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venerdì 11 aprile 2014

Padova città dei tre senza: il Santo senza nome, il prato senza erba e il caffé senza porte e io aggiungo anche "la gatta" che non è una gatta, in realtà è un leone Padova è la città del Santo senza nome, perchè quando si dice Santo è già sottointeso che è Sant'Antonio, qui tutti dicono "andiamo al Santo" ed è sottointeso "andiamo alla Basilica di Sant'Antonio", il prato senza erba è così detto perchè fino al 1700 non era altro che una superficie paludosa, infine il Pedrocchi è il caffé storico della città che fino al 1916 rimaneva aperto giorno e notte, da qui caffé senza porte La gatta di Sant'Andrea è un bottino di guerra del 1209, vinta dai padovani sugli estensi. veniva chiamata gatta per denigrare gli sconfitti, ma in realtà è un leone.

Padova.
Padova punta a diventare il cinquantesimo sito Unesco in Italia, proponendo, nella lista dei siti patrimonio dell'umanità, la Cappella degli Scrovegni e altri otto cicli affrescati:

http://www.insideart.eu/2014/04/09/la-capitale-dellaffresco-del-300-candidata-al-titolo-di-50-sito-unesco-in-italia/





Tuttora è la città di Sant' Antonio, il Prato della Valle è un grande giardino ed il Caffè Pedrocchi, vi assicuro, ha le porte. 


Fiorella Caporello: 
Padova città dei tre senza: il Santo senza nome, il prato senza erba e il caffé senza porte e io aggiungo anche "la gatta" che non è una gatta, in realtà è un leone

Padova è la città del Santo senza nome, perchè quando si dice Santo è già sottointeso che è Sant'Antonio, qui tutti dicono "andiamo al Santo" ed è sottointeso "andiamo alla Basilica di Sant'Antonio", il prato senza erba è così detto perchè fino al 1700 non era altro che una superficie paludosa, infine il Pedrocchi è il caffé storico della città che fino al 1916 rimaneva aperto giorno e notte, da qui caffé senza porte

La gatta di Sant'Andrea è un bottino di guerra del 1209, vinta dai padovani sugli estensi. veniva chiamata gatta per denigrare gli sconfitti, ma in realtà è un leone. Si trova in una zona pedonale, di fronte alla chiesa di Sant'Andrea e segna il punto più alto della città storica. Dopo vari incidenti causati da furgoni in manovra per consegnare le merci nei vari negozi della vicinanza, lo scorso settembre è stata letteralmente disintegrata da un camioncino in retromarcia. aspettiamo con trepidazione il restauro della nostra amata GATTA. si parla anche di mettere una copia di fronte alla chiesa, mentre l'originale finirà nei musei civici.

Poi c'è anche il bastione della gatta. si trova nella zona nord della città, nei giardini della rotonda. durante l'assedio subito da Padova nel 1509 da parte delle truppe imperiali della Lega di Cambrai che usavano delle macchine da guerra chiamate gatti. i padovani sicuri della vittoria per provocare gli assedianti issarono una gatta viva in una picca (oddio!!! io che sono amante dei gatti  ) sfidandoli a venirla a prendere. Alla fine Padova vinse e l'assedio fu levato. Per ricordare questo avvenimento, sulla porzione esterna del torrione, è collocata la scultura di una gatta: La Gata, appunto.

domenica 2 settembre 2012

Cardinale Carlo Maria Martini. «LA CHIESA È STANCA, nell'Europa del benessere e in America. La nostra cultura è invecchiata, LE NOSTRE CHIESE SONO GRANDI, LE NOSTRE CASE RELIGIOSE SONO VUOTE e L'APPARATO BUROCRATICO DELLA CHIESA LIEVITA, I NOSTRI RITI E I NOSTRI ABITI SONO POMPOSI.


L'ultima intervista al cardinal Martini: «Chiesa rimasta indietro di 200 anni [...] Perché non si scuote, perché abbiamo paura?»
Un record su Bbc e «Le Monde»: l'articolo pubblicato sul Corriere di sabato fa discutere cattolici e laici nel mondo. [...] Le parole dell'ultima intervista del Cardinal Martini fanno discutere e pensare (forse anche «scandalo»). Nell'intervista dell'8 agosto, il cardinal Carlo Maria Martini parla di «una Chiesa stanca» e di una «cultura Occidentale invecchiata». Temi di atroce contemporaneità che non avrebbero, probabilmente sortito nessun effetto se non le avesse pronunciate un uomo, che anche la Chiesa ufficiale ha riconosciuto padre .

Padre Georg Sporschill, il confratello gesuita che lo intervistò in Conversazioni notturne a Gerusalemme , e Federica Radice hanno incontrato Martini l'8 agosto: «Una sorta di testamento spirituale. Il cardinale Martini ha letto e approvato il testo». 

Come vede lei la situazione della Chiesa? 
«LA CHIESA È STANCA, nell'Europa del benessere e in America. La nostra cultura è invecchiata, LE NOSTRE CHIESE SONO GRANDI, LE NOSTRE CASE RELIGIOSE SONO VUOTE e L'APPARATO BUROCRATICO DELLA CHIESA LIEVITA, I NOSTRI RITI E I NOSTRI ABITI SONO POMPOSI. Queste cose però esprimono quello che noi siamo oggi? (...) IL BENESSERE PESA. Noi ci troviamo lì come il giovane ricco che triste se ne andò via quando Gesù lo chiamò per farlo diventare suo discepolo. LO SO CHE NON POSSIAMO LASCIARE TUTTO CON FACILITÀ. Quanto meno però POTREMMO CERCARE UOMINI CHE SIANO LIBERI E PIÙ VICINI AL PROSSIMO. Come lo sono stati il vescovo Romero e i martiri gesuiti di El Salvador. Dove sono da noi gli eroi a cui ispirarci? Per nessuna ragione dobbiamo limitarli con i vincoli dell'istituzione».
Chi può aiutare la Chiesa oggi? 
«Padre Karl Rahner usava volentieri l'immagine della BRACE CHE SI NASCONDE SOTTO LA CENERE. IO VEDO NELLA CHIESA DI OGGI COSÌ TANTA CENERE SOPRA LA BRACE CHE SPESSO MI ASSALE UN SENSO DI IMPOTENZA. Come si può liberare la brace dalla cenere in modo da far rinvigorire la fiamma dell'amore? Per prima cosa dobbiamo ricercare questa brace. DOVE SONO LE SINGOLE PERSONE PIENE DI GENEROSITÀ COME IL BUON SAMARITANO? Che hanno fede come il centurione romano? Che sono entusiaste come Giovanni Battista? Che osano il nuovo come Paolo? Che sono fedeli come Maria di Magdala? IO CONSIGLIO AL PAPA E AI VESCOVI DI CERCARE DODICI PERSONE FUORI DALLE RIGHE PER I POSTI DIREZIONALI. UOMINI CHE SIANO VICINI AI PIÙ POVERI E CHE SIANO CIRCONDATI DA GIOVANI E CHE SPERIMENTINO COSE NUOVE. Abbiamo bisogno del confronto con uomini che ardono in modo che lo spirito possa diffondersi ovunque».
Che strumenti consiglia contro la stanchezza della Chiesa? 
«Ne consiglio tre molto forti. Il primo è la conversione: LA CHIESA DEVE RICONOSCERE I PROPRI ERRORI E DEVE PERCORRERE UN CAMMINO RADICALE DI CAMBIAMENTO, COMINCIANDO DAL PAPA E DAI VESCOVI. Gli scandali della pedofilia ci spingono a intraprendere un cammino di conversione. Le domande sulla sessualità e su tutti i temi che coinvolgono il corpo ne sono un esempio. Questi sono importanti per ognuno e a volte forse sono anche troppo importanti. Dobbiamo chiederci se la gente ascolta ancora i consigli della Chiesa in materia sessuale. La Chiesa è ancora in questo campo un'autorità di riferimento o solo una caricatura nei media? Il secondo è la Parola di Dio. IL CONCILIO VATICANO II HA RESTITUITO LA BIBBIA AI CATTOLICI. (...) Solo chi percepisce nel suo cuore questa Parola può far parte di coloro che aiuteranno il rinnovamento della Chiesa e sapranno rispondere alle domande personali con una giusta scelta. La Parola di Dio è semplice e cerca come compagno un cuore che ascolti (...). NÉ IL CLERO NÉ IL DIRITTO ECCLESIALE POSSONO SOSTITUIRSI ALL'INTERIORITÀ DELL'UOMO. TUTTE LE REGOLE ESTERNE, LE LEGGI, I DOGMI CI SONO DATI PER CHIARIRE LA VOCE INTERNA e per il discernimento degli spiriti. Per chi sono i sacramenti? Questi sono il terzo strumento di guarigione. I sacramenti non sono uno strumento per la disciplina, ma un aiuto per gli uomini nei momenti del cammino e nelle debolezze della vita. Portiamo i sacramenti agli uomini che necessitano una nuova forza? IO PENSO A TUTTI I DIVORZIATI E ALLE COPPIE RISPOSATE, ALLE FAMIGLIE ALLARGATE. Questi hanno bisogno di una protezione speciale. La Chiesa sostiene l'indissolubilità del matrimonio. È una grazia quando un matrimonio e una famiglia riescono (...). L'atteggiamento che teniamo verso le famiglie allargate determinerà l'avvicinamento alla Chiesa della generazione dei figli. Una donna è stata abbandonata dal marito e trova un nuovo compagno che si occupa di lei e dei suoi tre figli. Il secondo amore riesce. SE QUESTA FAMIGLIA VIENE DISCRIMINATA, VIENE TAGLIATA FUORI NON SOLO LA MADRE MA ANCHE I SUOI FIGLI. SE I GENITORI SI SENTONO ESTERNI ALLA CHIESA O NON NE SENTONO IL SOSTEGNO, LA CHIESA PERDERÀ LA GENERAZIONE FUTURA. Prima della Comunione noi preghiamo: "Signore non sono degno..." Noi sappiamo di non essere degni (...). L'amore è grazia. L'amore è un dono. La domanda se i divorziati possano fare la Comunione dovrebbe essere capovolta. Come può la Chiesa arrivare in aiuto con la forza dei sacramenti a chi ha situazioni familiari complesse?»
Lei cosa fa personalmente? 
«LA CHIESA È RIMASTA INDIETRO DI 200 ANNI. COME MAI NON SI SCUOTE? ABBIAMO PAURA? Paura invece di coraggio? Comunque la fede è il fondamento della Chiesa. La fede, la fiducia, il coraggio. Io sono vecchio e malato e dipendo dall'aiuto degli altri. Le persone buone intorno a me mi fanno sentire l'amore. Questo amore è più forte del sentimento di sfiducia che ogni tanto percepisco nei confronti della Chiesa in Europa. Solo l'amore vince la stanchezza. Dio è Amore. Io ho ancora una domanda per te: che cosa puoi fare tu per la Chiesa?».
Georg Sporschill SJ, Federica Radice Fossati Confalonieri1 settembre 2012

http://www.corriere.it/cronache/12_settembre_02/le-parole-ultima-intervista_cdb2993e-f50b-11e1-9f30-3ee01883d8dd.shtml

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