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venerdì 30 agosto 2013

Massa. La massa non sa a cosa crede, non sa cosa dire, non sa spesso come amare, anzi tante volte sono persino nel giusto ma comunque non sapendolo rimangono nell'impotenza spirituale del non essere nella consapevolezza e per ciò rimangono ignoranti.


La massa non sa a cosa crede, non sa cosa dire, non sa spesso come amare, anzi tante volte sono persino nel giusto ma comunque non sapendolo rimangono nell'impotenza spirituale del non essere nella consapevolezza e per ciò rimangono ignoranti.


Eppure è il popolo che poi muovendosi ha cambiato gli eventi della storia. 
Il popolo è come il bue che placidamente rumina ma è anche un toro infuriato che è difficile fermare




domenica 21 luglio 2013

Erickson. COME GUIDARE GLI ALTRI NELLA VITA. COME HAI FATTO A SAPERE CHE DOVEVI VENIRE QUI?”. ”IO NON LO SAPEVO”, RISPOSI IO, “LO SAPEVA IL CAVALLO. IO NON HO FATTO ALTRO CHE MANTENERE LA SUA ATTENZIONE SULLA STRADA

"È il paziente che fa la terapia"
Milton Erickson

ERICKSON.
Riceve i pazienti in uno studio che è grande quanto basta per contenere la sua scrivania, qualche sedia e le librerie. Alla parete è appeso un ritratto dei suo genitori, che morirono ultranovantenni, e tutto intorno vi sono ricordi di famiglia accumulatosi nel corso degli anni, compreso un tasso impagliato. E’ uno studio assurdamente modesto per uno psichiatra della levatura di Erickson, ma egli sostiene che è adattissimo. Un giovane discepolo che si accingeva ad esercitare la professione a Phoenix era alla ricerca di uno studio, e una volta protestò che quello di Erickson non era come avrebbe potuto essere. Erickson rispose che quando aveva cominciato a esercitare era anche meno lussuoso, poiché conteneva solo un tavolo e due sedie. “Però”, aggiunse, “c’ero ‘io’ ”.
JAY HALEY nell’ Introduzione a MILTON ERICKSON (1967), “Le nuove vie dell’ipnosi”, Ed. Astrolabio


"E voglio che tu scelga un momento nel passato in cui cri una bambina piccola piccola.
E la mia voce ti accompagnerà. E la mia voce si muterà in quelle dei tuoi genitori, dei tuoi vicini, dei tuoi amici dei tuoi compagni di scuola e di giochi, dei tuoi maestri. E voglio che ti ritrovi seduta in classe, bambina piccolina che si sente felice di qualcosa, qualcosa avvenuto tanto tempo fa, qualcosa tanto tempo fa dimenticato".
Milton Erickson


(...) Erano le SUE emozioni, i SUOI pensieri, le SUE reazioni, a essere terapeutiche. 
Anche se Lui non lo sapeva.
Milton H. Erickson - La mia voce ti accompagnerà


"In realtà la coscienza è sempre selettiva e per questo è circoscritta a ciò su cui è momentaneamente concentrata; non ha la possibilità di occuparsi di tutto contemporaneamente. Un problema fondamentale della coscienza nella sua attuale strutturazione è costituito dal fatto che spesso esclude qualunque elemento si trovi al di fuori del suo immediato punto di concentrazione e tende a credere solo nella sua momentanea disposizione e credenza. Nessuna meraviglia, quindi, che ci siano così tanti conflitti letali all'interno di ogni singolo individuo e tra le persone. Proprio perchè esistono tali limitazioni è imp

ortante che la coscienza si allarghi (aumento di consapevolezza) imparando a entrare in una relazione ottimale con l'inconscio.
L'ipnosi terapeutica non è affatto un tipo di tecnica per programmare i pazienti: si tratta di persone che sono state anche troppo programmate, talmente programmate dall'esterno da aver perduto il contatto con il loro sè interiore. La trance terapeutica è un'esperienza in cui i pazienti ricevono qualcosa dall'interno di se stessi. L'ipnoterapista abile è colui che crea le circostanze adatte a permettere una tale ricettività verso l'esperienza interiore. Egli aiuta il paziente a riconoscere il valore dell'unicità della sua esperienza interiore e fornisce suggestioni sul modo di utilizzarla terapeuticamente.
Possiamo notare che questo modo di definire la trance terapeutica è molto simile all'uso classico della meditazione. La parola "meditazione" viene dal latino "meditari", forma passiva del verbo che letteralmente significa "essere mosso verso il centro". La coscienza rimane passiva mentre è mossa verso il centro (l'inconscio), dove può raggiungere la totalità: una riunificazione con i contenuti e con le tendenze che sono stati esclusi dalla coscienza."
Milton Erickson

"La coscienza dell'uomo moderno razionalistico, programmata in base ad atteggiamenti e credenze tipiche, è gravemente limitata. È stato calcolato che nel migliore dei casi la maggior parte delle persone non sfrutta più del 10 per cento delle proprie capacità mentali. Sostanzialmente molti di noi non sanno come utilizzare le proprie risorse individuali. Il nostro sistema educativo ci ha insegnato soltanto una misurazione fondata su determinati criteri esterni di apprendimento. La coscienza viene così programmata a tendere verso standard di profitto esterni e accettati da tutti, mentre viene trascurato ciò che nell'individuo è unico. Cioè la nostra individualità rimane in gran parte inconscia e sconosciuta. Questo è infatti il problema dei pazienti: molti dei loro sintomi e dei cosiddetti problemi mentali sono dovuti a una repressione della loro individualità. La cura consiste nel permettere che l'individualità emerga e si sviluppi in tutta la sua particolarità."
Milton Erickson


La mappa del mondo di ogni persona è unica, come la loro identificazione. 
Non esistono due persone uguali. Non esistono due persone che capiscono la stessa frase allo stesso modo .... Quindi, nel trattare con le persone, cercate di non adattarvi al vostro concetto di quello che dovrebbe essere. 
Milton Erickson



La direzione del proprio cammino la si trova solo quando si agisce
Hernàn Huarache Mamani

COME GUIDARE GLI ALTRI NELLA VITA. Un giorno stavo tornando a casa da scuola, quando un cavallo che era scappato, con le redini sulla groppa, superò un gruppo di noi ed entro nel campo di un contadino alla ricerca di un po’ di acqua da bere. Sudava abbondantemente, e il contadino non l’aveva visto, cosicché lo catturammo noi. Io saltai in groppa al cavallo e, visto che aveva le briglie, PRESI IN MANO LE REDINI E DISSI: ”HOP! HOP!”, INDIRIZZANDOLO VERSO LA STRADA. SAPEVO CHE IL CAVALLO AVREBBE GIRATO NELLA DIREZIONE GIUSTA. E il cavallo si mise a trottare e a galoppare lungo la strada. OGNI TANTO SI SCORDAVA DI ESSERE SULLA STRADA E SI BUTTAVA IN QUALCHE CAMPO, ALLORA IO GLI DAVO UNA SCROLLATINA E RICHIAMAVO LA SUA ATTENZIONE SUL FATTO CHE ERA SULLA STRADA CHE DOVEVA STARE. E alla fine, a circa 6 chilometri da dove gli ero salito in groppa, si infilò nel recinto di una fattoria e il contadino disse: ”Dunque è così che è tornato quello scemo. Ma dove l’hai trovato?”, e io dissi:” A circa sei chilometri da qui”. “E COME HAI FATTO A SAPERE CHE DOVEVI VENIRE QUI?”. ”IO NON LO SAPEVO”, RISPOSI IO, “LO SAPEVA IL CAVALLO. IO NON HO FATTO ALTRO CHE MANTENERE LA SUA ATTENZIONE SULLA STRADA”.
Milton Erickson





una metafora che ben problematizza il delicato equilibrio del lavoro del terapeuta che deve sostenere ma non indirizzare; aiutare a trovare la propria strada. Un errore che molti dovrebbero evitare è credere di sapere cosa sia meglio per l'altra persona, più difficile è lasciare, sostenendola, che la trovi.


sabato 10 dicembre 2011

Hopper. La frase più pericolosa in assoluto è: "Abbiamo sempre fatto così"

L'abitudine è la grande guida della vita umana
D.Hume


Un'abitudine, se non contrastata, diventa una necessità
Sant'Agostino


La frase più pericolosa in assoluto è: "Abbiamo sempre fatto così"
Grace Murray Hopper


"Un agricoltore, il cui grano vinceva sempre il primo premio alla fiera regionale, aveva l’abitudine di dividere i semi migliori con tutti i contadini del vicinato. Quando gli chiesero perché, egli rispose:
“Il vento solleva il polline e lo trasporta da un campo all’altro. 
Perciò se i miei vicini coltivassero un grano di qualità inferiore, l’impollinazione crociata impoverirebbe la qualità del mio raccolto. Ecco perché ci tengo che essi piantino solo i semi migliori“. Tutto ciò che diamo agli altri lo diamo a noi stessi".
Testo tratto dalla bacheca di Sergio Forgione.






mercoledì 23 novembre 2011

Giuseppe Mazzini. Nei tempi antichi, barbari e feroci, i ladri s'appendevano alle croci: ma nei presenti tempi più leggiadri, s'appendono le croci in petto ai ladri.

Nei tempi antichi, barbari e feroci, i ladri s'appendevano alle croci: 
ma nei presenti tempi più leggiadri, s'appendono le croci in petto ai ladri.
 Giuseppe Mazzini 

"Si tratta dunque di trovare un PRINCIPIO EDUCATORE SUPERIORE..., CHE GUIDI GLI UOMINI AL MEGLIO, che insegni loro la COSTANZA NEL SACRIFICIO, che LI VINCOLI AI LORO FRATELLI dipendenti dall'idea d'un solo o dalla forza di tutti. E QUESTO PRINCIPIO E' IL DOVERE. Bisogna convincere gli uomini ch'essi...hanno ad essere qui in terra esecutori di una sola legge -che OGNUNO D'ESSI, DEVE VIVERE, NON ...PER SE', MA PER GLI ALTRI- che LO SCOPO DELLA LORO VITA NON E' QUELLO DI ESSERE PIU' O MENO FELICI, ma di RENDERE SE STESSI E GLI ALTRI MIGLIORI, che il COMBATTERE L'INGIUSTIZIA E L'ERRORE A BENEFIZIO DEI LORO FRATELLI E DOVUNQUE SI TROVA, é non solamente diritto, ma dovere...DOVERE DI TUTTA LA VITA." 
Giuseppe Mazzini

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