la medicina; Eratostene ha stabilito che la terra era rotonda e calcolato la circonferenza con estrema precisione, entro l'1%; i geografi capirono che era possibile raggiungere l'India navigando verso ovest dalla Spagna; i geometri calcolarono che l'anno consisteva di 365 ¼ giorni e proposero l'anno bisestile ogni quattro anni; gli anatomisti capirono che il cervello e il sistema nervoso erano una unità. La versione dei Settanta, la versione greca della Bibbia ebraica, Tanakh, è stata scritta ad Alessandria.

Molte di queste scoperte scientifiche stavano cambiando la vita umana, la Biblioteca di Alessandria era diventata il più significativo centro culturale del mondo antico.

Umberto Eco ha notato che un libro sia una creatura fragile, che subisce l'usura del tempo, teme i roditori, gli elementi e le mani maldestre; così il bibliotecario protegge i libri non solo contro l'umanità, ma anche contro la natura e dedica la sua vita a questa guerra con le forze di oblio. La storia in generale sottolinea la fragilità del libro. E così è stato con la grande biblioteca di Alessandria, che secondo alcuni cronisti malevoli è stata distrutta dai conquistatori arabi quando Alessandria è stata conquistata da eserciti islamici nell'anno 641. Tuttavia, secondo Philip K. Hitti in realtà la grande biblioteca tolemaica fu bruciata già nel 48 A.C. dal conquistatore romano, Giulio Cesare. La seconda Biblioteca situata nel Serapeon è stata invece distrutta nel 389 D.C. per editto di un fanatico pazzo neo-cristiano, l'imperatore Teodosio. Pertanto, al momento della conquista araba nessuna libreria di grande importanza esisteva in Alessandria.

E i libri? Quindi, che è accaduto ai libri?
Che cosa è successo alle testimonianze scritte delle epoche ellenistica, romana, bizantina, civiltà ebraica fino a quel momento? I fanatici religiosi hanno bruciato i libri di dimostrare di avere ragione e gli altri torto.

Un certo numero di scrittori romani, Cicerone, Livio, Seneca, Plutarco etc., hanno confermato che la Biblioteca e 700.000 libri sono stati bruciati durante la conquista di Giulio Cesare di Alessandria nell'anno 48. Altri storici tuttavia dubitano che i libri di Alessandria siano tutti scomparsi in una volta; altrimenti una distruzione così orrenda sarebbe stata più ampiamente condannata.
Nei primi secoli del periodo tolemaico, ad Alessandria, pagani, cristiani ed ebrei avevano convissuto in pace politeista fino a quando nel quarto secolo la religione ha sollevato la sua brutta testa e l'imperatore romano Costantino ha deciso di rendere il cristianesimo l'unica religione ufficiale dell'impero. Dopo secoli di pluralismo religioso in Alessandria, "i cristiani" insorsero contro gli adoratori pagani di Mitra e delle antiche divinità romane, Giove e le divinità egizie di Osiride e Api, uccidendo, diffondendo caos e distruggendo i loro luoghi di culto.
I pagani hanno risposto alle aggressioni fino a quando non sono stati sottomessi. Poi i cristiani accusato gli ebrei, attaccando abitazioni private e negozi in una sorta di notte dei cristalli e chiedendo la loro espulsione dalla città.
La religione aveva svolto il suo compito: la vittoria del cristianesimo su tutte le altre religioni della grande città ha portato alla distruzione della grande scuola di apprendimento che era la biblioteca di Alessandria, il Museo, determinando così la caduta e poi la morte della vita intellettuale di Alessandria. E' stata la vittoria della religione ignorante e del fanatismo sull'umanità che progrediva, già 1700 anni fa.
L'ostilità del cristianesimo contro il mondo pagano era così intensa che altri storici ritengono che la completa distruzione avvenne quando il neo convertito imperatore Teodosio ordinò la distruzione del tesoro dei libri di Alessandria nel 391 d.c..

Come l'impero romano crollò, la cultura scomparve.
Altre librerie antiche subito la stessa sorte durante la transizione dal paganesimo al cristianesimo. E' stato riferito che intorno la fine del IV secolo, Roma avesse ventotto biblioteche pubbliche e  innumerevoli collezioni private.
L'epurazione del cristianesimo contro la pericolosa eredità pagana e pre-cristiana ha portato alla distruzione dell'istruzione e dell'antico apprendimento, così come del suo simbolo: i libri. (Libri che offrivano una cultura pagana, dopo tutto!).

Tuttavia, alcune sacche di cultura avevano resistito.
I monasteri quasi nascosti con difficoltà, tramite l'opera dei monaci, hanno sviluppato l'arte della copiatura a mano e conservando quelle grandi opere intellettuali, alcune delle quali sarebbero poi ri-emergerse dopo un periodo buio che durò quasi fino al Rinascimento.

Il poeta del XVII secolo, teorico filosofo e politico, John Milton, (Paradise Lost) i cui libri sono stati bruciati pubblicamente in Inghilterra e Francia, offre un'ottima spiegazione del perché le autorità nel corso dei secoli hanno visto il pericolo in alcuni libri. "Chiunque uccide un uomo", ha detto Milton, uccide "una creatura ragionevole, l'immagine di Dio; ma chi distrugge un buon libro uccide la ragione stessa ".

Gaither Stewart, con sede a Roma è un giornalista veterano e saggista su una vasta gamma di argomenti, dalla cultura alla storia e la politica, è anche l'autore del Europa Trilogy, celebrata thriller di spionaggio il cui volume più recente, Tempo di Exile, è stato recentemente pubblicato da Punto Press.

http://www.countercurrents.org/stewart090316.htm



[...] nonostante le siano stati cavati gli occhi mentre ancora respirava, la chiesa non ha mai chiesto perdono a Ipazia né ha mai messo in discussione la santità di Cirillo, anzi, il 3 ottobre del 2007 Ratzinger lo ha celebrato lodando "la grande energia del suo governo ecclesiastico", parole testuali, senza mai menzionare la fine che fece fare ad Ipazia.


Agora, film del 2009 diretto da Alejandro Amenábar, interpretato da Rachel Weisz. 
Il prefetto di Alessandria, Oreste, seppure cristiano e battezzato, rifiuta di inginocchiarsi dinnanzi alle Sacre Scritture durante una pubblica messa. Questo scatena pesanti maldicenze sull'influenza negativa che la filosofa e scienziata Ipazia avrebbe su Oreste, in quanto dichiaratasi non cristiana di fronte al Concilio. Ipazia viene accusata di empietà e stregoneria. I parabolani, ora fuori di sé, decidono di linciarla. Ipazia si reca al Concilio, dove Oreste le ha offerto un'ultima possibilità di scampare alla furia del popolo: battezzarsi, come hanno già fatto, seppur di malgrado, tutti i membri del Concilio non cristiani. Ipazia rifiuta, ma sulla via per tornare alla propria dimora viene sequestrata da un gruppo di zelanti, che la portano in una chiesa isolata per scorticarla viva, ma Davo, che si è unito al gruppo strada facendo, propone invece di lapidarla per evitare il contatto con il suo sangue impuro.


CON QUALE INTELLIGENZA SI E' MAI PENSATO CHE LA DONNA NON FOSSE INTELLIGENTE?
La giovane Ipazia, figlia del filosofo e geometra Teone, una donna di rara intelligenza e coraggio, astronoma e filosofa che alla fede cieca ha preferito la verità della scienza. "Sono convinta che se le religioni non avessero avuto tutto questo potere saremmo stati mentalmente più liberi di progredire, e il problema della parità dei sessi non si sarebbe posto, perchè prima di tutto si è mente e poi sesso, oggi si è solo sesso e niente mente.. una donna viene ancora oggi valutata per la sua bellezza e per le doti che può avere sotto le lenzuola, non per la sua testa, e questo ci porta pericolosamente indietro di secoli"

UNA VERA MARTIRE SUGLI ALTARI DELLE COSCIENZA UMANA
Ipazia aveva tutte le caratteristiche per essere odiata dai cristiani: donna, pagana, scienziata di grande fama e guida e maestra quindi insegnante della scuola filosofica neoplatonica di Alessandria. Nel 415 i cristiani di Alessandria, mossi dal proprio vescovo Cirillo, l'aggredirono, la tormentarono crudelmente, la trascinarono per le vie della città, la fecero a pezzi ed infine la bruciarono.


NON ESISTONO GUERRE PIÙ CRUDELE E VIOLENTE CHE QUELLE FATTE NEL NOME DI DIO.

Quando la religione sublimizza la morte come un martirio quando auto convince e sacralizza la violenza come fervore divino quando fa della vittoria una conquista morale, allora non esiste guerra che possa essere più crudele violenta e sanguinaria che quelle fatte in nome di Dio. “Agorà” è un duro atto d’accusa contro tutti i fanatismi religiosi e gli estremismi. Come ha dichiarato lo stesso regista, durante la conferenza stampa che si è tenuta nella bellissima cornice dell’Ara Pacis a Roma in occasione della presentazione del film alla stampa:
“Ipazia è la versione femminile di Gesù. Agora non è un film contro il cristianesimo ma contro tutti i fondamentalismi”.
Quindi anche contro il cristianesimo fondamentalista sia dell'era imperiale romana sia di quella inquisitoria del rinascimento e qualunque essa sia.


https://youtu.be/6tvIjZXGo7s


lunedì 27 agosto 2012

Papa Luciani. Il Papa che voleva una Chiesa diversa, più povera e più vicina alla realtà quotidiana, ai lavoratori, ai bisognosi

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<<Il Papa che voleva una Chiesa diversa, più povera e più vicina alla realtà quotidiana, ai lavoratori, ai bisognosi. E’ il Papa che nel suo breve pontificato mette insieme una serie di domande che oggi riscontriamo nella crisi in quella Chiesa che ci appare distante, nella crisi delle vocazioni, nella fuga dei fedeli da certe parrocchie, in un anticlericalismo sempre più diffuso che accusa sempre il Vaticano di proprietà, sfarzi, interessi [...] Quel valore che dovrebbe sempre seguire gli insegnamenti di quell’uomo che, vivendo da povero, predicò amore, sbalordì per la sua idea rivoluzionaria di fratellanza e cacciò i mercanti dal tempio. Papa Luciani andò per questa strada>>


 infatti, purtroppo questi tempi non sono diversi da altri. Luciani voleva ripulire la chiesa, dai Marcincus, dai calvi, sindona , dai preti pedofili di NY ecc ecc, perchè non ammetteva queste cose, e ha durato 33 giorni...a parte il pontificato di giovanni XXIII, gli intrighi vaticani con cose ataviche








mercoledì 23 novembre 2011

Gesù. L'invenzione del Dio Cristiano.


Gesù. L'INVENZIONE DEL DIO CRISTIANO. 
- Scritto da Paolo Flores d'Arcais 
GESU' NON ERA CRISTIANO. ERA UN EBREO OSSERVANTE, RIMASTO TALE FINO ALLA MORTE, che MAI AVREBBE IMMAGINATO DI DAR VITA A UNA NUOVA RELIGIONE e meno che mai di fondare una «Chiesa». Per rendersene conto basta leggere con attenzione e soprattutto per intero il Nuovo Testamento, che la maggior parte dei fedeli conosce invece solo attraverso gli stralci letti durante la messa. Nelle pagine che seguono faremo perciò parlare soprattutto le fonti canoniche, che per i credenti sono parola di Dio.

GESU' NON SI E' MAI SOGNATO DI PROCLAMARSI IL MESSIA, e se qualcuno degli apostoli ha ipotizzato che fosse «Cristo» (traduzione greca dell’ebraico meshiah e dell’aramaico mashiha, «unto») lo ha fulminato di anatema. All’idea di essere considerato addirittura «Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre» – secondo il «Credo» del Concilio di Nicea tuttora in vigore nella Chiesa cattolica – SAREBBE STATO PRESO DA INDICIBILE ORRORE. 

JOSHUA BAR JOSEPH - GESU' FIGLIO DI GIUSEPPE, era un PROFETA EBREO ITINERANTE, ESORCISTA E GUARITORE, un missionario apocalittico che annunciava l’Euaggelion (buona novella) dell’arrivo imminente, anzi incombente, del Regno per opera di Dio. Dopo essere stato discepolo di Giovanni «il battezzatore» ed essersene staccato con altri adepti, ha predicato quasi esclusivamente in Galilea, in piccoli centri di contadini e pescatori spesso analfabeti, per pochi mesi se stiamo ai tre vangeli sinottici (per tre anni secondo il quarto), al culmine dei quali, recatosi a Gerusalemme, avendo provocato qualche disordine, viene condannato alla crocifissione insieme ad altri due lestoi, «ladroni» nella traduzione per secoli corrente, «briganti» o «banditi» nella sprezzante terminologia del potere romano, che così bollava chiunque infastidisse l’ordine imperiale.

[...] Come ha scritto il maggior biblista cattolico italiano del dopoguerra, «LA VICENDA DI GESU', al di fuori di quanti a lui si richiamano, E 'STATA, IN REALTA', DI POCA O NESSUNA RILEVANZA POLITICA E RELIGIOSA: UNA DELLE NON POCHE PRESENZE SCOMODE IN UNA REGIONE PERIFERICA DELL'IMPERO ROMANO, messe prontamente a tacere in modo violento dall’autorità romana del posto con la collaborazione, più o meno decisiva, di capi giudaici». [Giuseppe Barbaglio, Gesù ebreo di Galilea, Edizioni Dehoniane, Bologna 2002, p. 39.]

IL GESU' DI CUI PARLA Joseph Ratzinger, invece, NON C'ENTRA NULLA CON IL Joshua bar Joseph che guarisce e predica in Galilea ai tempi di Tiberio. Nel suo libro appena uscito (Gesù di Nazaret. Dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione, che segue il primo volume pubblicato nel 2007) NON C'E' GESU', BENSI' IL CRISTO DOGMATIZZATO DAI CONCILI di Nicea (325) e Calcedonia (451), DOMINATI E DECISI DAGLI IMPERATORI DI ROMA, CHE CON IL GESU' DELLA STORIA NULLA HA A CHE FARE E CHE ANZI CONTRADDICE E NEGA SOTTO OGNI ASPETTO ESSENZIALE. 

Niente di scandaloso, sia chiaro, se un papa di Santa Romana Chiesa si mette a fare opera di teologia o di omiletica devozione intorno alla figura del Cristo. In fondo è il suo mestiere. Ma JOSEPH RATZINGER PRETENDE DI FARE ANCHE OPERA DI STORICO, e addirittura di «giungere alla certezza della figura veramente storica di Gesù» (p. 9), perché «non possiamo dispensarci dall’affrontare la questione della reale storicità degli avvenimenti essenziali. Il messaggio neotestamentario non è soltanto un’idea; per esso è determinante proprio l’essere accaduto nella storia reale di questo mondo» (p. 119). Insomma, IL «CREDO» DOGMATIZZATO A NICEA PER VOLONTA' DELL'IMPERATORE COSTANTINO avrebbe a fondamento la verità storica di Gesù in carne e ossa, vita, morte, miracoli e risurrezione.

Per tener fede a questa SPERICOLATA PRETESA, però, il professor Joseph Ratzinger è costretto a esibirsi in un sabba di vere e proprie falsità, talvolta incredibilmente smaccate.

Paolo Flores d'Arcais


http://www.filosofia.it/argomenti/ges--l-invenzione-del-dio-cristiano

martedì 22 novembre 2011

Gesù. Amore.

Gesù
Se uno dicesse:"Io amo Dio", e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.

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