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martedì 20 giugno 2017

La dimenticanza selettiva è essenziale per sottrarre impatto emotivo agli eventi accaduti durante il giorno

Essere saggi significa anche ignorare tutto ciò che non vale la pena. [...] 
Quando dormiamo il cervello fa una sorta di tabula rasa. 

[...] alcuni neuroscienziati dell’Università di Wisconsin-Madison scoprirono che le sinapsi crescono in maniera "esuberante" durante il giorno, e vengono "potate" durante la notte. Il nostro cervello fa automaticamente una selezione delle informazioni che deve memorizzare e scarta il resto. 

Il dato curioso è che, eliminando tutte le informazioni inutili, i ricordi che valgono la pena vengono memorizzati meglio. 

Gli psicologi della Johns Hopkins University videro che quando questo processo non avviene, i nostri ricordi diventano più confusi. Inoltre, la dimenticanza selettiva è essenziale per sottrarre impatto emotivo agli eventi accaduti durante il giorno.

Questo processo che avviene naturalmente ci offre una grande lezione: 
mantenere i vecchi rancori, alimentare le frustrazioni, rivivere i drammi e dare eccessiva importanza a cose che non lo meritano, crea solo caos e insoddisfazione. La cosa più saggia da fare è quella di imparare a ignorare tutto ciò che non vale la pena e che può influenzare la nostra pace interiore. [...]

Una frase buddista afferma che "ci può danneggiare solo ciò a cui diamo importanza". 
Non sono le situazioni, ma il significato che gli diamo e come reagiamo, ciò che determina il loro impatto su di noi. 

Quindi, se vogliamo proteggere il nostro equilibrio emotivo, 
dobbiamo imparare ad ignorare alcune cose. [...]

Non significa ignorare o nascondere i problemi, ma liberare la mente da tutto ciò che occupa spazio inutilmente per fare spazio per ciò che conta veramente.

1. Le offese e le critiche distruttive. 
Ricorda che una critica malsana dice di più della persona che critica che di chi viene criticato. Non lasciare che le critiche e il disprezzo intacchino la tua autostima. Ricorda che quando passi troppo tempo preoccupandoti dell’opinione che gli altri hanno di te, o di ciò che vogliono che tu sia, dimentichi chi sei veramente.

2. Le persone che vogliono scaricare la loro miseria emotiva su di te. Ci sono persone che si comportano come veri e propri camion della spazzatura, che vogliono scaricare su di te le loro paure, le frustrazioni, la rabbia o l’ansia. Non permetterglielo. Impara a individuarle e crea uno scudo protettivo.

3. Le piccoli frustrazioni della vita di tutti i giorni. 
Una brutta giornata è solo una brutta giornata. Viene e va. 
Non c'è ragione di rimanere bloccati nelle piccole frustrazioni. 
Se impari ad ignorare quei contrattempi immediatamente, ti renderai conto che potrai riprendere la tua routine con più serenità. Se li accumuli terminerai portando un fardello molto pesante. Si tratta solo di metterli in prospettiva e renderti conto che non vale la pena di rovinare la tua giornata per questi contrattempi.

4. Il tuo dialogo interno negativo. 
Spesso la tua mente diventa il tuo peggior nemico. 
Pertanto, in molti casi, devi imparare a silenziare il rumore che hai dentro, i pensieri ossessivi del fallimento, le paure e l'ansia. Nella maggior parte dei casi questo dialogo interiore viene dalle aspettative che gli altri hanno posto su di te. Infatti, probabilmente scoprirari che ti ripeti frasi che ti hanno detto i tuoi genitori, gli insegnanti o il partner. Se quelle frasi non ti consentono di andare avanti e non ti fanno sentire bene, ignorale, col passare del tempo scompariranno lentamente.

5. Le situazioni che non puoi controllare. 
Il taoismo ci incoraggia a fluire, a non forzare le situazioni. 
Ciò non significa essere passivi, ma imparare a identificare le opportunità per agire e sapere quando qualcosa è controproducente. Ci sono molte cose che sono al di là delle tue possibilità, cercare di controllarle crea inutili tensioni. Pertanto, ci sono momenti in cui devi dimenticare tutto ciò che potrebbe andare storto e iniziare a fidarti nel flusso della vita.

Non è facile ignorare certe cose, certe persone, certe situazioni... 
non sempre percepiamo ciò che può farci del male e terminiamo afferrandoci ad esso. Altre volte, significa rompere i legami, cambiare il nostro modo di pensare e le nostre attitudini, qualcosa di non facile che richiede una enorme dose di coraggio.

In ogni caso, vi incoraggio a fare questo semplice esercizio:

Prendi una matita o qualsiasi piccolo oggetto che non si possa rompere. Tienilo in mano e stringilo forte. Immagina che questo oggetto è una delle emozioni, dei sentimenti, o persone che ti danno fastidio e la tua mano rappresenta la tua mente o la coscienza.

All'inizio, tutto ti sembrerà un po’ strano, ma poco a poco ti sentirai meno a disagio e l'oggetto ti sembrerà più familiare. 
Ma se continui a stringere, l’oggetto finirà per farti male.

Ora, apri la mano e lascia che l'oggetto cada a terra. 
Renditi conto che eri tu quello che si afferrava all'oggetto, non era attaccato alla tua mano. Lo stesso vale per le tue emozioni, i sentimenti e le persone che possono farti del male.

Il problema è che ci afferriamo così tanto a queste situazioni che ci dimentichiamo di lasciarle andare quando dovremmo. Infatti, quando proviamo rabbia o tristezza diciamo "sono triste" o "sono arrabbiato", che rappresenta un'identificazione con questi stati e implica afferrarsi ad essi. Invece, dovremmo dire "mi sento triste" o "mi sento arrabbiato" e imparare a lasciare andare.



Come applicare questa idea di ignorare tutto ciò che ci fa male:

- Non portare le cose ad un livello personale. 
Molte delle cose che ci accadono non sono personali. 
Portarle su questo piano significherà che le stai dando troppa importanza e stai permettendo che affettino il tuo equilibrio emotivo. Pertanto, è essenziale proteggere quello spazio e permettere che entrino solo le cose realmente significative per te.

- Non perdere la prospettiva. 
Immersi nei piccoli problemi della vita quotidiana, è facile venire sopraffatti da queste piccole insoddisfazioni e battute d'arresto, così si finisce per perdere la bussola. Ricorda sempre di mantenere la prospettiva, concentrati in ciò che ti definisce, nei tuoi obiettivi e in ciò che realmente ti emoziona. Non lasciare che le banalità ti tolgano la possibilità di essere felice oggi stesso.

- Fai un passo indietro. 
Quando senti che le emozioni prendono il controllo, fa un passo indietro. Fermati, prenditi un paio di minuti e recupera il controllo. Rifletti sul motivo per cui questa situazione sta generando queste emozioni. Probabilmente stai esagerando o le stai dando più importanza di quanta ne abbia. Respira e lasciati andare.

- Ancorati al presente. 
Se ti senti male è probabilmente per qualcosa che è già accaduto, che appartiene al passato. Pertanto, non ha molto senso continuare a nutrire questi sentimenti. Per lasciarli andare, basta che ti afferri al presente. Concentrati su tutte le cose positive che hai adesso. La chiave sta nell’imparare ad uscire dal passato.


Fonti: 
Diering, G. H. et. Al. (2017) Homer1a drives homeostatic scaling-down of excitatory synapses during sleep. Science; 355(6324): 511-515.

Vivo, L. et. Al. (2017) Ultrastructural evidence for synaptic scaling across the wake/sleep cycle. Science; 355(6324): 507-510.

http://www.angolopsicologia.com/2017/06/saggezza-significa-anche-ignorare-tutto.html

sabato 26 settembre 2015

Paola Felice. La rabbia che viene trattenuta troppo a lungo, scava un fosso nel profondo. Lì dentro ci andranno a finire tutte le parole non dette al momento giusto. Le urla taciute. Le proprie ragioni mancate. Poi, come tutti i fossi che non sono stati ripuliti, non accetterà più nemmeno una goccia di dolore. E tracimerà. E forse lo farà in uno di quei momenti da niente. Che poi gli altri si domanderanno - Ma è impazzito?

La rabbia che viene trattenuta troppo a lungo, scava un fosso nel profondo.
Lì dentro ci andranno a finire tutte le parole non dette al momento giusto.
Le urla taciute. Le proprie ragioni mancate. Poi, come tutti i fossi che non sono stati ripuliti, non accetterà più nemmeno una goccia di dolore.
E tracimerà. E forse lo farà in uno di quei momenti da niente.
Che poi gli altri si domanderanno - Ma è impazzito?
Paola Felice

sabato 3 gennaio 2015

Mulford. Le forze che dormono in noi. Se avete dei dispiaceri per causa di una persona e se pensate continuamente a quanto sia ingiusta nei vostri riguardi, irritandovi e lagnandovene, voi alimentate, col pensiero, l'animosità esistente e in tal modo sciupate in lagnanze, rimproveri e cattivo umore, tacitamente o apertamente, la stessa forza che potrebbe servire a sbarazzarvi del dispiacere.


Se avete dei dispiaceri per causa di una persona e se pensate continuamente a quanto sia ingiusta nei vostri riguardi, irritandovi e lagnandovene, voi alimentate, col pensiero, l'animosità esistente e in tal modo sciupate in lagnanze, rimproveri e cattivo umore, tacitamente o apertamente, la stessa forza che potrebbe servire a sbarazzarvi del dispiacere.
Prentice Mulford, "Le forze che dormono in noi"



domenica 13 luglio 2014

David Icke, Io sono me stesso, io sono libero. Dobbiamo disintossicarci dalle nostre dipendenze emotive. Emozioni come la paura, la colpa, il risentimento, la rabbia, la preoccupazione, la depressione, e così via, generano dipendenza nella stessa misura in cui lo fanno la droga e gli alcoolici.


DIPENDENZE EMOTIVE
Dobbiamo disintossicarci dalle nostre dipendenze emotive.
Emozioni come la paura, la colpa, il risentimento, la rabbia, la preoccupazione, la depressione, e così via, generano dipendenza nella stessa misura in cui lo fanno la droga e gli alcoolici.
David Icke, Io sono me stesso, io sono libero



venerdì 25 aprile 2014

Mao II, Don DeLillo. C’è una forza che è totalmente indipendente dalle mie scelte consapevoli. Ed è una forza piena di rancore e di rabbia. Forse non voglio provare le cose che prova altra gente. Io ho la mia cosmologia del dolore. Lasciatemi in pace con la mia pena.

C’è una forza che è totalmente indipendente dalle mie scelte consapevoli.
Ed è una forza piena di rancore e di rabbia.
Forse non voglio provare le cose che prova altra gente.
Io ho la mia cosmologia del dolore. Lasciatemi in pace con la mia pena.
Don DeLillo, Mao II





venerdì 16 agosto 2013

Miguel De Unamuno. Generalmente ciò che detestiamo negli altri lo detestiamo perché lo sentiamo anche nostro. Non ci danno fastidio i difetti che noi non abbiamo.


Generalmente ciò che detestiamo negli altri lo detestiamo perché lo sentiamo anche nostro.
Non ci danno fastidio i difetti che noi non abbiamo.
Miguel De Unamuno


Coloro che ritengono di credere in Dio, ma senza la passione nei loro cuori, l'angustia nel pensiero, senza incertezze, senza dubbi, senza un elemento di disperazione anche nella loro consolazione, credono solo nell'Idea di Dio, non in Dio stesso.
Miguel De Unamuno (29 settembre 1864 – 31 dicembre 1936


«Una tavola? Ma la tavola sono io stesso;
non ne ho bisogno perché galleggio su codesto oceano del quale tu
parli, e che altro non è che Dio.
L’uomo fluttua in Dio senza bisogno d’una tavola;
anzi, l’unica cosa che desidero è proprio di toglierti quella tavola per lasciarti solo, darti coraggio e farti sentire che galleggi.
Una base obiettiva, dici? Che roba è? Vuoi per te un obiettivo migliore di te stesso? Occorre gettare gli uomini in mezzo all’oceano e toglier loro ogni tavola e far sì che imparino ad essere uomini, a stare a galla»
M. De Unamuno, Vita di Don Chisciotte e Sancio Panza


 



martedì 13 agosto 2013

LA RABBIA E L'ODIO NASCONDONO IN REALTÀ UNA GRANDE FRAGILITÀ INTERIORE. Ci vuole tanta forza per guardarsi dentro, per iniziare ad accettare le proprie macerie, ripulire tutto, ricostruire se stessi. Tanta più di quanto ne serva per insultare, sferrare un pugno, prendere in giro






LA RABBIA E L'ODIO NASCONDONO IN REALTÀ UNA GRANDE FRAGILITÀ INTERIORE. Ci vuole tanta forza per guardarsi dentro, per iniziare ad accettare le proprie macerie, ripulire tutto, ricostruire se stessi. Tanta più di quanto ne serva per insultare, sferrare un pugno, prendere in giro.

Chiara Micellone


sabato 2 febbraio 2013

Doreen Virtue. La guida degli angeli. Quando invii amore verso qualcuno per il quale provi risentimento, la “guarigione” avviene su tre livelli:




Quando il comportamento di qualcuno 
ti causa dolore, potresti nutrire risentimento 
nei suoi confronti. Tuttavia non fai altro 
che ferire te stesso, 
poiché il risentimento abbassa l’energia, 
l’entusiasmo e l’efficienza. 
Ogni parola o gesto scortese 
che quell’individuo ha avuto per te 
è un riflesso della sua persona; 
il suo comportamento 
non è un’affermazione sul tuo vero Io. 
Quando le persone agiscono in modo scortese, 
allontanano la luce 
e l’amore dalla loro vita 
e attraggono esperienze 
che tendono ad alimentare la loro insoddisfazione. 
Più le persone sembrano sgradevoli, più hanno bisogno di amore, che cura l’infelicità e instilla il calore nei loro cuori. Questo non significa che devi stare in compagnia di coloro che sembrano comportarsi in modo scortese nei tuoi confronti. Puoi inviare da lontano pensieri d’affetto e raggiungere comunque il tuo obiettivo. Quando invii amore verso qualcuno per il quale provi risentimento, la “guarigione” avviene su tre livelli: 
1) ti libera dal dolore e dal tormento della rabbia. 
2) spezza gli schemi indesiderati, poiché tu attrai ciò che pensi. 
3) aiuta a guarire l’altra persona. 
Quindi, perdona. 
Il beneficio che ne trarrai supererà qualsiasi piacere derivante dal covare risentimento. Perdona e sii libero
! 
Doreen Virtue, La guida degli angeli



l'importante è l'impermeabilità e la tecnica estraniante..allora perdonare è facile, anzi , il problema non esiste.

esercizi per scaricare la rabbia?...andare in montagna se si può e urlare? ....andare in un bosco prendere un bastone e picchiare forte su un tronco visualizzando ciò che ci ha ferito?? Qualcuno ha altri metodi sani per scaricare senza picchiare qualcuno?


Tanya Rosabianca: meglio picchiare un cuscino, un albero è comunque un essere vivente e ci può aiutare meglio abbracciandolo. Un cuscino può assorbire tutto il tuo rancore, invece. Puoi anche urlare, magari in auto per non farti sentire da altri. Puoi scrivere e raccontare tutta la tua rabbia, e poi bruciare il foglio e magari farci pipì sopra. Puoi sputare in terra quando incontri una persona spregevole, anche se questo non è molto femminile, però tutto aiuta.

iancarlo...capito cmq dicevo picchiare su un tronco secco nn un albero vivo

Tu perdoni la persona..ma non serve che tieni la porta aperta..la porta la chiudi ugualmente..il tuo perdono lo dai per te stesso..lo fai per te..perdoni la persona..guarisci dalla sofferenza tu.

domenica 2 dicembre 2012

La folla agisce sulla base di sentimenti primitivi come la paura e la rabbia:

 
La folla agisce sulla base di sentimenti primitivi come la paura e la rabbia:
così la TV influenza le nostre menti, mostrando solo modelli superficiali, grida e litigi
 
 

lunedì 19 novembre 2012

Omar Falworth. Ricordati che oggi incontrerai uno stolto che metterà a dura prova la tua bontà e la tua pazienza, un maldicente che sparlerà di te, un furbo che cercherà di usarti, un presuntuoso che pretenderà di aver ragione ad ogni costo, un prepotente che cercherà di sopraffarti, un iracondo che ti trasmetterà rabbia. Ma tu non ti lascerai turbare più di tanto, perché sarai in compagnia di un moderato che frenerà le tue reazioni, un buono che tramuterà in bene tutto il male che riceverai, un saggio che ti guiderà sulla retta via e ti farà prendere delle buone decisioni, ovvero sarai in compagnia di te stesso



Ricordati che oggi incontrerai uno stolto che metterà a dura prova la tua bontà e la tua pazienza, un maldicente che sparlerà di te, un furbo che cercherà di usarti, un presuntuoso che pretenderà di aver ragione ad ogni costo, un prepotente che cercherà di sopraffarti, un iracondo che ti trasmetterà rabbia. Ma tu non ti lascerai turbare più di tanto, perché sarai in compagnia di un moderato che frenerà le tue reazioni, un buono che tramuterà in bene tutto il male che riceverai, un saggio che ti guiderà sulla retta via e ti farà prendere delle buone decisioni, ovvero sarai in compagnia di te stesso.
Omar Falworth

sabato 21 luglio 2012

Se nutri pensieri negativi su un'altra persona, sarai tu a sperimentare la manifestazione di quei pensieri



Se nutri pensieri negativi su un'altra persona, sarai tu a sperimentare la manifestazione di quei pensieri



Sara Pavan:
Che so.....quando vien voglia di strozzare qualcuno..... Dopo qualche tempo magari riesco a mandarlo solo a quel paese ma per qualche settimana......lo strozzerei.





Fanny Zanin:
per esperienza personale posso dire che quando c'è un brutto pensiero c'è qualcuno che mi nega qualcosa... quindi qualora io rispetterò il mio prossimo e non lo tratterò da servo già avrò fatto un gran bene alla mia vita perchè avrò tagliato i viveri a qualche sanguisuga che vive in me.... (esempio la rabbia.. la gelosia... o qualunque pensiero che voglia far fare agli altri quello che spetta a me)

Photo: Se nutri pensieri negativi su un'altra persona, sarai tu a sperimentare la manifestazione di quei pensieri.

domenica 11 dicembre 2011

Jiddu Krishnamurti. Maestro del Mondo. Biografia.

Jiddu Krishnamurti. Maestro del Mondo. Biografia.
Chi era Krishnamurti? Jiddu Krishnamurti nacque l’11 maggio 1895 da una devota famiglia di Madanapalle, una cittadina dell’Andhra Pradesh, in India. Da ragazzo venne adottato dalla dottoressa Annie Besant, presidente della SOCIETA' TEOSOFICA che aveva la sua sede internazionale a Madras. La Besant e altri proclamarono che Krishnamurti doveva essere il MAESTRO DEL MONDO, di cui la Società Teosofica aveva predetto la venuta. Un Maestro del Mondo, secondo varie scritture, SI MANIFESTA DI TANTO IN TANTO IN FORMA UMANA PER SALVARE L'UMANITA'. Per preparare il mondo all’arrivo di questo Maestro, fu fondata un’organizzazione a livello mondiale che, con il nome di Ordine della Stella d’Oriente, si formò sotto l’egida della Società Teosofica e il giovane Krishnamurti ne fu messo a capo. Nel 1929, però, Krishnamurti rinunciò al ruolo che gli era stato assegnato e sciolse l’Ordine della Stella che contava migliaia di seguaci, RESTITUENDO TUTTO IL DENARO E LE PROPRIETA' CHE ERANO STATE DONATE PER QUESTO LAVORO. Da allora, per quasi sessant’anni, fino alla sua morte che avvenne il 17 febbraio 1986, egli viaggiò in tutto il mondo parlando alla gente della NECESSITA' DI UN RADICALE CAMBIAMENTO DEGLI ESSERI UMANI. Krishnamurti è considerato in tutto il mondo come uno dei più grandi pensatori e maestri religiosi di tutti i tempi. Egli non teorizzò nessuna filosofia o religione, parlò piuttosto di COSE CHE RIGUARDANO TUTTI NOI NELLA NOSTRA VITA QUOTIDIANA, dei problemi del vivere in una moderna società con tutta la sua VIOLENZA, e CORRUZIONE, della RICERCA INDIVIDUALE DI SICUREZZA e FELICITA' e della NECESSITA' PER GLI ESSERI UMANI DI LIBERARSI DAL PESO INTERIORE DELLA PAURA, della RABBIA, delle OFFESE, del DOLOREe così via. Egli chiarì con grande precisione il SOTTILE LAVORIO DELLA MENTE UMANA e sottolineò la necessità che nella nostra vita quotidiana si realizzi una profonda qualità meditativa e religiosa. 

http://www.krishnamurti.it/jiddu.htm




LA VERITÀ È UNA TERRA SENZA SENTIERI

Jiddu Krishnamurti

Gli insegnamenti di un grande pensatore indiano, che la Società Teosofica voleva a capo di una scuola esoterica, la Stella d'Oriente: ma lui, in nome della libertà spirituale, rifiutò questo ruolo. Fu amico di grandi personalità, tra cui il fisico David Bohm e Aldous Huxley
La vita di Jiddu Krishnamurti, che ha lasciato il corpo a 90 anni nel 1986, è stata davvero straordinaria. I suoi insegnamenti sono stati del tutto originali, poiché la prospettiva della sua visione era radicalmente differente da ogni altra, seppur coerente con la più profonda saggezza perenne. krishnamurti_01Il suo messaggio è fondamentale per ogni ricercatore che abbia il coraggio di mettere in dubbio tutte le conoscenze acquisite e sia pronto guardare con occhi nuovi la realtà. Le sue parole sono attualissime di fronte alla crisi delle ideologie e delle religioni. Per la lucidità e la profondità della sua intelligenza è stato considerato tra le più grandi menti del ventesimo secolo. Ha messo in luce i problemi dell’umanità e i pericoli cui l’uomo va incontro, che possono essere risolti solo attraverso una profonda rivoluzione interiore.
Il grande sviluppo mentale e tecnico in cui l’uomo ha investito le sue energie egoisticamente, a discapito dello sviluppo della coscienza e dell’intelligenza, ci sta conducendo alla catastrofe globale. L’umanità ha bisogno di saggezza e di liberarsi dalle ideologie che separano l’uomo dall’uomo, più che di accumulare altre conoscenze.
Ebbene, Jiddu Krishnamurti è venuto a distruggere le illusioni pseudo-spirituali in cui l’uomo cerca la sicurezza, a ricordarci che la liberazione dal conflitto non si raggiunge usando come strumento il pensiero, ma attraverso la comprensione immediata e diretta della realtà. Ciò è possibile solo a una mente libera da parole e concetti poiché la libertà e l’amore nascono quando c’è quell’attenzione senza alternative nella quale non c’è divisione tra “osservatore” e “osservato”.
A 16 anni, il grande rifiuto
La storia di Jiddu Krishnamurti (1895-1986) ha il suo inizio in seno alla Società Teosofica, fondata a New York nel 1875 da Madame Blavatsky, un’occultista che trasmetteva gli insegnamenti di Maestri Tibetani con cui era interiormente in contatto.krishnamurtiIl termine Teosofia è tratto dalla filosofia neoplatonica e indica la sapienza divina alla quale l’uomo può accedere solo attraverso una esperienza interiore diretta. I principi della Società Teosofica, secondo il cui motto “nessuna religione è superiore alla verità”, sono ancora molto validi oggi. Gli scopi della Società Teosofica sono: formare un nucleo di fratellanza universale senza distinzioni di razza, sesso, credo, casta o colore; creare un ponte tra Oriente e Occidente, e incoraggiare lo studio comparato delle religioni, delle filosofie e delle scienze; investigare le leggi inesplicate della Natura e le facoltà latenti dell’uomo.
Il movimento, guidato da Madame Blavatsky assieme al colonnello Olcott, il vescovo C.W. Leadbeater e la Signora Besant, allo scopo di diffondere la conoscenza spirituale, ha subito attratto tra le sue file l’élite culturale e grandi personaggi da tutto il mondo, come la Regina d’Olanda, la allora Principessa di Ceylon ed eminenti studiosi e scienziati tra cui Rudolf Steiner e molti altri nomi prestigiosi. Bernardino del Boca, che ho avuto la fortuna di frequentare, ha diffuso in Italia il pensiero teosofico ed acquariano per molti anni. (Vedi:http://www.teosofia-bernardino-del-boca.it/)

Jiddu Krishnamurti con il vescovo C. W. Leadbeater (al centro) e Annie Besant, due “colonne” della Società Teosofica.
Il gruppo aveva tra l’altro lo scopo di preparare la venuta di un Maestro Universale che avrebbe incarnato gli insegnamenti e guidato l’umanità.
Un giorno, il vescovo Leadbeater, che aveva grandi doti di chiaroveggenza, camminando sulla spiaggia di fronte alla sede di Adyar della Società Teosofica a Madras vide un ragazzino che aveva l’aura più pura e luminosa che lui avesse mai visto. Il quattordicenne era Jiddu Krishnamurti, un ragazzo gracile, distratto a scuola, che si diceva fosse privo del senso della proprietà e che non pareva promettere grandi cose, ma che, sottoposto a esperimenti, dimostrò qualità psichiche eccezionali. Il forzato sviluppo delle sue facoltà fu per lui anche doloroso, per alcuni anni ogni notte soffriva di terribili dolori di capo che lo facevano gridare, ma che il mattino seguente erano dimenticati.
akrishna
Krishnamurti con Annie Besant.
Presto fu ritenuto dai teosofi il veicolo adatto per la manifestazione terrena del tanto atteso Maestro Universale. Già all’età di 16 anni Krishnaji era a capo dell’Ordine Stella d’Oriente, il ristretto gruppo di occultisti, esoteristi ed iniziati, fondato da Annie Besant, che lo seguiva e lo avrebbe presentato al mondo appena avesse riconosciuto che era pronto per il grande compito.
Quando venne il giorno del suo primo e memorabile discorso, tutti restarono allibiti perché con le sue parole mandò all’aria tutto quanto era stato costruito attorno a lui. Infatti rifiutò il ruolo di Maestro e sciolse l’Ordine Stella d’Oriente, perché “la Verità è una terra senza sentieri” e ognuno deve trovare la verità da sé ed essere luce a se stesso, senza dipendere da alcuna autorità esterna.
“La fede non va istituzionalizzata”
La ricerca spirituale, sottolineò, è un compito individuale; e le strutture religiose invece di unire creano divisioni, gerarchie e così le regole e i riti sono divenuti strumenti del pensiero che ostacolano l’intelligenza e il risveglio e nascondono la verità che è sempre nuova. Al riguardo raccontò anche questa parabola: “Un giorno il diavolo stava passeggiando con un amico; a un tratto davanti a loro un tale si chinò a terra per raccogliere qualcosa di luminoso. L’amico chiede al diavolo: “Sai che cosa ha raccolto quel tale?” Il diavolo risponde: “Un pezzo di verità”. L’amico allora gli dice: “Allora per te non è una cosa buona”. E il diavolo sollevando le spalle risponde: “Non mi preoccupo affatto, lo indurrò a organizzarla”. Lasciando nello sconcerto chi da anni attendeva una guida suprema, Krishnamurti aggiunse: “La fede è qualcosa di assolutamente individuale e non possiamo e non dobbiamo istituzionalizzarla. Se lo facciamo diventa una cosa morta, cristallizzata; diventa un credo, una setta, una religione che viene imposta ad altri”.
Un ponte tra misticismo e scienza
Per tutta la vita Jiddu Krishnamurti tenne centinaia di conferenze in tutto il mondo attirando sempre un pubblico numeroso. Insegnava a non accettare le idee e le parole, ma a essere intelligentemente scettici. Suggeriva di rivolgere l’attenzione alle proprie reazioni momento per momento, per conoscere se stessi nell’azione, senza identificarsi con un’immagine di sé e così trascendere il tempo psicologico, vivendo nel qui e ora.
Il suo pensiero originale e profondo collima con l’Advaita Vedanta e con l’essenza del Buddhismo Mahayana, seppure mai in alcun discorso Krishnamurti abbia fatto ricorso ad alcun termine religioso e mai nessun riferimento alle tradizioni, anzi diceva di non aver mai letto quel tipo di libri. Affermava che non ce n’era bisogno quando si sa guardare la mente e comprendere la natura e i limiti del pensiero.
krishnamurti_bohm
Krishnaji fu amico di David Bohm ,Nobel per la Fisic , con cui scrisse due libri.
Aldous Huxley divenne suo amico e grande ammiratore. David Bohm, Nobel della Fisica e amico di Albert Einstein, trovò nelle parole di Krishnamurti dei punti in comune con le emergenti teorie quantistiche e i dialoghi tra i due contribuirono a costruire un “ponte” tra misticismo e scienza. Oltre a Bohm altri scienziati furono influenzati nelle loro ricerche dai discorsi di Krishnamurti sul tempo, la mente e il pensiero. Egli considerava fondamentale l’educazione e fondò molte scuole in Inghilterra, India e Stati Uniti. Diceva che la scuola deve essere un luogo dove insegnante e allievo esplorano non solo il mondo della conoscenza, ma anche il proprio pensiero, comportamento e i condizionamenti che li imprigionano. Solo una mente libera può veramente imparare e il potenziale del cervello può esprimersi solo quando la mente è libera dallo sforzo e dal conflitto. “Soltanto quando la mente trascende il tempo, la verità cessa di essere un’astrazione”, affermò. “Allora l’estasi non è un’idea derivata dal piacere, ma una realtà di fatto e non di parole. Il liberarsi della mente dal tempo è il silenzio della verità, e il vedere ciò è il fare; pertanto non c’è divisione tra il vedere e il fare. Nell’intervallo fra il vedere e il fare nasce il conflitto, l’infelicità, la confusione. Ciò che non ha tempo è l’eterno”.
krishnamurti-mainE ancora: “La meditazione non è la semplice esperienza di qualcosa al di là del pensiero e del sentimento di ogni giorno, né la ricerca di visioni e di gaudi. Una piccola mente squallida ed immatura può avere, e ha, visioni ed esperienze che riconosce secondo il proprio condizionamento. Ciò non toglie che questa immaturità sia talvolta capace di riportare successi nel mondo e ottenere fama e notorietà.
I guru che essa segue sono della stessa qualità e dello stesso stato. La meditazione non appartiene a gente come questa. Non è per il “cercatore” perché costui trova ciò che vuole e il confronto che ne deriva è la morale delle sue paure.
Per quanto faccia l’uomo di credenza o di dogma, non può entrare nel regno della meditazione. Per meditare è necessaria la libertà. Non viene prima la meditazione e poi la libertà; la libertà – negazione totale della morale e dei valori sociali – è il primo movimento della meditazione. Non è una faccenda pubblica dove molti si uniscono e offrono preghiere. Sta a sé ed è sempre al di là dei confini della condotta sociale. Infatti la verità non è nelle cose del pensiero o in ciò che il pensiero ha costruito e chiama verità. La negazione totale di questa intera struttura del pensiero è la realtà della meditazione”. E ancora: “C’è una rivoluzione che dobbiamo fare se vogliamo sottrarci all’angoscia, ai conflitti e alle frustrazioni da cui siamo afferrati. Questa rivoluzione nasce non da teorie e ideologie, ma da una radicale trasformazione della nostra mente”.
Chi sa di essere stupido non è un grande stupido!Di fronte alla situazione attuale credo che sia proprio questa la sola prospettiva efficace per affrontare efficacemente i problemi che è urgente risolvere. Vediamo come la politica sia lo specchio della situazione interiore della media della popolazione, ma si cerca di cambiare le cose senza riconoscere che le cause sono in noi e che il cambiamento deve essere in primo luogo della prospettiva con cui affrontiamo i problemi.
I saggi dicono che “quando il metodo giusto è usato dall’uomo sbagliato, il metodo giusto funziona nel modo sbagliato”. L’uomo sbagliato siamo tutti noi nello stato condizionato dalla mente che distorce la nostra percezione. Se riconosciamo la realtà oggettiva della nostra condizione questo stesso vedere conduce all’emancipazione.
Se una persona si rende conto di essere confusa e quindi agisce per risolvere la confusione, creerà ancor più confusione in quanto espressione della confusione. Come dice il saggio “chi sa di essere stupido non è un grande stupido”. Nella percezione senza alternative vedere con chiarezza è già la via per uscire da quella prigione. Ma l’uomo prigioniero delle ideologie difende con le unghie e coi denti le creazioni della mente e non può vedere la bellezza della realtà né può riconoscere l’Unità della vita.
Per saperne di più:
Libri:
Il libro della vita – Meditazioni quotidiane con Krishnamurti
, Aequilibrium, Milano, 1997.
Krishnamurti-D. Bohm Dove il tempo finisce, Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1986.
La sola rivoluzione, Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1973.
Taccuino, Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1980.
Video:
Colloquio (in inglese) tra Krishnamurti e David Bohm:https://www.youtube.com/watch?v=ohJuREhJ_OY
di  - domenica 28 dicembre 2014


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