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mercoledì 15 gennaio 2014

Riccardo Muti. Se togliamo ai nostri figli la possibilità di avvicinarsi all’arte, alla poesia, alla bellezza, in una sola parola alla cultura, siamo destinati a un futuro di gente superficiale e pericolosa. Per questo occorre difendere un settore che non esiste per dare dei profitti, ma per parlare direttamente alla gente. Sottolineo che un’orchestra sinfonica costo molto, ma molto meno di un giocatore di calcio”. “I dittatori hanno sempre cercato di chiudere la bocca agli artisti e agli intellettuali, perché la cultura, nonostante l’imbarbarimento estetico al quale stiamo assistendo, continua a essere l’anima del popolo”. “L’Europa ha alle spalle una storia importantissima, sul piano culturale è stata a lungo leader nel mondo. Ora non può dimenticarlo:per risalire e tornare propositiva, basterebbe che i governi dei vari Paesi togliessero un po’ di denaro alle cose superflue e lo destinassero prima all’educazione, poi all’educazione e quindi all’educazione

Se togliamo ai nostri figli la possibilità di avvicinarsi all’arte, alla poesia, alla bellezza, in una sola parola alla cultura, siamo destinati a un futuro di gente superficiale e pericolosa. Per questo occorre difendere un settore che non esiste per dare dei profitti, ma per parlare direttamente alla gente. Sottolineo che un’orchestra sinfonica costo molto, ma molto meno di un giocatore di calcio”. “I dittatori hanno sempre cercato di chiudere la bocca agli artisti e agli intellettuali, perché la cultura, nonostante l’imbarbarimento estetico al quale stiamo assistendo, continua a essere l’anima del popolo”. “L’Europa ha alle spalle una storia importantissima, sul piano culturale è stata a lungo leader nel mondo. Ora non può dimenticarlo:per risalire e tornare propositiva, basterebbe che i governi dei vari Paesi togliessero un po’ di denaro alle cose superflue e lo destinassero prima all’educazione, poi all’educazione e quindi all’educazione
Riccardo Muti



Nel Macbeth, e ricordiamo che è del 1847, Verdi chiede all’orchestra un suono muto, al cantante una voce soffocata, che sembrano una contradictio in terminis: «muto» significa «silenzio». Suono muto significa «suono che non è suono». Questo è virtuosismo, perché richiede allo strumentista non solamente l’esercizio e l’esperienza di ciò che ha studiato in conservatorio, ma anche il contrario: e cioè di emettere un suono… non emettendolo. Su questo suono muto vi è poi l’indicazione diminuendo. Come si può diminuire un suono che è già un non suono? È questa la grandezza di Verdi. Ha un concetto del suono e della sua emissione che non appartiene a quello nostro, «normale». Verdi è molto più moderno di quello che noi pensiamo, e qui è davvero proiettato molti decenni in avanti: indicava sonorità pressoché espressionistiche, ben prima che l’espressionismo diventasse una scuola di composizione o di pittura. Suono muto, suono soffocato, senza suono, con voce oscillante, sono tutti termini che non si troveranno neppure nelle partiture di Aleksandr Scrjabin, che sono ricche di prescrizioni ben precise.
Già all’inizio del suo percorso creativo Verdi si rivela un compositore «del futuro» e intende usare l’orchestra e la voce, specialmente la voce, in un modo ben diverso da quello atletico oggi in voga, quando si richiedono ai cantanti prestazioni di virtuosismo e potenza. Per lui la voce era davvero veicolo di espressione, ma un’espressione di tale modernità che, se cercassimo di realizzarla nei nostri teatri tradizionali, saremmo presi per matti.Un chiaro esempio di questo è il ruolo di Lady Macbeth. Non credo che oggi il pubblico accetterebbe una Lady Macbeth con una voce rauca, una «voce che avesse del diabolico», ma è così che Verdi la voleva.
Riccardo Muti - Verdi, l’italiano. Ovvero, in musica, le nostre radici 


domenica 25 agosto 2013

Loredana Marano. Se l'Uomo è intelligenza, cioè capacità di adattamento e di modifica dell'habitat, io valuto le persone non in base al censo, né alla cultura, né all'orientamento politico o religioso, ma in base all'atteggiamento di fronte alla vita: 1. ottimisti: coloro che mettono idee ed energia per intervenire a beneficio di tutti, che credono nelle possibilità dell'uomo 2. riflessivi: coloro che sono portati a pianificare secondo logica ogni cosa in vista di un obiettivo che deve essere chiaro e concreto 3. pessimisti: coloro che frenano, che fermano l'attenzione su ciò che non va bene (in genere tutto) e mettono in guardia da possibili rischi 4. i ripetitori, coloro che si sentono accreditati a rappresentare il pensiero comune: in effetti abbracciano una qualsiasi parte e non hanno memoria.

L’uomo è come una cipolla, esattamente come una cipolla: strati su strati di personalità. 
E dietro a tutti questi strati si nasconde l’essenza. Quest’essenza è il vuoto, sunya. È più un non-essere che un essere, perché l’essere ha delle limitazioni, dei confini. Invece il nucleo più profondo non ha confini, non ha limitazioni, è solo libertà, un libero fluire dell’energia – le sue dimensioni sono infinite.
Se non sbucci gli strati della personalità uno per uno, fino all’ultimo, e riscopri l’essenza, la tua mente rimane malata. La malattia della mente è rimanere bloccata da qualche parte, immobile, come congelata. La malattia della mente è essere bloccata. È un vicolo cieco; è esattamente questo: un posto che non ha via d’uscita. Sei bloccato. Non hai la libertà di fluire, di essere e anche di non-essere. Sei costretto a essere qualcuno. Sei più simile a una dura roccia, che a un fiume.
La libertà è salute. Essere bloccati, fissati, è malattia mentale. E tutti, o quasi, sono malati. Succede raramente che qualcuno abbia il coraggio di penetrare fino al nucleo più profondo del non-essere. 
Osho



 


Se l'Uomo è intelligenza, cioè capacità di adattamento e di modifica dell'habitat, io valuto le persone non in base al censo, né alla cultura, né all'orientamento politico o religioso, ma in base all'atteggiamento di fronte alla vita:
1. ottimisti: coloro che mettono idee ed energia per intervenire a beneficio di tutti, che credono nelle possibilità dell'uomo
2. riflessivi: coloro che sono portati a pianificare secondo logica ogni cosa in vista di un obiettivo che deve essere chiaro e concreto
3. pessimisti: coloro che frenano, che fermano l'attenzione su ciò che non va bene (in genere tutto) e mettono in guardia da possibili rischi
4. i ripetitori, coloro che si sentono accreditati a rappresentare il pensiero comune: in effetti abbracciano una qualsiasi parte e non hanno memoria.

I primi si impegnano e ci rimettono la faccia se le 'imprese' si impantanano
I secondi rappresentano la sicurezza: permettono di evitare i passi falsi.
I terzi sono destinati alla sofferenza di fronte alle inevitabili storture della vita. Prima della profezia e dopo
I quarti sono quelli che non rischiano mai, non soffrono, non danno un apporto critico costruttivo, non si assumono responsabilità perché vivono a rimorchio di altri.



Nicola Napoletano:
Io ho imparato che, a parte gli estremi che esistono sempre, ciascuno di noi, in base alle circostanze, alle esperienze, all'umore, ai premi e ai castighi, può rappresentare ciascuna di queste categorie
Distinguere l'Uomo per categorie significa accettare che ognuno è solo se stesso. Io sono dell'idea, forse errata, che siamo sempre anche qualcun altro. [...] Ho visto persone fare e pensare cose che non avrei mai creduto poter fare o pensare. Col tempo c'è chi si "irrigidisce" sulle propria personalità. Ma chi ha uno spirito critico, portato all'apertura, che non si spaventa dei cambiamenti, fa l'opposto. Si ammorbidisce, o per dirla come te, "generalizza" il suo atteggiamento.






ma le 'categorie' mie sono fluide: io sono ottimista, ma in certi settori divento riflessiva e sospettosa e pretendo una pianificazione [...] Io mi riferisco alla SOCIETA' , a noi, alla nostra disponibilità al cambiamento





E poi esiste una quinta categoria, così ben descritta dal Cipolla: "gli stupidi", una costante in tutte le società e in tutti i tempi. I più pericolosi ,soprattutto se sono ai vertici. Coloro che sono capaci più o meno inconsapevolmente di causare danni a se stessi e al prossimo. "Una persona stupida è chi causa un danno ad un altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita." 
Cit.  LE LEGGI FONDAMENTALI DELLA STUPIDITA’ UMANA
di Carlo M. Cipolla, Professore Emerito di storia Economica a Berkeley


Condivido la visione del cambiamento proposta da Loredana e da Francesco. Per me cambiamento significa proprio volontà, capacità e perseveranza. Rispettare le persone e interessarsi a loro. Avere capacità critica, senza deferenza per il "già fatto". "immaginare la complessità".





Se per un istante Dio si dimenticherà che
sono una marionetta di stoffa e
mi regalerà un poco di vita, probabilmente non
direi tutto quello che penso,
ma in definitiva penserei tutto quello che dico.

Darei valore alle cose, non per quello che valgono,
ma per quello che significano.

Dormirei poco, sognerei di più,

capisco che per ogni minuto che chiudiamo gli
occhi, perdiamo sessanta secondi di luce.

Andrei avanti quando gli altri si fermano,
starei sveglio quando gli altri dormono,
ascolterei quando gli altri parlano e
come gusterei un buon gelato al cioccolato!!

Se Dio mi regalasse un poco di vita,
vestirei semplicemente,
mi sdraierei al sole lasciando scoperto non solamente
il mio corpo ma anche la mia anima.

Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei
il mio odio sul ghiaccio e
aspetterei che si sciogliesse al sole.

Dipingerei con un sogno di Van Gogh
sopra le stelle un poema di Benedetti
e una canzone di Serrat sarebbe la serenata
che offrirei alla luna.

Innaffierei con le mie lacrime le rose,
per sentire il dolore delle loro spine
e il carnoso bacio dei loro petali...

Dio mio, se io avessi un poco di vita...

Non lascerei passare un solo giorno
senza dire alle persone che amo,
che le amo.Convincerei tutti gli uomini e le donne
che sono i miei favoriti e
vivrei innamorato dell'amore.

Agli uomini proverei
quanto sbagliano al pensare
che smettono di innamorarsi
quando invecchiano, senza sapere
che invecchiano quando smettono di innamorarsi.

A un bambino gli darei le ali,
ma lascerei che imparasse a volare da solo.

Agli anziani insegnerei
che la morte non arriva con la vecchiaia
ma con la dimenticanza.

Tante cose ho imparato da voi, gli Uomini!

Ho imparato che tutto il mondo ama vivere
sulla cima della montagna,
senza sapere che la vera felicità
sta nel risalire la scarpata.
Ho imparato che
quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno,
per la prima volta, il dito di suo padre,
lo tiene stretto per sempre.
Ho imparato che un uomo
ha il diritto di guardarne un altro
dall'alto al basso solamente
quando deve aiutarlo ad alzarsi.

Sono tante le cose
che ho potuto imparare da voi,
ma realmente,
non mi serviranno a molto,
perché quando mi metteranno
dentro quella valigia,
infelicemente starò morendo.

Garcia Marquez



mercoledì 11 gennaio 2012

Sandro Pertini. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria,... che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero.

Le dittature si presentano apparentemente più ordinate, nessun clamore si leva da esse. Ma è l'ordine delle galere e il silenzio dei cimiteri.
Sandro Pertini
[25 settembre 1896 – 24 febbraio 1990]


Quando mi dissero che il cadavere di Mussolini era stato portato a piazzale Loreto, corsi con mia moglie e Filippo Carpi. I corpi non erano appesi. Stavano per terra e la folla ci sputava sopra, urlando. Mi feci riconoscere e mi arrabbiai: "Tenete indietro la folla!". Poi andai al CLN e dissi che era una cosa indegna: giustizia era stata fatta, dunque non si doveva fare scempio dei cadaveri. Mi dettero tutti ragione: Salvadori, Marazza, Arpesani, Sereni, Longo, Valiani, tutti. E si precipitarono a piazzale Loreto, con me, per porre fine allo scempio. Ma i corpi, nel frattempo, erano già stati appesi al distributore della benzina. Così ordinai che fossero rimossi e portati alla morgue. Io, il nemico, lo combatto quando è vivo e non quando è morto. Lo combatto quando è in piedi e non quando giace per terra
Sandro Pertini. Piazzale Loreto

Nella vita talvolta è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza.
Sandro Pertini

Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria,... che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli?  Questo non è un uomo libero.
 Sandro Pertini


Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l'appello ai giovani:
di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vogliono due qualità a mio avviso cari amici: l'onestà e il coraggio. L'onestà... l'onestà... l'onestà. [...] E quindi l'appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c'è qualche scandalo. Se c'è qualcuno che dà scandalo; se c'è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!
Sandro Pertini, discorso del 31 dicembre 1983


Ci sono state inadempienze, saranno punite, come il prefetto di Avellino che è stato già giustamente rimosso.... in Belice, dove sono i soldi stanziati? Chi ha speculato, è in galera come dovrebbe essere? Perché non c'è peggior infamia che speculare sulle disgrazie altrui
Sandro Pertini, 1980, discorso sul terremoto in Irpinia

Dall’intervista rilasciata da Sandro Pertini a Nantas Salvalaggio della  “La Domenica del Corriere”:
"Non accetterò mai di diventare il complice di coloro che stanno affossando la democrazia e la giustizia in una valanga di corruzione. Non c’è ragione al mondo che giustifichi la copertura di un disonesto, anche se deputato. Lo scandalo più intollerabile sarebbe quello di soffocare lo scandalo. L’opinione pubblica non lo tollererebbe. Io, neppure. Ho già detto alla mia Carla: tieni pronte le valigie, potrei piantare tutto…
Io spero che i documenti dei famosi ‘pretori d’assalto’ siano vagliati con rigore. Spero che tutto sarà discusso in aula, e nessuna copertura sarà frettolosamente inventata dai padrini dell’assegno sottobanco… Mi fanno pena i magistrati e i politici che cercano di tagliare le gambe ai pretori dell’inchiesta sullo scandalo del petrolio. Dicono che sono troppo giovani: ma da quando la giovinezza è un reato? Se mai è un sintomo esaltante e meraviglioso: significa che il Paese ha una riserva di coraggio e di onestà nelle nuove generazioni. E poi, mi creda: questi giovani (beati loro!) sono stati esemplari, rapidissimi. In tredici giorni hanno vagliato quintali di documenti. Hanno perduto ciascuno tre o quattro chili, mi dicono.
Ma è quel sudore, quella fatica, che possono ora lavare le macchie dei piccoli e grandi corruttori. Nel mio partito mi accusano di non avere souplesse. Dicono che un partito moderno si deve ‘adeguare’. Ma adeguare a che cosa, santa Madonna? Se adeguarsi vuol dire rubare, io non mi adeguo. Meglio allora il partito non adeguato e poco moderno. Meglio il nostro vecchio partito clandestino, senza sedi al neon, senza segretarie dalle gambe lunghe e dalle unghie ultralaccate… Dobbiamo tagliarci il bubbone da soli e subito. Non basta il borotalco a guarire una piaga. Ci sono i ladri, gli imbroglioni? Bene, facciamo i nomi e affidiamoli al magistrato".





Ecco, io non so perché ancora qualcuno si stupisca che la classe politica attuale goda di così poca stima presso i cittadini… quel che è certo è che se ci fossero un po più Sandro Pertini, questo Paese sarebbe certamente migliore. E se non ci sono, non stiamo a lamentarci e a piangerci addosso: cominciamo noi nel nostro piccolo a fare i Sandro Pertini. Cominciamo a non adeguarci, a protestare ogni volta che le cose vengono fatte “secondo il sistema” e non “secondo coscienza”. Forse non cambierà nulla, ma se l’onestà di una persona sola come Pertini ai vertici dello Stato ha fatto tanto, figuriamoci se a quei vertici ce ne fossero almeno un centinaio.
Quella, nel paese che non ha mai risolto la Questione Morale, sarebbe la vera rivoluzione.

zzzzz a

http://siamolagente.altervista.org/non-perdetevi-questa-intervista-a-pertini-se-adeguarsi-vuol-dire-rubare-io-non-mi-adeguo-ed-altro-ancora-che-dio-ci-mandi-qualche-altro-uomo-come-questo/



domenica 4 dicembre 2011

Henri Cartier-Bresson. Non preoccuparti della critica. Se non è vera, ignorala; se è ingiusta evita di irritarti; se è ignorante, sorridi; se è giustificata, impara da essa.

Non preoccuparti della critica.
Se non è vera, ignorala;
se è ingiusta evita di irritarti;
se è ignorante, sorridi;
se è giustificata, impara da essa.
Henri Cartier-Bresson


‎Fotografare è trattenere il respiro quando le nostre facoltà convergono per captare la realtà fugace; a questo punto l'immagine catturata diviene una grande gioia fisica e intellettuale. [...] 
È porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore.
È un modo di vivere
Henri Cartier-Bresson, "Contrasto"






 

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