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mercoledì 29 agosto 2012

Jankelevitch. Ciò che non si vede è come se non ci fosse




Ciò che non si vede è come se non ci fosse.
V. Jankelevitch


sabato 21 gennaio 2012

Parmenide, Il poema sulla natura, o Della natura. … Orbene io ti dirò, e tu ascolta accuratamente il discorso, quali sono le vie di ricerca che sole sono da pensare: l'una che "è" e che non è possibile che non sia, e questo è il sentiero della Persuasione (infatti segue la Verità); l'altra che "non è" e che è necessario che non sia, e io ti dico che questo è un sentiero del tutto inaccessibile: infatti non potresti avere cognizione di ciò che non è (poiché non è possibile), né potresti esprimerlo. ...Infatti lo stesso è pensare ed essere.

La posizione di Parmenide è singolare perché è anche il punto di maggiore contatto con l'Oriente.[...] 
La soluzione radicale di Parmenide è questa: il divenire non minaccia più, non può essere nocivo perché non esiste. [...] Tutto l'angosciante, tutto il terribile, tutto l'orrendo del mondo è illusione. Ebbene questa è anche la strada percorsa dall'Oriente: i Veda, le Upanishad, la ripresa buddista del bramanesimo sono tutti grandi motivi che convergono su questo punto: l'uomo è infelice perché non sa di essere felice, perché non sa che il dolore è al di fuori di lui, e che lui è un puro sguardo che non è contaminato dal dolore che gli passa innanzi, così come lo specchio non è contaminato dall'immagine che si riflette in esso. 
Emanuele Severino


La vera conoscenza non nasce dai sensi, ma dalla ragione
Parmenide


La ragione codifica ed organizza le informazioni che i sensi raccolgono.
Parmenide

L'essere è, il non essere non è, pensare ed essere sono la stessa cosa 
Parmenide


« … Orbene io ti dirò, e tu ascolta accuratamente il discorso, quali sono le vie di ricerca che sole sono da pensare: l'una che "è" e che non è possibile che non sia, e questo è il sentiero della Persuasione (infatti segue la Verità); l'altra che "non è" e che è necessario che non sia, e io ti dico che questo è un sentiero del tutto inaccessibile: infatti non potresti avere cognizione di ciò che non è (poiché non è possibile), né potresti esprimerlo.  ...Infatti lo stesso è pensare ed essere. » 
Parmenide, Il poema sulla natura, o Della natura; II, III. Parmènide di Elea (in greco Παρμενίδης; Elea, 515 a.C. – 450 a.C.) è stato un filosofo greco antico, presocratico. Fu il maggiore esponente della scuola eleatica.

« Εἰ δ' ἄγ' ἐγὼν ἐρέω, κόμισαι δὲ σὺ μῦθον ἀκούσας, αἵπερ ὁδοὶ μοῦναι διζήσιός εἰσι νοῆσαι· ἡ μὲν ὅπως ἔστιν τε καὶ ὡς οὐκ ἔστι μὴ εἶναι, Πειθοῦς ἐστι κέλευθος - Ἀληθείῃ γὰρ ὀπηδεῖ - ,
ἡ δ' ὡς οὐκ ἔστιν τε καὶ ὡς χρεών ἐστι μὴ εἶναι, τὴν δή τοι φράζω παναπευθέα ἔμμεν ἀταρπόν· οὔτε γὰρ ἂν γνοίης τό γε μὴ ἐὸν - οὐ γὰρ ἀνυστόν - οὔτε φράσαις.
... τὸ γὰρ αὐτὸ νοεῖν ἐστίν τε καὶ εἶναι. » 





 

martedì 10 gennaio 2012

Saggio Maestro. Il timore di soffrire porta a reprimere...Il timore di essere giudicato porta a nascondere..Il timore di essere porta a non essere..Il timore di sbagliare porta a non scegliere..Ogni paura porta con se frustrazione e sofferenza..E' preferibile fare una scelta che non scegliere affatto.


‎"il timore di soffrire porta a reprimere...Il timore di essere giudicato porta a nascondere..Il timore di essere porta a non essere..Il timore di sbagliare porta a non scegliere..Ogni paura porta con se frustrazione e sofferenza..E' preferibile fare una scelta che non scegliere affatto.." 
si dovrebbe allora lavorare molto sulla paura, sulle proprie paure per essere liberi di scegliere,di vivere davvero questa vita, ehhhh se si teme il giudizio degli altri è perchè noi probabilmente giudichiamo gli altri.....quando ci saremo liberati delle proprie paure solo allora saremmo davvero liberi di vivere la vita da vivi e non da "morti"

‎"Iride, infondo se ci pensi, da piccoli con la paura ci hanno cresciuto: L'uomo nero, il lupo cattivo..ecc..ecc..ecc.. Tuttora con altre paure ci tengono buoni.." (Un buon orecchio intenderà)

verissimo, stanno alimentando le paure.....con conseguenze che si possono immaginare sulle popolazioni.....capisco cosa vuoi dire...
Saggio Maestro

giovedì 24 novembre 2011

Essere o Non Essere.

Il NON ESSERCI più di quel che c'è stato è sempre doloroso, 
veramente doloroso. 
Ma il non esserci più di quel che non c'è stato è veramente micidiale, 
una cosa proprio annichilente. 
U. Comia.

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