lunedì 15 giugno 2015

Tolstoj. Lo scrittore Leon Tolstoj abbandonò la caccia e si fece promotore del pacifismo vegetariano che condannava l'uccisione inutile di ogni animale, fosse anche una formica. Nel saggio Il Primo Passo, scriveva: "...uccidendo, l'uomo sopprime anche in sé stesso le più alte capacità spirituali, l'amore e la compassione per altre creature viventi,e sopprimendo questi sentimenti diventa crudele."





Pitagora, matematico e filosofo,iniziatore del vegeterianesimo "culturale" in Occidente (tanto che fino al 1800 i vegetariani erano chiamati pitagorici) ebbe a dire: 
"amici miei, evitate di corrompere il vostro corpo con cibi impuri; ci sono campi di frumento, mele così abbondanti da piegare i rami degli alberi, uva che riempie le vigne, erbe gustose e verdure da cuocere, c'è il latte e il miele doloroso di timore; la terra offre una grande quantità di ricchezze, di alimenti puri, che non provocano spargimento di sangue né morte. 
Finché gli uomini continueranno a massacrare animali continueranno ad uccidersi tra loro. 
Chi semina dolore e morte non potrà raccogliere amore e gioia.." 
Il biografo Diogene scrive che Pitagora era solito mangiare pane e miele al mattino e verdura cruda la sera, e che pagava i pescatori perché ributtassero in mare i pesci appena presi.

In un saggio dal titolo "Sul mangiare carne", l'autore latino Plutarco scriveva: "vi state chiedendo perché Pitagora si ritenesse dal mangiare carne? Io da parte mia, mi domando piuttosto per quale ragione o con quale animo un uomo, per primo, abbia potuto avvicinare la sua bocca al sangue congelato e le sue labbra alla carne di una creatura morta; come abbia potuto mettere sulla propria mensa cadaveri di animali e definire cibo e nutrimento quegli esseri che fino a poco prima muggivano o belavano, si muovevano, vivi. Come abbia potuto sopportare la vista del massacro, la gola squarciata, la pelle scuoiata, gli arti staccati, sopportare la puzza...come abbia fatto a non provare ribrezzo a contatto delle piaghe degli altri esseri succhiando addirittura succhi e siero delle ferite! 
L'uomo non si nutre certo di leoni o di lupi, per autodifesa...ma al contrario, uccide creature innocue, prive di pungiglioni o zanne. 
Se sostenete che la natura vi ha destinato questo tipo di nutrimento, ebbene, allora uccidete voi stessi, da soli, quel che volete mangiare, ma fatelo con le vostre forze,senza clava o altre armi."


Nelle Metamorfosi di Ovidio troviamo scritto: 
"amici,non contaminate il vostro corpo con cibi peccaminosi... 
La terra ci offre una grande abbondanza di ricchezze, di cibi innocenti, vi presenta banchetti che non implicano spargimento di sangue."

Leonardo da Vinci scriveva: "colui che non rispetta la vita non la merita." 
Leonardo considerava il corpo dei carnivori come tombe, cimitero degli animali che essi mangiavano.


Nell'opera The Wealth of Nations l'economista Adam Smith scriveva: 
"in realtà ci si può domandare se, in qualche parte del mondo, la carne sia necessaria per la sopravvivenza... mentre cereali e vegetali, con latte,formaggio e burro oppure olio sono in grado di fornire l'alimentazione più completa ed energetica..."

Considerazioni di questo tipo s pinsero anche Benjamin Franklin a diventare vegetariano fin dall'età di sedici anni, quando si accorse che ciò gli procurava una maggiore chiarezza intellettuale e facilità nell'apprendere. Nella sua autobiografia definì il consumo di carne "un delitto ingiustificato".

Il poeta Shelley lasciò scritto nel saggio Vindication of Natural Diet: 
"si dovrebbe imporre una prova decisiva ai sostenitori della dieta carnivora...fargli strappare coi denti le carni di un agnello vivo, fargli affondare la testa nei suoi organi vitali, tagliente bere il sangue...se supereranno tale prova allora saranno stati coerenti con la loro teoria."

Lo scrittore Leon Tolstoj abbandonò la caccia e si fece promotore del pacifismo vegetariano che condannava l'uccisione inutile di ogni animale, fosse anche una formica. Nel saggio Il Primo Passo, scriveva: "...uccidendo, l'uomo sopprime anche in sé stesso le più alte capacità spirituali, l'amore e la compassione per altre creature viventi,e sopprimendo questi sentimenti diventa crudele."

Henry David Thoreau scriveva nella sua opera Walden
"è vergognoso che l'uomo sia carnivoro. È vero: egli può vivere sfruttando altri animali, ma questo è un ben misero modo di vivere, come sanno coloro che mettono in trappola conigli o uccidono agnelli e coloro che insegneranno all'uomo a convertirsi a una dieta sana e non violenta saranno considerati benefattori dell'umanità..."

Il commediografo George Bernard Shaw si accostò al vegetarianesimo all'età di 25 anni. 
I medici gli predissero che quella dieta lo avrebbe ucciso. Quando dopo molti anni qualcuno gli chiese come mai non fosse più tornato da quei medici, lui rispose: "avrei voluto farlo, ma il fatto è che loro sono tutti morti! Che cosa ci può aspettare da gente che si nutre di cadaveri? Noi preghiamo la domenica che la luce illumini il nostro cammino. Siamo stanchi di guerre, non vogliamo combattere e tuttavia ci nutriamo di morte." Commentava anche: "quando un uomo vuole uccidere una tigre, lo chiama sport, quando la tigre vuole uccidere lui, la chiama ferocia..."

Albert Einstein scriveva: il modo di vita vegetariano, grazie ai suoi effetti puramente fisici sul temperamento umano, può influenzare in modo estremamente benefico il destino dell'umanità."

Isaac Baschevis Singer scrive: "...alcuni filosofi e capi religiosi convincono i loro studenti o discepoli che gli animali non sono altro che macchine senz'anima e senza sentimenti, ma chiunque abbia vissuto con un animale, un cane o un uccello o anche un topo, sa che questa è solo una bugia per giustificare la crudeltà..."





Il filosofo Pitagora è considerato l'iniziatore del vegetarianesimo occidentale.
Tuttavia l'astensione dalla carne in Pitagora è collegata alla teoria della metempsicosi, cioè il processo della purificazione dell'anima attraverso la reincarnazione successiva in altre forme corporee. In Pitagora il rispetto verso gli animali nasce dalla volontà di salvaguardare l'anima umana trasferitasi nel corpo di un altro animale. Plutarco può essere considerato il precursore della moderrna sensibilità animalista in quanto egli considera che tutti gli esseri viventi compresi gli animali poichè partecipano tutti di una qualche forma di ragione sono legati da una sostanziale affinità. A testimonianza della modernità di Plutarco si può ricordare la canzone Sarcofagia di Franco Battiato presente nell'album Ferro Battuto nella quale la ripresa del testo Plutarcheo è pressocché letterale.

https://youtu.be/Lf9RRvOvwpM





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