sabato 14 ottobre 2017

KANT. Abbagnano - Fornero Vol 2. Collocandosi tra Illuminismo e Romanticismo, Kant riconosce alla ragione il compito di condurre una "critica" intorno ai fondamenti di ogni esperienza e di ogni facoltà umana.

Nicola Abbagnano  - Giovanni Fornero
con la collaborazione di Giancarlo Burghi
L'ideale e il reale
corso di storia della filosofìa

KANT

Collocandosi tra Illuminismo e Romanticismo, Kant riconosce alla ragione il compito di condurre una "critica" intorno ai fondamenti di ogni esperienza e di ogni facoltà umana.

Dal periodo precritico al criticismo.
Nel "periodo precritlco" Kant effettua ricerche in campo naturalistico, per poi avvicinarsi all'empirismo Inglese e affermare un nuovo punto di vista sulla metafìsica, intesa come scienza dei limiti della ragione.


La Critica della ragion pura.
Riguardo al problema della conoscenza, Kant ribalta i rapporti tra soggetto e oggetto, affermando che non è l'uomo a dover adattare le proprie facoltà percettive ai fenomeni per comprenderli, ma la natura a modellarsi sulle facoltà che sono proprie della struttura conoscitiva umana. Applicata ai fondamenti del sapere, la "critica" kantiana è volta ad appurare quali ambiti siano genuinamente conoscibili.

La Critica della ragion pratica.
Anche nell'ambito della ragione pratica, che regola i comportamenti morali dell'uomo, l'assunto antropocentrico di fondo rimane invariato: la morale non sta fuori dell'uomo, ma è dentro di lui.


La Critica del Giudizio.
Nella Critica del Giudizio Kant studia il sentimento come facoltà mediante la quale l'uomo fa esperienza di quella finalità del reale che la ragion pura esclude programmaticamente e la ragion pratica si limita a ipotizzare sotto forma di postulati.

Religione e diritto.
Per quanto concerne la filosofìa della religione e la filosofìa del diritto anche in questi campi Kant propone originali contributi, che sono stati rivalutati soprattutto dalla critica contemporanea.


Il criticismo come "filosofia del limite" 
e l'orizzonte storico del pensiero kantiano.

Il pensiero di Kant è detto criticismo perché, contrapponendosi all'atteggiamento mentale del "dogmatismo" - che consiste nell'accettare opinioni o dottrine senza interrogarsi preliminarmente sulla loro effettiva consistenza , fa della critica lo strumento per eccellenza della filosofia. 

"Criticare", nel linguaggio tecnico di Kant, significa infatti, conformemente all'etimologia greca, "giudicare", "distinguere", "valutare", "soppesare" ecc., ossia interrogarsi programmaticamente circa il fondamento di determinate esperienze umane, chiarendone:

■ le possibilità (le condizioni che ne permettono resistenza); 
■ la validità (i titoli di legittimità o non-legittimità che le caratterizzano);
i limiti (i confini di validità).

KANT. Abbagnano - Fornero Vol 2. 

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