mercoledì 22 giugno 2011

IL CERVELLO

Il cervello

Fonte: Link
 
"[...]oggi tratto un argomento di fondamentale importanza , l'organo della nostra mente, il cervello.
Partiamo dalle nozioni generali fino a qualche particolarità e curiosità.




Il cervello umano comprende 10-100 miliardi di neuroni(cellule nervose) e molte più cellule ausiliare (glia, ecc.).
I neuroni sono connessi tra loro da sinapsi. Ogni neurone ne ha circa 100.000. Le sinapsi sono i punti di congiunzione tra i neuroni, e contengono da un lato (neurone trasmettitore) dei canali attraverso cui passano le molecole dei neurotrasmettitori, dall'altro (neurone ricettore) delle strutture atte ad riconoscere del neurotrasmettitore.
I neuroni comunicano tra loro per mezzo dei neurotrasmettitori. Sono molecole complesse; i più importanti sono la dopamina, la (nor)adrenalinalina, il GABA (acido gamma-amino-butirrico), la serotonina. Queste sostanze agiscono anche come modulatori diffusi della funzionalità cerebrale.
Il cervello ha una struttura che rispecchia la sua filogenesi:
La formazione del cervello è regolata
Sia geneticamente:
    • Migrazione in situ delle cellule.
    • Mielinizzazione delle fibre di connessione (dai 3 mesi di vita sino a ~25 anni).
Sia dall’ambiente e dall’esperienza:
    • Sensibilizzazione e abituazione (gli studi sull’Aplysia mostrano che i cambiamenti sinaptici sono fondamentali).
    • Rinforzo o eliminazione delle connessioni (Legge di Hebb: cellule che si attivano insieme tendono a rinforzare le connessioni reciproche per modificazione delle sinapsi).
Non esistono punti specifici del cervello dove si trovano percezioni o pensieri specifici; il riconoscimento avviene mediante il confronto di pattern di attivazione di reti neuronali.
I concetti forse si formano mediante la diffusione, anche a lunga distanza, di informazione sulla coerenza di attivazione di insiemi di neuroni.
I centri cerebrali sono connessi da circuiti rientranti, sia riflessi, sia reciproci (l’informazione è continuamente rielaborata).
Lo sviluppo e la strutturazione del cervello, ed in particolare della corteccia, è modulato dall’esperienza.
Esistono periodi particolarmente favorevoli per questa regolazione (p.e. il primo anno per la corteccia visiva, i primi due anni per i centri del linguaggio).
Anche gli aspetti comportamentali più complessi sono mediati da stati cerebrali (p.e. gli effetti degli oppioidi endogeni sul comportamento di ricongiungimento madre-bambino)".

lunedì 20 giugno 2011

De Chirico e il razionalismo - Piazze d'Italia

PIAZZE D'ITALIA - DE CHIRICO



 Le piazze d'Italia: dimensioni mentali della condizione umana

“[...] dalle riflessioni sulla filosofia di Nietzsche e Schopenhauer, nascono le celebri visioni metafisiche.
LA CITTÀ DIVENTA PRETESTO PER ASSEMBLARE SU UN PALCOSCENICO QUASI TEATRALE LE MEMORIE DEL PASSATO rinascimentale, affiancate agli emblemi di un'arte classica (LE STATUE-MANICHINO) ORMAI PRIVA DI RIFERIMENTI STORICI e ridotta a enigmi melanconici e VUOTI DI SIGNIFICATO. Sullo sfondo gli ALTRI EMBLEMI DELLA SOCIETÀ INDUSTRIALE, CHE STRANIANO ULTERIORMENTE RISPETTO ALL'OMOGENEITÀ CULTURALE DELLA CITTÀ.


In questa rappresentazione quasi surreale, più che metafisica della città, [...] arcate profonde che tagliano uno spazio aperto, SOLCATO DA OMBRE INQUIETANTI. [...]. La statua al centro della piazza raffigura Arianna [...]. E' IMMAGINE MITICA CHE RIMANDA AL LABIRINTO E ALL'ABBANDONO. Essa è però legata anche alla figura di Dioniso che incontra dopo l'abbandono di Teseo. [...].
Lo spazio della città si apre a molteplici suggestioni di significati filosofici mentre UN PROFONDO SENSO DI SOLITUDINE PERVADE IL DIPINTO.
Nel 1912 appaiono le prime Piazze d'Italia Con esse ha inizio la fase matura dell'artista, e quella forse più nota ed apprezzata da parte del pubblico: la pittura metafisica.
LE PIAZZE D'ITALIA SONO VISIONI DI PIAZZE PRIVE DI VITA. In esse appaiono edifici squadrati e lunghi porticati, che rimandano alle architetture di Firenze, Torino, Monaco, o ai dipinti di Giotto. 
Oggetti di ogni genere si ritrovano accostati in contesti temporali o spaziali a loro estranei, deformati prospetticamente. Si crea così un SENSO DI ENIGMA, MALINCONIA E SPAESAMENTO. L'UOMO E IL MONDO SONO UN ENIGMA. Solo individui superiori possono RIVELARE L'ESSENZA INTIMA DELLA REALTÀ, LA VERA NATURA DELLE COSE.
DIETRO L'APPARENZA DEL QUOTIDIANO SI CELA IL MISTERO DELL'ESISTENZA. IL VERO ARTISTA RIESCE A TRADURLO IN IMMAGINI.”

De Chirico e il razionalismo

"Mi piaceva molto De Chirico, e devo dire che lo ammiro molto anche adesso, ma davanti a quelle sue piazze vuote oggi sento crescere dentro di me uno strano malessere.
Le piazze vuote disegnate da Giorgio De Chirico (1888-1978), abitate solo da manichini di legno, sono quelle dei sogni. Nei nostri sogni notturni capita spesso di vedere piazze così, locali così, posti abitati da ombre oppure deserti, con luci innaturali, passanti misteriosi che non si fermano e camminano via rasente ai muri, senza mai sostare o sedersi. E’ dunque la rappresentazione di un sogno, il mondo di De Chirico: siamo vicinissimi al surrealismo. Nella realtà quotidiana, la cosa più vicina a un quadro di De Chirico, fino a pochi anni fa, era camminare in una delle nostre piazze all’alba, o magari nel primo pomeriggio in un giorno d’estate; altrimenti, le nostre piazze erano sempre piene di gente, e a me piaceva che le piazze fossero piene di gente.
Mai e poi mai avrei pensato che qualcuno avrebbe preso le piazze vuote di De Chirico e le avesse progettate e costruite sul serio. Le piazze senza gente di De Chirico sono belle solo nei quadri e nei rendering degli architetti: trasportate nel mondo vero producono città inabitabili, cimiteriali, abitate da gente frettolosa, spaesata, impaurita.
L’altro MODELLO degli ATTUALI GOVERNATORI DEL NOSTRO VIVERE QUOTIDIANO sono i marmi bianchi e funerei del RAZIONALISMO, presi a modello soprattutto dagli studi del comasco Terragni. Il risultato sono luoghi come la piazza davanti alla Stazione Centrale di Milano: dove prima c’era un gran casino ma tutto sommato si stava meglio. Sono sparite le edicole, i bar, persino le fontanelle d’acqua se avevi sete, quelle che bastava premere una levetta e veniva su uno spruzzo fresco e gentile, ottimo anche per fare scherzi agli amici quando hai sedici anni e cominci a scoprire il mondo, partendo dalle Stazioni. ADESSO BISOGNA PAGARE TUTTO,  nelle Stazioni: ANCHE L'ACQUA DA BERE, sissignore. Anche se ti scappa la pipì, bisogna avere le monete da un euro in tasca altrimenti sono guai (ai bambini scappa sempre la pipì, nelle Stazioni: fonte sicura di guadagno, quindi; quattro bambini quattro euro, e se la fanno sul posto ancora meglio, scatta la multa per i genitori e l’introito decuplica). Lo stesso criterio l’ho visto adottare a Como, e in altre città: il MODELLO DOMINANTE OGGI è quello, marmi bianchi, autobloccanti ovunque, fontane di metallo, via le edicole, via le panchine, via tutto, il mondo come un’enorme rendering, e al posto di noi umani tanti omini del Lego, che non sporcano e non rompono e non delinquono.
La Stazione Centrale al suo interno E' DIVENTATA UN ENORME CENTRO COMMERCIALE: la biglietteria è stata collocata in fondo in fondo, per arrivarci bisogna fare una bella camminata (provare per credere). Anche l’accesso ai treni è stato modificato: prima bastava salire la scala mobile, adesso DEVI FARE UN GIRO TORTUOSO CHE TI FA PASSARE DAVANTI A NEGOZI E VETRINE -  ma beni di lusso, perché la Stazione Centrale non è mica un posto per gente qualsiasi e BISOGNA SELEZIONARE I CLIENTI. Perché di CLIENTI si tratta, e non più di viaggiatori: e gente che spenda, mi raccomando, e non straccioni con pochi soldi in tasca.
La Stazione Centrale, al suo esterno, E' DIVENTATA UNA PIAZZA DI DE CHIRICO: marmi ovunque, vuoto infinito davanti a te e in ogni dove, se provi a sederti il vicesindaco De Corato (De Corato, non De Chirico) prima ti multa e poi fa annaffiare i marmi, così se ti siedi ti bagni. E se hai preso una storta? Se sei anziano e hai bisogno di riposare cinque minuti? Se sei una mamma con dei bambini e hai bisogno di sederti un attimo per sistemare qualcosa che quei discoli ti hanno combinato? E se vuoi mangiare un gelato passeggiando?
Chi se ne frega, questa E' UNA PIAZZA DEL RAZIONALISMO,  marmi bianchi, spettrale e irreale come i palazzi dell’Eur; mica ci si siede e si fa schiamazzo, mica si mangia il gelato con la morosa, al Monumentale. Questa è una piazza di De Chirico, COSTRUITA SU MISURA PER I MANICHINI: COSA CI FATE QUI, VOI ESSERI UMANI?

2 commenti:
"Anche se De Chirico è incolpevole, il post è efficace davvero. RENDE BENE L'IDEA DELL'ASSENZA IN CERTI SPAZI ( CHE CHIAMANO URBANI E SONO INVECE MATERIALIZZAZIONI DI INCUBI ) DI CIÒ CHE È NECESSARIO AD UN INDIVIDUO PER SENTIRSI A PROPRIO AGIO. E NON DI BENI DI CONSUMO HA BISOGNO... (giacy.nta)"
Giuliano ha detto...:
Sì, certo: De Chirico è morto nel 1978, PROBABILMENTE ANCHE LUI SAREBBE RIMASTO SCONCERTATO. Ho letto che De Chirico guardava la tv tenendo spento l'audio, in silenzio: figuriamoci se gli sarebbe piaciuto questo martellamento continuo di pubblicità nelle Stazioni (e anche fuori, ormai).
Questi ESEMPI DI CIMITERIZZAZIONE DELLE CITTÀ ORMAI SONO ARRIVATI ANCHE NEI PAESI QUI INTORNO, è un esempio che ha preso piede. Chiudono i negozi che davano vita al paese, si aprono solo immobiliari e pompe funebri (non sto scherzando) e UN PO' DI VITA LA SI TROVA ORMAI SOLO NEI CENTRI COMMERCIALI. Questa è la vera trasformazione operata da Berlusconi e dai suoi del "partito del fare": la morte dei piccoli paesi e dei centri storici.
De Corato è anche responsabile in prima persona della politica di DECUPLICARE GLI AFFITTI IN CENTRO A MILANO: CON IL RISULTATO CHE DOPO LE 18 MILANO È UN DESERTO. Se penso alla Milano che ho conosciuto io, mi viene da piangere.
Una cosa però è certo: le panchine di marmo non si possono segare in due (o magari si stanno già attrezzando?).  11 maggio 2011 08:14 ".
http://deladelmur.blogspot.com/2011/05/de-chirico-e-il-razionalismo.html

domenica 19 giugno 2011

PAURE in LIBERTA'

PAURE IN LIBERTA'
Introduzione al convegno
Prof.ssa Del Zompo
18 06 2011

Cagliari, nel tempo è sempre stata molto MODERNA nell'avvicinare le neuroscienze, quanto di più BIOLOGICO c'è, dal punto di vista dello studio del cervello, all'approccio FILOSOFICO, grazie all'incontro di Vanna (Gessa?) col Prof. Gessa e con tanti altri di noi che facevano sopratutto l'ASPETTO NEUROSCIENTIFICO e la voglia, il coraggio, la testardagine e la genialità di Vanna nel voler comunque PORTAR AVANTI GLI INCONTRI TRA FIGURE CHE PARLAVANO E PARLANO LINGUAGGI DIVERSI, con l'idea di trovare sempre di più la POSSIBILITA' DI CONNETTERSI. Per cui questo convegno oggi (18 giugno 2011) è ancora più apprezzabile perchè mette insieme chi parte dalla BIOLOGIA più stretta, e lo studio sull'animale attraverso la CLINICA e l'analisi con metodi di NEUROIMMAGING, alla FILOSOFIA, perciò allo STUDIO DEL PENSIERO.


Remo Bodei. PAURE in LIBERTA'.
Il dottor Spada (relatore precedente, psichiatra) ha citato e ha fatto vedere l'immagine di un Leone, e volendo cominciare questo intervento in maniera un po leggera, vorrei ricordare come cento anni fa mio nonno partecipò alla guerra di Libia assieme a un contingente di cagliaritani, anche lui lo era, e tra questi c'era uno spaccone che raccontava storie mirabolanti e che lui probabilmente rendeva ancora più assurde, il quale diceva -lo racconto prima in sardo, poi lo traduco per gli astanti- che un giorno si era trovato nel deserto e aveva trovato un Leone, e si era arrampicato sulla Palma; dopo un po, dice, sono venuti Leoni, Leoni, a “perditas de ogu”, cioè, a perdita d'occhio. E qualcuno gli ha detto: “ma tui ti ses ispantau?”, cioè hai avuto paura? “no, no deo mi n'de seo calau, appo nau: "permesso, permesso, e mi n'de seo bessiu”..... diciamo senza SEROTONINA.
Io vorrei iniziare partendo da questi discorsi che avete fatto, della presenza o meno negli animali che hanno cervello, spina dorsale, midollo spinale, come diceva il professor Gessa, da un raccontio di KAFKA, l'ultimo che ha scritto, del 1924, intitolato “LA TANA”. In cui c'è un animale non specificato, ma ragionante, che si trova sempre INDECISO TRA RESTARE NELLA TANA, DOVE HA PROTEZIONE, E DOVE SI SENTE SICURO DA OGNI PERICOLO, pur rinunciando alle possibilità che uscire dalla tana gli da e, appunto, uscire e provare una vita più piena e probabilmente più soddisfacente. Quindi questa posizione lo lascia da un lato pieno di incertezza e quando è fuori vorrebbe tornare dentro, quando è dentro vorrebbe tornare fuori. Quindi ha soltanto delle USCITE DI INSICUREZZA. Ora, questo racconto di Kafka ASSOMIGLIA ALLA GABBIA IN CUI I VOSTRI PAZIENTI SI RINCHIUDONO, pur sentendo che la vita al di fuori gli aspetta e che il loro spazio ristretto, simbolicamente e un po realmente, non solo è fattore di angoscia, di claustrofobia, di panico, ma anche IMPEDISCE LORO DI LIBERARE DELLE ENERGIE LATENTI.
Perchè questa situazione assomiglia al protagonista del racconto di Kafka?
Perchè NON SI DECIDONO AD ABBANDONARE CIÒ CHE LI FA SOFFRIRE PERCHÈ COMBATTONO CONTRO LORO STESSI, LA LORO VOLONTA' E' DIVISA e, QUANDO LA VOLONTA' E' DIVISA, NON E' POSSIBILE AGIRE IN UNA DIREZIONE O NELL'ALTRA.
Non si può dire: sii libero!
Come non si può dire: sii spontaneo!
Come non si può dire, quando uno soffre di insonnia: dormi!

E, allora, il problema è se esistono, oltre a METODI CLINICI, farmacologici, psicologici, psicanalitici, dei SISTEMI CHE POSSONO in qualche modo, sopratutto per i terapeuti, indicare delle possibilità, delle strade diverse. Ecco, io non intendo fare -l'ignoranza non da nessun diritto a credere o non credere- nessuna invasione di campo e nessuna interferenza su quello che avete detto. Ho imparato moltissimo, ve ne sono grato, perchè LE IDEE SI CONTAMINANO e in qualche modo generano dei figli o dei figliocci che ci aiutano, ciascuno nel suo campo, a procedere avanti.

Però, quello che vorrei fare, memore dei ricordi scolastici, in cui si raccontava come i romani alla prima guerra punica, non avendo esperienza marinara e dovendo combattere con i provetti cartaginesi, avessero inventato dei ponti mobili, chiamati corvi, per agganciare le navi cartaginesi e permettere ai romani di combattere con le tecniche di fanteria cui erano molto bravi; e, quindi, io lancio una specie di corvo sulle vostre competenze; è bilaterale, cioè ciascuno di noi, senza combattere se non con le idee, può agire.
Permettettemi un'altra cosa, sempre di alleggerimento, vista l'ora: a Pisa, Guazzetti forse lo sa, c'è una forte resistenza nei confronti di questi poveri topi che vengono visti come vittime e quindi ogni tanto si fanno degli incontri appunto con gli scienziati che li usano e qualche volta è capitato anche a me. C'era un drappello di persone all'ingresso: “lei è un torturatore!” e io ho detto: “si, del cervello”. “mi hanno picchiato!” ho detto: “ma no, io soltanto con le idee!”; ecco, quindi, “IO SOLTANTO CON LE IDEE, senza farmi picchiare da voi, vorrei trovare delle strade in cui si può in qualche modo inquadrare le stesse tematiche che voi trattate, ma DA UN ALTRO PUNTO DI VISTA.

Allora, una delle possibilità è questa:
PERCHÈ NON SI PUÒ USCIRE FACILMENTE?

sabato 18 giugno 2011



http://www.cagliarimedicinagenerale.org/modules/GestEve/allegati/tfnvxb9yjc5k2hs8g4dp.pdf


PAROLE IN LIBERTA'.

DOTT. SPADA.

Utilità ed efficaccia della psicoterapia.

La paura.
È UNA EMOZIONE. L'emozione più ancestrale, antica.
Regola TUTTI I RAPPORTI UMANI. L'economia si basa sulla paura, i rapporti politici, gerarchici, l'autorità genera paura, anche IL GIUDIZIO DEGLI ALTRI, la CRITICA, l'INFORMAZIONE, il mondo del LAVORO, le norme, il MOBBING. E' una prova di aggressività, un modo per intimidire l'altro.

L'ansia.
E' sostenzialmente un SINONIMO DELLA PAURA.

Il PANICO
è invece classificato come un tipo di ANSIA (DSM IV)

Un continuum differenziato da una semplice variante QUANTITATIVA.

La paura o l'ansia aumentano CON LA SENSAZIONE DI SENTIRSI IN GABBIA.
Scorgiamo un Leone a una distanza tale da lasciarci fuggire, questo ci consente di rilassarci, però, man mano che il leone si avvicina, iniziamo a preoccuparci, una tensione che potrebbe non lasciarci dormire, quando non abbiamo più la possibilità di fuggire, ci sentiamo in GABBIA.

Tensione crescente, LA PAURA E' UN PROCESSO.
IMPOSSIBILITA' DI FUGGIRE, sensazione di SENTIRSI IN GABBIA che corrisponde alla MANCANZA DI LIBERTA' che ci impedisce di ALLONTANARCI DALLA FONTE DEL PERICOLO.

La paura è UTILE ALLA SOPRAVVIVENZA.

E' UNA DELLE 4 EMOZIONI PRINCIPALI, analogia coi colori.
Dalla fusione dei 4 colori si ottengono emozioni secondari, dalla loro fusione si ottengono

paura ira rabbia gioia,

dalla loro combinazione si ottengono tutte le EMOZIONI PIU' COMPLESSE. es.
PAURA e RABBIA (o Ira) DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA.

PAURA: spinge alla fuga
RABBIA spinge all''attacco.

Con l'attacco può andare bene ma anche male, con la paura invece è più sicura.

TRISTEZZA e la GIOIA, non definiscono la QUANTITA' (ci permettono di vivere più a lungo) ma la QUALITA' della vita ( ci permettono di vivere meglio).

IL TEMPO E' UNA GABBIA.

ATTACCO DI PANICO. È generata da una INTERPRETAZIONE PRESUNTA DELLA REALTA'. PERICOLO IMMAGINARIO.

Spesso il medico invece di rassicurare, lo terrorizza anche solo per il ruolo.

SINTOMATOLOGIA.
Si riferisce sempre alla CAUSA che l'ha generata.
Fare una corretta analisi dei SINTOMI è molto importante, perchè poi dobbiamo combattere le CAUSE CHE LI DETERMINANO.

4 gruppi, manifestazioni soggettive basate sulla SOGGETTIVITA':
Paura di morire...
Paure somatiche.... TREMORI
Senso di IRREALTA'
Manifestazioni comportamentali, FUGA, SOTTOMISSIONE PASSIVA, il paziente è paralizzato. Si instaura la PAURA DELLA PAURA, paura degli stessi attacchi di panico. PORTA A SITUAZIONI DI INABILITA' PARTICOLARMENTE GRAVI, situazioni in cui è deifficile ricevere aiuta, AGOROFOBIA. Il tutto porta alla DEPRESSIONE.

CAUSE
Due gruppi: cause individuali e sociali
Le individuali hanno generalmente cause BIOLOGICHE, ma anche culturali derivanti dal MODELLO FAMILIARE – EDUCATIVO (si basas su una immagine, costruzione del mondo come ECCESSIVANENTE AGGRESSIVO)
Le cause SOCIALI si basano SULL'IDEA DELLA GABBIA. LE GABBIE SONO TUTTO CIO' CHE NON ACCETTIAMO, che ci è imposto, che LIMITANO LE NOSTRE IDEE, POSIZIONI, gabbia che ci impedisce di fare ciò che vogliamo e ci costringe a FARE CIO' CHE NON VOGLIAMO.

LA METAFORA DELLA GABBIA.
Sono di tanti tipi, fisica, culturale...etc. Situazioni più fisiche, riguradano i PREDATORI, GLI INCENDI, LE VALANGHE, si arriva poi a quelle più contemporanee ASTRATTE, LE SITUAZIONI AFFETTIVE, CONFLITTUALI, che sono partticolarmente intense. CONFLITTI AFFETTIVI.

GABBIE EMOTIVE, SOCIALI, CULTURALI
GABBIE DA PRESTAZIONE, sessuale ma non solo. QUALUNQUE PRESTAZIONE.
Prestazione sessuale. Trattamento terapeutico: RASSICURAZIONE EMOTIVA e PSICOFARMACI.

ANSIA e PANICO.: ansia da prestazione e panico da prestazione.

LE GABBIE DELLA SOCIETA' CONTEMPOLRANEA.

Le gabbie ESTETICHE, mode dietetiche, MODI DI PENSARE, politicamente CORRETTO, NON SI PUO' DIRE CIO' CHE SI PENSA, stili di vita che IMPONGONO COMPORTAMENTI RIGIDI.

CLAUSTRSAOFOBIA. ASCENSORE COME GABBIA.
Paura degli spazi chiusi.
Si tratta della FOBIA PIU' ANTICA, corrisponde dalla prima forma di gabbia, quella FISICA, è una FORMA CONCRETA DI GABBIA che nel tempo si è INTELLETTUALIZZATA, divenendo più astratta, GABBIE che pur non essendo di tipo fisico vengono però percepite come costrizione.

AGORA'. Era la piazza greca, centro commerciale e religioso della COMUNITA'. PAURA DELLA PIAZZA. AGOROFOBIA: PAURA DELLA SOLITUDINE. E' più difficile essere soccorsi e difendersi. LE PIAZZE, i GRANDI SPAZI fanno percepire maggiormente IL SENSO DI SOLITUDINE.

La claustrofobia è più pericolosa, si muore prima se imprigionati in una valanga.

EVITA SEMPRE DI TROVARSI SOLO.

Claustrofobia e Agorofobia. Una distinzione che non appare così netta, in ALCUNI CASI SI SOVRAPPONGONO. SPAZIO CHIUSO E APERTO, secondo una VISIONE COSTRUTTIVISTA, è LEGATO ALLA VISIONE SOGGETTIVA dell'osservatore, GENERANDO AGOROFOBIA O CLAUSTROFOBIA a seconda di come IL SOGGETTO COSTRUISCE / IMMAGINA LA SUA REALTA'. Lo stesso soggetto può passare da CLAUSTRO- ad AGOROFOBIA,
LA STESSA SITUAZIONE PUO' ESSERE VISSUTA SIA IN CHIAVE AGOROFOBICA CHE CLAUSTROFOBICA.

ASSOCIAZIONE GABBIANO.

DALLE GABBIE NON CI POSSIAMO LIBERARE.


PROF. GESSA.

Il prof. GESSA non è andato via dalla sua gabbia dorata di cagliari.
CIRCUITI NEURONALI DELLA PAURA.
LA SCIENZA ANCORA NON SI OCCUPA DEGLI ASPETTI SOGGETTIVI, di quello che uno PENSA, come sensazione SOGGETTIVA, FEELINGS, in inglese, UNO E' L'EMOZIONE VERA, IL FEELING o sentimento è IL MESSAGGIO CHE TUTTO QUELLO CHE AVVIENE viene mandato alla CORTECCIA PREFRONTALE, però nessuno, da ARISTOTELE in poi sa cosa è QUESTA COSA SOGGETTIVA che chiamiamo PAURA. NON SAPPIAMO COSA SIA LA PAURA. Cosa sappiamo su questo? Si sa tanto. E' opportuno puntualizzare come NON CI SIA UN SISTEMA UNICO CHE CONTROLLA LE EMOZIONI, così come la cognizione (vedere, sentire... ) non tutte vanno in un centro delle EMOZIONI, alcune vanno in un centro, alcune in un altro.
PAURA, COLLERA, DESIDERIO, DISGUSTO, sono emozioni che noi chiamiamo emozioni, MA LE PAURE LE HANNO ANCHE LE MOSCHE quando scappano, e' una RISPOSTA A UN PERICOLO, sono emozioni che SI SONO CONSERVATE BENE NELLA EVOLUZIONE, chi li ha conservati è SOPRAVVISSUTO. Gli animali non sono un divertimento del ricercatore, ma hanno consentito di scoprire tanti aspetti.
SI SONO CONSERVATI DURANTE L'EVOLUZIONE, LA FILOGENESI.

E' un lusso degli esseri COSCIENTI.
LE EMOZIONI SONO INVOLONTARIE, a meno che non prenda dei farmaci.

CARTESIO.
Era molto religioso e dice, dopo l'errore di coloro che NEGANO DIO, non c'è altro che immaginare che l'animo delle BESTIE sia della stessa natura della nostra.
Gli scienziati moderni se ne fregano, per fortuna, dicono gli SCIENZIATI, gli ANIMALI CI ASSOMIGLIANO, consentendoci di GUARDARE l'amigdala o così via, imparando tanti segreti.

Gli animali USANO LE STESSE DROGHE CHE USANO GLI UOMINI. Quando vogliamo PROIBIRE UNA NUOVA DROGA, LO CHIEDIAMO A UN TOPO. Non possiamo chiederlo ai volontari, o, meglio, potremmo chiederglielo dopo.

Attraverso astute sperimentazioni si è produtta una ADDICION, non solo dipendenza, ma POLARIZZAZIONE TOTALE, mi interessa SOLO LA DROGA, nient'altro, non il sesso etc. NONOSTANTE LE SCOSSE ELETTRICHE CHE VENGONO DATE SUL MUSO, L'ANIMALE VA IN OGNI CASO AVIDAMENTE A PRENDERE LA SOSTANZA.
Lo stesso può dirsi per L'ALCOOL. In caso di astinenza lo prendono anche se ci si scioglie l'amarissimo CHININO, nulla li distrae, neppure una femmina in estro.

Anche gli animali possono diventare DEPRESSI.
Il topo bianco, se messo col topo nero, lo ODIA. IL TOPO EXTRACOMUNITARIO viene in quelche modo morsicato. Ci SONO DUE TIPI DI TOPI GENETICAMENTE DIFFERENTI. Uno temerario, che va ad annusare la gabbia, l'altro rimane immobile. Dentro i cervelli dei topi, nell'IPPOCAMPO, ci sono sostanze identiche a quelle umane, se al topo timido si danno ANTIDEPRESSIVI, anche il TOPO TIMIDO DIVENTA PIU' ESTROVERSO.

Topo su un isoletta nell'acqua senza poter dormire altrimenti cadrebbe nell'acqua, da dei sintomi maniacali, poi cade in depressione.

Sapere dove ci spaventiamo. QUALI AREE DEL CERVELLO e PERCHE'. Quali sono i neurotrasmettitori implicati nella paura e QUALI FARMACI POSSONO ESSERE USATI e cosa ci insegnano i farmaci.
LA PAURA CONDIZIONATA, è stata studiata da......

Le doux e MICHAEL DAVIS hanno studiato le strade che dentro il nostro cervello conducono al panico e alla paura.

PAURA CONDIZIONATA. Come si fa a studiare la PAURA in laboratorio, possibilmente per replciarla in laboratorio.
E' VERO CHE PAUROSI SI NASCE? Incidenza della GENETICA.

Importanza dello STRESS.

CONTESTO CONDIZIONATO: LA PAURA SI TROVA IN QUELL'AMBIENTE (Un ponte in cui siamo intrappolati e da cui non possiamo uscire).

Quanto la corteccia prefrontale può dire: NO, NON DEVI AVERE PAURA.
E' importante per dire CALMANTI, quel ragno non è in fondo così pericoloso.

FARMACI CHE FANNO AUMENTARE LA SEROTONINA NEL NOSTRO CERVELLO. Aumentare la SEROTONINA FA TANTE COSE.

DECLOCISTOSTERINA
CANNABIS

ANSIA e PAURA. Sono reazioni NORMALI A SITUAZIONI DANNOSE.

Quando diventano DISTURBI? QUANDO SONO TANTO FREQUENTI, DURATURI da OSTACOLARE LA VITA NORMALE.

IL PANICO: disturbo da stress post trauma.

TEST DELL'ANZIA CONDIZIONATA.

Gli animali come gli uomini hanno paura di determinati stimoli. Il topo ha una paura ANCESTRALE rispetto al gatto, etc.
E' difficile studiare questo. Con la paura condizionata. RIFLESSI CONDIZIONATI DI PAVLOV. STIMOLO INCONDIZIONATO, PAVLOV, LA CARNE FA SALIVARE, CARNE VIENE ASSOCIATA AD UN SUONO, il suono E' NEUTRO, non fa nulla alcane, ma se gli ASSOCCIO UN SUONO IL CANE INZIA A SALIVARE UDENDO ANCHE SOLO IL SUONO.

QUANDO SENTE IL SUONO PER L'ANIMALE E' COME RICEVERE LA SCOSSA ELETTRICHE.

Il suono arriva ovunque nel cervello.
LIBRO: IL CERVELLO EMOTIVO di ledoux.
Descrive con queste figure come ha scoperto LA STRADA DELLA PAURA. IL SUONO ENTRA NEL CERVELLO E PRODUCE PAURA. Ha cominciato da questo momento: DOVE STA LA PAURA? Comincia a distruggere pezzi di cervello, toglie La corteccia ma la paura c'è ancora, arriva al TALAMO. Dal talamo partono due strade, una arriva all'AMIGDALA, sono DUE MANDORLE.
Lo stimolo contenente l'informazione: DEVI AVER PAURA, prima di arrivare alla corteccia, ARRIVA ALL'AMIGDALA.

Talamo laterale (?) o sensoriale.

L'amigdala è “di bocca buona” ho sentito un suono e tu devi scappare
La corteccia decide, stabilisce che quel suono non indica pericolo.

Pur piccola, l'AMIGDALA è estremamente complesso. Prima di arrivare la, ci sono stazioni intermedie, Relee che fanno da filtro.

Risposte. NUCLEO CENTRALE DELLA AMIGDALA: arriva il segnale: è pericoloso. Manda il segnale di pericolo a quattro zone
….................
4 SEGNALI con cui l'AMIGDALA RISPONDE:
IMMOBILIZZATI (GRIGIO …) L'animale si blocca, nell'uomo corrisponde all'EVITAMENTO, NON FARLO.
Nell'ipotalamo laterlae, significa: il cuore deve battere più forte, stare attento, VIENE LIBERATA ADRENALINA,
Finalmente si buttano fuori ORMONI che sevono per gestire lo stress (??).
Infine attenua la nostra soglia al DOLORE.
L'animale stressato s(??) ente meno il dolore, viene tagliato un arto e non sente dolore (???)

NESSUNO CI HA MAI DETTO COSA E' IL FEELING, IL SENTIMENTO, qual'è questa cosa che chiamiamo sentimento e paura?

DIFFERENZE ED ANALOGIE TRA ANIMALI ED UOMO.

Cosa fa male all'IPPOCAMPO? Iniettando.... (??) all'inizio fa bene, dopo la memoria esplicita (es. io ricordo di aver avuto da piccolo una violenza, questo me lo sono dimenticato) FREUD dice: no, non te ne sei dimenticato, li hai presi e messi in cantina. QUESTO E' GIUSTIFICATO MA NON PROVATO, dice il prof. GESSA. Se muore l'IPPOCAMPO, NON HO RICORDI MA EMOZIONI SI.

Come è giustificato il fatto che non sempre ci sono i ricordi, quindi il CONDIZIONAMENTO non sempre potrebbe essere evidenziato, ma sembra che QUELLA FAMOSA AMIGDALA, può non necessariamente avere in tutti i pazienti queste strade altrettanto robuste. LA STRADA PER ARRIVARE ALL'IPPOCAMPO non è così semplice. Negli animali le strade alternative possono essere distrutti.
NON SEMPRE I SEGNALI ALL'AMIGDALA SONO UGUALI IN TUTTI I PAZIENTI.

Come faccio a CANCELLARE IL DISTURBO DI PANICO???

GENETICA: SI NASCE COL DISTURBO DI PANICO?
Uno dei modi per vedere se c'è una componente ereditaria non familiare è quella di studiare la CONCORDANZA nei gemelli monozigoti o bizigoti.

Il temperamento ansioso quello si VIENE TRASMESSO DI PADRE IN FIGLIO.

CAUSE AMBIENTALI: TRAUMI PSICOLOGICI, marte che muore prima che il figlio abbia 10 anni, disturbi sessuali o fisici, pare che se ha un amico o persona con cui ha affetto , il distrubo di panico diminuisce. Sono riusciti ad evitare la risposta es. RESPIRATORIA se l''uomo aveva una moglie affettuosa.

Nei ratti esposti a madri effettuose o frigide, il destino del neonato è ben diverse. SI MISURA IN LECCATE: QUANTE LECCATE DA HAI FIGLI?
Queste cose non è genetica.
Basta spostare il neonato da una madre all'altra per cambiare il destino del neonato.

Farmaci come cura e come GRIMALDELLO:
Farmaci che POTENZIANO LA SEROTONINA, FARMACI CHE IMPEDISCONO alla serotonina di tornare indietro una volta che è uscita dai neuroni.

I DEPRESSI HANNO POCA SEROTONINA, GLI DIAMO QUEL CHE MANCA:
DAL PROZAC in poi.

LA SEROTONINA è UN CALMANTE:
COMPORTAMENTI DI EVITAMENTO, NON FARLO.

ESTINZIONE.
Ho la paura ma non la traduco in RISPOSTE INVALIDANTI.
Le risposte invalidanti costituicono anche un FEEDBACK POSITIVO, potrei tagliare gli stimoli che spingono l'amigdala a farmi avere più paura.

GAGE: L'UOMO CHE HA AVUTO TRAPANATA LA CORTECCIA PRE-FRONTALE. La lesione impedisce l'estinzione, Chi ha alterazioni nella corteccia prefrontale è L'OSTINAZIONE, INCAPACITA' A SMETTERE, LO FAI ANCHE SE E' DANNOSO.

I CIRCUITI DELL'ESTINZIONE DELLA PAURA.
Le parti del cervello importanti per ESTINGUERE LA PAURA sono le stesse importanti per l'estinzine dalla dipendenza da DROGHE.

ANSIA DELL'ORATORE – ANSIA DEL MODERATORE.

UNA RICERCA SPERIMENTALE. I cannabinoidi: cancellare determinati ricordi. Con la cannabis quello di andare la perchè mi picchiano lo ha dimenticato.
PROF.

L'argomento del prof. BIGGIO.
EPIGENETICA.
E' un concetto che esiste da sempre, da quando esiste la biologia e la genetica. CROMATINA,. Parte legata all'espressione dei GENI.

DIVERSITA' ALL'INTERNO DELLA STESSA SPECIE?? STESSO INDIVIDUO???

EMOZIONE:

VICINANZA INCREDIBILE TRA BIOLOGIA, CERVELLO, MENTE.
QUESTE DIFFERENZE NON ESISTONO: ATTRAVERSO QUELLO CHE LE EMOZIONI FANNO NEL NOSTRO CERVELLO, PARTE UN SEGNALE CHE PUO' MODIFICARE L'ESPRESSIONE DI UN GENE IN UNA CERTA PARTE DEL CERVELLO. Disciplina eccezionale, molto difficile, che CERCA DI CAPIRE QUANTO L'AMBIENTE, ES. la carezza della madre, quanto l'odio ostilità ricevuta dall'ambiente esterno ed interno al nostro corpo può creare al nostro gene detgerminando es. un DISTURBO MENTALE.
EPIGENETICA.

PROF. CARPINIELLO:

Dura realtà della CLINICA.
Curare persone affette da persone affette da disturbi mentali di vario tipo. Le cose sono più complicate di come normalmente immaginiamo. Siamo abituati a pensare le cose in termini semplicistici, esistono almeno 140 tipi di disturbi mentali, come se FOSSERO MONADI SEPARATI, la verità è che la stessa persona può avere DUE TIPI DI DISTURBI MENTALI DIVERSI EPPURE COLLEGATI DIVERSI, oppure nel cosro della vita inziare con un tipo di disturbo e passare ad un altro. Perchè succede? Cosa implica avere nella stessa persona la PATOLOGIA A e la B. Cosa comporti avere entrambe? Non lo sappiamo. Cosa implica avere 2 problemi. Avere due problemi, es. un disturbo d'Ansia e di Umore, il disturbo BIPOLARE DELL'UMORE.
Sono i cosidetti DISTURBI COMUNI, i disturbi mentali più frequenti.

L'ansia è il prototipo tra possibile continuità.
L'ansia è una esperienza UBIQUITARIA in tutte le patologie mentali. E' PRESENTE SEMPRE E COMUNQUE PRIMA O POI nella schizzofrenia, nella depressione, in tantissime patologie umanie.
E' frequente la COPRESENZA nell''ansia e nei disturbi dell'umore.

Chi arriva alla DEPRESSIONE ha in precedenza SOFFERTO D'ANSIA. E' un dato acclarato.
L'età d'esordio del disturbo, tutte le persone che soffrono di depressione-ansia, TUTTI I DISTURBI COMINCIANO TRA I 6 E I 12 ANNI!!!!
LA GRAN PARTE DEI DISTURBI MENTALI COMUNI DA I PRIMI SEGNI DI SE NELL'INFANZIA/ADOLESCENZA.

L'Ansia generalizzata

VALUTAZIONE DEL RISCHIO. Se ho una determinata cosa, che rischio ho che si verifichi e sviluppi un disturbo depressivo?

Si è proposto di CONSIDERARE L'ANSIA GENERALIZZATA come una sorta di DEPRESSIONE???

C'è chi dice che sono simili, chi dice che sono diverse, c'è chi dice che alcune persone hanno una FORMA COMBINATA DI ANSIA E DEPRESSIONE.
SONO LA STESSA COSA (posizione unitaria),

LUMPERS. Espressione diversa di processi che alla base sono identici.

POSIZIONE PLURALISTICA.

IL DSM amette come possibile, ma ancora LA SINDROME ANSIOSO-DEPRESSIVA corrisponde a questo, non si sa bene dove collocarla.

ANSIA e DEPRESSIONE VANNO A BRACCETTO?

Spesso le persone che hanno COMORBIDITA' spesso sono anche più difficili da curare.

IL DISTURBO BIPOLARE è il più complesso e grave.
Hanno non solo depressione ma anche l'altra faccia, EUFORIA.
Fino al 3/4%, molto più di quanto si pensasse, e sono spessissimo in COMORBIDITA' con l'ansia.

Spesso la presenza dell'ansia in maniera molto marcata, porta a un RITARDO NELLA DIAGNOSI DI DISTURBO BIPOLARE.

L'importanza è questa: se le manifestazione dell'ansia sono particolarmente precoci e se ci sono altri indicatori comportamentali, non bisogna solo pensare all'ansia, un CLINICO ATTENTO deve prendere in considerazione che potrebbe essere un inizio, esordio precoce di DISTURBO BIPOLARE.

IMPATTO CLINICO della comorbidità:
Se c'è l'ansia, il rischio di comportamenti suicidari è molto più elevato.

LA COMORBIDITA' TRA ANSIA E DISTURBI DELL'UMORE è una aggravante che rende difficile la DIAGNOSI.
I disturbi d'ansia vengono spesso identificati come disturbi minori, più facili da curare, però spesso può essere un epifenomeno di qualcosa di diverso.

DEL ZOMPO:
L'ANSIA COME TALE PUO' ESSERE MOLTO SPESSO L'INIZIO DI UNA MALATTIA PIU' GRAVE, e questo aspetto non E' FACILE DA RILEVARE, nel momento in cui pensiamo che non sia l'inizio e usiamo degli ANTIDEPRESSIVI, se la diagnosi è un altra stiamo creando un problema grave, perchè L'ANTIDEPRESSIVO NEL TEMPO RIDUCE IL BENESSERE. La diagnosi di Bipolare esclusivamente legata al PANICO ed ANSIA sta aiutando a gestire il paziente, in quel caso SI EVITA ASSOLLUTAMENTE L'USO DEGLI ANTIDEPRESSIVI.









LE MALATTIE DELLA PAURA

dalla psicopatologia alle neuroscienze
PROF. GUAZZELLI

Tra psicopatologia e neuroscienze.
NEURO IMMAGING.
Possibiliità attraverso la tecnologia di vedere non solo cosa fa MA COSA C'è NEL CERVELLO.
A Cagliari non abbiamo questa tecnologia che invece ha PISA.
Non investiamo in ricerca.

CLINICA e RICERCA.

E' un clinico prestato alle neuroscienze.
Dove inizia il lavoro clinico e dove non è clinico? Cosa riguarda la patologia?
ANSIA FISIOLOGICA, CONTINUITA' TRA EMOZIONI NORMALI E ABNORMI. Questo contrasta con l'analisi funzionale del cervello in vivo.

PARTIAMO DAL CONCETTO CHE NEL MONDO è FISIOLOGIA fino a quando l'OMEOSTATASI viene turbata.....

L'ADATTAMENTO

FINO A CHE l'emozione della paura è ADATTIVA E' UN FENOMENO NORMALE CHE CI AIUTA A RIPRENDERE LA NOSTRA VITA, QUANDO INVECE DIVENTA DISADATTIVA diventa interessante per la clinica.

L'amigdala immediatamente attiva l'avvertimento di fuga.
Il nostro organismo è pronto in 3 millesecondi all'attacco o alla fuga.

Cosa è la FOBIA?
Può definirsi una PAURA, ma non è eliminabile con spiegazioni razionali, è abnorme e non evitabile.

EPITTETTO sulla paura.

FENOMENICAMENTE l'ansia è una paura, una paura.

Paura del diavolo: EVITAMENTO FOBICO.

FOBIA SOCIALE.

Nella esposizione al volto viene implicata un altra struttura, INSULA ed AMIGDALA si attivano.

TIMIDEZZA

AMIGDALA – PRECUNIO sono le struttre più coinvolte.

C'è una coerenza in queste struttre dalla condizione di salute, andrebbero NELLA DIREZIONE DI UNA CONTINUITA'.

Stanno diventando CORRELATI MORFOLOGICI, rispetto ai neurologici, possono essere modificati da una TERAPIA che può essere FARMACOLOGICA o NON FARMACOLOGICA.

Tempo verra

REMO BODEI

La forza di gravità, la necessità c'è sempre, ma dentro i limiti della necessità ci sono i margini della libertà.

 


















Curiosità E Aneddoti dell'Antichità:

"Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore. Deve trattarsi di altro, perché amore e libertà vanno a braccetto, sono due ali dello stesso gabbiano.
Ogni volta che vedi il tuo amore in conflitto con la tua libertà, significa che stai facendo qualcos'altro in nome dell'amore".

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martedì 14 giugno 2011

YouTube - Pro Sardigna, Luras

Sa Femmina Accabadora e L'Eutanasia.

YouTube - Pro Sardigna, Luras

Il pedagogista: chi è e chi non è

http://www.psychomer.it/il-pedagogista-chi-e-e-chi-non-e/


Il pedagogista professionale è una figura che sta rinascendo in questi ultimi anni. Non è una professione  appena nata ma che sta risorgendo, non senza fatica, per riappropriarsi della specificità e della dignità professionale che ancora le vengono negate.
Questi mancati riconoscimenti non trovano certamente riscontro nella politica accademica, dove da già molti anni si vanno a prefigurare sempre più lauree specialistiche dopo la laurea triennale in scienze dell’educazione. E’ il caso ad esempio dell’ultima laurea in scienze pedagogiche (da me frequentata), sempre più specializzata nel formare educatori in grado di divenire, appunto, pedagogisti abilitati e preparati al lavoro in ambito sociale, accademico e scolastico.
Vi sono poi altri corsi specialistici come la laurea in educazione degli adulti, consulenza per la disabilità e la marginalità, progettazione e coordinamento, filosofia della persona, formazione e sviluppo delle risorse umane, scienze antropologiche ed etnologiche, teorie e metodologie dell’e-learning: solo alcuni nome dell’ampio spettro formativo che le facoltà di scienze della formazione progettano appositamente per una formazione sempre più a portata del bisogno educativo di oggi.
Il mancato riconoscimento trova la sua radice del problema nel negato diritto ad avere un proprio albo professionale.
Attualmente si sta tentando si perseguire questo obiettivo, ovvero di ottenere un albo dei pedagogisti professionali, non con poche difficoltà. Le associazioni che si occupano di questa battaglia, ormai mi sembra il termine più appropriato visto gli sviluppi, sono l’Anpe, Anpec  e la Fiped.  Queste si occupano già da anni di organizzare in modo privato dei corsi, chiamati master, in pedagogia clinica. Allo stesso modo hanno dei propri albi “privati” e non riconosciuti dallo stato, a cui è possibile iscriversi al termine del master e se in possesso della laurea magistrale in pedagogia. Il corso è aperto anche ad altri esperti del settore umano o con laurea triennale, così come l’albo, ciò che differenzia è il titolo di iscrizione allo stesso(il titolo massimo è previsto solo per i laureati magistrali in pedagogia). Tuttavia questa “apertura” incondizionata mostra quale confusione regni in questo tipo di formazione privata, che seppure tenta di autoregolarsi fa fatica a mantenere standard e livelli pari alle scuole di psicoterapia e all’albo degli psicologi.
A livello si mansioni lavorative il pedagogista professionale è chiamato ad operare in una vasta gamma di servizi che operano su tutte le fasce d’età; per capire meglio –che cosa fa- di solito inizio nel dire che cosa non è.
Il pedagogista non è uno psicologo, per cui non si occupa dei casi clinici, ovvero dei casi più gravi, quasi tendenti alla malattia, e non si occupa delle terapie psicologiche.
Il pedagogista si occupa dei problemi quotidiani, di tutti i giorni, del potenziamento delle risorse, dello sviluppo sano, del benessere e dell’empowerment della persona e del suo ambiente, come ad esempio:
Il pedagogista è più vicino alla relazione d’aiuto nel senso di prendersi cura dell’altro; lo psicologo ha il suo baricentro nella relazione terapeutica. Il pedagogista nasce nell’ambito del forte bisogno di formazione durante tutto l’arco della vita, ormai riconosciuto come bisogno fondamentale all’interno della nostra società, definita “società della conoscenza”. Egli si occupa di creare un ambiente che accompagni spontaneamente la persona verso il suo sviluppo, il suo cambiamento.
Il pedagogista ha un suo spazio personale, che fatica ad essere riconosciuto per la mancanza di interrogativi rispetto alla vita quotidiana, di tutti i giorni. E’ proprio un peccato che ancora oggi ci si interroghi solo di fronte a casi clinici, evidentemente gravi e bisognosi d’aiuto tali da dover ricorrere allo psicologo. Sono convinta che si può e si deve fare qualcosa prima: la risposta è nell’educazione alla vita dove educatori e pedagogisti trovano appunto, il loro spazio, la loro dignità e professionalità.

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