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sabato 23 maggio 2015

Problem Solving. L'affermazione "non me lo posso permettere" paralizza il cervello. La domanda "come posso permettermelo?" Lo mette in azione.

L'affermazione "non me lo posso permettere"
paralizza il cervello. 

La domanda "come posso permettermelo?"
Lo mette in azione.
Robert Toru Kiyosaki
Imprenditore, scrittore, e affarista statunitense



si riferisce , al fatto , di non concentrarsi sul problema , ma concentrarsi sulla soluzione del problema.


Qual'e' la soluzione di non avere soldi? Di non trovare un lavoro? Di avere una malattia?.....questa è una frase fatta che non è attuabile nella vita di tutti.




ti stai concentrando sul problema , non sul fatto che puoi trovare un altro tipo di lavoro , sul fatto che si può guarire e come . sei tu che non riesci a vedere , le cose da fare , ma vedi solo i problema





giovedì 19 marzo 2015

"Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione - soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici."



Problema --> Reazione --> Soluzione!

"Creare il problema e poi offrire la soluzione.
Questo metodo è anche chiamato “problema – reazione - soluzione”.
Si crea un problema, una “situazione” che produrrà una determinata reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far accettare.
Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito delle libertà.
Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici."

MOSES SOON (Mario Vavassori)



venerdì 16 maggio 2014

L'Umanesimo è il periodo in cui un nutrito gruppo di studiosi dimostrarono quanto può la mente umana, di contro a oggi in cui si insiste a 'specializzare' i ragazzi. Certo si acquista in perfezione dei dettagli, ma è dal mescolare vari campi che nascono nuovo idee o nuove soluzioni




L'Umanesimo è il periodo in cui un nutrito gruppo di studiosi dimostrarono quanto può la mente umana, di contro a oggi in cui si insiste a 'specializzare' i ragazzi. Certo si acquista in perfezione dei dettagli, ma è dal mescolare vari campi che nascono nuovo idee o nuove soluzioni


Un altro esempio di Umanista-Matematico:
Federico Commandino (Urbino 1509 -1575). Allora Urbino era la principale sede del cosiddetto “umanesimo matematico”: la Matematica si incrocia con la simbologia, con le forme e i volumi architettonici, con le armonie celesti dell’astronomia e dell’astrologia.
Merito di Federico Commandino fu quello di aver portato alla luce e alla conoscenza gli scritti di Apollonio, di Archimede, di Pappo, di Eutocio, di Tolomeo e di molti altri.

L'opera più significativa è la traduzione degli Elementi di Euclide, prima in latino poi in volgare, integrata da prefazioni e spiegazioni perchè la matematica doveva -a suo dire- essere compresa da tutti, senza per questo venire svalutata.



martedì 22 aprile 2014

Ralf Dahrendorf. Le domande sono delle spinte alla decisione, che ci vengono poste dalla vita. Per quanto possiamo essere fantasiosi o disperati, non possiamo sottrarci ad esse. Anche quando facciamo a meno di dare una risposta alle domande, diamo una risposta carica di conseguenze. Le domande sono là e si impongono a noi, che lo vogliamo o no. I problemi al contrario li creiamo noi stessi. Essi non soltanto sono un prodotto degli uomini – lo sono anche le domande – ma in certo modo sono sempre un prodotto di colui che aspira alla loro soluzione. A differenza delle domande, essi sono costruiti in proprio, e in questo senso sono artificiali. Noi possiamo scioglierli o no; in linea di principio possiamo anche lasciarli stare, addirittura dimenticarcene, senza che essi ci perseguitino. Le domande caratterizzano il mondo della prassi, i problemi quello della teoria.

Le domande sono delle spinte alla decisione, che ci vengono poste dalla vita. 
Per quanto possiamo essere fantasiosi o disperati, non possiamo sottrarci ad esse. 
Anche quando facciamo a meno di dare una risposta alle domande, diamo una risposta carica di conseguenze. 
Le domande sono là e si impongono a noi, che lo vogliamo o no.
I problemi al contrario li creiamo noi stessi. Essi non soltanto sono un prodotto degli uomini – lo sono anche le domande – ma in certo modo sono sempre un prodotto di colui che aspira alla loro soluzione.
A differenza delle domande, essi sono costruiti in proprio, e in questo senso sono artificiali. Noi possiamo scioglierli o no; in linea di principio possiamo anche lasciarli stare, addirittura dimenticarcene, senza che essi ci perseguitino. Le domande caratterizzano il mondo della prassi, i problemi quello della teoria.
Ralf Dahrendorf



domenica 25 agosto 2013

PERCHÉ LE GRANDI IDEE ARRIVANO QUANDO MENO TE LO ASPETTI? Lasciare ogni tanto la MENTE LIBERA DI DIVAGARE non è una semplice perdita di tempo. Ma un comportamento che apre la strada alle intuizioni geniali. Si dice che QUANDO ARCHIMEDE PITAGORICO ESCLAMÒ "EUREKA!" FOSSE NUDO NELLA VASCA DA BAGNO: l'idea ispiratrice del principio che avrebbe rivoluzionato la fisica dei fluidi gli venne infatti mentre si accingeva a lavarsi. Che LE GRANDI INTUIZIONI ARRIVINO SEMPRE NEI MOMENTI IN CUI NON SI È PARTICOLARMENTE CONCENTRATI SU QUEL PROBLEMA SPECIFICO è cosa risaputa. Ma il motivo all'origine di questo fatto non era ancora del tutto chiaro. Ora uno studio statunitense suggerisce che NON SIANO TANTO I MOMENTI DI PAUSA A FAVORIRE LA CREATIVITÀ E L'INGEGNO, QUANTO I MOMENTI IN CUI LASCIAMO CHE LA NOSTRA MENTE VAGHI, mentre abbiamo la netta sensazione di perdere del tempo.



PERCHÉ LE GRANDI IDEE ARRIVANO QUANDO MENO TE LO ASPETTI? 
Lasciare ogni tanto la MENTE LIBERA DI DIVAGARE non è una semplice perdita di tempo. Ma un comportamento che apre la strada alle intuizioni geniali. Si dice che QUANDO ARCHIMEDE PITAGORICO ESCLAMÒ "EUREKA!" FOSSE NUDO NELLA VASCA DA BAGNO: l'idea ispiratrice del principio che avrebbe rivoluzionato la fisica dei fluidi gli venne infatti mentre si accingeva a lavarsi. Che LE GRANDI INTUIZIONI ARRIVINO SEMPRE NEI MOMENTI IN CUI NON SI È PARTICOLARMENTE CONCENTRATI SU QUEL PROBLEMA SPECIFICO è cosa risaputa. Ma il motivo all'origine di questo fatto non era ancora del tutto chiaro. Ora uno studio statunitense suggerisce che NON SIANO TANTO I MOMENTI DI PAUSA A FAVORIRE LA CREATIVITÀ E L'INGEGNO, QUANTO I MOMENTI IN CUI LASCIAMO CHE LA NOSTRA MENTE VAGHI, mentre abbiamo la netta sensazione di perdere del tempo. Per indagare questo fenomeno Benjamin Baird e Jonathan Schooler, due psicologi dell'Università della California, a Santa Barbara, hanno sottoposto a 145 studenti DUE ESERCIZI CHE RICHIEDEVANO DI ELENCARE IN DUE MINUTI IL NUMERO MAGGIORE POSSIBILE DI UTILIZZI ALTERNATIVI DI OGGETTI D'USO COMUNE COME STUZZICADENTI, APPENDIABITI E MATTONCINI. Allo scadere del tempo, ai partecipanti è stato concessa una PAUSA DI 12 MINUTI, DURANTE LA QUALE:
·         ALCUNI HANNO SEMPLICEMENTE RIPOSATO,
·         ALTRI HANNO INTRAPRESO UN'ATTIVITÀ CHE RICHIEDEVA L'USO DELLA MEMORIA E LA PIENA CONCENTRAZIONE,
·         ALTRI SONO STATI COINVOLTI IN UN'ATTIVITÀ POCO IMPEGNATIVA CHE FAVORIVA LA DIVAGAZIONE CON LA MENTE.
·         UN ULTERIORE GRUPPETTO DI VOLONTARI NON HA AVUTO ALCUN MOMENTO DI PAUSA.
Dove si accende la lampadina di un'idea?

Più creativi
alla fine del break gli studenti hanno dovuto compiere nuovamente il compito iniziale: COLORO CHE AVEVANO INDUGIATO NELL'ATTIVITÀ CHE PERMETTEVA ALLA MENTE DI DIVAGARE, QUESTA VOLTA HANNO OTTENUTO NEL 41% IN PIÙ DEI CASI PERFORMANCE MIGLIORI RISPETTO AI COMPAGNI, mentre negli altri soggetti non è stato riscontrato alcun miglioramento, come spiega l'articolo pubblicato sulla rivista scientifica Psychological Science. UN ANALOGO MOMENTO IN CUI LA DIVAGAZIONE MENTALE FAVORISCE LA CREATIVITÀ ERA IN PRECEDENZA STATO RISCONTRATO DURANTE I MOVIMENTI OCULARI ("RAPID EYE MOVEMENTS") DI ALCUNE FASI DEL SONNO. Quello osservato ora sarebbe, secondo alcuni scienziati, il corrispettivo momento creativo di quando siamo svegli.

Elogio della distrazione
Fatto non trascurabile, gli studenti che hanno avuto la possibilità di vagare con la mente non hanno tuttavia ottenuto migliori risultati degli altri nei compiti assegnati per la prima volta. «LA DIVAGAZIONE MENTALE SEMBRA FUNZIONARE SOLO PER I COMPITI CHE IL NOSTRO CERVELLO HA GIÀ AVUTO MODO DI "MASTICARE"» HA SPIEGATO BAIRD, «mentre non sembra portare miglioramenti nei compiti generici di problem solving». Lo studio potrebbe far luce su uno dei misteri irrisolti riguardo al funzionamento della mente: PERCHÉ CI DECONCENTRIAMO? DAL PUNTO DI VISTA EVOLUTIVO INFATTI, QUESTO COMPORTAMENTO TIPICAMENTE UMANO È CONTROPRODUCENTE PERCHÉ COMPROMETTE LE PERFORMANCE FISICHE E MENTALI DEGLI INDIVIDUI: SE L'EVOLUZIONE HA PERMESSO AL CERVELLO DI SVILUPPARE QUESTO MECCANISMO, POTREBBE ESSERE PROPRIO PERCHÉ PERMETTE DI LASCIAR SPAZIO ALLE INTUIZIONI PIÙ CREATIVE. «C'è la possibilità che l'evoluzione abbia selezionato questo modo d'agire nel corso del tempo» chiarisce Kounios «ma prima di arrivare a questa conclusione dobbiamo scoprire se questo tratto è determinato geneticamente.

Di Elisabetta Intini
Fonte: Focus


 Serendipità



martedì 2 luglio 2013

LA PSICOLOGIA NON È SOLAMENTE UNA QUESTIONE INDIVIDUALE MA ANCHE E SOPRATTUTTO COLLETTIVA, quindi come psicologi abbiamo un dovere nei confronti del collettivo. Un collettivo in forte crisi in questo momento. Non dobbiamo soffermarci a riflettere solamente sui messaggi individuali dell'Anima, ma dobbiamo accogliere anche quelli collettivi. SEGUENDO SOLO I MESSAGGI INDIVIDUALI, LA PSICOLOGIA, RISCHIA DI DIVENTARE UNA DISCIPLINA AUTISTICA CHE CREA PROBLEMI E LI RISOLVE DA SOLA, CREANDOSI ANCHE LE SOLUZIONI. Un modo per creare illusioni patologiche. Questo è lo stesso errore che commettono quotidianamente discipline e studi vuoti e senza inconscio.




LA PSICOLOGIA NON È SOLAMENTE UNA QUESTIONE INDIVIDUALE MA ANCHE E SOPRATTUTTO COLLETTIVA, quindi come psicologi abbiamo un dovere nei confronti del collettivo. Un collettivo in forte crisi in questo momento. Non dobbiamo soffermarci a riflettere solamente sui messaggi individuali dell'Anima, ma dobbiamo accogliere anche quelli collettivi. SEGUENDO SOLO I MESSAGGI INDIVIDUALI, LA PSICOLOGIA, RISCHIA DI DIVENTARE UNA DISCIPLINA AUTISTICA CHE CREA PROBLEMI E LI RISOLVE DA SOLA, CREANDOSI ANCHE LE SOLUZIONI. Un modo per creare illusioni patologiche. Questo è lo stesso errore che commettono quotidianamente discipline e studi vuoti e senza inconscio.

Michele Mezzanotte - Disillusioni Notturne. Psicoterapeuta e direttore della rivista e associazione: "L'Anima Fa Arte" insieme a Valentina Marroni

mercoledì 26 giugno 2013

Il problema organizzativo nasce dalla divisione del lavoro e dalla specializzazione che pongono un'esigenza di coordinamento tra individui e tra aggregati di individui. Tra le discipline, una certa supremazia è stata conquistata dalla SOCIOLOGIA, che è generalmente accreditata di una teoria dell'organizzazione


Il problema organizzativo nasce dalla divisione del lavoro e dalla specializzazione che pongono un'esigenza di coordinamento tra individui e tra aggregati di individui. Tra le discipline, una certa supremazia è stata conquistata dalla SOCIOLOGIA, che è generalmente accreditata di una teoria dell'organizzazione.

Costa, Nacamulli, Swedberg

dipinto di Francois Millet

giovedì 24 gennaio 2013

Sii orientato verso le soluzioni, non verso i problemi.




Sii orientato verso le soluzioni, non verso i problemi.
La coscienza dei problemi attira soltanto ulteriori problemi, come la carta moschicida fa con le mosche. 
La coscienza delle soluzioni, invece, come un magnete, attira le risposte e fa risplendere su ogni difficoltà una luce sfolgorante.



Ho imparato da non molto questa filosofia...e' vi garantisco che e' efficace.




sabato 12 gennaio 2013

Alessandro Bergonzoni. E la madre gli disse: “Non essere ingenuo, non credere a tutto quello che ti dicono. Sappi che il miglio non è l’unità di misura dei canarini, che i malati di mente vanno pazzi per certe caramelle, che Pino Daniele è il nome proprio di un albero e che fa diesis non è musica ma matematica, e cioè la somma di cinque più cinque! Abbi fiducia in te stesso! Applicati ma non inchiodarti”.







E la madre gli disse: “Non essere ingenuo, non credere a tutto quello che ti dicono. Sappi che il miglio non è l’unità di misura dei canarini, che i malati di mente vanno pazzi per certe caramelle, che Pino Daniele è il nome proprio di un albero e che fa diesis non è musica ma matematica, e cioè la somma di cinque più cinque! Abbi fiducia in te stesso! Applicati ma non inchiodarti”.
Alessandro Bergonzoni

martedì 13 marzo 2012

venerdì 9 dicembre 2011

Problemi e Soluzioni: I Problemi sono fatti per essere risolti?


Sii orientato verso le soluzioni, non verso i problemi... 
La coscienza dei problemi attira soltanto ulteriori problemi, 
come la carta moschicida fa con le mosche. La coscienza delle 
soluzioni, invece, come un magnete, attira le risposte e fa 
risplendere su ogni difficoltà una luce sfolgorante. 

Adele Pennisi:
e quando non c è soluzione?

Barbara Saracino:
quando non c'è soluzione... impari a conviverci

Portale Delsole: 
I problemi non sono punizioni ma test da superare. Ogni test ha almeno una soluzione, e se siamo veramente disposti a considerare tutti i sentieri e ci lasciamo aiutare, scopriremo che siamo molto amati.

Anna Idà: 
questa la dedico alle mie amate sorelle:i problemi sono fatti per essere risolti...come amo sempre dire...

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