"Se non guarisci ciò che ti ha ferito, sanguinerai addosso a persone che non ti hanno tagliato."
Carlo Taglia.
Nella mia esperienza di viaggio ho imparato una cosa: la paura è un veleno.
Se permettiamo a questo
veleno di diffondersi nella nostra mente, attiriamo i pericoli che temiamo. Quando iniziai la traversata
dell'Africa senza aerei mi trovai dopo pochi giorni con una pistola puntata in faccia in una stazione dei
pullman sudafricana. Ero arrivato in quel continente pieno di paure e di ansie assorbite dai familiari e dagli
amici, che erano spaventati dal mio progetto. Così, ecco che il pericolo più grande si presentò
immediatamente. Quel giorno dovevo fare duecento chilometri in autostop e quel pericolo accadde al
primo mezzo condiviso di una serie di sei. Dopo mi trovai nel mezzo del nulla nella campagna sudafricana,
con solo del cibo in scatola, poca acqua, la tenda e senza un telefono funzionante. Quel giorno decisi di
continuare ad avere fede nel prossimo e non volevo permettere alla paura di vincere. Smettere di avere fede
sarebbe stato come morire dentro e, con quella decisione, provai una stupenda sensazione di euforia e
libertà, che mi portò a vivere una delle più intense e straordinarie esperienze della mia vita.
Così, per permettere a me stesso di raggiungere la giusta profondità con cui scrivere questo testo, ho
deciso di non avere paura e di immaginare che queste fossero le ultime parole che avrei scritto prima di
morire.
"Se non guarisci ciò che ti ha ferito,
sanguinerai addosso a persone che non ti hanno tagliato."